Pragelato, Villardamont: la Cappella della Natività di San Giovanni Battista tra facciata e altare tridentino

Da Alessandro Maldera
Febbraio 03, 2026

A Villardamont, frazione di Pragelato, la Cappella della Natività di San Giovanni Battista è una chiesetta di borgata che si capisce subito, però regala dettagli veri. Sta lungo la via dedicata al Santo, sulla salita verso gli alpeggi. Inoltre, tra facciata sobria e interno “indaco”, ti porta dentro un piccolo mondo alpino ben costruito.
Dettagli che raccontano la cappella (in 30 secondi)
– Lungo la via verso gli alpeggi, affaccio sulla strada dedicata al Santo
– Facciata: bianco calce, meridiana, oculo e crocefisso ligneo sopra l’ingresso
– Interno: volte con tono indaco tenue, velario in perline e cantoria in legno
– Altare: tridentino in marmo marezzato con tabernacolo dorato
– Data: cappella eretta nel 1753
Dove si trova e come si presenta la cappella di Villardamont
La cappella affaccia sulla pubblica via intitolata a San Giovanni Battista, che conduce verso gli alpeggi più in alto. L’edificio è libero su tre lati: a est, infatti, è addossato un basso fabbricato in pietra; a ovest, invece, uno stretto passaggio lo separa da una tipica casa alpina. Quindi la cappella è inserita nel tessuto della borgata, ma resta riconoscibile “a colpo d’occhio”.
Facciata: bianco calce, meridiana e oculo
La facciata è intonacata e tinteggiata in bianco calce, con zoccolatura grigia nella parte bassa. L’ingresso è centrato sull’asse dei due spioventi del tetto e ha una porta in legno a due battenti con specchiature. Sopra l’architrave campeggia un crocefisso ligneo semplice, mentre sulla destra compare la meridiana: un dettaglio che “fa borgata” e si nota subito.
Più in alto si apre un oculo protetto da inferriate. E, inoltre, nella facciata rientra anche la porzione del campanile a base quadrata: è intonacato e bianco calce solo sul fronte verso la strada, mentre gli altri prospetti restano più rustici.
Campanile e coperture: lose e linee essenziali
In basso il campanile mostra una piccola feritoia; in alto, invece, compaiono le monofore della campana. La costruzione termina con una cornice sobria e con copertura a padiglione in lose. Anche il resto dei prospetti è finito a rinzaffo al rustico a base calce e, di conseguenza, l’esterno appare compatto e “di montagna”, senza finestre laterali.
Dentro l’aula: volte, unghie e colore indaco tenue
Entrando cambia atmosfera. La prima parte dell’aula è coperta da una volta a botte con unghie: la prima a destra lascia spazio alla porta del campanile, mentre le altre servono ad “appoggiare” i tratti murari che ospitano quadri con immagini sacre. Il presbiterio, invece, è sormontato da una volta emiciclica con archi ribassati che culminano in lunetta e disegnano specchiature in indaco tenue. Lo stesso indaco ricopre la volta a botte: quindi il colore diventa una firma visiva chiara, anche se l’impianto resta semplice.
Velario e cantoria: perline e legno di larice
Su tutte le pareti corre il velario in perline, che arriva fino a una cornice continua bianca, aggettante e sagomata. Sul fondo si trova la cantoria, collegata attraverso il campanile. È presumibilmente in legno di larice e la venatura traspare sotto la tinteggiatura: un dettaglio piccolo, però molto coerente con l’ambiente alpino.
Presbiterio e altare: pala del Santo e tabernacolo dorato
Gli arconi del presbiterio proseguono nelle paraste: qui sono appesi quadri con immagini sacre e, nella zona absidale, compaiono anche teste di angioletti a tutto tondo e una piccola statua della Madonna. La pala d’altare raffigura San Giovanni Battista: è il punto di richiamo immediato.
Sotto si conserva l’antico altare tridentino in marmo bianco marezzato con inserti di marmo ferrugginoso. Al centro spicca il tabernacolo dorato, finemente decorato, sormontato dal crocefisso e da un piccolo ciborio in legno scolpito e dorato. Inoltre l’insieme è completato da candelabri elaborati: qui, insomma, la chiesetta “alza il livello” senza diventare pomposa.
Completano l’arredo la mensa coperta dal paramento, il seggio, la statua di San Giovanni Battista (nell’angolo della parasta sinistra del presbiterio) e i banchi in legno.
Pianta e struttura: una cappella regolare di borgata
L’edificio ha un unico corpo a pianta rettangolare, che termina con abside semicircolare. La sezione è regolare a capanna; le murature sono in pietra a spacco naturale con malta di calce. Non risultano catene metalliche di rinforzo, quindi l’impianto strutturale resta quello tipico, essenziale e diretto. Le coperture sono in lose, sorrette da travature in legno: scelta quasi obbligata, ma anche identitaria.
Pavimenti: parquet di larice e balaustra in legno
La navata ha un parquet di larice posato trasversalmente rispetto all’asse dell’aula. Anche il presbiterio è in parquet, ma è sopraelevato di un gradino e separato dalla navata da una balaustra in legno. Nel corridoio centrale e in gran parte del presbiterio, inoltre, è presente moquette rossa: una soluzione pratica, tipica di molti interni di cappella in quota.
Un filo di storia: l’erezione nel 1753
La cappella di San Giovanni Battista a Villardamont venne eretta nel 1753. Da lì in avanti, la sua forza è rimasta questa: una costruzione piccola, ma con una serie di dettagli coerenti (meridiana, indaco interno, altare tridentino) che la rendono una tappa interessante per scoprire Prgelato”.
FAQ – Cosa sapere per programmare la visita
Si trova a Villardamont, frazione di Pragelato, lungo la via intitolata al Santo che sale verso gli alpeggi
La facciata bianco calce con zoccolatura grigia, la meridiana, l’oculo con inferriate e il campanile con copertura in lose
Ha un’aula con volta a botte e un presbiterio con volta emiciclica; le specchiature e le volte sono in indaco tenue e corre un velario in perline
L’antico altare tridentino in marmo marezzato con inserti ferrugginosi e un tabernacolo dorato finemente decorato, con piccolo ciborio e candelabri elaborati
La cappella venne eretta nel 1753

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



