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Chiesa Santi Bernardo e Brigida Torino, oltre 500 anni di storia

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La Chiesa Santi Bernardo e Brigida in via Pianezza 106, nel quartiere Lucento di Torino, ha origini molto antiche.

Per risalire alla sua fondazione, dobbiamo infatti fare un salto temporale di ben 585 anni. Siamo nel 1435, e siamo negli ultimi anni del Medioevo, a cavallo con l’età moderna.

In questi anni il Piemonte era nelle mani della dinastia dei Savoia.

La chiesa fu edificata in esecuzione al testamento di un noto feudatario di Lucento, Ribaldino Beccuti.

Negli appezzamenti dei Beccuti, in quegli anni, vi fu una forte crescita demografica, dovuta a un grande sviluppo della comunità lucentina.

La cappella del territorio pertanto, non era più sufficiente a soddisfare le esigenze dei religiosi, sempre più numerosi.

E così, venne ampliata la preesistente Chiesa di Santa Brigida.

Il nuovo edificio di culto, venne rinominato ‘chiesa dei Santi Bernardo e Brigida‘. La basilica fu consacrata il 20 maggio del 1462.

Foto primi 1900 Chiesa Santi Bernardo e Brigida Torino

Chiesa Santi Bernardo e Brigida Torino

San Bernardo e Santa Brigida

  • Bernardo di Chiaravalle nacque da una famiglia aristocratica vicino a Digione, nel 1090. Da subito si impegnò nello studio delle arti liberali presso la scuola dei Canonici a Chatillon-sur-Seine.

Fu qui che maturò la decisione di entrare nella vita religiosa.

Nel 1115 fondò il monastero di Clara Vallis e diede origine a un movimento monastico che si diffuse molto rapidamente in tutta l’Europa: il movimento cistercense.

Fu anche un importante sostenitore della seconda crociata (1147-1150). Morì nel 1553; Papa Alessandro III lo canonizzò poi, nel 1174.

  • Santa Brigida di Svezia nacque a Finsta, in Svezia, da una famiglia aristocratica, nel 1302.

Molto giovane andò in sposa a Ulf Gudmarsson, governatore dell’Östergötland.

Nonostante le possibilità, preferì vivere nella sobrietà e penitenza, dedicandosi ai più bisognosi. A seguito di un Pellegrinaggio a Compostela, il marito si ammalò e morì.

Il dolore fu tale che, da quel momento, Brigida si ritirò a vita monastica, e si dedicò ai poveri e agli ammalati, ai quali donò tutto ciò che possedeva. Morì nel 1373 e proclamata santa da Bonifacio IX il 7 ottobre 1391.

Interno Chiesa Santi Bernardo e Brigida Torino

I lavori di ampliamento della chiesa

Nel 1605 iniziarono i primi lavori di ampliamento della chiesa.

Vennero aggiunte due navate laterali e una volta a botte nella navata centrale.

Quarantanove anni dopo, la reggente Maria Cristina di Francia, diede all’architetto Amedeo di Castellamonte, l’incarico della ricostruzione dell’edificio.

Relativamente a quest’epoca si è conservata la parte anteriore della chiesa attuale: il portico con le due prime cappelle con decorazioni a stucco.

Amedeo di Castellamonte e la Torino Barocca

Grazie all’architetto Amedeo di Castellamonte, che la chiesa assunse un’impronta fortemente barocca.

All’epoca Amedeo di Castellamonte era infatti il più apprezzato architetto di corte.

Egli si distinse per aver costruito l’immagine di Torino come capitale dei Savoia e del Barocco.

Si pensi alla Reggia di Venaria Reale, che progettò e iniziò, per Carlo Emanuele II.

Amedeo fu anche ideatore della concezione dei Palazzi del potere, che ancora oggi caratterizzano il centro di Torino, come ad esempio Palazzo Reale.

insegna 1706 davanti Chiesa Santi Bernardo e Brigida Torino

La battaglia di Torino del 1706

Nel 1706 la Chiesa di Santi Bernardo e Brigida e la casa parrocchiale, furono gravemente danneggiate nel corso della battaglia finale per la liberazione di Torino dall’Assedio franco-spagnolo.

L’assedio, svoltosi durante la Guerra di successione Spagnola, durò centodiciassette giorni.

La chiesa e il castello di Lucento erano situati al centro, fra il fronte nord a sinistra della Dora Riparia e il fronte sud-ovest a destra del fiume, della linea di controvallazione degli assedianti franco-spagnoli.

Il 7 settembre 1706, il principe Eugenio di Savoia e il Duca Vittorio Amedeo II e il loro esercito di difesa, costrinsero i nemici alla ritirata.

Quando la Guerra di successione terminò, vennero siglati i trattati di Uterecht e Rastadt, del 1713 e 1714.

Fu in questa occasione che il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II fu incoronato primo re della sua dinastia.

Al termine della battaglia, la chiesa, nonostante i gravi danni subiti, rimase in piedi e il prete di allora, Ottavio Bruno potè continuare a celebrare la Messa.

Un gigante “1706” apposto sulla rotonda tra via Foglizzo e via Pianezza, ricorda oggi la liberazione dall’assedio.

Chiesa Santi Bernardo e Brigida Torino

Chiesa Santi Bernardo e Brigida Torino, ancora più grande

In epoca successiva vennero svolti altri lavori. Furono aggiunti due ambienti laterali, mentre il coro venne ricostruito.

Questi interventi furono resi necessari a causa di un nuovo incremento della popolazione, che superò i mille abitanti.

Il piano terreno della nuova costruzione di sinistra, fu probabilmente usato da sagrestia. Le parti rimanenti parti vennero adibite a canonica.

Infine, fu costruita la cantoria, con uno spazio ricavato da una parte dell’ambiente sovrastante il portico.

Nel 1884, su progetto dell’ingegner Ferrante, a seguito di un altro incremento demografico, la basilica subì un ulteriore prolungamento della navata centrale.

Vennero inserite poi le due cappelle laterali, arrivando alla conformazione attuale.

Il progetto di Ferrante, prevedeva in oltre l’abbattimento del vecchio campanile pericolante e la sua ricostruzione sul lato sinistro del coro.

Mancavano però i fondi e l’opera fu ultimata nel 1928, per poi essere sostituita da quella attuale del cavalier Antonio Gibboni.

Gli ultimi lavori

Tra gli altri lavori vediamo la costruzione della nuova canonica, il rialzamento del pavimento della chiesa, gli interventi sulla facciata.

L’artigiano torinese Giuseppe Lingua costruì poi un nuovo organo e, infine, vennero ricostruiti i muri dell’orto della chiesa sulla fiancata destra.

Negli anni successivi anche il battistero della chiesa parrocchiale fu restaurato, su progetto dell’architetto Cesare Filippi del 1965.

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