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Farò Torino 23 giugno 2024: il Comune conferma l’evento

Da Alessandro Maldera

Giugno 23, 2024

Nonostante il cielo plumbeo e la pioggia incessante che ha inondato le strade di Torino dall’alba, le autorità comunali hanno confermato che il tradizionale rituale del Farò si terrà regolarmente domenica 23 giugno 2024 alle 22 in Piazza Castello. Questa antichissima usanza, le cui radici affondano nei tempi precristiani, rappresenta uno degli eventi più attesi e suggestivi dell’anno per i torinesi.

Il Farò, dall’antico piemontese “fàr-o” che significa “fare il fuoco”, è un falò maestoso acceso per celebrare la vigilia di San Giovanni Battista, patrono di Torino. Secondo la tradizione, l’andatura delle fiamme e la direzione in cui cade l’ultimo tizzone ardente vengono interpretate come presagi per il futuro della città. Se il fuoco crolla verso la stazione Porta Nuova, l’anno venturo sarà prospero; se invece declina verso Porta Palazzo, si preannunciano tempi difficili.

Origini pagane e cristianizzazione del rito

Questo antico rituale affonda le sue radici nei culti precristiani legati al solstizio d’estate. I popoli dell’antichità accendevano grandi falò per celebrare il trionfo della luce sul buio e propiziare un raccolto abbondante. Con l’avvento del Cristianesimo, la Chiesa decise di non sradicare queste usanze profondamente radicate nella cultura popolare, ma di rivestirle di un nuovo significato religioso.

Così, il Farò divenne un rito per onorare San Giovanni Battista, il “precursore” che annunciò l’arrivo di Cristo, preparando la via al Messia come le fiamme del falò preannunciano l’arrivo dell’estate. Un parallelismo simbolico che permise di cristianizzare questa antichissima tradizione, preservandone l’essenza e il valore culturale agli occhi del popolo.

Riti propiziatori e unità sociale

Al di là dei presagi e delle simbologie religiose, il Farò rappresenta un momento di coesione sociale per la comunità torinese. Accendere il falò insieme, scrutare le lingue di fuoco danzanti e attendere con trepidazione la caduta dell’ultimo tizzone ardente è un’esperienza che unisce i cittadini nell’attesa di un auspicio comune.

Questo rituale atavico richiama alle tradizioni contadine, quando i grandi falò venivano accesi per purificare i campi e allontanare gli spiriti maligni prima del raccolto. Un rito propiziatorio che, pur avendo perso il suo significato originario, continua a rivestire un ruolo fondamentale nel preservare l’identità culturale di Torino e nel rafforzare il senso di appartenenza dei suoi cittadini.

La sfilata in costume e le maschere della tradizione

Prima dell’accensione del Farò, le vie del centro storico di Torino si animano con una vivace sfilata in costume. Centinaia di figuranti in abiti d’epoca risalenti al XVIII secolo sfilano per le strade, impersonando le maschere più celebri della tradizione carnevalesca piemontese.

In testa al corteo, spiccano le figure di Gianduja e Giacometta, la coppia iconica che rappresenta l’anima genuina e arguta del popolo torinese. Gianduja, con il suo caratteristico abbigliamento contadino composto da un cappello a tre punte, una giacca marrone e pantaloni gialli, incarna lo spirito allegro e spiritoso dei piemontesi. La sua fedele compagna Giacometta, invece, indossa abiti tradizionali e personifica la tipica donna piemontese: laboriosa, sincera e affettuosa.

Questa sfilata folcloristica non solo rievoca le antiche tradizioni del Carnevale, ma rappresenta anche un tributo all’orgoglio locale e all’amore per le proprie radici culturali. Un modo per celebrare l’identità torinese e trasmetterne i valori alle nuove generazioni.

I pani della carità e la solidarietà

Oltre al Farò e alla sfilata in costume, un’altra tradizione secolare lega indissolubilmente la festa di San Giovanni Battista alla città di Torino: la distribuzione dei “pani della carità“. Durante la messa solenne celebrata nel Duomo, vengono benedetti e distribuiti piccoli pani, simbolo di condivisione e aiuto verso i bisognosi.

Questa usanza trae origine dal Medioevo, quando le confraternite cittadine provvedevano alla distribuzione del pane ai poveri in occasione delle principali festività religiose. Un gesto di solidarietà che riflette lo spirito caritatevole della comunità torinese e il profondo legame tra la fede e l’impegno sociale.

Anche in un’epoca moderna come la nostra, la distribuzione dei pani della carità rimane una tradizione viva e sentita, che richiama alle radici cristiane della città e all’importanza di tendere una mano a chi è meno fortunato.

Preparativi e attesa per il Farò 2024

Mentre le nuvole cariche di pioggia continuano a incombere su Torino, i preparativi per il Farò 2024 procedono senza sosta. In Piazza Castello, operai e volontari sono al lavoro per erigere la caratteristica struttura di legno a forma di cono truncato, alta circa 20 metri, che verrà riempita con quintali di legna e materiali combustibili.

L’attesa per l’accensione del falò è palpabile tra i cittadini torinesi, che sperano con tutta l’anima che il meteo clemente permetta di assistere allo spettacolo senza intoppi. Nonostante le previsioni meteorologiche poco incoraggianti, l’entusiasmo e la determinazione a celebrare questa antica tradizione non vengono meno.

Presagi e speranze per il futuro

Mentre le ultime lance di pioggia si diradano e il cielo si schiarisce all’orizzonte, i torinesi si radunano in Piazza Castello, gli occhi puntati verso il Farò. Un silenzio reverenziale cala sulla folla quando, alle 23 in punto, le fiamme vengono appiccate alla base della struttura di legno.

Man mano che il falò prende vigore, lingue di fuoco guizzanti danzano verso il cielo, illuminando i volti ammirati degli spettatori. È in questo momento che ogni torinese trattiene il respiro, scrutando le fiamme con attenzione per cogliere il presagio per l’anno venturo.

Se il fuoco crollerà verso Porta Nuova, la speranza di un futuro prospero e sereno per Torino si ravviverà nei cuori dei cittadini. Se invece declinerà verso Porta Palazzo, la comunità accetterà con dignità il presagio di tempi difficili, forte della resilienza e della determinazione che da sempre contraddistinguono il carattere torinese.

Qualunque sia il verdetto delle fiamme, il Farò 2024 rimarrà un momento indimenticabile di unione e orgoglio per la città, un’occasione per celebrare le radici storiche e culturali di Torino e guardare con fiducia al futuro.

Torino, custode di tradizioni millenarie

La celebrazione del Farò di San Giovanni non è solo un evento folcloristico, ma un’esperienza che riflette l’anima profonda di Torino. Questa città, custode di tradizioni millenarie, riesce a fondere sapientemente il suo ricco patrimonio culturale con l’innovazione e la modernità.

Mentre il mondo corre sempre più veloce, Torino si erge come un baluardo di valori autentici, un luogo in cui le radici storiche non vengono dimenticate, ma anzi vengono celebrate e tramandate di generazione in generazione. Il Farò è la testimonianza vivente di questa capacità di preservare l’eredità del passato, adattandola ai tempi moderni e rendendola una fonte di ispirazione per il futuro.

Un richiamo per turisti e appassionati

L’unicità del Farò di San Giovanni attira ogni anno a Torino numerosi turisti e appassionati di tradizioni popolari, desiderosi di immergersi nell’atmosfera magica di questa celebrazione. L’accensione del falò, la sfilata in costume e la distribuzione dei pani della carità rappresentano un’esperienza imperdibile per chi vuole scoprire l’anima più autentica della città.

Assistere al Farò non è solo un’occasione per ammirare uno spettacolo suggestivo, ma anche un modo per comprendere la profondità delle radici culturali di Torino e il legame indissolubile tra la sua storia e le sue tradizioni. Un’esperienza che lascia un’impronta indelebile nel cuore di chi la vive, un ricordo che rimarrà impresso nella memoria come testimonianza dell’unicità di questa città.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende