Pinacoteca Tabusso di Rubiana, il museo che racconta il maestro e l’arte contemporanea piemontese

Da Alessandro Maldera
Marzo 12, 2026

La Pinacoteca Tabusso di Rubiana è una tappa che ha senso se vuoi capire davvero il rapporto tra arte e territorio in Valmessa. Non è solo una raccolta comunale, infatti, ma un luogo nato attorno alla figura di Francesco Tabusso e al suo legame profondo con Rubiana. Inoltre, nel suo allestimento permanente, conserva oltre cento opere di artisti piemontesi contemporanei dal secondo dopoguerra a oggi. Per questo la visita non vale solo per il nome del maestro, ma anche per il quadro più ampio che riesce a costruire.
Origine e valore della collezione
La Pinacoteca Comunale Francesco Tabusso, inaugurata nel 2016, conserva nel suo allestimento permanente oltre cento opere dei più significativi artisti contemporanei piemontesi dal secondo dopoguerra a oggi. Non è quindi una semplice sala dedicata a un solo autore, ma un piccolo polo culturale che racconta un tratto importante dell’arte piemontese recente.
Il cuore del progetto resta però il legame con Francesco Tabusso (1930-2012), profondamente unito a Rubiana fin dall’infanzia. La pinacoteca si trova a circa 500 metri dalla villa di famiglia, costruita nel 1906 e acquistata dall’avo Alfredo nel 1926, luogo di villeggiatura estiva e di lavoro dove nacquero molte opere del maestro.
La raccolta prende forma dopo il conferimento della cittadinanza onoraria a Tabusso nel 2006. L’anno successivo il pittore promosse il laboratorio “Fiabe e boschi” per gli alunni del quinto anno della scuola primaria Giuseppe Simone Girodo, coinvolgendo amici artisti come Francesco Casorati, Giacomo Soffiantino e Tino Aime, che donarono opere al Comune.
Da quel primo nucleo la collezione si è ampliata nel tempo grazie a nuove donazioni di artisti, familiari e collezionisti. Tra le opere di Tabusso ricordate nel percorso espositivo compaiono Il cane di Bombarda, Paesaggio e una serie di otto serigrafie, in un insieme che lega memoria personale, arte contemporanea e identità culturale di Rubiana.
Che cos’è la Pinacoteca Tabusso di Rubiana
La Pinacoteca Comunale Francesco Tabusso è stata inaugurata nel 2016 e raccoglie, nel suo percorso permanente, oltre cento opere dei più significativi artisti contemporanei piemontesi attivi dal secondo dopoguerra fino all’età più recente. Quindi non si tratta di una sala dedicata a un solo autore, ma di una collezione che prova a raccontare un pezzo importante dell’arte regionale contemporanea.
Allo stesso tempo, però, il nucleo identitario dello spazio resta chiarissimo. Il nome, il progetto e l’origine della raccolta ruotano infatti attorno alla figura di Francesco Tabusso, artista di caratura internazionale e presenza profondamente legata a Rubiana.
Il legame tra Francesco Tabusso e Rubiana
Per capire la pinacoteca bisogna partire dal rapporto personale tra Francesco Tabusso (1930-2012) e Rubiana. Il pittore era legato a questo territorio fin dall’infanzia e la località della Valmessa fu per lui un punto di riferimento costante, soprattutto durante la villeggiatura estiva.
La pinacoteca si trova a circa 500 metri dalla villa di famiglia, costruita nel 1906 e acquistata dall’avo Alfredo nel 1926. Proprio quella residenza fu per il maestro un luogo privilegiato di lavoro e di soggiorno. Qui, infatti, nacquero molti suoi dipinti, realizzati nel giardino della villa oppure nella mansarda trasformata in studio. Di conseguenza il museo non celebra un rapporto generico con il territorio, ma una geografia affettiva e creativa molto precisa.
La Valmessa e il paesaggio che influenzò il maestro
Il paesaggio della valle del Messa, stretto tra i massicci della Sella e del Civrario, ebbe un peso evidente nella poetica di Tabusso. I boschi, l’acqua, il verde nelle sue tante variazioni e la luce della montagna entrarono infatti nella sua memoria visiva e poi nella sua pittura.
Questo rapporto emerge bene anche in un’opera citata come esempio molto chiaro, il Cantico delle Creature, grande pala d’altare per la chiesa milanese di San Francesco al Fopponino, dipinta proprio a Rubiana nell’estate del 1975. Quindi il verde che ritorna in molte opere di Tabusso non è un semplice elemento decorativo, ma il segno tangibile della sua frequentazione continua dei boschi e delle montagne di Rubiana.
Come nasce la collezione della pinacoteca
La nascita della pinacoteca non fu un gesto improvviso, ma il risultato di un percorso costruito nel tempo. Nel 2006 il Comune di Rubiana conferì a Francesco Tabusso la cittadinanza onoraria, riconoscendo il forte legame affettivo e artistico che lo univa al paese. L’anno successivo, in segno di ringraziamento, il pittore istituì il premio “Fiabe e boschi”, un laboratorio di pittura rivolto agli allievi del quinto anno della scuola primaria Giuseppe Simone Girodo.
Da qui parte il vero nucleo della futura raccolta. In quell’iniziativa, infatti, Tabusso fu affiancato da amici artisti del calibro di Francesco Casorati, Giacomo Soffiantino e Tino Aime. Ognuno di loro donò un’opera all’amministrazione comunale. Successivamente il fondo si ampliò con nuove donazioni, arrivate dagli stessi artisti oppure da familiari e collezionisti. Così prese forma il primo corpo espositivo che, col tempo, sarebbe diventato la pinacoteca inaugurata nel 2016.
Cosa si vede nella Pinacoteca Tabusso di Rubiana
La collezione permanente raccoglie opere dei principali artisti piemontesi contemporanei. Tuttavia il percorso conserva anche un rapporto diretto con il maestro a cui è intitolato. Tra le opere esposte di Francesco Tabusso vengono ricordati Il cane di Bombarda, Paesaggio e una serie di otto serigrafie.
Perciò la visita si sviluppa su due livelli. Da una parte c’è la presenza specifica di Tabusso, dall’altra si apre un quadro più largo dell’arte piemontese del secondo Novecento e degli anni successivi. Inoltre questo doppio registro rende la pinacoteca interessante sia per chi cerca il pittore, sia per chi vuole leggere una rete di relazioni artistiche più ampia
Perché questa pinacoteca conta davvero per Rubiana
La Pinacoteca Tabusso di Rubiana conta perché non è una raccolta messa insieme in modo freddo o casuale. Al contrario, nasce da un rapporto vivo tra un artista, un territorio e una comunità. Inoltre collega la dimensione locale a un contesto molto più ampio, cioè quello dell’arte piemontese contemporanea.
In questo senso la pinacoteca diventa anche un gesto di restituzione. Rubiana riconosce il valore del maestro, e il maestro, insieme ai suoi amici artisti, restituisce al paese una collezione che nel tempo si consolida e si allarga. Perciò il museo non racconta solo delle opere, ma anche una storia di relazioni culturali.
Una visita che dialoga con Villa Tabusso
La distanza ridotta tra la pinacoteca e la villa di famiglia di Tabusso rafforza ancora di più il senso della visita. Sapere che il museo si trova a circa 500 metri da quel luogo cambia infatti la percezione dell’intero percorso. Da una parte hai lo spazio pubblico della collezione, dall’altra il contesto privato in cui molti lavori hanno preso forma.
Questa vicinanza, inoltre, aiuta a leggere Rubiana non solo come sfondo, ma come parte attiva dell’immaginario tabussiano. In pratica, visitare la pinacoteca ha ancora più senso se la consideri dentro un piccolo sistema culturale diffuso, non come un contenitore isolato.
Perché la Pinacoteca Tabusso di Rubiana merita una tappa
La Pinacoteca Tabusso di Rubiana merita una visita per almeno tre motivi. Il primo è il valore della collezione, che mette insieme oltre cento opere del contemporaneo piemontese. Il secondo è la centralità di Francesco Tabusso, figura chiave non solo per il museo ma per l’identità culturale di Rubiana. Il terzo è il rapporto stretto tra arte e paesaggio, perché qui la memoria della valle entra direttamente nella lettura del maestro.
Insomma, non è una pinacoteca enorme, ma è una tappa che funziona molto bene se vuoi capire come un paese possa trasformare un legame artistico in un progetto culturale serio e duraturo.
Risposte sulla Pinacoteca Comunale Francesco Tabusso
La Pinacoteca Comunale Francesco Tabusso è stata inaugurata nel 2016.
Nel suo allestimento permanente raccoglie oltre cento opere dei più significativi artisti contemporanei piemontesi dal secondo dopoguerra a oggi.
Perché il primo promotore della collezione fu proprio Francesco Tabusso, pittore profondamente legato a Rubiana fin dall’infanzia e cittadino onorario del comune dal 2006.
Il primo nucleo nasce dal progetto “Fiabe e boschi”, laboratorio di pittura ideato da Tabusso nel 2007, e dalle opere donate al Comune da artisti come Francesco Casorati, Giacomo Soffiantino e Tino Aime.
Tra le opere citate nel percorso espositivo compaiono Il cane di Bombarda, Paesaggio e una serie di otto serigrafie del maestro.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



