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Cosa vedere a Settimo Torinese: 4 tappe tra storia, scienza e memoria industriale

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 28, 2025

Settimo Torinese si visita bene anche senza “fare tutto”. Basta scegliere pochi luoghi giusti.
Qui sotto trovi quattro tappe solide. Sono diverse tra loro. Però raccontano la stessa cosa: come Settimo è cresciuta.
Tra strade di passaggio, lavoro, acqua e identità.

Il meglio di Settimo Torinese in sintesi

  • Simbolo storico: Torre di Settimo, resto dell’antico castello
  • Tappa “diversa”: MU-CH nell’ex SIVA, legato a Primo Levi
  • Centro storico: Chiesa di San Pietro in Vincoli, interni affrescati
  • Memoria del lavoro: Ecomuseo del Freidano con cuore al Mulino Nuovo

Torre di Settimo Torinese: il simbolo del castello scomparso

La Torre di Settimo Torinese è il segno più riconoscibile della città. È anche l’unico resto dell’antico castello signorile.
Domina il centro storico. Si vede da lontano. E racconta perché Settimo era “da controllare”.

Già in età romana il nome Septimum Taurinensem indicava la “settima pietra miliare” da Torino.
Quindi Settimo era un punto di passaggio. Sull’asse Torino–Lombardia.

La torre è probabilmente del XIII secolo. Nel Quattrocento faceva parte di un sistema difensivo articolato.
C’erano castello, borgo fortificato e ricetto.
Il ricetto serviva come deposito e rifugio per la comunità agricola.
Mura e fossati proteggevano il complesso.

Nel XVI secolo arrivano le guerre franco-asburgiche. Le fortificazioni vengono danneggiate.
Da lì inizia il declino. Oggi il sistema medievale è quasi del tutto scomparso.

Nella seconda metà dell’Ottocento la torre cambia funzione. Non è più militare.
Diventa elemento “romantico”. Una famiglia torinese costruisce accanto Villa Calma, un palazzotto neogotico.
Il giardino occupa l’area dell’antico castello demolito.

Nel 1890 lo studioso Alfredo D’Andrade si interessa alla torre. Lascia schizzi e tavole.
Sono documenti utili anche per capire il contesto ottocentesco.

Nel 1912 il Comune acquista l’area. Tra 1922 e 1923 viene costruita una nuova scuola.
Dal 1983 quell’edificio diventa municipio. Alcuni lavori causano la perdita di caditoie.

Tra 1975 e 1976 un piano interno viene decorato dal pittore Giulio Boccaccio. Le scene raccontano la storia locale. In chiave popolare.

Il restauro complessivo della torre e del palazzotto si conclude nel 2003. Oggi la torre ospita cerimonie, matrimoni, conferenze e mostre. Dal 2022 compare anche sulle divise del Baseball Club Settimo (Serie A). È un emblema contemporaneo.

Museo della Chimica (MU-CH): scienza interattiva nell’ex SIVA di Primo Levi

Il Museo della Chimica di Settimo Torinese (MU-CH) è una tappa perfetta se vuoi qualcosa di diverso.
È un museo esperienziale. Qui la scienza si capisce facendo.

Il MU-CH si trova nell’ex fabbrica SIVA, in via Leinì 84.
Qui lavorò Primo Levi come chimico dal 1948 al 1975.
Nel 1966 divenne direttore. Il legame tra industria e cultura è reale, non “di facciata”.

La visita è costruita sul “capire facendo”.
Ci sono exhibit analogici e digitali. Ci sono laboratori: C-Lab / Chemistry Lab.
C’è anche un Planetario immersivo.

Uno degli spazi più particolari è il Chemistry Bar.
Non si bevono cocktail. Qui non si beve nulla.
Si preparano reazioni chimiche con le proprie mani. Sempre con materiali semplici e sicuri.
E sempre guidati da un explainer.

Nel percorso trovi anche una Sala Primo Levi multimediale.
Racconta la sua figura completa: chimico, scrittore, intellettuale.
E mette al centro il tema del lavoro.

All’esterno, in bella stagione, il giardino diventa un’aula a cielo aperto.
Qui si fanno attività, eventi e Summer Camp.

Chiesa di San Pietro in Vincoli: la parrocchiale del centro storico

La Chiesa di San Pietro in Vincoli è un punto fermo del centro storico. È la parrocchiale cittadina.
È un edificio “a strati”. Ha radici medievali e trasformazioni successive.

La prima citazione di una chiesa intitolata a San Pietro è del 1146.
Nel 1173 la pieve locale viene ricordata come Santa Maria.
Nel XVII secolo la chiesa diventa parrocchiale. Dal 1600 assume stabilmente il nome attuale.

Nell’Ottocento si definisce l’assetto che vedi oggi:

  • 1810: costruzione di presbiterio e coro
  • 1816: consolidamento delle fondazioni
  • 1892: pavimentazione in seminato nel presbiterio
  • 1897: rifacimento facciata e rialzo campanile, con altare maggiore in marmo

Nel Novecento restano interventi puntuali:

  • 1942: tronetto marmoreo con scritta per i combattenti settimesi
  • 1961: mosaico nella navata laterale sinistra
  • anni ’70/’80: nuova mensa postconciliare rivolta all’assemblea

All’esterno colpisce la facciata a salienti su tre livelli. I portali sono tre.
Il principale ha pronao e timpano. In alto c’è un grande affresco.
Il campanile è quadrangolare. Ha orologio su tutti i fronti.
La guglia è piramidale, in scaglie di rame.

Dentro l’effetto è forte. La pianta è a croce latina. Le navate sono tre.
Ci sono arcate a tutto sesto e volte affrescate.
All’incrocio col transetto c’è una “cupola” dipinta in trompe-l’œil.
Al centro una vetrata con l’Onnipotente. Sui pennacchi i quattro evangelisti.

Lungo le navate trovi cappelle e devozioni.
Madonna del Rosario, Sant’Antonio, Santa Rita, Santa Teresa, San Giuseppe.
Ci sono confessionali e battistero.
E c’è un grande crocifisso ligneo sopra l’altare, donato nel 1857.

Ecomuseo del Freidano: capire Settimo attraverso acqua e lavoro

L’Ecomuseo del Freidano è uno dei luoghi migliori per capire Settimo.
È spesso cercato anche come “Ecomuseo dei Freidano”.
È un museo diffuso nell’area di pianura tra Torino, Settimo e Chivasso.
E sta nel contesto del Parco fluviale del Po.

Il filo conduttore è il rio Freidano. È un corso d’acqua artificiale.
Sulle sue rive sono nate le prime attività proto-industriali settimesi.
Qui si lavoravano canapa e osso e c’erano lavandai, fornaci e pesca.
Qui si producevano anche articoli per la scrittura.
Il Freidano ha avuto un ruolo centrale nell’economia locale.

Intorno al 1980 Settimo diventa laboratorio di ricerche archeologico-industriali.
Da quelle ricerche nasce il progetto ecomuseale.
Nel 1999 arriva il riconoscimento istituzionale della Regione Piemonte.

Il cuore dell’esperienza è il Mulino Nuovo. È un complesso ottocentesco.
Viene recuperato a uso pubblico dal 1996.
Nel silos, dal 2002, è allestito un Museo Etnografico.
Ci sono botteghe, strumenti e cicli produttivi. Ci sono anche contenuti multimediali.

Il percorso arriva fino alla Sala del ’900. Qui si racconta l’industrializzazione del XX secolo.
È la fase che ha cambiato il volto della città.

In bella stagione la visita si allarga all’aperto, nel Parco dell’Energia.
Le installazioni ripercorrono duemila anni di invenzioni.
Ci sono ruote idrauliche antiche e sono turbine Francis e Pelton.
E anche modelli rinascimentali. E allestimenti legati alla memoria industriale locale, come il Locale Turbine.

Il finale è verde. C’è un piccolo Orto Botanico.
È collegato al Giardino Lia Varesio nel Parco Pertini.
È un filo tra cultura, natura e memoria.

FAQ – cosa visitare a Settimo Torinese e perché

Qual è il simbolo storico di Settimo Torinese?

La Torre di Settimo, unico resto dell’antico castello signorile

Dove si trova il MU-CH e cosa c’entra Primo Levi?

È nell’ex SIVA in via Leinì 84, dove Levi lavorò dal 1948 al 1975 e divenne direttore nel 1966

Cosa rende speciale San Pietro in Vincoli?

Gli interni affrescati e la “cupola” dipinta in trompe-l’œil, oltre alla storia documentata dal 1146

Qual è il cuore dell’Ecomuseo del Freidano?

Il Mulino Nuovo, recuperato dal 1996, con Museo Etnografico nel silos dal 2002

Quando conviene visitare il Parco dell’Energia?

Quando conviene visitare il Parco dell’Energia?

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende