Le Trune – Ecovillaggio artistico di Condove: borgata in quota, progetto comunitario e attività tra natura e cultura rurale

Da Alessandro Maldera
Marzo 04, 2026

Le Trune è una borgata montana sopra Condove, in Valle di Susa, oggi in fase di recupero. È un luogo “di margine” ma, proprio per questo, racconta bene un modo diverso di stare in montagna. Inoltre il progetto, avviato nel 2012, mette insieme pratiche rurali, creatività e tutela della biodiversità. Quindi non è solo un posto: è un’idea di comunità che prova a diventare concreta.
Le Trune : i dati che contano
Dove si trovano Le Trune e cosa significa “stare in quota”
Le Trune si affaccia a circa 830 metri sul versante soleggiato sopra Condove, a circa 30 km da Torino. Il panorama, infatti, guarda la Valle di Susa e la Sacra di San Michele, e questo non è un dettaglio estetico: è parte dell’identità del posto. Allo stesso tempo il contesto resta rurale e “di borgata”, quindi l’ambiente è quello della montagna vera, non di un set.
Perché si chiamano “Trune”
Il nome “Trune”, in dialetto piemontese, ha un doppio senso: può indicare case rudimentali ma anche streghe. Questa ambivalenza non è messa lì per fare folclore: piuttosto, suggerisce un immaginario che mescola essenzialità, mistero e radici locali. Di conseguenza il progetto gioca anche sul linguaggio, non solo sugli edifici.
Una borgata abbandonata e poi ripresa: cosa succede nel 2012
La borgata era abbandonata da più di mezzo secolo. Poi, nella primavera 2012, prende forma il progetto “Le Trune” come percorso di recupero e ripartenza. L’idea dichiarata è vivere la ruralità in armonia con i ritmi naturali, e quindi studiare e diffondere pratiche legate alla tutela della biodiversità. Non a caso viene descritto come un progetto “pionieristico” di formazione continua, in una cornice creativa che, almeno nelle intenzioni, rende la fatica più sostenibile.
Cosa si fa alle Trune: corsi, escursioni e accoglienza
Nelle attività raccontate dal progetto compaiono tre filoni principali:
- Cultura contadina: percorsi e corsi che provano a far emergere legami antichi tra magia e sacralità
- Escursioni naturalistiche: uscite di una o più giornate, quindi non la passeggiata “mordi e fuggi”
- Accoglienza: è indicata la presenza di un punto di ricezione per pernottamenti (in base ai periodi e alle attività attive)
In pratica, se ti interessa il “come si viveva e come si può vivere” in montagna, questo è il taglio.
Il progetto comunitario: gruppo, regole e obiettivi “qui e ora”
Le Trune viene descritto come un gruppo di circa una decina di persone, con percorsi indipendenti ma un orizzonte comune. L’idea di base è che “vince il gruppo”, quindi le scelte puntano a essere condivise. Inoltre l’obiettivo immediato dichiarato è la presenza attiva dei partecipanti e la costruzione di obiettivi collettivi, con uno sguardo lucido (almeno nelle intenzioni).
La “Regola d’Arte”: cosa c’è dietro l’idea di ecovillaggio artistico
La parte più programmatica è quella che definisce l’ecovillaggio come scelta di vita:
- ridurre l’impatto ambientale
- provare forme di autosufficienza energetica, alimentare ed economica
- recuperare relazioni più profonde, basate su comprensione, rispetto e sincerità
In più, il progetto dice esplicitamente di non voler essere un arroccamento “neoprimitivo”. Piuttosto punta a un benessere che include ricerca, comunicazione, spiritualità, arte, promozione della cultura del territorio e professionalità.
Risorse e sostenibilità: agricoltura, restauro, energia
Qui il discorso diventa operativo. Le linee indicate sono:
- economia alternativa legata a baratto e offerta libera
- metodologie agricole sostenibili: permacultura, agricoltura naturale, ripristino varietà locali, archivio sementi, rimboschimento mirato, allevamento brado
- restauro e costruzione con bioedilizia artistica, architettura vegetale e land art, dando priorità agli spazi comuni
- impianti bioenergetici, privilegiando quelli non esauribili, e attenzione all’uso congruo delle risorse
Insomma: si parla di autonomia, però senza negare che servano competenze, metodo e tempo.
Comunicazione interna: il voto all’unanimità
Il progetto propone un sistema decisionale basato sull’unanimità. È più lento, sì, però viene presentato come strumento per tenere coesione e immediatezza comunicativa nel lungo periodo. Inoltre vengono citati turn-over del mediatore e documentazione delle discussioni, proprio per non lasciare tutto “nell’aria”.
Mito, utopia e territorio: perché entra in gioco “Nova Rama”
Nella narrazione compare anche un lato più immaginifico: l’idea che luoghi come questo funzionino perché tengono insieme mito e utopia, cioè una storia che sconfina oltre il quotidiano e una scelta radicale. In questo filone entra la citazione della “Città di Rama / Nova Rama”, raccontata come eco poetica nella valle. È un elemento che non va preso come cronaca, ma come stile narrativo del progetto: serve a caricare di significato il recupero della borgata.
FAQ – orientamento sull’ecovillaggio
Una borgata montana in fase di recupero, diventata il centro di un progetto comunitario che unisce pratiche rurali, creatività e tutela della biodiversità
Sopra Condove, sul versante soleggiato, attorno a 830 metri di quota, con vista sulla Valle di Susa e sulla Sacra di San Michele
Perché in piemontese richiama sia case rudimentali sia streghe, quindi tiene insieme essenzialità e immaginario popolare
Corsi di cultura contadina (anche sul legame tra magia e sacralità), escursioni naturalistiche e un punto di accoglienza per pernottamenti, secondo periodi e disponibilità
È proposto un modello a unanimità, con tempi più lunghi ma orientato a coesione e chiarezza nel lungo periodo
La tutela della biodiversità e la cura del paesaggio attraverso pratiche agricole sostenibili, restauro dell’esistente e attenzione all’uso delle risorse
Nelle descrizioni compare una durata indicativa di più di 3 ore, proprio perché si parla di attività e contesto, non di una singola “cosa da vedere” in cinque minuti

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



