Mancata pulizia fiume Po Torino 2025, emergenza piante infestanti e cattivi odori

Da Alessandro Maldera
Agosto 21, 2025

La mancata pulizia del fiume Po a Torino nel 2025 ha favorito la comparsa di piante infestanti, rifiuti e cattivi odori. La ridotta portata del fiume, unita alle temperature elevate dell’acqua, ha creato isolotti verdi soprattutto all’altezza dei Murazzi e della Gran Madre, con conseguenti disagi per sportivi e cittadini.
Box informativo
Area critica: Murazzi e Gran Madre
Causa: scarsa portata, acqua calda e stagnante
Effetti: cattivi odori, ostacoli per canottaggio e turismo
Interventi: in attesa di piogge, previsto piano B di rimozione manuale
Vegetazione e isolotti sul Po
Le alte temperature estive hanno reso l’acqua del Po più calda del normale. Questo ha favorito la crescita di piante acquatiche, tra cui specie infestanti come l’Elodea nuttallii, individuata già a inizio estate. La ridotta portata del fiume ha portato all’emersione di veri e propri isolotti verdi, visibili soprattutto nel tratto cittadino.
Rifiuti e cattivi odori
La vegetazione galleggiante trattiene rifiuti e materiali di scarto, creando zone stagnanti da cui provengono cattivi odori. La situazione è percepita come un degrado ambientale che influisce sulla vivibilità del centro città e sull’immagine turistica delle rive del Po.
Impatto sugli sportivi
I circoli di canottaggio segnalano difficoltà ad allenarsi: i rematori sono costretti a destreggiarsi tra chiazze di piante e rifiuti per non restare bloccati. Lo spazio utilizzabile per le attività sportive si è ridotto alla fascia centrale del fiume, dove l’acqua scorre più velocemente.
La strategia di intervento
Un intervento straordinario di pulizia era stato avviato due settimane fa, ma si è interrotto. La Città ha scelto di attendere le piogge previste, che dovrebbero aumentare la portata del fiume e trascinare via la vegetazione. Nel caso in cui le precipitazioni non fossero sufficienti, è pronto un piano B con operazioni manuali di rimozione coordinate con Amiat, Protezione Civile e Polizia Municipale.
Le prospettive
Gli esperti spiegano che la proliferazione non riguarda solo specie invasive, ma anche piante autoctone favorite da acqua stagnante e calda. Se non gestita, la situazione rischia di ripresentarsi ciclicamente, rendendo necessarie strategie di manutenzione costanti e non solo emergenziali.
FAQ -Dubbi e risposte sul degrado del Po a Torino 2025
A causa della ridotta portata, dell’acqua calda e stagnante che ha favorito la crescita di piante acquatiche.
Accumulo di rifiuti, cattivi odori e difficoltà per le attività sportive e turistiche sul fiume.
Sì, la Città punta sulle piogge per ripulire il fiume, ma in caso contrario scatterà un piano manuale di raccolta.
Tra le principali è stata segnalata l’Elodea nuttallii, specie acquatica invasiva che prolifera in acque calde e stagnanti.
In queste aree l’acqua ristagna di più, favorendo la crescita delle piante e l’accumulo di rifiuti.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



