Ecomuseo dei Freidano di Settimo Torinese: viaggio sul rio tra lavoro, energia e memoria

Da Alessandro Maldera
Gennaio 02, 2026

L’Ecomuseo del Freidano (spesso cercato come Ecomuseo dei Freidano di Settimo Torinese) è un museo “diffuso” nato nell’area di pianura tra Torino, Settimo e Chivasso, dentro il contesto del Parco fluviale del Po. È un luogo che mette insieme rispetto per natura e ambiente e una cosa ancora più concreta: la storia di come l’acqua ha fatto lavorare, crescere e cambiare Settimo. Il cuore del percorso è il Mulino Nuovo, recuperato e trasformato in spazio pubblico, con allestimenti interattivi che portano dritti nei mestieri di ieri e nell’industrializzazione del Novecento.
Il centro dell’Ecomuseo: numeri, date, percorso
Dove si trova e perché nasce l’Ecomuseo
L’ecomuseo si sviluppa lungo e attorno al rio Freidano, un corso d’acqua artificiale che scorre sulla sinistra orografica del fiume Po. Proprio sulle sue rive sono nate le prime attività proto-industriali di Settimo, che hanno dato al rio un peso enorme nell’economia locale.
Se ti serve una panoramica veloce ma fatta bene, qui trovi le cose da vedere messe in ordine, con spunti pratici per proseguire la visita. Cosa vedere a Settimo Torinese.
Il rio Freidano e la Settimo dei primi lavori “industriali”
Prima delle grandi fabbriche, c’erano attività che vivevano di acqua, fatica e ingegno. Lungo il Freidano si sono sviluppati, tra gli altri:
- lavorazione della canapa
- lavorazione dell’osso
- attività dei lavandai
- produzione di articoli per la scrittura
- pesca
- fornaci
Risultato: il Freidano non è solo paesaggio. È una “spina dorsale” storica.
Dal laboratorio di ricerche al riconoscimento regionale (1980–1999)
Intorno al 1980 Settimo Torinese è stata un vero laboratorio di ricerche archeologico-industriali: studi approfonditi che hanno portato all’idea dell’ecomuseo. Il progetto ha avuto poi un passaggio chiave: nel 1999 è stato riconosciuto istituzionalmente dalla Regione Piemonte.
Il cuore dell’Ecomuseo: il Mulino Nuovo (recupero dal 1996)
Il nucleo centrale dell’Ecomuseo del Freidano è il Mulino Nuovo, un complesso molitorio ottocentesco recuperato e restituito alla città a partire dal 1996, con riuso pubblico e culturale. L’area si trova nei pressi del Piazzale Freidano, dove spesso vengono allestite le giostre nei periodi di festa, e a pochi minuti dal centro di Settimo.
Dentro il silos: il Museo Etnografico (dal 2002)
Quello che un tempo era un silos per cereali è diventato uno spazio di memoria. Dal 2002 ospita il Museo Etnografico, dove tornano a vivere le atmosfere e i luoghi del lavoro di fine Ottocento, con attenzione a strumenti e cicli di lavorazione. In struttura restano anche elementi originali come le tramogge.
“Territorio e acque”: due percorsi per capire Settimo
Una sezione guida il visitatore lungo due temi centrali:
- Evoluzione dei mulini: dai mulini natanti alle macchine industriali più imponenti
- Ambiente fluviale: natura, cultura e paesaggi tra fine ’800 e inizio ’900
In mezzo, anche elementi scenografici e didattici: una ruota a pale che attraversa la sala, schermi interattivi, un acquario, video, audiostorie e giochi multimediali. Qui si impara facendo.
Il “Marchingegno”: energia, scienza e lavoro
Sempre al piano terra c’è il Marchingegno, installazione multimediale firmata CNR-IRCrES. Il tema è l’evoluzione dell’energia e dell’ingegno umano: dall’energia muscolare a quella atomica, fino alle frontiere delle rinnovabili, con video e materiali originali.
I luoghi del lavoro: botteghe e mestieri settimesi
Salendo al primo piano, il percorso diventa una piccola città del lavoro: botteghe dedicate ai mestieri tradizionali locali, tra cui:
- pesca
- canapa
- lavandai
- fornaci
- osso
- penna
Le postazioni sono collegate da un sistema di ruote e cinghie in movimento che simula la forza motrice del mulino. Ogni bottega usa supporti digitali (tablet con video e foto storiche) per ricostruire gesti e saperi. Questa sezione nasce anche dalla passione del G.R.E.S., che dal 1995 raccoglie oggetti e storie per non perdere la memoria.
La Sala del ’900: quando arriva l’industrializzazione
Il percorso continua con la Sala del ’900 e gli allestimenti di archeologia industriale, dove la storia locale arriva alla grande trasformazione del XX secolo: macchinari, documenti e testimonianze raccontano l’impronta industriale che ha cambiato Settimo.
Il Parco dell’Energia: installazioni all’aperto e duemila anni di invenzioni
Nella bella stagione, l’esperienza si sposta fuori, nel Parco dell’Energia: un’area verde didattica, con installazioni interattive e ludiche dedicate alla storia dell’energia negli ultimi duemila anni.
Tra ciò che si può scoprire (anche con modelli in scala):
- ruote a ritrécine (già in uso nel V secolo a.C.)
- turbine Francis e Pelton, invenzioni dell’’800 ancora utilizzate
- macchine del Rinascimento, come un mulino a forza animale e una sega idraulica, ricostruite da manuali tecnici XV–XVII secolo e provenienti dal progetto torinese “Experimenta”
Turbine, macchine storiche e memoria industriale “vera”
Nel cortile interno c’è anche un allestimento dedicato all’energia termica, con apparati recuperati dalla storica centrale Paramatti di Settimo. Nei sotterranei, dove un tempo scorreva il rio Freidano, il Locale Turbine mostra una coppia di turbine Francis installate per sostenere la crescita molitoria.
Tra i macchinari storici del mulino sono citati anche:
- coclea orizzontale
- aspiratrice e setacciatrice
- pesatrice automatica con tramoggia
- filtro ad aria permanente
- porzione di elevatore a tazze
Un finale verde: Orto Botanico e collegamento al Parco Pertini
A chiusura del percorso esterno, un piccolo angolo verde valorizza gli aromi locali: l’Orto Botanico, collegato al Giardino Lia Varesio nel Parco Pertini. Un “filo verde” che tiene insieme cultura, natura e memoria.
Informazioni utili: indirizzo
Ecomuseo del Freidano – Mulino Nuovo
Via L. Ariosto, 36/BIS, 10036 Settimo Torinese (TO)
(nel complesso del Mulino Nuovo)
FAQ – cosa vedere e come muoversi al Mulino Nuovo
È l’Ecomuseo del Freidano: un progetto museale legato a natura, ambiente e storia del lavoro lungo il rio Freidano, con centro nel Mulino Nuovo
Il Mulino Nuovo, complesso molitorio ottocentesco recuperato a uso pubblico dal 1996
Ricostruzioni dei luoghi del lavoro di fine ’800, strumenti e cicli produttivi, con supporti interattivi e multimediali (nel silos, allestito dal 2002)
È legato soprattutto alla bella stagione, quando le installazioni all’aperto diventano parte centrale dell’esperienza
Perché sulle sue rive sono nate le prime attività proto-industriali locali (canapa, osso, lavandai, fornaci, pesca e produzione di articoli per la scrittura), che hanno segnato l’economia del territorio

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



