Gerbido, la frazione di Grugliasco che unisce storia agricola e sviluppo urbano

Da Alessandro Maldera
Dicembre 09, 2025

La Borgata Gerbido di Grugliasco è una delle zone storiche più antiche del territorio, oggi riconoscibile per l’unione fra radici agricole, ville nobiliari, cappelle barocche e un tessuto residenziale sempre più connesso con Torino. Nonostante le trasformazioni del XX secolo, la borgata conserva ancora una forte identità rurale, evidente nei cascinali, nei viali alberati e nella fitta trama di strade storiche che la attraversavano già nel Seicento.
Identikit della frazione
Posizione della Borgata: un cuscinetto tra Torino, Grugliasco e Orbassano
La Borgata Gerbido sorge nell’area sud-ovest di Torino, in transizione tra Orbassano, Grugliasco e i quartieri di Mirafiori. A est confina con Torino, mentre verso ovest si apre un paesaggio caratterizzato da cascine, campi e antiche vie poderali, ancora oggi riconoscibili nella trama viaria. La presenza di grandi assi storici come Strada del Gerbido, Via Moncalieri e Strada del Portone** testimonia la continuità con le rotte agricole e commerciali del passato.
Scoprire Grugliasco significa attraversare borgate storiche, ville d’epoca, spazi verdi e poli culturali moderni. Un territorio che unisce anima rurale e vita urbana, perfetto per chi cerca itinerari tranquilli e luoghi ricchi di storia.
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Ambiente e clima: una zona aperta e ventilata
Il territorio della borgata è pianeggiante e leggermente esposto ai venti provenienti dalla valle del Sangone. Questa condizione ha favorito, per secoli, la coltivazione dei prodotti locali e la diffusione di terreni erbosi. Oggi il paesaggio alterna aree rurali, complessi residenziali recenti e una rete di piste ciclabili che collegano Orbassano e Torino.
La storia del Gerbido: dalle terre agricole al feudo nobiliare
Le prime attestazioni documentarie risalgono al 1645, quando il territorio viene incluso nell’area amministrativa di Grugliasco. Tra XVII e XVIII secolo diventa parte del Feudo di Roccafranca, possedimento legato a cascine e dimore nobiliari come Villa Amoretti e Cascina Giajone.
Il nome “Gerbido”, diffuso in tutto il Nord Italia, indica i terreni più freddi, erbosi o paludosi: luoghi difficili da coltivare ma estremamente fertili grazie a un lavoro costante. Proprio qui nacque la figura simbolica di Monsù Ravanin, maschera popolare legata alla produzione dei ravanelli.
L’area rimase agricola fino al Novecento, quando le trasformazioni urbane e i collegamenti con Torino modificarono profondamente la struttura della borgata.
Cosa vedere nella Borgata Gerbido
Chiesa dello Spirito Santo
È il cuore storico della borgata. L’edificio, con facciata barocca in mattoni a vista e meridiana latina, conserva un antico campanile, un pulpito juvarriano e tele di scuola barocca. Sulla facciata campeggia l’epigrafe dedicata ai caduti della Prima guerra mondiale.
Villa Il Palazzo
Dimora settecentesca appartenuta ai San Martino di Agliè, con parco perimetrale, viale alberato e struttura ancora oggi ben conservata.
Cascina Villanis – Villa Ceresole
Complesso agricolo di grande pregio composto da cascina, cappella quadrata di scuola juvarriana, viale di platani secolari e antichi allevamenti ancora riconoscibili.
Cascina Mandina
Isolata nella campagna, custodisce una cappella barocca perfettamente conservata. È uno degli edifici più eleganti del territorio rurale.
Villa Il Maggiordomo
Tra i beni più importanti del Gerbido. Villa seicentesca attribuita, secondo la tradizione, a Guarino Guarini. Oggi è oggetto di restauro.
Cascina Duc
Complesso storico seicentesco con cappella, ambienti rurali e una struttura ottagonale ottocentesca unica nel suo genere. Oggi sede di attività agrituristiche e di trasformazione alimentare.
Cascina Il Trotti e Cascina Carassio
Testimonianze della presenza aristocratica e agricola tra Sette e Ottocento, con cappelle minori e viali alberati.
Tradizioni e identità locale
La borgata conserva una forte identità rurale. Il culto più sentito è la festa dello Spirito Santo, celebrata la domenica di Pentecoste, legata all’antica confraternita che animava la vita religiosa del luogo. Molto radicate anche le tradizioni agricole e i racconti popolari legati alle cascine, ai mastri contadini e alle famiglie nobiliari che abitavano le grandi ville.
Economia locale e qualità della vita
Nonostante la vicinanza con Torino, il Gerbido mantiene un profilo misto: attività agricole, servizi, piccola industria e agriturismi convivono con aree residenziali moderne. La qualità della vita è buona grazie agli spazi verdi, ai collegamenti ciclabili e alle strutture scolastiche della zona.
Come arrivare e muoversi nella Borgata Gerbido
La zona è servita da diverse linee GTT: 55, 44 e 74, che collegano il Gerbido con Mirafiori, il centro di Torino, Collegno e gli ospedali della zona Lingotto.
È presente anche una stazione di bike sharing (TOBike 301), mentre la rete ciclabile permette di raggiungere facilmente i percorsi di collegamento verso Orbassano, Grugliasco e Torino.
FAQ – Informazioni rapide per conoscere la zona
Ha origini agricole e viene citata per la prima volta nel 1645. Nel Settecento entrò nel Feudo di Roccafranca insieme a cascine e ville nobiliari piemontesi.
La Chiesa dello Spirito Santo, con facciata barocca e tele di scuola juvarriana, è il principale riferimento storico e religioso.
Alcune proprietà sono private o in restauro (come Villa Il Maggiordomo), mentre altre ospitano attività ricettive o agricole.
Sì, grazie alle linee 55, 44, 74, alle piste ciclabili e ai collegamenti rapidi con Mirafiori e Grugliasco

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



