Chiesa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo di Roletto: il santuario del Colletto tra affreschi e memoria carmelitana

Da Alessandro Maldera
Febbraio 03, 2026

La Chiesa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo di Roletto è un luogo che si capisce meglio dal vivo, perché gioca su quota, silenzio e dettagli. Si trova sull’altura del Colletto, poco sopra il paese e non lontano da Pinerolo. Inoltre è legata all’ex convento dei Carmelitani, quindi non è una cappella “isolata” ma un piccolo sistema storico cresciuto nel tempo. Perciò, se stai costruendo il tuo giro “cosa vedere a Roletto”, questa è una tappa che dà sostanza.
Colletto di Roletto tra chiesa, convento e cappelle
- 1523–1525: edificazione della chiesa del Carmine sul Colletto
- 1534: consacrazione
- 1524: affresco della Madonna in trono con Bambino (cappelle laterali)
- 1582: campanile
- 1677: pala dell’Assunzione di B. Caravoglia all’altare maggiore
- Fine ’900: restauro e risanamento (miglioramento conservativo)
Dove si trova: il Colletto e l’ex convento carmelitano
La chiesa è impostata sull’altura del Colletto nel comune di Roletto. L’edificio è libero su quasi tutti i lati; però a nord confina con un corpo di fabbrica dell’ex convento dei Carmelitani. Di conseguenza, anche il perimetro “chiuso” fa parte della lettura: qui chiesa e manica conventuale dialogano davvero.
Date chiave: dal cantiere del Cinquecento alla gestione dopo il 1802
La cronologia è netta e, infatti, ti aiuta a non confondere fasi diverse. La chiesa viene eretta nel 1523 e risulta terminata nel 1525. Poco dopo compaiono testimonianze pittoriche importanti (tra cui una Vergine tardogotica del 1524) e la chiesa viene consacrata nel 1534. Inoltre il campanile è datato 1582.
Nel tempo, però, l’interno si arricchisce: l’altare maggiore ospita la pala dell’Assunzione di Maria di B. Caravoglia (1677). In seguito, con la soppressione degli ordini religiosi, nel 1802 la chiesa viene affidata a un cappellano. E nel 1835 compare ancora nelle memorie come “Santuario della Madonna del Colletto”. Infine, a fine Novecento, è segnalato un intervento di restauro e risanamento che ne ha migliorato lo stato di conservazione.
L’esterno: nartece, portale affrescato e loggia con meridiana
L’arrivo è scenografico perché ti “obbliga” a passare dal grande nartece. Ci si accede tramite tre aperture ad arco, che servono anche l’ingresso della corte interna. La facciata, però, mostra i segni del tempo: la superficie è a rinzaffo rustico a base calce e risulta in degrado avanzato. Nella parte alta, inoltre, si notano due finestre che sostituiscono un grande finestrone centrale poi tamponato.
Il punto forte è la parete d’ingresso con il portale affrescato. Nella lunetta sopra la porta spicca la “Pietà con santi”, datata al primo decennio del XVI secolo. Anche il portone merita uno sguardo: è in legno, con specchiature ornate da motivi geometrici intagliati.
Sul fronte sud l’edificio cambia ritmo: compare una loggia sopra il portico d’ingresso e, tra lesene, si aprono molte finestre rettangolari. Qui, inoltre, trovi una grande meridiana ben visibile. Sempre sul lato sud ci sono due portoni: uno è decorato con archetti pensili intonacati e tinteggiati in giallo paglierino, quindi lo riconosci al volo.
L’aula: cinque volte a crociera e decorazione “a griglia”
Entrando, l’aula è coperta da cinque volte a crociera. Le nervature sono evidenziate da fasce beige, mentre le specchiature hanno bordi verdi e campi giallo paglierino. Inoltre la decorazione dipinta insiste su stilizzazioni floreali simmetriche e complesse: non è un riempitivo, è un disegno pensato. Le paraste, poi, chiudono con spezzoni di cornici sagomate; però nelle cappelle laterali il profilo diventa più articolato e accompagnato da stucchi più ricchi.
Presbiterio e altare maggiore: mausolei nobiliari e pala del 1677
Nel presbiterio la chiesa mostra anche il suo lato “memoria di famiglia”. Le pareti accolgono i mausolei dei Solaro, dei Porporato e dei Maffei di Boglio, tra XVI e XVII secolo.
L’altare tridentino è imponente e, infatti, funziona come quinta scenica: un dossale che simula un’architettura barocca dipinta a trompe l’oeil. La parte bassa è pittata come marmo grigio marezzato e include tabernacolo; sopra domina la pala dell’Assunzione di Maria di B. Caravoglia (1677).
Lateralmente due ali chiudono l’area absidale e sono collegate da due porte sormontate da architravi, che sostengono grandi statue di santi. L’attuale mensa, invece, è in legno con antependium a specchiature scolpite. Completano l’arredo seggio, ambone, una statua lignea dipinta di San Giuseppe Bambino, confessionali, fonte battesimale e banchi; sul fondo, inoltre, c’è la cantoria lignea con pannelli decorati.
Cappelle laterali: Pietà, Crocifissione, Madonna del Latte e il sepolcro Solaro
Le cappelle sono il pezzo più “vario” e, quindi, conviene leggerle per sequenza. Sul fianco sinistro il primo altare è dedicato alla Pietà con mensa e dossale barocchi; segue l’altare della Crocifissione di Cristo, nello stesso linguaggio.
Sul lato opposto, invece, trovi l’affresco della Madonna in trono con Bambino (1524); di seguito è collocato l’altare dedicato a Sant’Antonio Abate.
C’è poi un altare barocco più possente che custodisce la Madonna del Latte o Misericordia, datata all’ultimo decennio del XV secolo. Nello stesso ambiente ci sono due nicchie: a sinistra la statua lignea della Madonna; a destra il sepolcro di Manfredo Solaro, con la statua che lo ritrae inginocchiato verso l’altare. Il soffitto, completamente affrescato, però risulta in stato di degrado avanzato: dettaglio da sapere, senza romanticismi.
Pavimenti: cotto nel nartece e pietra di Barge a scacchiera
Anche il pavimento racconta la funzione dei luoghi. Nel nartece trovi mattonelle in cotto posate a spina di pesce. L’interno della chiesa, invece, usa lastre quadrate di pietra di Barge in scacchiera diagonale. Il presbiterio è rialzato di due gradini, quindi lo stacco liturgico è netto e leggibile.
Struttura e coperture: murature miste e catene di rinforzo
L’impianto è semplice ma “robusto”. La pianta è rettangolare, a navata unica, con abside piatta e restringimento verso il presbiterio; ci sono tre cappelle per lato. La sezione mette insieme il volume della navata centrale, le cappelle più basse e la manica conventuale. Le coperture sono a capanna e, inoltre, sono in coppi su travature lignee. Le murature perimetrali sono in pietre miste a laterizi con malta di calce; sono presenti cinque catene di rinforzo in corrispondenza degli archi delle volte, quindi la stabilità è stata “governata” con elementi strutturali precisi.
Il campanile (1582): feritoie, monofore e pinnacoli
Il campanile è a ovest, in corrispondenza della parete absidale. Ha pianta quadrata e la parte sommitale emergente è organizzata in tre livelli con sfondati contornati da lesene angolari. In basso c’è un doppio ordine di feritoie; sopra compaiono le monofore per le campane. La torre culmina con una cornice lavorata e quattro pinnacoli agli spigoli della copertura a padiglione: un finale “di carattere”, pur senza eccessi.
FAQ – Cosa sapere prima di salire al Colletto
Sull’altura del Colletto a Roletto, in relazione con l’ex convento dei Carmelitani (a nord)
1523–1525 edificazione, 1534 consacrazione, 1582 campanile, 1677 pala dell’Assunzione di B. Caravoglia, poi gestione dopo il 1802 e restauro di fine Novecento
Il grande nartece a tre archi e il portale affrescato, con la “Pietà con santi” (primo decennio del XVI secolo)
L’affresco della Madonna in trono con Bambino (1524) e il quadro della Madonna del Latte/Misericordia (ultimo decennio del XV secolo
I mausolei di famiglie locali (Solaro, Porporato, Maffei di Boglio, tra XVI–XVII secolo) e una cantoria lignea con pannelli decorati

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



