Cosa vedere a Inverso Pinasca: chiese, borgate storiche e passeggiate in Val Chisone

Da Alessandro Maldera
Gennaio 12, 2026

Se cerchi cosa vedere a Inverso Pinasca, parti da un luogo che sembra semplice e invece è pieno di dettagli: la Chiesa di San Francesco di Sales in borgata Clot. Poi, però, la vera sorpresa sono le borgate montane: piccoli nuclei alpini, con memoria locale e paesaggi “di valle” ancora leggibili. Infine, se ti va di camminare, hai un anello classico breve ma soddisfacente, con viste aperte sulla Val Chisone.
Chiesa, borgate, panorami: riassunto rapido
La Chiesa di San Francesco di Sales (Borgata Clot)
La chiesa di San Francesco di Sales è una tappa ideale per capire l’identità del territorio. Fuori, infatti, colpisce la facciata sobria: lesene, timpano, portale ligneo e zoccolatura in pietra. Accanto, inoltre, si alza un campanile a più livelli che si riconosce subito: quadranti d’orologio, monofore e copertura in lose.
Dentro cambia tono. L’aula a volta a botte conserva elementi molto riconoscibili, quindi anche chi entra “per curiosità” si orienta in fretta. Spiccano il tondo del “Calice della Salvezza”, la cantoria con organo a canne e una cappella laterale con altare dedicato alla Madonna. Il presbiterio, invece, si distingue per il grande crocifisso ligneo, oltre che per i rivestimenti in marmi.
Un pezzo di storia locale: dal 1739 ai lavori contro l’umidità
La storia della chiesa racconta anche l’evoluzione della comunità. In particolare, si passa dalle antiche dipendenze parrocchiali fino all’erezione della parrocchia nel 1739, che arriva dopo i finanziamenti sabaudi del 1738. In seguito, come spesso accade nei luoghi di valle, arrivano riparazioni e consolidamenti. E, in tempi più recenti, si segnalano lavori tra 1980 e 2000 mirati soprattutto a contrastare l’umidità.
Le borgate di Inverso Pinasca: paesaggio alpino e memoria
Le borgate montane sono uno dei motivi migliori per inserire Inverso Pinasca nel tuo giro in Val Chisone. Qui, infatti, resiste un paesaggio di insediamenti alpini tradizionali. Inoltre, emergono tracce di architettura occitana e una memoria legata alla storia valdese.
Anche il nome “Inverso” è significativo: richiama la posizione “opposta” a Pinasca rispetto al Chisone e all’esposizione al sole. E, secondo la tradizione locale, le origini si collegano anche alle vicende e alle migrazioni valdesi del XVII secolo.
Borgate da segnare: nomi, quote e micro-storie
Tra le borgate documentate, puoi segnarti:
- Boschi (Lou bôc)
- Saretto (Lou Sarét)
- Novarea (La Nouvaréo)
- Rucassa (La Roucaso)
- Serre delle Vigne (Lou Seré dle Vigne)
- Enfous (815 m)
- Girbaud
- Combaviola
- Serre
- Vivian
Da citare anche Lou Donn, spesso ricordata per storie contemporanee di ripopolamento e recupero.
Trekking facile “serio”: l’anello dal Bacino Inverso a Enfous
Se vuoi una camminata breve ma completa, c’è un anello classico. Parte dal Bacino Inverso (540 m), sale a Enfous, poi passa da Girbaud – Combaviola – Serre e rientra. Il dislivello è circa 360 m, il tempo medio è circa 3 ore, e la difficoltà è E.
È un giro che funziona perché alterna salite e tratti comodi. Inoltre, regala scorci aperti sulla valle senza obbligarti a una giornata intera.
Varianti e collegamenti: Poggio Pini, Plan Quermà e Saretto
Se sei già a Enfous, puoi anche allungare. In alternativa, infatti, puoi puntare verso Poggio Pini e Plan Quermà. Oppure puoi collegarti a Saretto seguendo tratti lungo le condotte forzate, tra sterrate e aperture panoramiche. Non è un sentiero “da cartolina”, però è pratico e, di conseguenza, molto usato da chi conosce la zona.
FAQ – Dubbi e risposte su Inverso Pinasca
La Chiesa di San Francesco di Sales in borgata Clot, perché unisce dettagli architettonici esterni e interni molto riconoscibili
Il paesaggio di insediamenti alpini tradizionali, con tracce di architettura occitana e una memoria legata alla storia valdese
Il nome richiama la posizione “opposta” rispetto a Pinasca, in relazione al Chisone e all’esposizione al sole, con tradizioni che collegano l’origine alle vicende valdesi del XVII secolo
L’anello dal Bacino Inverso (540 m) a Enfous (815 m) con passaggio da Girbaud–Combaviola–Serre: 360 m di dislivello, circa 3 ore, difficoltà E
Sì: da Enfous puoi puntare verso Poggio Pini e Plan Quermà, oppure collegarti a Saretto seguendo tratti lungo le condotte forzate tra sterrate e viste sulla valle

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



