Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro: origine, funzioni e trasformazioni tra Casa Savoia, Regno d’Italia e Repubblica

Da Alessandro Maldera
Gennaio 21, 2026

L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è un ordine cavalleresco legato alla storia sabauda e, in seguito, alla storia istituzionale italiana. Nasce nel 1572 dall’unione di due tradizioni diverse: l’assistenza ospedaliera di San Lazzaro e la milizia religiosa di San Maurizio. Nel tempo, però, cambia natura: prima strumento di organizzazione e prestigio dinastico, poi onorificenza di merito, e infine patrimonio e funzioni ricondotti a finalità ospedaliere nella Repubblica.
Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro: Savoia, statuti e commende
- L’Ordine nasce nel 1572 e ha un Gran Maestro nella linea dei sovrani sabaudi
- Nel Regno d’Italia funziona come ordine di merito con gradi e conferimenti regolati
- Dal 1948 la cornice costituzionale lo conserva come ente ospedaliero
- Dal 1951 lo Stato smette di conferirlo, ma restano validi l’uso e il possesso delle onorificenze già assegnate
Le due origini: assistenza ai malati e milizia religiosa
All’inizio non esiste un solo ordine, ma due percorsi che corrono separati.
L’ordine di San Lazzaro nasce in ambiente crociato, come realtà ospedaliera per la cura dei lebbrosi, con una componente religiosa e, in certe fasi, anche militare. In seguito, con la perdita dei presidi in Terra Santa, l’ordine si sposta in Europa e continua a esistere soprattutto attraverso case e commende.
L’ordine di San Maurizio, invece, è legato alla tradizione sabauda: nasce nel Quattrocento come iniziativa di Amedeo VIII. Tuttavia non parte come un classico ordine cavalleresco “stabile”: ha un’impronta di confraternita e, col tempo, perde continuità fino alla rifondazione in età moderna.
La fusione del 1572: perché nasce l’Ordine “Mauriziano”
Il punto di svolta arriva con Emanuele Filiberto di Savoia. Da un lato, infatti, si apre la possibilità di riunire sotto un’unica guida l’eredità di San Maurizio e quella di San Lazzaro. Dall’altro, l’operazione ha anche un valore politico e patrimoniale: un ordine unificato può puntare a gestire e recuperare commende e beni, oltre a dare forma a una milizia e a una rete di riconoscimenti.
Nel 1572 una bolla pontificia assegna a Emanuele Filiberto (e ai suoi successori) il ruolo di Gran Maestro dell’Ordine unificato. Poco dopo arrivano statuti e regole organizzative: quindi l’Ordine entra in una fase istituzionale più definita e riconoscibile.
Chi entrava nell’Ordine: nobiltà, “grazia”, “giustizia” e mobilità sociale
L’Ordine non è solo “per nobili”, anche se la nobiltà resta centrale. Esistono infatti distinzioni tra categorie.
- I cavalieri con piena prova nobiliare rientrano nella classe di giustizia
- Chi non ha requisiti nobiliari completi può entrare di grazia, su concessione
Questo assetto, però, produce anche un effetto sociale: l’ingresso può attribuire nobiltà personale (legata alla persona e non automaticamente ereditaria). Inoltre, se più generazioni successive ottengono la dignità, la nobiltà può “radicarsi” nella famiglia. In pratica, quindi, l’Ordine funziona anche come leva di riconoscimento e, in certi casi, di ascesa nel sistema d’Antico Regime.
L’Ordine nel Regno d’Italia: da ordine dinastico a ordine di merito
Con l’Unità d’Italia l’Ordine entra di fatto nel sistema onorifico dello Stato monarchico. Cambia la logica: conta sempre la tradizione sabauda, però cresce il peso dei meriti civili e militari.
Nel corso dell’Ottocento si stabilizzano i gradi (con denominazioni che si consolidano nel tempo). In sintesi, l’Ordine diventa uno strumento ordinato di gerarchia onorifica: quindi non è più solo un “segno di appartenenza”, ma anche un riconoscimento graduato.
In parallelo viene istituita la Medaglia Mauriziana (1839), collegata alla lunga carriera militare: è un riconoscimento distinto, anche se ispirato al mondo mauriziano.
Dalla Repubblica alla legge del 1951: cosa cambia davvero
Qui conviene essere chiari, perché spesso si fa confusione.
Con l’entrata in vigore della Costituzione (1 gennaio 1948), una disposizione stabilisce che l’Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero, secondo modalità fissate dalla legge. Di conseguenza, la dimensione “dinastica” non è più la chiave pubblica del sistema: il focus diventa la funzione sanitaria e assistenziale collegata al patrimonio.
Poi, con la legge del 3 marzo 1951, lo Stato italiano cessa il conferimento dell’Ordine. Tuttavia, viene consentito l’uso delle onorificenze già concesse, mentre si esclude ogni diritto di precedenza nelle cerimonie pubbliche.
Patrimonio, ospedali e Fondazione: la gestione moderna (Torino e Piemonte)
Negli anni Duemila il quadro viene ridefinito anche sul piano operativo. Da un lato, l’assetto ospedaliero viene inquadrato come azienda sanitaria. Dall’altro, viene istituita una Fondazione con sede a Torino, incaricata di gestire una parte del patrimonio storico-immobiliare legato alla tradizione mauriziana.
Il punto è semplice: oggi coesistono una dimensione sanitaria (legata a strutture ospedaliere) e una dimensione patrimoniale (legata alla gestione e tutela di beni storici). Quindi l’Ordine, come “istituzione”, si legge soprattutto attraverso queste funzioni.
Gradi e insegne: come si riconosce l’Ordine
L’Ordine ha conosciuto più revisioni delle classi nel tempo. Tuttavia, nell’età contemporanea restano centrali i gradi gerarchici e le decorazioni.
L’insegna combina visivamente due identità: la croce legata a San Maurizio e quella legata a San Lazzaro, con il tipico richiamo al verde e al bianco. Il nastro è tradizionalmente verde, mentre le placche e le varianti cambiano in base al grado.
FAQ – Quesiti che emergono sempre
È un ordine cavalleresco nato nel 1572 dalla fusione tra San Maurizio e San Lazzaro, entrato poi nel sistema onorifico italiano e successivamente ricondotto a funzioni ospedaliere
Perché la componente mauriziana (San Maurizio) diventa il riferimento più riconoscibile, soprattutto nel sistema sabaudo e poi nel contesto italiano
Stabilisce che l’Ordine è conservato come ente ospedaliero, quindi con funzioni definite dalla legge, non come ordine dinastico “pubblico”
No: dal 1951 lo Stato ha cessato il conferimento. Però è consentito continuare a usare le onorificenze già attribuite
La Medaglia Mauriziana nasce come premio per una lunga carriera militare; è collegata per ispirazione, ma non coincide con una classe dell’Ordine

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



