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Film Il monello di strada: la commedia malinconica con Macario girata a Torino

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Dicembre 08, 2025

Uscito nelle sale italiane il 12 dicembre 1950, Il monello di strada segna l’ultimo capitolo della collaborazione fra Erminio Macario e il regista Carlo Borghesio, coppia che aveva già conquistato il pubblico con pellicole come Come persi la guerra e L’eroe della strada.
Girato in gran parte a Torino, il film rappresenta un perfetto esempio di commedia popolare del dopoguerra, capace di unire ironia, dramma sociale e atmosfere fiabesche. Le sue immagini non solo raccontano una storia, ma restituiscono il volto di una città in trasformazione, sospesa tra la povertà del passato e le speranze della ricostruzione.

Nota di catalogo – Il monello di strada

  • Anno: 1950
  • Regia: Carlo Borghesio
  • Durata: 87 minuti
  • Produzione: Luigi Rovere per Lux Film
  • Attori principali: Macario, Luisa Rossi, Saro Urzì, Ciccio Jacono
  • Distribuzione: Lux Film

Trama dettagliata

Il protagonista Carletto Po (Macario), minatore emigrato in Argentina, torna in Italia per incontrare la moglie sposata per procura, Anna. Scopre però che la donna è morta, lasciando un figlio, Paolino, che la legge gli riconosce come erede legittimo.
Incapace di assumersi la responsabilità, Carletto tenta inizialmente di abbandonare il bambino. Ma l’incontro in un Luna Park con una misteriosa ragazza, identica ad Anna, lo convince a cambiare idea. Tra momenti di goffaggine e attimi di sincera dolcezza, Carletto impara a volere bene al bambino.

La trama si complica quando entrano in scena alcuni parenti che cercano di ottenere la custodia di Paolino per sfruttarne l’eredità. Solo grazie all’intervento della giovane sconosciuta, Carletto scoprirà la verità, trovandosi di fronte a scelte che mettono in gioco la sua crescita umana.
Il film alterna sequenze comiche ispirate a Chaplin a momenti drammatici, creando un equilibrio che lo rende ancora oggi un’opera di forte impatto emotivo.

Regia, cast e stile

Il regista Carlo Borghesio conosceva bene Macario e ne sfruttò al massimo la capacità di oscillare tra clown e uomo comune. La sua regia, semplice ma incisiva, amplifica il contrasto tra ironia e malinconia.

  • Macario (Carletto Po): protagonista assoluto, qui più maturo rispetto ai ruoli precedenti.
  • Luisa Rossi: doppio ruolo di Anna e della misteriosa ragazza.
  • Saro Urzì: il commissario, presenza severa ma realistica.
  • Ciccio Jacono: il piccolo Paolino, figura chiave attorno a cui ruota la storia.

Le musiche di Carlo Savina e la fotografia di Arturo Gallea accentuano i toni poetici e surreali di alcune scene, come quella del “tempo sospeso”, in cui la città intera resta immobile per permettere a Carletto di trovare un brillante smarrito nell’impasto del pane.

Torino come protagonista

Oltre a fare da sfondo, Torino diventa coprotagonista del film, mostrando luoghi iconici della città che oggi rivestono anche un valore documentario.

  • Stazione di Porta Nuova: le riprese del 22 agosto 1950 catturarono Macario tra la folla, attirando curiosità e applausi dei passeggeri reali.
  • Villa Abegg: la sontuosa residenza utilizzata come abitazione dei parenti di Paolino, a sottolineare il divario sociale.
  • Le colline torinesi: scelte per le sequenze esterne, restituiscono un’atmosfera sospesa tra natura e città.
  • Mercati e strade popolari: benché meno riconoscibili oggi, furono fondamentali per restituire la dimensione quotidiana e povera della Torino del dopoguerra.

La città diventa così specchio delle contraddizioni dell’Italia di quegli anni: miseria e rinascita, sogno e realtà.

FAQ – Il monello di strada spiegato in 5 domande

Chi ha diretto il film Il monello di strada?

La regia è di Carlo Borghesio, che nel 1950 firmò l’ultimo capitolo della sua collaborazione con Macario.

Chi è il protagonista della pellicola?

Il protagonista è Macario, nei panni di Carletto Po, un minatore emigrato che torna in Italia e si ritrova improvvisamente padre di un bambino

Dove fu girato il film?

Le riprese si svolsero a Torino e nelle colline piemontesi. Tra le location spiccano Villa Abegg e la stazione di Porta Nuova, immortalata in una scena molto nota

Quali sono i temi principali del film?

La pellicola mescola commedia e malinconia, affrontando temi come la povertà del dopoguerra, la paternità inattesa e l’avidità dei parenti interessati all’eredità del bambino.

Perché viene paragonato a Chaplin?

Molti critici hanno visto nel rapporto tra Carletto e Paolino un chiaro rimando a Il monello di Charlie Chaplin, con lo stesso equilibrio tra risate e momenti drammatici.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende