Piloni votivi di Sant’Antonino di Susa, piccolo patrimonio sacro diffuso nel territorio

Da Alessandro Maldera
Marzo 15, 2026

I piloni votivi di Sant’Antonino di Susa sono una parte importante del paesaggio locale, anche se spesso passano inosservati a chi guarda solo i luoghi più noti. In realtà il territorio comunale è disseminato di edicole, nicchie e piccoli manufatti religiosi che raccontano una fede concreta, legata alla campagna, alle paure quotidiane e alla protezione della comunità. Proprio per questo non si tratta soltanto di segni devozionali. Sono anche tracce vive della storia popolare del paese
I piloni votivi del territorio
– Questi manufatti nacquero come segni di protezione, voto e ringraziamento
– Erano legati anche ai percorsi delle Rogazioni, nei giorni prima dell’Ascensione
– Dal 2012 è stato avviato un progetto di censimento e mappatura
– L’itinerario comprende 12 tra piloni, edicole, nicchie e croci votive
Cosa rappresentano i piloni votivi di Sant’Antonino di Susa
Nel territorio di Sant’Antonino questi piccoli manufatti formano un insieme ricco e vario di architettura sacra popolare. Non sempre è facile stabilire con precisione quando siano stati costruiti. Tuttavia è più chiaro capire perché siano nati. Infatti venivano eretti per chiedere protezione sul territorio, per sciogliere un voto oppure per ringraziare dopo una grazia ricevuta.
Allo stesso tempo avevano anche un significato più profondo e quotidiano. In un mondo agricolo esposto a raccolti incerti, epidemie, carestie e malattie degli animali, i piloni diventavano simboli contro le paure concrete della vita. Per questo erano presenze religiose, ma anche punti di rassicurazione collettiva.
I santi raffigurati e il significato delle immagini
All’interno di nicchie ed edicole compaiono figure molto riconoscibili della devozione popolare. Si trovano la Vergine Maria, la Sacra Famiglia e diversi santi ritenuti particolarmente efficaci nell’invocazione. Inoltre ritorna spesso la croce, vista come simbolo fortissimo contro le insidie del male, del diavolo e delle streghe.
Queste immagini non erano decorative in senso moderno. Al contrario, avevano una funzione precisa nel vissuto religioso della comunità. Ogni figura parlava di aiuto, difesa, speranza e continuità.
Il legame con le Rogazioni
I piloni votivi di Sant’Antonino di Susa erano anche luoghi di sosta per la preghiera. Infatti durante i percorsi delle Rogazioni, celebrati nei tre giorni che precedevano la solennità dell’Ascensione, questi manufatti diventavano tappe significative. Qui si pregava e si impartiva la benedizione dei campi, in un rapporto strettissimo tra fede, stagione agricola e territorio.
Per questo leggere oggi questi piloni significa capire non soltanto la religiosità locale, ma anche il modo in cui una comunità attraversava il proprio spazio, lo proteggeva e lo interpretava.
Il progetto “Lungo il percorso delle Rogazioni”
Nel 2012 è stato avviato il progetto “Lungo il percorso delle Rogazioni”, nato per realizzare un primo censimento dei manufatti presenti nel territorio. Inoltre il progetto ha permesso la catalogazione dei piloni votivi e la mappatura dei percorsi delle Rogazioni, offrendo così una lettura più ordinata e completa di questo patrimonio diffuso.
Questo passaggio conta molto, perché senza un lavoro del genere molti di questi segni sarebbero rimasti isolati, poco conosciuti o letti solo come dettagli marginali. Invece, messi insieme, costruiscono un itinerario culturale e religioso molto più forte.
Elenco e ubicazione dei piloni votivi di Sant’Antonino di Susa
1. Oratorio di Santa Margherita a Casale Mariette
A Casale Mariette si trova l’Oratorio di Santa Margherita, che presenta un affreschino a forma di trittico. Al centro compare la Vergine Maria in trono, affiancata da Santa Margherita d’Antiochia e San Lorenzo. Si tratta di uno dei punti più interessanti dell’itinerario, perché unisce valore devozionale e qualità figurativa.
2. Pilone “Pilun dal Cavalin”
Il Pilun dal Cavalin mostra l’immagine sorridente della Madonna Nera di Oropa. È un riferimento molto riconoscibile e, proprio per questo, lega Sant’Antonino a una devozione che supera i confini strettamente locali.
3. Pilone “Pilun dal Garitta”
Il Pilun dal Garitta è stato restaurato nel 2016 da artigiani locali. Nella nicchia custodisce l’immagine di una Madonna che abbraccia il Bambino dormiente, scena che rende il manufatto particolarmente delicato e riconoscibile.
4. Pilone di via Cigliano
Il pilone di via Cigliano è tornato alla sua antica bellezza grazie a un restauro eseguito nel 2017. Proprio questo intervento ha permesso di valorizzare nuovamente un manufatto che fa parte della rete devozionale del paese.
5. Pilun dei Monicu
Nel Pilun dei Monicu la nicchia ospita la statua della Madonna di Lourdes. Anche in questo caso emerge il rapporto diretto tra devozione popolare e immagini mariane molto radicate nella religiosità locale.
6. Edicola di via della Stazione
L’edicola di via della Stazione conserva le immagini di Sant’Antonio Abate e San Sebastiano. La presenza di questi due santi richiama, ancora una volta, la dimensione protettiva che questi manufatti avevano nella vita quotidiana.
7. Croce votiva in ferro battuto in zona Ronchi
Nella zona Ronchi si trova una croce votiva in ferro battuto. È un segno più essenziale rispetto ai piloni affrescati o alle edicole con statue, ma proprio per questo mantiene una forza simbolica molto netta.
8. Pilun dal punt dla serca
Il Pilun dal punt dla serca è dedicato a San Pancrazio, alla Sacra Famiglia e al Battesimo di Gesù nel fiume Giordano. La ricchezza delle immagini lo rende uno dei manufatti più articolati dell’itinerario.
9. Pilone di Maria Ausiliatrice
Il pilone di Maria Ausiliatrice è stato restaurato nel 2007. L’intervento ha modificato in parte l’architettura del manufatto, però senza snaturarne il carattere complessivo. Questo lo rende un esempio interessante di equilibrio tra recupero e rispetto dell’impianto originario.
10. Pilone in Regione Poncetto
In Regione Poncetto si trova un elegante pilone con immagini ancora leggibili. Tra queste compaiono San Luigi Gonzaga, il Sacro Cuore, l’Annunciazione e Cristo in Croce. La presenza di più soggetti rafforza il valore iconografico del manufatto.
11. Pilone in zona Porcaregio
Il pilone della zona Porcaregio è stato restaurato nel 2014. In quell’occasione è stato ridipinto rispettando lo schema compositivo originario, con la Sacra Famiglia protetta da Dio Padre e dalla colomba dello Spirito Santo. È un caso significativo di restauro condotto senza alterare la struttura simbolica del dipinto.
12. Nicchia di via San Giacomo
La nicchia di via San Giacomo contiene un’antica statua di Maria Ausiliatrice. Anche se più semplice rispetto ad altri manufatti, rientra pienamente in questo patrimonio diffuso di devozione popolare.
Le risposte rapide sui piloni votivi di Sant’Antonino
Sono piccoli manufatti di architettura sacra popolare diffusi nel territorio comunale, come piloni, edicole, nicchie e croci votive. Venivano realizzati per protezione, voto o ringraziamento.
Nascevano per chiedere protezione, per sciogliere un voto o per ringraziare dopo una grazia ricevuta. Inoltre servivano a esorcizzare le incertezze della vita agricola, come carestie, epidemie o raccolti perduti.
Nelle nicchie si trovano la Vergine Maria, la Sacra Famiglia, diversi santi invocati dalla tradizione popolare e molto spesso la croce, simbolo di protezione contro il male.
Durante i tre giorni precedenti l’Ascensione, i piloni e le edicole erano tappe di preghiera lungo i percorsi delle Rogazioni. In quei momenti si benedicevano anche i campi.
Nel percorso descritto compaiono 12 manufatti tra oratorio, piloni, edicole, nicchie e croci votive distribuiti in diverse zone del territorio comunale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



