Cappella San Rocco di Grugliasco: dalle epidemie del passato al restauro ottocentesco

Da Alessandro Maldera
Dicembre 05, 2025

La Cappella San Rocco di Grugliasco è una delle testimonianze religiose più antiche del territorio. Documentata già nel 1500, nasce come cappella campestre legata alla vita agricola e ai percorsi rurali che collegavano il borgo alle sue campagne. La sua storia incrocia epidemie, riti comunitari e interventi architettonici che ne hanno modellato l’aspetto fino ai giorni nostri.
Cappella San Rocco: i dati fondamentali da conoscere
• Ristrutturazione votiva: 1599 dopo la peste
• Statua originale: San Rocco in legno, custodita in teca
• Tradizioni: feste del 16 agosto e del 31 gennaio
• Restauro principale: 1826–1828 (arch. Ignazio Michela)
• Posizione: Viale Antonio Gramsci, Grugliasco
Origini della cappella: una presenza certa già nel Cinquecento
Le prime attestazioni verificabili indicano che la cappella esisteva già nel XVI secolo. All’epoca, fungeva da punto di riferimento religioso per contadini e viandanti, collocata lungo un itinerario agricolo fuori dal nucleo abitato.
Il suo ruolo cresce con l’avanzare del secolo, quando diventa simbolo della devozione locale verso San Rocco, protettore dalla peste e dalle malattie contagiose.
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Il voto del 1599 e la ricostruzione dopo la peste
L’anno 1599 rappresenta una svolta decisiva. Grugliasco, come molti centri del Piemonte, era stata duramente colpita dall’epidemia di peste. Per ringraziare il santo della fine del contagio, la comunità promuove:
- il solenne trasporto da Torino di una statua lignea di San Rocco,
- la ristrutturazione completa della cappella, finanziata collettivamente,
- la definizione di nuove pratiche votive, che entreranno a far parte dell’identità religiosa del paese.
La statua — tuttora conservata — viene collocata in una nicchia absidale, racchiusa in una teca di vetro.
Riti, processioni e feste popolari
Per secoli, la Cappella San Rocco è stata il fulcro delle celebrazioni dedicate al santo.
Due appuntamenti erano particolarmente sentiti:
16 agosto — Festa di San Rocco
- processione guidata dai confratelli di Santa Croce
- trasporto della statua per le vie del paese
- benedizione del pane portato da giovani fanciulle danzanti
- musica, riti e offerte votive
31 gennaio — Messa di ringraziamento
Ricordo dell’arrivo della statua nel 1599 e della protezione ottenuta durante l’epidemia.
La cappella nel Settecento: modifiche senza stravolgere l’impianto
Durante il XVIII secolo la cappella subisce alcuni aggiornamenti, soprattutto interni, ma mantiene l’impianto originario. Le descrizioni dell’epoca indicano una struttura che evolve senza perdere la semplicità campestre delle sue origini.
Il grande restauro ottocentesco (1826–1828)
L’aspetto attuale è legato al restauro realizzato tra il 1826 e il 1828 su progetto dell’architetto Ignazio Michela.
Gli interventi riguardano:
- consolidamento della muratura
- revisione della copertura
- aggiornamento dell’aula interna
- ridefinizione degli elementi decorativi
- miglioramento della facciata
Questo intervento segna definitivamente l’immagine contemporanea della cappella
FAQ – Domande ricorrenti sul piccolo santuario rurale
Sì, essendo proprietà comunale è accessibile dall’esterno; l’interno è aperto solo in occasione di eventi o celebrazioni straordinarie.
Perché nel 1599 la comunità attribuì al santo la protezione dalla peste e decise di rinnovare la cappella come voto collettivo.
Sì, è la statua lignea portata da Torino nel 1599, oggi conservata in una nicchia dietro l’altare.
In estate e durante gli eventi culturali locali, quando la zona rurale circostante è più suggestiva.
Sì: la forma campestre originaria, la nicchia absidale e parte dell’impianto definito dal restauro ottocentesco

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



