Giardino Alpino di San Germano Chisone: la Rostania tra memoria, botanica e vista sulla pianura

Da Alessandro Maldera
Febbraio 03, 2026

Il Giardino Alpino di San Germano Chisone è una deviazione verde che ha più storia di quanto sembri. Infatti nasce nel 1901 come giardino alpino dedicato a Edoardo Rostan, botanico e medico del paese. Inoltre si trova al margine di un bosco di faggi, su un pendio che guarda la valle e la pianura. Oggi non è più una “vetrina” botanica come un tempo, però resta un posto vivo: soprattutto d’estate, quando diventa punto di ritrovo e passeggiata.
Il giardino in numeri e date
– Ambiente: margine di bosco di faggio + vista su valle e pianura
– Origine: 1901, dedicato a Edoardo Rostan
– Rinascita: ricostruzione dal 1966 (Amici della Rostania)
– Rilancio: 1986, oltre 3000 esemplari di circa 80 specie
Dove si trova: bosco di faggi, pendio e panorama
Il giardino sorge al limite di un bosco di faggio, su un terreno declive di circa 4000 m². Da qui, inoltre, l’affaccio è ampio: si guarda la bassa valle e, più in là, la pianura Padana. Quindi non è solo un luogo “di piante”, ma anche un bel punto per respirare e fare pausa.
Origini nel 1901: chi era Edoardo Rostan e perché nasce il giardino
Il Giardino Alpino nasce nel 1901 come omaggio a Edoardo Rostan, botanico e medico di San Germano Chisone. Rostan fu anche fondatore della Société Vaudoise de recherches historiques, litteraires et scientifiques, oggi nota come Società di Studi Valdesi. Perciò l’idea iniziale non era casuale: voleva unire memoria, studio e paesaggio.
Il periodo “felice”: specie messe a dimora e impostazione botanica
Dopo l’inaugurazione, il giardino attraversò una fase positiva. In quel periodo, infatti, vennero messe a dimora varie specie erbacee e diversi alberi: abete bianco, faggio, pino silvestre, maggiociondolo, abete rosso, pioppo tremulo, ciliegi e sorbo degli uccellatori. Quindi era una vera vetrina vegetale, pensata per mostrare e far riconoscere le specie.
Dalla guerra alla ripartenza: abbandono, partigiani e ricostruzione
Il giardino venne mantenuto in attività fino alla vigilia della Seconda guerra mondiale. In quel periodo, inoltre, fu anche rifugio per nuclei di partigiani. Poi la storia cambia passo: nel 1966 iniziò la ricostruzione grazie a un gruppo giovanile locale, che diede vita all’Associazione Amici della Rostania. Insomma: non una rinascita “calata dall’alto”, ma una ripartenza di comunità.
Il rilancio del 1986: 3000 esemplari e circa 80 specie
Nel 1986 si fece un lavoro decisivo: dopo il diradamento degli alberi d’alto fusto, vennero piantati oltre 3000 esemplari appartenenti a circa 80 specie. Quindi il giardino tornò a essere leggibile e “pieno”, anche se con una vocazione diversa rispetto al passato.
Com’è oggi: meno vetrina botanica, più luogo di ritrovo
Un tempo era un’importante vetrina botanica. Oggi, invece, è soprattutto un luogo di ritrovo per la gioventù, in particolare durante l’estate. Tuttavia resta una tappa utile anche per chi visita San Germano Chisone: perché unisce storia locale, verde e panorama senza richiedere imprese.
Come arrivare in auto: indicazioni semplici fino a Pragiassaut
In auto il punto di riferimento è chiaro. Parti da San Germano Chisone e sali verso Pramollo. In borgata Rue, poi, svolta a sinistra per il Colle della Vaccera. Quindi segui le indicazioni per Pragiassaut e Rostania.
Una volta arrivato in località Pragiassaut, parcheggi e prosegui a piedi: il Giardino Alpino Rostania si trova proprio di fronte, quindi non devi improvvisare.
Arrivo a piedi da San Germano: l’itinerario lungo e il tempo stimato
Se vuoi raggiungerlo quasi interamente a piedi, puoi partire dal paese. L’itinerario passa da borgata Campasso, poi prosegue verso la Peira Éicrita e quindi segue una mulattiera che porta a borgata Benna. Da lì, infine, si continua sul sentiero indicato verso Rostania. Il percorso è stimato in circa 5 ore, quindi va considerato come trekking vero, non come passeggiata.
FAQ – Come si raggiunge il Giardino Alpino
Circa 4000 m², su un terreno in pendenza al margine del bosco di faggio
Nasce nel 1901 in memoria di Edoardo Rostan, botanico e medico di San Germano Chisone
Nel 1986: dopo il diradamento, sono stati piantati oltre 3000 esemplari di circa 80 specie
In località Pragiassaut, poi si prosegue a piedi verso il giardino, che si trova di fronte
Sì: passando da Campasso, Peira Éicrita, mulattiera per borgata Benna e sentiero indicato, con tempo stimato di circa 5 ore

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



