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Corso Tassoni: la storia del viale di Torino

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Corso Tassoni Torino è il lungo viale che, insieme a Corso Svizzera, separa il quartiere del Campidoglio dal quartiere San Donato di Torino. Il Corso porta il nome del poeta modenese Alessandro Tassoni che visse nella città di Torino negli anni venti del Seicento. E’ proprio questo il motivo per cui la città di Torino dedicò lui questo importante viale cittadino.

Ritratto di Alessandro Tassoni
Alessandro Tassoni

Corso Tassoni Torino, la storia

Chi era Alessandro Tassoni

Come abbiamo accennato poco fa, Corso Tassoni Torino deve il suo nome a un poeta modenese: Alessandro Tassoni. Tassoni nacque a Modena e si dedicò allo studio del diritto, frequentando le università di Bologna, Pisa e Ferrara, e, in quest’ultima si laureò.

Nel 1589 divenne accademico della Crusca e si trasferì a Roma, ove prestò servizio per cinque anni al Cardinale Ascanio Colonna dal quale ricevette una cospicua ricompensa. Si dedicò alla letteratura per un periodo e, successivamente, cercò la fortuna dai Reali Savoia. Divenne informatore politico nella corte torinese, dove si trasferì nel 1619, dopo essere stato nominato gentiluomo del cardinale Maurizio.

Il soggiorno di Tassoni nella città di Torino durò poco, poiché altri segretari, oltre che l’avversione alla politica filospagnola del duce, gli resero amaro il soggiorno. Nel 1621 tornò a Roma con il cardinale, da cui si separò bruscamente. Dal 1626 al 1632 fu al servizio del Cardinale Ludovisi per poi tornare a Modena, in qualità di gentiluomo di belle lettere del duca Francesco I, dove morì nel 1635.

La sua opera più importante è La secchia rapita: un poema eroicomico in ottave, suddiviso in dodici canti. Tassoni cercò di creare un nuovo genere letterario che mescolasse parti serie e parti comiche. In realtà, il poeta non creò nessun genere, ma seguì le orme della poesia satirico-burlesca dei trecentisti.

Cartina della cinta daziaria di Torino del 1800
Cartina della cinta Daziaria di Torino del 1800

La Cinta Daziaria di Torino

Se osserviamo la piantina della città, notiamo che Corso Tassoni Torino non è perfettamente perpendicolare alle altre vie. Questo, perchè segue il tracciato della prima cinta daziaria della città tracciata nel 1853.

Il 23 giugno del 1800, la cinta fortificata che circondava la città di Torino fu demolita.

La demolizione fu effettuata per volontà di Napoleone, qualche giorno dopo la battaglia di Marengo e così Torino rimase, priva di mura difensive per oltre cinquant’anni.

La decisione di costruire una cinta daziaria, a scopi fiscali, nel 1853 corrisponde al momento in cui il Regno di Sardegna si stava proponendo come il fulcro unificatore dell’unità d’Italia. Per questo motivo, la cinta daziaria divenne anche strumento di difesa militare qualora fossero stati effettuati attacchi da potenze oppositrici.

La prima cinta daziaria rimase attiva fino al 1912. Nella fase espansiva vennero determinate due differenti realtà della città: all’interno organizzata e regolata, mentre all’esterno, soggetta solo alla logica della proprietà fondiaria.

Sempre nel 1912 poi, per mezzo di una legge, venne costruita una nuova cinta daziaria che presenta una superficie notevolmente più vasta della prima, con un perimetro di 23 chilometri.

Gli edifici di Corso Tassoni Torino

Borgo Martinetto

Proprio grazie alla realizzazione della cinta daziaria del 1853 riusciamo a capire a quando risalgono i più antichi palazzi del Corso. Come in ogni cosa, però, ci sono delle eccezioni, come ad esempio Borgo Campidoglio, prima chiamato semplicemente Martinetto.

Martinetto deriva dal nome dei martinetti idraulici che pompavano l’acqua dal canale Ceronda per poter alimentare i mulini Feyles, che ancora possiamo trovare lungo il Corso Tassoni. Il Borgo Campidoglio compariva già nella piantina della città del 1706, data dell’Assedio di Torino.

Nelle piantine, però, erano segnati con il nome Moulin de Martinet. Prima ancora, invece, si chiamava San Rocchetto, probabilmente per la presenza di una chiesa dedicata a San Rocco.

chiesa Sant'Alfonso de' Liguori Torino

Il simbolo del corso: la Chiesa di Sant’Alfonso

Il simbolo del corso è una chiesa. Stiamo parlando della Chiesa di Sant’Alfonso, in stile neobarocco con una pianta ellittica, che presenta un alto portale e una raffinatissima cupola.

Questa chiesa fu eretta per volontà del teologo Domenico Bongioanni e fu dedicata al dottore della Chiesa sant’Alfonso Maria de’ Liguori, nel 1899.

Liceo Cavour in corso Tassoni
Liceo Cavour, Torino

Il Liceo Cavour

Infine, all’estremità del Corso, troviamo lo storico Liceo Cavour. Il Liceo Cavour è il più antico di Torino ed è altresì il primo liceo statalizzato dell’antico Regno di Sardegna. Si pensi, che il liceo affonda le sue origini nel collegio dei Nobili, fondato nel 500. Il luogo serviva per educare i giovani rampolli appartenenti all’aristocrazia piemontese.

Il liceo Cavour fu spostato molte volte: dal 1738 passò dalla sede del Collegio dei Nobili al Palazzo dei Padri Gesuiti, in via del Carmine. Poi, dal 1931 approdò, e rimase, in corso Tassoni. Il liceo fu ribattezzato col nome del Conte Camillo Benso nel 1865.

Ospedale Maria Vittoria

Proprio di fronte alla chiesa di Sant’Alfonso, tra via Cibrario e corso Tassoni, si trova l’ospedale Maria Vittoria: uno dei cinque ospedali di riferimento di Torino insieme a:

Inaugurato il 1 agosto del 1885 è passato dai 200 posti letto iniziali agli oltre 1300 attuale. Da sempre punto di riferimento per il Dipartimento Materno e Infantile

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