Cappella di Santa Maria Maddalena di Usseaux: a Laux tra meridiane, campanile e memoria del furto 2001

Da Alessandro Maldera
Febbraio 10, 2026

La Cappella di Santa Maria Maddalena di Usseaux è una chiesa di borgata: piccola, ma piena di segnali leggibili. Si trova a Laux, tra le case e il lago, e resta libera su tre lati perché dietro l’abside un edificio le si appoggia. Inoltre, tra meridiane, date in facciata e una storia documentata, qui capisci come la montagna “scrive” la sua memoria sui muri. E, purtroppo, c’è anche una ferita recente: il furto dell’inverno 2001
Dettagli da non perdere sulla Cappella di Santa Maria Maddalena
– Facciata: intonaco a calce beige, porta lignea + due finestrelle con grate
– Segni in alto: due meridiane (una con data 1720) e frontone con data 1717
– Memoria civile: lapide 1915–1918 sul lato sinistro della facciata
– Interno: volte a botte e presbiterio a padiglione, cantoria lignea con perline e organo moderno
– Nota storica: nell’inverno 2001 furono trafugati quadri e arredi, tra cui la pala donata nel 1719
Dove si trova la cappella a Laux e com’è posizionata
La cappella è nella borgata Laux, nel comune di Usseaux, incastonata nel tessuto della frazione. Tuttavia non è “schiacciata” ovunque: l’edificio è libero su tre lati, mentre sul retro, in corrispondenza dell’area absidale, un fabbricato è stato costruito in aderenza. Di conseguenza, l’insieme appare compatto e domestico, proprio come ci si aspetta in un villaggio alpino
Facciata: colore, ingresso e segni che raccontano date e comunità
La facciata è rifinita ad arriccio a base calce e tinteggiata in beige chiaro. Al centro si apre una porta semplice in legno a due battenti; ai lati, invece, compaiono due finestrelle rettangolari protette da grate, quindi l’impostazione è essenziale ma funzionale
In alto spiccano due meridiane: quella centrale riporta chiaramente la data 1720. Inoltre, sul lato sinistro della facciata, trovi la lapide in ricordo di caduti e reduci 1915–1918, che sposta lo sguardo dalla devozione alla storia collettiva
Il prospetto si chiude con una trabeazione lineare e un frontone con cornici aggettanti. Nel timpano compare un’altra data, 1717, e nel punto più alto svetta una croce in ferro trilobata sopra il pennacchio: pochi elementi, però messi nel posto giusto
Fianchi e campanile: pietra a vista, aperture e verticalità sobria
I fronti laterali sono finiti a rinzaffo rustico, lasciando intravedere la tessitura muraria in pietra. Sul lato sinistro compare un’apertura a lunetta tamponata; su quello destro, invece, si aprono tre finestre rettangolari quadrettate.
A sinistra, sopra la copertura, si alza un campanile slanciato e sobrio, con fronti intonacati. Nella parte bassa c’è una piccola feritoia; in sommità, poi, compaiono le monofore delle campane seguite da una cornice semplice. Infine, la torre termina con un tettuccio in lose e una guglia intonacata sormontata da una croce sottile in ferro: quindi il profilo resta pulito, ma riconoscibile
Interni: volte a botte, archi ribassati e un ritmo “a campi”
Dentro, la cappella è coperta da volte a botte con unghie per le finestre. Poi, sopra presbiterio e abside, la copertura cambia e diventa una volta a padiglione: questo passaggio, anche se semplice, ordina lo spazio
I soffitti sono tinteggiati in bianco avorio, mentre gli archi ribassati sono in grigio chiaro e “scendono” nelle paraste dello stesso colore. Così, da un lato, lo spazio è scandito con nettezza; dall’altro, i campi avorio delle pareti restano leggeri e leggibili. Inoltre, all’imposta delle volte corre una cornice bianca in stucco aggettante e sagomata, che chiude visivamente l’insieme
Cantoria, scala e parete di fondo: legno, perline e organo moderno
Sulla parete di fondo trovi la cantoria in legno, con parapetto rivestito di perline. Oggi vi si accede con una scala a chiocciola metallica installata in tempi recenti, posizionata a sinistra dell’ingresso. Dalla parte opposta, nell’angolo, è collocato un organo moderno: quindi convivono elementi tradizionali e aggiunte contemporanee, senza troppa teatralità
Presbiterio e altare: pala di Maria Maddalena, tabernacolo e mensa “ricomposta”
Nella parte bassa delle pareti corre un velario in perline; al centro della parete absidale, però, diventa più alto, perché lì è collocato il tabernacolo (probabilmente parte dell’antico altare). Sopra campeggia la pala d’altare dedicata a Santa Maria Maddalena. Ai lati, dentro nicchie, trovi due piccole statue: la Madonna e San Giuseppe con il Bambino
La mensa attuale è stata ricavata scomponendo l’antico altare tridentino. È in marmo grigio chiaro marezzato, appoggiata su una predella a due gradini; ai lati compaiono due colonnine con base che sorreggono il piano, coperto dal mantile ricamato. Di conseguenza l’altare racconta un riuso intelligente: non tutto è “nuovo”, ma riorganizzato
Pavimenti: veneziana ferruginosa e lastra incisa con croce e alloro
La pavimentazione dell’aula è in marmette alla veneziana con granella ferruginosa chiara, posate ortogonalmente. Il presbiterio è rialzato da un gradino basso e, davanti all’altare, presenta una ampia lastra di marmo grigio marezzato incisa con cerchi che contengono la croce circondata da una corona di alloro stilizzata. Quindi, anche “sotto i piedi”, c’è una parte del racconto
Struttura e coperture: pietra, calce, catene e lose
La cappella ha un unico corpo a pianta rettangolare che termina con abside piatta e sezione regolare a capanna. Le murature sono in pietra a spacco naturale legata con malta di calce. Inoltre sono presenti due catene di rinforzo in corrispondenza degli arconi verso il presbiterio: dettaglio tecnico, ma importante per capire come l’edificio “tiene” nel tempo
La copertura è in lose, sorretta da travature in legno. Di conseguenza, materiali e soluzioni restano coerenti con l’architettura alpina della zona
Quadri e immagini: tra contemporaneo e memoria perduta
Sulla parete sinistra è presente una grande tela recente e molto vivace che rappresenta l’Ultima Cena. Dalla parte opposta, invece, un quadro contemporaneo mostra il Cristo con una grande croce nera e il cielo azzurro sullo sfondo. Questi inserti moderni, quindi, dialogano con uno spazio tradizionale
Tuttavia, la dotazione artistica non è “completa”: nell’inverno del 2001 la cappella subì un furto che portò via opere e arredi importanti, e da allora l’interno appare più spoglio
Storia: dal seicento alle committenze sabaude, fino ai restauri
Le notizie raccolte per studi in elaborazione indicano che la cappella era già esistente nel 1664 e che in seguito fu ricostruita a Laux. Poi, secondo fonti storiche, attorno al 1719 sarebbe stata fondata la cappella che sostituì l’antica dedicata a Santa Maria Maddalena, e questa fase viene collegata alla figura di Vittorio Amedeo II
Nel 1721 l’architetto Pietro Audifredi, noto anche per i lavori legati a Superga, stese una relazione progettuale su manutenzioni in diverse chiese della zona, includendo anche Laux; i lavori furono eseguiti da capimastri individuati nelle fonti. Inoltre, il 9 novembre 1728, un sopralluogo segnalò una condizione delicata: la chiesa era in mezzo alle case, vicina a grange e fienili, dunque esposta al rischio incendio, e in quel momento pioveva dentro
Più avanti sono ricordate visite pastorali, e la cappella risulta anche legata a una vicaria poi estinta nel 1986. Infine, in epoca recente (fine XX secolo), sono stati effettuati interventi su campanile e facciata, oltre al rifacimento dell’impianto elettrico e all’elettrificazione della campana: quindi non è un edificio “abbandonato”, ma un luogo mantenuto in vita
FAQ – Risposte sulla Cappella di Laux
Si trova nella borgata Laux, nel comune di Usseaux, inserita tra le case della frazione e con un fabbricato in aderenza dietro l’area absidale
In alto ci sono meridiane, e quella centrale riporta 1720; inoltre sul frontone compare la data 1717
L’aula ha volte a botte con unghie per le finestre; poi, sopra presbiterio e abside, compare una volta a padiglione con archi ribassati e paraste che scandiscono lo spazio
Sono presenti tabernacolo, mensa in marmo grigio marezzato ricavata dall’antico altare tridentino, oltre a seggio, ambone e banchi; la parete di fondo ospita cantoria lignea e un organo moderno
Cosa è successo nel 2001?

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



