Storia di Locana: origini medievali, Tuchini e sviluppo idroelettrico

Da Alessandro Maldera
Novembre 23, 2025

La storia di Locana, borgo della Valle Orco inserito nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, unisce radici medievali, lotte popolari, disastri naturali e una rinascita industriale nel Novecento. Citata per la prima volta nel 1185, fu a lungo contesa da nobili e famiglie feudali, devastata dalle piene del torrente Orco e infine trasformata dall’arrivo delle grandi opere idroelettriche dell’AEM di Torino, che segnarono la modernizzazione di tutta la valle.
Locana: le tappe del passato
- 1185 – Prima attestazione del toponimo Locana
- XIII-XIV sec. – Dispute feudali tra Valperga e San Martino
- 1311 – Compromesso con le popolazioni delle Valli di Lanzo
- 1386-1391 – Partecipazione alla rivolta dei Tuchini
- 1448 – Pacificazione con l’intervento dei Savoia
- 1628 – Alluvione distrugge la chiesa di San Meinerio
- 1929 – Entrata in funzione della centrale idroelettrica di Rosone
- 1959 – Conclusione con la diga dell’Eugio
Origine del nome e prime attestazioni
L’etimologia del toponimo Locana rimanda al termine indoeuropeo Leuko (“luce, luminoso”), unito al suffisso pregallico -ANA.
Il nome compare per la prima volta nel 1185 in un documento che testimonia come l’area fosse già popolata e strategica lungo le vie di comunicazione tra il Canavese e la Valle d’Aosta.
Locana nel Medioevo
Tra XIII e XIV secolo, Locana fu teatro di dispute feudali tra i conti di Valperga e di San Martino, che si contendevano il controllo politico della zona.
Alla fine del Duecento sorsero tensioni con le popolazioni delle Valli di Lanzo, risolte solo nel 1311 grazie a un compromesso. Ma i conflitti continuarono: gli abitanti di Locana parteciparono alla rivolta dei Tuchini (1386–1391), quando gran parte del Canavese insorse contro le prepotenze della nobiltà locale.
Dopo anni di scontri, la pacificazione arrivò nel 1448, con l’intervento dei Savoia, che consolidarono il loro dominio sulla valle.
Alluvioni e ricostruzioni
La storia di Locana è segnata anche da catastrofi naturali. La posizione a ridosso del torrente Orco, impetuoso e soggetto a piene improvvise, provocò numerosi danni nei secoli.
L’episodio più grave si verificò nel 1628, quando una piena distrusse l’antica chiesa di San Meinerio. La comunità la ricostruì poco dopo, dedicandola a San Pietro in Vincoli, che ancora oggi rappresenta uno dei centri religiosi più importanti del paese.
Locana e il dominio sabaudo
Con il passaggio sotto i Savoia, Locana seguì le sorti politiche del Piemonte. L’ordine imposto dai nuovi dominatori portò maggiore stabilità rispetto alle lotte feudali precedenti, ma il borgo rimase comunque vulnerabile agli eventi naturali e alle difficoltà economiche tipiche delle comunità alpine.
Lo sviluppo industriale nel Novecento
Il vero punto di svolta arrivò con il XX secolo, quando la valle divenne protagonista della produzione idroelettrica.
L’Azienda Elettrica Municipale di Torino (AEM) vide nella Valle Orco un bacino di risorse straordinario. I primi progetti risalgono al 1916, ma la costruzione partì nel 1925.
- 1929 – entrata in funzione della centrale idroelettrica di Rosone
- 1931 – inaugurazione ufficiale alla presenza del Principe di Piemonte
- 1940 – completamento della centrale di Bardonetto
- 1953 – costruzione della diga di Valsoera
- 1955 – realizzazione della diga di Telessio
- 1959 – ultimazione della diga dell’Eugio
Queste opere cambiarono il volto della valle: portarono lavoro, crescita economica e una nuova identità industriale che si affiancava alla tradizione contadina.
FAQ: Medioevo, Savoia e idroelettrico a Locana
Deriva dal termine indoeuropeo Leuko con il suffisso -ANA, con prime attestazioni scritte nel 1185
I conti di Valperga e di San Martino, in lotta per il controllo del Canavese.
Una violenta piena del torrente Orco distrusse la chiesa di San Meinerio, poi ricostruita come San Pietro in Vincoli.
A partire dal 1925 con il progetto AEM, che portò alla costruzione di dighe e centrali.
Per il suo patrimonio storico, per l’ambiente tutelato dal Parco del Gran Paradiso e per la memoria industriale idroelettrica.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



