Cosa vedere a Borgone Susa: le tappe da non perdere tra centro storico e borgate

Da Alessandro Maldera
Febbraio 16, 2026

Cosa vedere a Borgone Susa non è la solita lista “da cartolina”. Qui, infatti, ogni tappa è breve ma concreta: una parrocchiale costruita per strati, cappelle di paese con restauri documentati, un palazzo civico che spiega la vita pubblica e persino un bassorilievo su roccia chiamato “Maometto”. Inoltre c’è il Castlas, che ti fa leggere Borgone dall’alto, cioè dal punto di controllo.
Borgone di Susa in 5 tappe: il riassunto
– “Maometto”: bassorilievo su roccia (circa 80×65 cm), probabile età romana II–III secolo d.C., con tracce più antiche nell’area
– Palazzo Montabone: 1699, municipio dal 1901, riconoscibile per scala in pietra e terrazzi
– Castlas: ruderi trecenteschi, citati anche come Castellazzo, punto dominante su Borgone
– Cappelle: Madonna della Neve (1781), San Rocco (1598, restauri 1900–1906 e 1971), Madonna degli Angeli ad Achit (1813, affreschi e restauro 1970–1979)
Il “Maometto” di Borgone: un bassorilievo su roccia tra mito popolare e ipotesi romana
Il “Maometto” è una tappa strana (in senso buono). Si trova in un boschetto di acacie tra Borgone e San Didero, su un grande masso erratico o franato. Qui si vede ancora un bassorilievo iscritto scolpito direttamente nella roccia.
Il soprannome nasce dalle credenze popolari valsusine che attribuivano ai “Saraceni” tutto ciò che era antico e misterioso. Tuttavia, per iscrizione latina e forma “a tempietto” (circa 80×65 cm), l’opera rimanda con buona probabilità all’età romana, tra II e III secolo d.C.
Nel riquadro dell’edicola è rappresentato:
- un uomo frontale con braccia alzate, tunica e mantello
- ai piedi un animale rivolto verso di lui (probabile cane)
L’epigrafe è molto corrosa. Però le lettere V M sostengono l’idea di un ex-voto. Perciò restano aperte le letture sull’identità del personaggio: tra ipotesi che tirano in ballo Silvano, Vertumno o persino Giove Dolicheno.
E qui arriva il colpo di coda: attorno al masso compaiono coppelle, macine incompiute e tracce più antiche (fino a una sepoltura preromana). Quindi il sito funziona come nodo di storie sovrapposte, non come monumento “pulito” da brochure.
Palazzo Montabone: il cuore civile del paese
Il Palazzo Montabone è la tappa “civile” che bilancia chiese e cappelle. Non è un monumento isolato: è il centro istituzionale di Borgone.
- datato 1699
- tra fine Seicento e primo Settecento
- dal 1901 ospita il Municipio
Cosa ti resta addosso guardandolo:
- pianta rettangolare, resa più dinamica da due avancorpi
- grande scala in pietra naturale sulla facciata principale
- al piano nobile, i due avancorpi formano due terrazzi affacciati sulla piazza
In pratica, è un edificio di rappresentanza che “spiega” da solo dov’è la vita pubblica.
Il Castlas: ruderi ruvidi, ma con vista e senso storico
Il Castlas non è un castello da cartolina. È, invece, ciò che resta di una casaforte a torre che domina l’abitato da un poggio ben visibile anche dal centro.
Le notizie lo collocano nel XIV secolo (prima del Trecento non se ne parla). Inoltre raccontano un Borgone tardo-medievale diviso tra Villa Nova e Villa Vetula: proprio Villa Nova era controllata da questa fortificazione, citata nelle mappe settecentesche anche come “Castellazzo”.
Il punto forte qui è la lettura del sito: la difesa era affidata soprattutto alla posizione dominante. I resti murari, poi, fanno capire che accanto al “maschio” esistevano anche edifici bassi addossati, più pratici e residenziali. Quindi, in un giro “cosa vedere a Borgone”, il Castlas vale perché ti mostra la storia dal punto di controllo, non dalla piazza.
Chiesa di San Nicola: la parrocchiale “a strati” che si capisce al volo
La Chiesa di San Nicola è il classico edificio che non nasce “in una volta sola”. Al contrario, si ricostruisce, si consolida e si amplia, quindi durante la visita si legge bene anche in pochi minuti.
Dentro trovi:
- navata unica
- cappelle laterali (quella a sud-est ospita il battistero)
- abside semicircolare
Appena entri, però, guarda la controfacciata: c’è una cantoria lignea con organo a canne. Poi, avanzando, noti il cambio di ritmo dato dalle volte a vela unghiate e dalla cupola nella zona presbiteriale.
Anche il pavimento racconta: cotto bicromo bianco-nero in navata e, invece, marmo (con bicromia) nel presbiterio, con balaustra in marmi policromi e altare con tabernacolo dorato. Fuori resta sobria: facciata a salienti e campanile snello sul lato sinistro del fronte.
Sul piano storico, la traccia è lineare:
- citazioni medievali 1029 e 1382
- ricostruzione a fine Seicento
- interventi strutturali e ampliamento 1769–1770
- grandi aggiunte nel 1845
- campanile nelle forme attuali 1845–1848
Cappella della Madonna della Neve: una devozione locale ben conservata
La Cappella della Madonna della Neve sta tra le case del paese, quindi la incontri quasi senza cercarla. La prima citazione è del 1781, quando viene descritta come “bellissima e in ottimo stato”.
Oggi si riconosce per:
- facciata a capanna
- campaniletto a vela
- oculo sopra l’ingresso
- portico aggiunto con due pilastri e copertura in tegole marsigliesi
Dentro l’impianto è lineare: navata unica, volta a botte, abside piatta, pavimento in piastrelle romboidali e altare ligneo. Inoltre, tra 1970 e 1979, la cappella viene restaurata dentro e fuori, e in quell’occasione viene inserita una nuova mensa d’altare in legno.
Cappella di San Rocco: riconoscibile fuori, essenziale dentro
La Cappella di San Rocco è incastrata tra le case del paese, quindi è perfetta come tappa rapida.
- nasce nel 1598
- è citata nel 1646 durante una visita pastorale, quando risulta decorata da affreschi
- nel 1728 gli affreschi non sono più rilevati e la cappella appare intonacata e imbiancata
Da fuori colpisce:
- facciata a capanna con tetto in lose
- campanile a vela marcato
- archetti pensili e pseudo-contrafforti di gusto neo-gotico
Dentro: navata unica, abside piatta, volta a padiglione. L’aspetto attuale dipende soprattutto dal grande restauro 1900–1906 (finestre, facciata rifatta, muri e pavimento rialzati, tetto rifatto). Poi, nel 1928, arriva una campana dalla cappella del Beato Amedeo (demolita). Infine, nel 1971, viene eseguito un restauro completo.
Cappella della Madonna degli Angeli: borgata Achit e affreschi ottocenteschi
La Cappella della Madonna degli Angeli si trova in borgata Achit. È una chiesetta di borgata nata da una scelta collettiva: viene edificata nel 1813 per volontà degli abitanti, e questo spiega la forma semplice ma curata.
Da fuori:
- facciata a capanna con cornice orizzontale
- oculo circolare
- tetto a due falde in tegole marsigliesi che si prolunga in avanti a protezione dell’ingresso
Dentro:
- navata unica con volta a botte (con piccole unghie)
- abside piatta
- affreschi ottocenteschi con la Vergine col Bambino tra putti e angeli, più motivi geometrici e fitomorfi lungo la volta
- in controfacciata, cantoria lignea raggiungibile con una scaletta in legno
La campana viene collocata sul campanile nel 1894. Inoltre, tra 1970 e 1979, la cappella viene restaurata e riceve una nuova mensa d’altare in pietra scolpita da Nanduccio Arnaud.
FAQ – Chiarimenti per visitare Borgone Susa
Si presta bene anche a una visita rapida, perché l’impianto è chiaro. Inoltre i dettagli principali si leggono subito: navata unica, cappelle laterali, cantoria lignea e campanile sul fronte sinistro
Il soprannome nasce da credenze popolari che attribuivano ai “Saraceni” ciò che era misterioso. Tuttavia l’iscrizione latina e la forma a tempietto rimandano con buona probabilità all’età romana (II–III secolo d.C.)
No: sono ruderi di una casaforte a torre. Proprio per questo, però, la posizione dominante è la parte più interessante da capire e osservare
È soprattutto un punto di senso: nato tra fine Seicento e primo Settecento (1699) e municipio dal 1901. Quindi racconta la vita pubblica del paese, non solo l’architettura
Dipende dal taglio: San Rocco è la più “storica” (1598), mentre la Madonna degli Angeli ad Achit colpisce per gli affreschi ottocenteschi e la cantoria lignea

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



