Cappella di Sant’Anna di Salbertrand: la cappella alpina di Frenee tra pascoli, lose e campanile a vela

Da Alessandro Maldera
Marzo 12, 2026

La Cappella di Sant’Anna di Salbertrand è una tappa piccola, ma con un contesto che fa metà del lavoro: si trova a Frenee, circondata da pascoli e in posizione panoramica. È un edificio essenziale, leggibile in pochi minuti, eppure racconta una storia comunitaria precisa. Inoltre conserva i tratti tipici delle cappelle di montagna: facciata a capanna, tetto in lose e campanile a vela.
Orientarsi in un minuto: Sant’Anna
– Facciata: semplice capanna con zoccolo tinteggiato, porta lignea e piccola finestra laterale
– Tetto: due falde in lose che avanzano per proteggere l’ingresso
– Segno distintivo: alto campanile a vela in pietra in asse con la porta
– Interno: navata unica con abside piatta e volta a botte
– Pavimento: pietra e battuto cementizio
– Storia: fondata il 26 luglio 1699, benedetta e aperta al culto il 23 ottobre 1700
Dove si trova: Frenee, tra pascoli e panorama
La cappella sorge nella borgata Frenee, nel comune di Salbertrand, in un punto aperto e luminoso, circondato da pascoli. Perciò la visita non è solo “architettura”: è anche paesaggio, silenzio e quella sensazione da alta valle in cui tutto sembra più lento. Inoltre la posizione panoramica aiuta a capire perché un edificio così semplice sia rimasto un riferimento nel tempo.
La facciata: capanna semplice, ingresso protetto e campanile a vela
All’esterno la cappella si presenta con una facciata a semplice capanna, chiusa in basso da uno zoccolo tinteggiato. La copertura è un tetto a due falde con manto in lose: le pareti laterali avanzano rispetto al piano della facciata e, di conseguenza, le falde si protendono in avanti per proteggere l’ingresso.
La porta è in legno, senza ornamenti, e a destra si apre una finestra piccola. Sopra l’ingresso si vede una croce lignea, mentre dal tetto emerge in asse un alto campanile a vela in pietra, elemento verticale che rende la cappella riconoscibile anche da lontano.
Com’è fatta dentro: navata unica, abside piatta e volta a botte
L’interno segue uno schema lineare: navata unica che termina con abside piatta, coperta da volta a botte. Quindi lo spazio è raccolto e diretto, senza articolazioni complesse. La struttura è in muratura portante di tipo misto, intonacata e tinteggiata sia all’esterno sia all’interno, e lo stato di conservazione è indicato come buono.
Materiali e finiture: lose, pavimento misto e altare ligneo
Anche i dettagli confermano l’impronta “alpina” dell’edificio. Il tetto in lose è il segno più evidente, ma dentro contano anche le finiture: la pavimentazione è in pietra e battuto cementizio, quindi pratica e resistente. L’arredo liturgico principale è un altare ligneo a pariete seiunctum, coerente con una cappella di borgata pensata per il culto locale.
Storia: una cappella nata dagli abitanti tra 1699 e 1700
La storia qui è chiara e, soprattutto, comunitaria. La cappella venne fondata il 26 luglio 1699 dagli abitanti della borgata. Poco dopo, l’edificio fu benedetto e aperto al culto il 23 ottobre 1700. In seguito risulta già esistente nel 1732, segno che la cappella era ormai un punto fermo per Frenee. In altre parole: non è un monumento “calato dall’alto”, ma un luogo costruito e mantenuto dalla gente del posto.
Cappella di Sant’Anna di Salbertrand: perché vale la salita a Frenee
La Cappella di Sant’Anna di Salbertrand è una tappa che rende bene proprio perché è semplice e fuori mano quanto basta: si trova a Frenee, circondata da pascoli, e quindi ti obbliga a rallentare. Inoltre è una cappella di borgata “vera”, nata dal basso: fondata dagli abitanti il 26 luglio 1699 e benedetta con apertura al culto il 23 ottobre 1700, era già presente nel 1732. Architettonicamente è leggibile al primo sguardo: facciata a capanna, tetto a due falde in lose che si protende a proteggere l’ingresso, e un alto campanile a vela in pietra in asse con la porta. Dentro, invece, trovi un impianto a navata unica con abside piatta e volta a botte, con pavimenti in pietra e battuto cementizio e un altare ligneo. In altre parole: non è una visita “da foto”, ma un posto che racconta bene la Val di Susa quando la guardi senza fretta
Chiarimenti sulla chiesetta di Frenee
Fu fondata il 26 luglio 1699 dagli abitanti della borgata Frenee
Fu benedetta e aperta al culto il 23 ottobre 1700
Facciata a capanna, tetto a due falde in lose sporgenti e campanile a vela in pietra, con interno a navata unica
Navata unica con abside piatta e volta a botte
È indicata in buono stato di conservazione

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



