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La rivista Forbes elogia l’enogastronomia di Torino

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Il Piemonte e la città di Torino affascinano per l’ennesima volta la rivista Forbes

Dopo averne decantato la bellezza, Forbes torna a lodare la città di Torino e il Piemonte, questa volta sull’enogastronomia.

La storica rivista americana fondata nel 1917 non si è tirata indietro neanche in questa occasione dall’esaltare le meraviglie che offre la nostra regione.

Recentemente infatti un articolo pubblicato sulla pagina web di Forbes ha voluto celebrare in particolar modo l’enogastronomia piemontese, ma specialmente quella di Torino.

Non sono mancate infatti menzioni degli eccellenti prodotti della Valle del Po, come il riso del Vercellese, ma anche del tartufo di Alba, una leccornia apprezzata in tutto il mondo.

Inoltre il magazine nord-americano ha richiamato anche il pesce fresco del Lago Maggiore, senza poi dimenticare ovviamente la pregevolezza della carne di razza piemontese e dei suoi derivati artigianali.

Al contempo sono stati celebrati alcuni dei tipici piatti della cucina piemontese, come: il vitello tonnato, le frisse, i plin, la testa in cassetta, la finanziera, il bonet e molti altri.

Tutti pietanze i quali ingredienti si possono trovare a Porta Palazzo.

Riguardo al grande mercato alimentare di Torino, Forbes ha osannato l’incredibile varietà di prodotti che offre, sottolineando l’altissima qualità a prezzi moderati.

La rivista Forbes elogia l’enogastronomia di Torino

Ovviamente non poteva mancare la vasta gamma di vini del Piemonte

Barbera, Dolcetto, Nebbiolo, Barolo e Barbaresco deliziano i palati di tutti i turisti del mondo, i quali possono averne un assaggio in qualsiasi ristorante della città di Torino.

Il capoluogo piemontese si pone a riflesso della raffinatezza dei suoi cittadini, così come la sua cucina raffigura a pieno la discrezione della città.

Tra i migliori ristoranti di Torino rappresentanti della tradizione piemontese, Forbes ha voluto citare:

“Sotto la Mole”, che di fianco al Museo del Cinema offre una deliziosa zuppa di cipolle alla francese insieme all’eccezionale brasato di asino.

Così come la trattoria “Le Vitel étonné” con i suoi ravioli, il petto d’anatra e la torta alla nocciola con zabaione.

E ovviamente, non poteva essere escluso ” Il Ristorante del Cambio” a guida dello Chef Michele Baronetto.

Inaugurato nel 1757, il ristorante offre al giorno d’oggi una cucina tradizionale dall’estro creativo e contemporaneo, che nel 2016 gli valse una stella Michelin.

In conclusione, possiamo affermare che gli apprezzamenti provenienti da oltre oceano portino grande onore all’enogastronomia piemontese.

Sperando allo stesso modo che questi ultimi possano rilanciare il turismo non appena arriverà la fine della Pandemia.

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