Villa Cane d’Ussol di Rivoli: residenza settecentesca, scalone monumentale e sala da ballo storica

Da Alessandro Maldera
Dicembre 08, 2025

La Villa Cane d’Ussol di Rivoli è una delle dimore storiche più rappresentative del Settecento collinare piemontese. Edificata nel 1775 come residenza di campagna, unisce architettura elegante, ambienti decorati e un parco oggi trasformato in giardino pubblico. Oltre alla storia nobiliare, la villa racconta un importante capitolo della trasformazione urbana di Rivoli, poiché dagli anni ’70 ospita funzioni istituzionali del Comune.
In breve: Villa Cane d’Ussol di Rivoli
Architetto: Amedeo Galletti di Pontestura
Committente: Giuseppe Cane d’Ussol
Interni: scalone monumentale e sala da ballo decorata
Parco: oggi giardino pubblico
Origini della villa e contesto storico
Villa Cane d’Ussol sorge in via Capra, nel cuore della collina rivese, un’area già molto ambita dalla nobiltà sabauda tra XVII e XVIII secolo per le villeggiature estive. Infatti, giardini storici collinari, ricordano come Rivoli fosse costellata di vigne nobiliari, spesso frutto di importanti progetti settecenteschi poi abbandonati nel Novecento.
In questo contesto, nel 1775, il conte Giuseppe Cane d’Ussol commissionò all’architetto Amedeo Galletti di Pontestura una nuova dimora di campagna. L’edificio esprime il gusto classico dell’epoca, giocato su volumi armoniosi, una facciata neoclassica luminosa e una distribuzione interna pensata per accogliere ospiti e celebrazioni di prestigio.
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Architettura e interni decorati
L’interno della villa è organizzato intorno a un doppio scalone monumentale, che dall’atrio conduce alla grande sala da ballo del primo piano. Sulle rampe compaiono le copie dei busti scolpiti da Bernardo Falconi, raffiguranti Carlo Emanuele II come Adone e Giovanna Battista di Savoia-Nemours come Diana: un omaggio al linguaggio mitologico amato dalla corte sabauda.
La sala da ballo rappresenta il cuore scenografico della residenza. È decorata con stucchi tra rococò e neoclassico, trofei d’armi, figure allegoriche e motivi leggeri che rivelano il passaggio tra due stili. Questi ambienti raccontano la dimensione mondana delle antiche villeggiature aristocratiche, quando Rivoli era un punto di riferimento per la nobiltà torinese.
Il parco originario, seppur ridimensionato nel tempo, è oggi aperto al pubblico come giardino cittadino, mantenendo un prezioso legame tra la villa e il paesaggio collinare.
Declino, restauri e nuova funzione pubblica
Con il declino del modello abitativo aristocratico e la crisi del “soggiorno in vigna”, molte ville collinari vennero abbandonate, frazionate o cedute. Tra gli anni ’60 e ’70, il Comune di Rivoli acquisì due di queste residenze — tra cui la Villa Cane d’Ussol — per trasformarle in sedi adatte alle nuove esigenze amministrative di una popolazione in forte crescita.
Il restauro fu affidato agli architetti Andrea Bruno e Biagio Garzona, che integrarono gli ambienti storici con spazi moderni destinati alle funzioni civiche. Il piano terra venne adattato per ospitare l’aula consiliare e le sale conferenze, parzialmente interrate e collegate alla villa tramite un percorso sotterraneo. Nella decorazione compaiono anche i bassorilievi contemporanei di Ezio Gribaudo, inseriti in modo armonico tra stucchi e finiture storiche.
Il piano superiore divenne invece sede per i matrimoni civili, mantenendo viva la vocazione rappresentativa della dimora settecentesca.
La villa oggi
Oggi la Villa Cane d’Ussol è uno degli edifici storici più significativi di Rivoli. Offre una doppia identità: da un lato residenza nobiliare settecentesca, dall’altro sede pubblica moderna, in un equilibrio architettonico raro. Il giardino pubblico, ricavato dall’antico parco, permette di apprezzare ancora la relazione originaria tra architettura e paesaggio.
FAQ – Informazioni pratiche per la visita
L’accesso è limitato perché gli ambienti ospitano funzioni istituzionali. Alcune sale possono essere visitate in occasione di eventi pubblici o cerimonie.
In genere solo durante eventi aperti al pubblico o durante funzioni civili, come i matrimoni.
Sì, il parco originario è oggi un giardino pubblico accessibile liberamente.
Sono presenti solo indicazioni essenziali. Per approfondire conviene affidarsi a guide o a contenuti editoriali.
L’accesso agli interni non è libero, perché la villa ospita uffici comunali e spazi istituzionali. Tuttavia, alcune sale — tra cui la sala da ballo e l’area matrimoni — possono essere visitate in occasione di eventi pubblici o durante cerimonie civili autorizzate.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



