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Cosa vedere a San Germano Chisone: le tappe tra boschi, storia e architetture sacre

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 01, 2026

Se cerchi cosa vedere a San Germano Chisone, qui trovi poche tappe ma giuste: un monolite inciso nei boschi, due chiese che raccontano secoli di storia locale e un giardino alpino per staccare nel verde. In più, i percorsi sono chiari e, quindi, adatti anche a una mezza giornata. E se hai poco tempo, puoi scegliere una sola tappa “forte” e chiudere con una passeggiata.

  • Se cerchi cosa vedere a San Germano Chisone, punta su tappe semplici ma azzeccate.
  • Le 4 “must”: Peira Eicrita (monolite inciso nei boschi), Chiesa di San Germano, Chiesa di San Carlo Borromeo (Borgata Turina), Giardino Alpino Rostania per una pausa nel verde.
  • I percorsi sono chiari e, quindi, te la giochi anche in mezza giornata.
  • Se hai poco tempo, scegli una sola tappa “forte” (Peira o Chiesa di San Germano) e poi chiudi con una passeggiata.

La Peira Eicrita: il monolite inciso nei boschi della Comba Farina

La Peira Eicrita è una tappa insolita sopra San Germano Chisone, sul versante di Comba Farina. È un monolite in gneiss con inclusioni di quarzite e una superficie incisa di circa 130×75 cm, scoperta intorno al 1920.

Le incisioni non sono casuali: al centro c’è un reticolo, poi compaiono simboli “solari” (un cerchio con punto), segni oculiformi, un antropomorfo a braccia alzate, molte coppelle e anche una svastica intesa come figura geometrica antica, orientata secondo i punti cardinali. Inoltre, alcuni studi citati anche nel 1998 hanno ipotizzato un legame con il solstizio d’inverno, come se la pietra avesse avuto una funzione di “osservazione” legata al ciclo del sole.

Come si raggiunge (in modo semplice): dalla Scuola Elementare segui la direzione Sibourna, passa le borgate Verdura e Sibourna, poi punta verso Campasso. Finita la strada carrozzabile, continua sulla mulattiera per 400–500 metri: a una curva nel bosco la pietra compare sulla destra.

Chiesa di San Carlo Borromeo: Borgata Turina, dettagli e date chiave

La Chiesa di San Carlo Borromeo è perfetta in un “cosa vedere” perché, anche con pochi elementi, racconta la borgata Turina.

All’esterno noti subito la facciata a due registri nei toni giallo paglierino/ocra e, soprattutto, l’Occhio Raggiante nel timpano. Sopra il portone ci sono iscrizioni e la data 1740, che è un riferimento centrale per la fase dell’edificio attuale.

Dentro trovi un’aula a navata unica con volte a botte dipinte come un cielo blu con stelle dorate. Ci sono le stazioni della Via Crucis e un presbiterio illuminato da una finestra con vetrata raffigurante Cristo. L’altare in marmo bianco ha un antipendio con colonnine e archetti; la pala mostra San Carlo Borromeo che invoca la Vergine con Bambino. Tra le statue lignee spicca la Madonna del Rosario con Bambino. Fuori vale la pena osservare il campanile con orologio e le coperture in lose.

Cronologia essenziale (così non ti perdi): origini medievali secondo tradizione dal 1078 con conferme nel 1122, restauro dopo le guerre di religione nel 1637, ricostruzione dell’edificio attuale dal 1740, consacrazione nel 1767, grande restauro nel 1936, impianti aggiornati nel 2002, lavori sugli esterni nel 2015.

Chiesa di San Germano: la parrocchia tra Medioevo, crisi religiosa e ricostruzioni

La Chiesa di San Germano è la tappa “centrale”, perché riassume secoli di storia religiosa locale. È dedicata a San Germano di Auxerre: l’origine è ritenuta medievale (sec. XII) e nel 1386 compare già come «ecclesia S. Germani».

Tra Cinquecento e Seicento arriva il periodo più agitato: unione con Villar Perosa tra 1530 e 1554 (ancora attestata nel 1596), poi la crisi dei conflitti religiosi con la conversione a tempio valdese nel 1593. In seguito, i riti cattolici riprendono dopo il 1624 e un restauro viene impostato con il ritorno del parroco nel 1661.

La grande svolta edilizia arriva tra 1709–1710 e soprattutto tra 1744 e 1759: il cantiere di ricostruzione, affidato a Giuseppe Porello con interventi legati a Giovanni Francesco Gariglietti, porta al collaudo del 13 giugno 1756 e nel 1759 la chiesa risulta nuova e in ottimo stato (in regime di regio patronato).

Nell’Ottocento seguono riparazioni e richieste di ampliamento (1816–1825), visita vescovile nel 1835, grandi opere nel 1845 (lose, rinforzi al campanile, sistemazioni interne e infissi) e ulteriori riparazioni nel 1863. Nel Novecento si registrano aggiornamenti interni nel 1951, un forte rimaneggiamento della facciata nel 1970 con sagrato riqualificato e cancellata rimossa, e riprese decorative interne nel 2002.

Giardino Alpino Rostania: pausa verde con storia e vista valle

Il Giardino Alpino Rostania è la tappa “verde” sopra San Germano Chisone, utile anche se stai girando l’area di Rorà/Rourè. Nasce nel 1901 in memoria di Edoardo Rostan e si sviluppa su circa 4000 m², al margine di un bosco di faggi, con affaccio sulla bassa valle e sulla pianura Padana.

Dopo un primo periodo molto ricco di piantumazioni, resta attivo fino alla vigilia della Seconda guerra mondiale e viene usato anche come rifugio di partigiani. Poi, dal 1966, viene ricostruito grazie agli Amici della Rostania. Infine, nel 1986, un rilancio importante porta a mettere a dimora oltre 3000 esemplari di circa 80 specie.

Oggi non è una vetrina “da catalogo”, però è un posto vero: quindi, in estate, è perfetto per una sosta tranquilla nel verde.

FAQ – Chiarimenti utili per scoprire San Germano Chisone

La Peira Eicrita è facile da trovare?

Sì, perché il percorso è lineare: dopo la carrozzabile prosegui sulla mulattiera per 400–500 metri e la pietra appare sulla destra in una curva nel bosco

Cosa rende “speciale” la Peira Eicrita?

La combinazione di incisioni riconoscibili: reticolo, simbolo solare (cerchio con punto), segni oculiformi, antropomorfo, molte coppelle e una svastica geometrica antica orientata secondo i punti cardinali

Qual è la cosa più caratteristica della Chiesa di San Carlo Borromeo?

Fuori spiccano la facciata a due registri nei toni giallo paglierino/ocra e l’Occhio Raggiante nel timpano; inoltre sopra il portone compaiono iscrizioni e la data 1740.

Perché la Chiesa di San Germano è considerata “centrale” nel percorso?

Perché concentra secoli di storia: è dedicata a San Germano di Auxerre, ha origine ritenuta medievale (sec. XII) ed è documentata nel 1386 come «ecclesia S. Germani».

Se ho poco tempo, quali sono le due tappe più “forti”?

Per storia e identità del paese: Chiesa di San Germano e Chiesa di San Carlo Borromeo. Se invece vuoi qualcosa di diverso: Peira Eicrita più una pausa al Giardino Alpino Rostania

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende