Chiesa di San Giovanni Battista di Candiolo: la parrocchiale tra Settecento e Ottocento

Da Alessandro Maldera
Dicembre 05, 2025

La Chiesa di San Giovanni Battista di Candiolo è il principale luogo di culto del paese e uno dei riferimenti religiosi più riconoscibili della zona sud della cintura torinese. La sua storia attraversa secoli di trasformazioni: dalle origini legate all’Ordine di Malta fino alla costruzione della nuova parrocchiale settecentesca, ampliata più volte nell’Ottocento. In questa guida trovi una panoramica chiara sulla sua evoluzione, le caratteristiche architettoniche e le opere conservate al suo interno.
Cenni rapidi sulla Chiesa di San Giovanni Battista
Nuova chiesa: edificata nel 1713 grazie a fra’ Marcello Sacchetti
Ottocento: aggiunte le navate laterali (1842) e completata la facciata (1881)
Novecento: altare postconciliare nel 1967 e impermeabilizzazione nel 1979
Caratteri distintivi: facciata tripartita, campanile quadrato, pala dedicata a San Giovanni Battista
Prima dell’edificazione della chiesa attuale, il centro religioso di Candiolo era la chiesa della Madonna della Spina, documentata nel 1584 durante la visita pastorale di monsignor Peruzzi. L’edificio apparteneva all’Ordine di Malta ed era indicato come parrochialem sub titulo Sancte Marie loci Candioli, confermando il suo ruolo di prima parrocchiale del territorio.
Con l’inizio del Settecento, la comunità avviò un progetto più ambizioso. Nel 1713, grazie al finanziamento di fra’ Marcello Sacchetti, nacque la nuova chiesa dedicata a San Giovanni Battista, costruita in stile neoclassico e destinata a diventare la parrocchiale definitiva del paese.
Ampliamenti e interventi tra Ottocento e Novecento
Nei secoli successivi l’edificio fu più volte modificato per rispondere alle esigenze della comunità crescente. Il cimitero, originariamente collocato attorno alla chiesa, si è trasferito all’esterno del centro abitato nel 1836.
Nel 1842 l’edificio fu ampliato con la costruzione delle navate laterali, che trasformarono la pianta originaria. Un ulteriore intervento arrivò nel 1881, quando la chiesa fu prolungata di otto metri e venne completata la facciata, conferendole l’aspetto attuale.
Durante il Novecento furono introdotte altre modifiche. Nel 1967, secondo le norme liturgiche postconciliari, sono aggiunti l’ambone e l’altare rivolto verso l’assemblea. Poi, nel 1979, fu eseguito un importante intervento di impermeabilizzazione dei muri esterni.
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La facciata: un equilibrio neoclassico
La facciata principale, orientata verso nord-ovest, presenta la tipica struttura a tre corpi.
Il settore centrale è scandito da quattro semicolonne d’ordine composito, che sorreggono un frontone triangolare. Il portale è architravato e sovrastato da un dipinto dedicato a San Giovanni Battista, richiamo immediato al santo titolare della parrocchia.
Le due ali laterali sono decorate da paraste con capitelli corinzi e da tondi con raffigurazioni sacre, conclusi da semitimpani che completano la composizione architettonica.
Accanto alla chiesa si eleva il campanile a pianta quadrata, con cella campanaria dotata di monofore a tutto sesto e copertura a quattro falde.
L’interno: tre navate e un presbiterio rialzato
L’interno è articolato su tre navate, suddivise da pilastri che sorreggono archi a tutto sesto. Sopra gli archi corre una trabeazione modanata, dalla quale si imposta la volta a botte che copre l’intera aula.
Il presbiterio, rialzato di due gradini, accoglie l’altare maggiore in marmi policromi e si conclude con una abside semicircolare, creando un punto focale luminoso e solenne.
L’opera più importante conservata nella chiesa è la pala dell’altare maggiore, dedicata a San Giovanni Battista, che rappresenta uno degli elementi artistici più significativi dell’intero complesso.
FAQ – Quesiti comuni sulla parrocchiale
Sì. È la parrocchiale dal 1713, anno della costruzione della nuova chiesa che sostituì la Madonna della Spina.
Sicuramente la facciata tripartita con semicolonne e frontone composito, completata nel 1881.
L’opera più importante è la pala dell’altare maggiore, dedicata a San Giovanni Battista.
Nel 1967, quando vennero installati l’ambone e l’altare rivolto verso l’assemblea.
Sì: fa parte del complesso parrocchiale e conserva la tipica cella campanaria con monofore a tutto sesto.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



