Campo volo Aeritalia, Torino studia il futuro dello storico aeroporto tra ricerca e aerospazio

Da Alessandro Maldera
Agosto 26, 2026

Il futuro del campo volo Aeritalia di Torino passa sempre più da ricerca, formazione e sperimentazione aerospaziale.
Lo storico aeroporto tra Torino e Collegno continua già oggi a ospitare scuola di volo, soccorso sanitario, attività universitarie e imprese tecnologiche. Il problema principale riguarda però la proprietà dell’area, coinvolta nella liquidazione di Torino Nuova Economia.
Nel frattempo stanno prendendo forma collaborazioni tra università, Aero Club e aziende. Esistono inoltre ipotesi più ambiziose, come una foresteria dedicata a studenti e piloti o un Aerospace Center aperto anche al pubblico, che per ora restano però idee da sviluppare e non interventi approvati.
Campo volo Aeritalia: cosa c’è oggi e cosa si immagina
Attività attuali: scuola di volo, aviazione, soccorso sanitario, ricerca e sperimentazione
Scuola di volo: circa 50 nuovi brevetti ogni anno
Collaborazione universitaria: convenzione rafforzata nel maggio 2026
Innovazione: test in volo, droni, simulatori e sperimentazione tecnologica
Ipotesi future: foresteria e Aerospace Center
Nodo principale: liquidazione di Torino Nuova Economia e futuro assetto dell’area
Futuro campo volo Aeritalia Torino: un aeroporto che ha più di un secolo
Il campo volo rappresenta uno dei luoghi simbolo della storia aeronautica torinese.
La struttura venne inaugurata il 10 luglio 1916, quando dalla pista decollò il prototipo di un nuovo velivolo militare.
Pochi mesi dopo arrivò un altro episodio destinato a entrare nella storia dell’aviazione italiana.
Il 23 maggio 1917 dall’Aeritalia partì il primo volo postale italiano diretto verso Roma-Centocelle.
A bordo viaggiavano 200 chili di posta e cento copie di un quotidiano torinese.
Dal primo volo postale italiano alle attività di oggi, scopri la storia dell’Aeroporto Torino-Aeritalia e il ruolo dello storico campo volo tra Torino e Collegno
Da aeroporto storico a spazio per l’innovazione
Oggi l’Aeritalia ha una funzione completamente diversa rispetto a quella degli inizi.
Non è lo scalo commerciale di Torino, ruolo ormai appartenente a Caselle.
Il campo volo viene invece utilizzato per:
- aviazione generale
- scuola di pilotaggio
- volo a motore
- volo a vela
- attività sperimentali
- formazione
- ricerca universitaria
- soccorso sanitario
L’Aero Club è il gestore della struttura e mantiene una scuola certificata, con oltre 90 allievi attivi e circa 50 nuovi brevetti rilasciati ogni anno.
La scuola di volo continua a crescere
La formazione rappresenta quindi una delle funzioni più consolidate dell’aeroporto.
Sono disponibili percorsi per il volo privato, professionale, a vela e ultraleggero.
Nel 2026 la struttura dispone di 16 istruttori e oltre 90 allievi attivi.
Il campo volo non è dunque un’infrastruttura abbandonata in attesa di una nuova destinazione.
È un aeroporto operativo che deve trovare un assetto capace di permettere alle attività già presenti di svilupparsi ulteriormente.
Il soccorso sanitario utilizza l’Aeritalia
Un’altra funzione strategica riguarda il servizio sanitario.
L’aeroporto ospita attività legate all’elisoccorso regionale, accanto alle normali attività aeronautiche.
Anche per questo motivo l’ipotesi di sviluppo non punta alla cancellazione della funzione aeroportuale.
L’indirizzo emerso è piuttosto quello di preservare il campo volo e rafforzarne la vocazione aeronautica e tecnologica.
Il legame con la Città dell’Aerospazio
L’Aeritalia si trova inoltre in una posizione particolarmente interessante rispetto al sistema industriale aerospaziale torinese.
L’area di corso Marche è al centro del progetto della Città dell’Aerospazio, destinato a riunire ricerca, grandi imprese, PMI, startup e laboratori tecnologici.
Il progetto prevede spazi per attività di ricerca e trasferimento tecnologico e infrastrutture dedicate alle imprese del settore.
Il campo volo potrebbe quindi diventare una componente operativa di questo ecosistema.
Dalla ricerca in laboratorio alla prova in volo
Uno dei vantaggi dell’Aeritalia è proprio la possibilità di collegare ricerca e sperimentazione reale.
Un sistema aeronautico sviluppato in laboratorio può avere bisogno di essere provato a bordo di un velivolo.
Sensori, software, sistemi avionici e strumenti di osservazione devono infatti essere verificati in condizioni operative.
Nel campo volo è già presente un’impresa specializzata nella progettazione e sperimentazione di sistemi avionici, con laboratori dedicati alla prototipazione complessa.
Il flying lab per le imprese aerospaziali
Tra le attività già sviluppate figura anche un flying lab destinato alle imprese del settore aerospace.
Il principio è utilizzare gli aeromobili come veri laboratori volanti.
Le attività comprendono sperimentazione tecnologica, acquisizione di dati e utilizzo di sensori avanzati.
Il modello permette alle imprese di testare sul campo tecnologie sviluppate durante le fasi di ricerca e prototipazione.
Anche i satelliti possono essere verificati attraverso gli aerei
Una delle applicazioni riguarda il telerilevamento.
Gli aeromobili possono essere equipaggiati con sensori per acquisire informazioni sul territorio.
Questi dati possono poi essere utilizzati anche per calibrare e validare immagini provenienti dai satelliti.
L’Aeritalia assume quindi una funzione particolare: diventa il punto nel quale tecnologie aeronautiche, osservazione terrestre e applicazioni spaziali possono incontrarsi.
Il Politecnico rafforza la presenza al campo volo
Nel maggio 2026 è stata formalizzata una nuova convenzione tra Politecnico di Torino e Aero Club Torino.
L’accordo riguarda formazione, ricerca e attività progettuali destinate ai futuri professionisti dell’aeronautica e dell’aerospazio.
La collaborazione comprende diversi ambiti:
- sistemi aeroportuali
- manutenzione aeronautica
- addestramento
- operazioni di volo
- sperimentazione
- simulazione
- tirocini
- tesi
- attività formative
Si tratta quindi di un rapporto strutturato e non soltanto di singole iniziative occasionali.
Gli studenti possono conoscere direttamente il volo
Uno degli obiettivi è ridurre la distanza tra formazione teorica e attività aeronautica reale.
Gli studenti di ingegneria possono avvicinarsi direttamente alle operazioni di volo, ai velivoli e alle procedure utilizzate in aeroporto.
Il campo permette inoltre di utilizzare simulatori e infrastrutture dedicate alla sperimentazione.
Durante l’Open Day del maggio 2026 era presente anche un simulatore di volo certificato ENAC.
La gabbia dronica per i test
La collaborazione riguarda anche il settore dei droni.
Il campo volo dispone di spazi nei quali possono essere effettuate sperimentazioni dedicate ai sistemi a pilotaggio remoto.
La cosiddetta gabbia dronica viene utilizzata per attività sperimentali e test scientifici.
Il settore è particolarmente interessante perché lo sviluppo dell’aerospazio contemporaneo comprende sempre più tecnologie autonome, sensori, software di navigazione e sistemi senza pilota.
Anche tecnologie non aeronautiche vengono testate nell’area
L’utilizzo degli spazi per la sperimentazione non riguarda esclusivamente gli aeromobili.
Nel luglio 2026 una vettura a guida autonoma sviluppata nell’ambito universitario ha effettuato diversi test proprio all’Aeritalia.
Le aree aeroportuali offrono infatti spazi controllati utili per la validazione di tecnologie avanzate.
Questo elemento amplia ulteriormente la possibile funzione futura del campo volo.
Un laboratorio manutentivo per gli studenti
Tra gli sviluppi allo studio compare anche un laboratorio dedicato alla manutenzione degli aeromobili.
L’obiettivo sarebbe consentire esercitazioni pratiche e avvicinare maggiormente studenti, tecnici, imprese e operatori aeronautici.
Anche in questo caso, però, bisogna distinguere tra attività già operative e interventi ancora da realizzare.
Il laboratorio appartiene alla seconda categoria.
Il problema della liquidazione di Torino Nuova Economia
Su questa crescita pesa però una questione molto concreta.
La società Torino Nuova Economia è in liquidazione.
La decisione è stata formalizzata alla fine del 2025 e il liquidatore è stato nominato nel gennaio 2026.
La società era nata per gestire e riconvertire importanti aree industriali torinesi.
Tra gli asset interessati dalla procedura rientra anche il Campo Volo Collegno.
Perché la liquidazione può rallentare gli investimenti
Il problema non consiste nella chiusura immediata dell’aeroporto.
La difficoltà riguarda piuttosto la possibilità di programmare investimenti a lungo termine.
Per costruire nuovi laboratori, ampliare strutture o attirare aziende servono infatti certezze su:
- proprietà
- gestione
- destinazioni urbanistiche
- concessioni
- tempi
- possibilità di investimento
Finché l’assetto immobiliare dell’area non sarà definito, alcune operazioni possono quindi restare sospese.
Le attività aeronautiche e tecnologiche proseguono, ma la liquidazione di Torino Nuova Economia crea incertezza sul futuro assetto immobiliare dell’area. Finché questo passaggio non sarà definito, nuovi ampliamenti e investimenti strutturali potrebbero risultare più difficili da programmare.
L’obiettivo è non disperdere ciò che esiste già
La prospettiva istituzionale emersa finora è quella di mantenere la vocazione aeronautica dell’area.
Sul campo sono già presenti competenze che sarebbe difficile ricostruire altrove.
Tra queste figurano:
- scuola di volo
- attività di soccorso
- università
- sperimentazione
- imprese tecnologiche
- infrastrutture aeroportuali
Il tema non è quindi inventare una funzione completamente nuova.
È costruire un progetto comune intorno alle attività già esistenti.
L’ipotesi di una foresteria per studenti e piloti
Tra le proposte emerse figura anche la possibilità di realizzare una foresteria.
Potrebbe essere utilizzata da studenti, ricercatori e piloti impegnati nei percorsi di formazione.
La struttura permetterebbe di trasformare l’aeroporto in un campus ancora più integrato tra studio e attività operativa.
Al momento, tuttavia, si tratta di un’ipotesi avanzata nell’ambito del dibattito sul futuro dell’area, non di un progetto finanziato o approvato.
L’idea di un Aerospace Center aperto al pubblico
Ancora più ambiziosa è la proposta di creare un Aerospace Center.
L’idea immagina uno spazio interattivo capace di raccontare il mondo del volo e dell’aerospazio anche a chi non lavora nel settore.
Potrebbe collegare:
- storia dell’aviazione torinese
- tecnologia
- formazione
- ricerca
- imprese
- divulgazione scientifica
Anche questa soluzione è, allo stato attuale, un’idea progettuale e non un intervento già deliberato.
Un secolo di storia potrebbe diventare parte del progetto
Il campo possiede inoltre una caratteristica difficilmente replicabile.
Ricerca e innovazione convivono con oltre un secolo di storia aeronautica.
Qui sono avvenuti alcuni passaggi pionieristici dell’aviazione italiana e l’aeroporto continua ancora oggi a essere operativo.
Un eventuale centro divulgativo potrebbe quindi raccontare insieme memoria e futuro del volo torinese.
L’Open Day del 2026 mostra già questa possibile direzione
Nel maggio 2026 l’aeroporto ha ospitato un grande Open Day dedicato alla cultura aeronautica e aerospaziale.
Erano presenti università, aziende, istituzioni, velivoli, simulatori e attività dedicate al pubblico.
Sono stati organizzati più di 20 stand e oltre 80 voli dimostrativi, insieme alla presentazione di progetti universitari e alla firma della nuova convenzione con il Politecnico.
L’evento mostra concretamente come l’Aeritalia possa svolgere anche una funzione di divulgazione e incontro tra pubblico e industria.
L’Aeritalia potrebbe diventare il campo prove della Città dell’Aerospazio
È probabilmente questa l’ipotesi più interessante.
La Città dell’Aerospazio sta costruendo un sistema composto da laboratori, imprese, ricerca e trasferimento tecnologico.
Poco distante esiste già un aeroporto operativo.
Mettere in relazione le due realtà permetterebbe di creare una filiera nella quale una tecnologia può essere progettata, sviluppata e successivamente provata sul campo o direttamente in volo.
Non esiste ancora un unico progetto formalizzato che integri completamente le due aree, ma le collaborazioni già attive indicano questa direzione.
Non è previsto un nuovo aeroporto commerciale
Il possibile rilancio non deve essere confuso con la trasformazione dell’Aeritalia in un’alternativa a Caselle.
L’area ha una vocazione completamente diversa.
Il futuro discusso riguarda soprattutto:
- aviazione generale
- scuola di volo
- ricerca
- formazione
- sperimentazione
- servizi sanitari
- aziende aerospaziali
Il valore del campo consiste proprio nella possibilità di essere un’infrastruttura specializzata, non un secondo aeroporto passeggeri.
Dove si trova davvero il campo volo Aeritalia
Un chiarimento è utile anche dal punto di vista geografico.
L’aeroporto si trova nell’area di confine tra Torino e Collegno.
L’ingresso ufficiale è in Strada della Berlia 500.
La denominazione legata alla famiglia Agnelli deriva invece dall’intitolazione storica dell’aeroporto.
Non esiste quindi un “campo volo di via Agnelli” a Torino.
Cosa è già reale e cosa resta soltanto un’ipotesi
– Scuola di volo
– Elisoccorso e attività aeronautiche
– Sperimentazioni tecnologiche
– Flying lab
– Test con sensori e sistemi avionici
– Collaborazione con il Politecnico
– Simulazione e attività formative
In sviluppo o allo studio
– Laboratorio per esercitazioni di manutenzione aeronautica
Ipotesi non ancora approvate
– Foresteria per studenti e piloti
– Aerospace Center aperto al pubblico
– Ulteriori insediamenti e ampliamenti legati al futuro assetto dell’area
Il vero nodo sarà la proprietà dell’area
La tecnologia, quindi, non sembra essere il problema.
Le attività esistono.
Le imprese sono presenti.
L’università ha rafforzato la collaborazione.
La scuola di volo continua a formare nuovi piloti.
Il passaggio decisivo sarà definire chi e come gestirà l’area dopo la liquidazione di TNE.
Soltanto allora sarà possibile programmare con maggiore sicurezza investimenti immobiliari, ampliamenti e nuovi insediamenti.
La liquidazione della società coinvolge anche il futuro del campo volo Aeritalia: scopri cos’è Torino Nuova Economia, perché è nata e quali aree gestisce
FAQ – Torino-Aeritalia: quali sviluppi sono possibili
L’Aeroporto Torino-Aeritalia si trova tra Torino e Collegno e ha ingresso da Strada della Berlia 500.
Sì. Ospita scuola di volo, attività aeronautiche, soccorso sanitario, ricerca e sperimentazioni tecnologiche.
La proprietà è coinvolta nella liquidazione di Torino Nuova Economia, avviata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Al momento no. La creazione di un Aerospace Center aperto al pubblico è un’ipotesi, non un progetto già approvato o finanziato.
Nel maggio 2026 è stata firmata una convenzione strutturata per sviluppare attività di formazione, ricerca, manutenzione, simulazione e sperimentazione di volo.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



