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Dipinto Murario della Sindone nel Borgo Vecchio di Nichelino: storia, iconografia e dove ammirarla

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Dicembre 16, 2025

Nel cuore del Borgo Vecchio di Nichelino, tra cascine ristrutturate e gli ultimi frammenti del paesaggio rurale, sopravvive un affresco che sorprende per soggetto e posizione: il Dipinto Murario della Sindone, collocato sulla facciata di un antico rustico legato al complesso del Castello Occelli.
Sebbene spesso associato – erroneamente – al passaggio della Sacra Sindone in città, il dipinto racconta invece un capitolo diverso: la devozione popolare e l’identità religiosa della comunità nichelinese tra XVII e XIX secolo.

Focus dell’opera muraria

Localizzazione: Borgo Vecchio, sulla facciata dell’antica cascina dei Segre
Soggetto: scena della Deposizione nel telo sindonico
Figure: Madonna Addolorata e San Francesco d’Assisi
Datazione: tra XVII e XIX secolo
Interpretazione: espressione di devozione popolare, priva di legami con il viaggio storico della Sacra Sindone

Il Borgo Vecchio e il contesto storico dell’affresco

Il Borgo Vecchio di Nichelino è uno dei pochi angoli della città che conserva tracce autentiche del passato agricolo. Qui si concentravano cascine, corti, stalle e l’antico tribunale feudale, elementi sopravvissuti in parte nonostante le urbanizzazioni novecentesche.

L’affresco della Sindone si trova su una parete esterna dell’antica cascina dei Segre, oggi trasformata in abitazione privata di pregio. L’edificio sorge nel percorso che collega la piazzetta del Borgo al Castello Occelli, lungo quello che un tempo era un semplice vialetto agricolo di servizio.

Questa posizione chiarisce la funzione dell’opera: un segno religioso destinato alla comunità locale, non un oggetto di culto ufficiale legato al casato feudale.

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Iconografia: cosa raffigura il Dipinto Murario della Sindone

L’affresco rappresenta la Deposizione di Cristo nel telo sindonico, secondo un’iconografia ampiamente diffusa tra Sei e Ottocento.

La scena è composta da tre elementi centrali:

  • La Madonna Addolorata, riconoscibile dalla spada conficcata nel cuore
  • San Francesco d’Assisi, raffigurato mentre sostiene il lenzuolo
  • Il telo sindonico, disteso tra le due figure

La cornice in cotto, visibile anche dopo il restauro, evidenzia la volontà di dare centralità all’immagine pur mantenendo la semplicità tipica degli affreschi votivi rurali.

È, quindi, un’opera di devozione popolare, non un dipinto ufficiale legato alla corte sabauda.

Il mito del passaggio della Sindone a Nichelino: perché è infondato

Da tempo alcuni residenti raccontano che l’affresco sarebbe stato realizzato per ricordare il presunto passaggio della Sacra Sindone a Nichelino durante il trasferimento da Chambéry a Torino nel 1578.

Tuttavia:

  • il percorso storico documentato non attraversò Nichelino
  • la Sindone arrivò a Torino passando dal Moncenisio e dalla Val di Susa, giungendo direttamente alla Chiesa Reale di San Lorenzo
  • nessuna fonte storica colloca il Sacro Telo nell’area del Borgo Vecchio

L’affresco, quindi, non ha relazione con la Sindone autentica ma riflette la diffusione del culto sindonico nel territorio piemontese.

Il restauro e lo stato attuale

L’opera si presenta oggi in buono stato grazie a un restauro che ne ha recuperato i colori originari, rendendo leggibili elementi prima compromessi dal degrado.

Gli interventi principali hanno riguardato:

  • pulitura della superficie
  • consolidamento dell’intonaco
  • recupero della cornice in cotto
  • integrazione delle parti mancanti

L’affresco è perfettamente visibile dal vicolo che conduce al Castello Occelli, pur non essendo accessibile internamente.

Il dipinto di piazza San Carlo

Anche sotto i portici di piazza San Carlo a Torino è presente un’edicola votiva con una raffigurazione della Sindone, testimonianza della profonda devozione che la città ha sempre avuto verso la Reliquia. L’opera, collocata in una nicchia tra i palazzi secenteschi della piazza, è stata più volte restaurata nel corso dei secoli, rendendo difficile stabilirne una datazione precisa.

FAQ – Quesiti sull’affresco murario

Il Dipinto Murario della Sindone è davvero collegato al passaggio della Sacra Sindone a Nichelino?

No. Il Sacro Telo non transitò mai da Nichelino: il percorso documentato del 1578 passò dal Moncenisio e arrivò direttamente a Torino. L’affresco nichelinese riflette un culto locale, non un evento storico legato alla Sindone autentica.

Dove si trova esattamente il dipinto nel Borgo Vecchio?

Si trova sulla facciata dell’ex cascina dei Segre, lungo il vicolo che collega il Castello Occelli alla piazzetta del Borgo Vecchi

Quali figure sono rappresentate nell’affresco?

L’opera raffigura la Deposizione nel telo sindonico, sostenuto dalla Madonna Addolorata e da San Francesco d’Assisi

L’affresco è visitabile da vicino o aperto al pubblico?

È visibile solo dall’esterno, perché fa parte di una proprietà privata. Tuttavia il vicolo è pubblico e permette di osservare bene sia il dipinto sia la cornice in cotto restaurata.

Quando è stato restaurato il Dipinto Murario della Sindone?

Il restauro è recente e ha interessato sia l’intonaco sia la cornice. Ha permesso di recuperare i colori, consolidare le superfici e rendere leggibile un’opera che per decenni era stata danneggiata da umidità e agenti atmosferici.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende