Riqualificazione Palazzo Cisterna di Torino: oltre 14 milioni per lo storico edificio

Da Alessandro Maldera
Agosto 25, 2026

La Riqualificazione Palazzo Cisterna di Torino punta a restituire piena funzionalità a uno degli edifici storici più importanti del centro cittadino. Il progetto comprende il restauro delle sale di maggiore valore, il recupero degli ambienti inutilizzati e una nuova organizzazione degli spazi destinati alle attività pubbliche.
L’investimento supera i 13 milioni di euro di risorse proprie della Città metropolitana di Torino, ai quali si aggiunge un milione di euro della Compagnia di San Paolo. La conclusione dei lavori è prevista nella primavera del 2027.
Riqualificazione Palazzo Cisterna di Torino: scheda rapida
Contributo aggiuntivo: 1 milione di euro della Compagnia di San Paolo
Interventi: restauro conservativo e rifunzionalizzazione degli ambienti
Spazi coinvolti: sale storiche, terzo piano e biblioteca dell’ente
Conclusione prevista: primavera 2027
Palazzo Cisterna, da residenza aristocratica a sede pubblica
La storia di Palazzo Cisterna inizia nel 1675, quando l’edificio venne realizzato come dimora aristocratica.
La funzione cambiò radicalmente nel corso del Novecento.
Nel 1940 i Savoia-Aosta cedettero il palazzo all’Amministrazione provinciale, che successivamente ne fece la propria sede ufficiale.
Il passaggio da residenza nobiliare a edificio istituzionale ha lasciato una stratificazione evidente ancora oggi nelle sale, negli apparati ornamentali e nell’organizzazione degli ambienti.
La riqualificazione in corso interessa un palazzo con oltre tre secoli di storia, nato come residenza aristocratica e poi diventato sede istituzionale. Approfondisci la storia di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna e delle famiglie nobili che lo hanno abitato
Perché Palazzo Cisterna ha bisogno di essere recuperato
Nel corso degli anni alcune parti dell’edificio hanno continuato a essere utilizzate, mentre altre sono rimaste senza una funzione stabile.
Il nuovo intervento nasce proprio dall’esigenza di recuperare questi spazi.
Il progetto deve però conciliare due obiettivi differenti.
Da una parte bisogna conservare gli ambienti di maggiore valore storico e artistico.
Dall’altra è necessario adattare una parte del palazzo alle esigenze contemporanee di uffici, attività istituzionali e servizi pubblici.
Oltre 13 milioni per Palazzo Cisterna
La quota principale dell’intervento sarà sostenuta dalla Città metropolitana di Torino, che investirà oltre 13 milioni di euro di risorse proprie.
A questa cifra si aggiunge un milione di euro messo a disposizione dalla Compagnia di San Paolo.
L’investimento complessivo supera quindi i 14 milioni.
Non si tratta di un semplice intervento estetico.
Il programma comprende infatti sia il restauro conservativo sia una vera rifunzionalizzazione degli spazi interni.
Restauro conservativo e nuovi utilizzi
Il sindaco di Torino e della Città metropolitana Stefano Lo Russo ha illustrato un progetto costruito proprio attorno a questo doppio binario.
Le parti più preziose saranno conservate e restaurate.
Gli ambienti che hanno perso la propria funzione saranno invece riorganizzati per tornare a essere utilizzabili.
Una volta completati i lavori, il palazzo dovrà quindi continuare a svolgere il proprio ruolo istituzionale senza perdere gli elementi che testimoniano la sua storia.
Decorazioni e dorature torneranno alla luce
Uno degli interventi più delicati riguarda gli apparati decorativi presenti nelle sale storiche.
Nel corso del tempo le superfici sono state interessate da successive sovrapposizioni che hanno reso meno leggibili alcuni elementi originari.
Il restauro permetterà di intervenire proprio su questi strati.
L’obiettivo è recuperare e rendere nuovamente visibili decorazioni, dorature e manufatti storici.
Il lavoro sulle sale più preziose
Secondo Marina Locandieri, direttore tecnico del restauro, Palazzo Cisterna conserva numerosi elementi decorativi e manufatti che richiedono lavorazioni particolarmente attente.
Gli interventi saranno quindi calibrati sulla natura dei singoli ambienti.
Nelle sale più rappresentative la priorità sarà la conservazione dell’identità storica.
Non si punta a trasformare questi spazi, ma a restituire leggibilità a ciò che esiste già.
Il restauro interesserà decorazioni, dorature, superfici e manufatti storici. Dove possibile saranno rimossi gli strati sovrapposti nel tempo per rendere nuovamente leggibili gli elementi originari degli ambienti
Gli spazi meno storici potranno cambiare di più
Il palazzo non presenta lo stesso valore artistico in ogni sua parte.
Per questo il progetto distingue le sale storiche dagli ambienti meno caratterizzati.
Negli spazi privi di apparati decorativi particolarmente rilevanti sarà possibile realizzare interventi di ristrutturazione più incisivi.
L’obiettivo è adeguarli meglio alle funzioni future senza applicare a tutto l’edificio gli stessi vincoli operativi.
Il terzo piano sarà riorganizzato
Un esempio è rappresentato dal terzo piano.
Gli ambienti di questo livello presentano caratteristiche differenti rispetto alle sale di rappresentanza.
Qui sarà quindi possibile intervenire con maggiore libertà sulla distribuzione interna.
Come spiegato da Laura Garavoglia, direttore dei lavori, il piano potrà essere oggetto di una vera riorganizzazione degli spazi in funzione delle esigenze dell’ente.
Anche la biblioteca storica sarà ristrutturata
Nel programma rientra anche la biblioteca storica della Città metropolitana.
La sua ristrutturazione costituisce uno degli interventi specifici previsti all’interno del progetto complessivo.
Il recupero della biblioteca si affianca quindi a quello delle sale storiche e alla trasformazione degli ambienti destinati alle funzioni amministrative.
Gli spazi inutilizzati torneranno ad avere una funzione
Uno degli obiettivi più concreti dell’operazione è recuperare porzioni del palazzo rimaste a lungo inutilizzate.
Al termine dei lavori potranno essere nuovamente destinate a:
- uffici
- attività istituzionali
- funzioni pubbliche
- servizi
Il progetto non riguarda quindi soltanto la tutela di un edificio storico.
Punta anche a riportarlo pienamente all’interno della vita amministrativa della Città metropolitana.
Un restauro diverso per ogni parte del palazzo
La complessità dell’intervento deriva proprio dalla natura di Palazzo Cisterna.
Un edificio nato nel Seicento e trasformato più volte non può essere trattato come un unico spazio omogeneo.
Le sale decorate richiedono un approccio conservativo.
Gli ambienti meno significativi dal punto di vista artistico possono essere modificati in maniera più profonda.
La sfida sarà quindi trovare un equilibrio tra tutela e nuova funzionalità.
Quando finiranno i lavori a Palazzo Cisterna
Il cronoprogramma individua nella primavera del 2027 il termine previsto per l’intervento.
Entro quella data dovrebbero essere completati:
- il restauro delle superfici storiche;
- la riorganizzazione degli ambienti;
- gli interventi sul terzo piano;
- la ristrutturazione della biblioteca;
- il recupero degli spazi destinati alle attività pubbliche.
Naturalmente la data resta legata all’andamento effettivo del cantiere.
Palazzo Cisterna ritrova la sua funzione
Il progetto permette di intervenire contemporaneamente sul passato e sul futuro dell’edificio.
Da una parte vengono recuperate decorazioni e dorature che testimoniano le origini aristocratiche del palazzo.
Dall’altra vengono riorganizzati gli ambienti necessari per una moderna sede pubblica.
La Riqualificazione Palazzo Cisterna di Torino dovrebbe così restituire entro la primavera del 2027 nuovi spazi alla Città metropolitana, conservando allo stesso tempo una parte importante del patrimonio storico del centro cittadino.
FAQ –
La Città metropolitana investirà oltre 13 milioni di euro, ai quali si aggiunge un milione della Compagnia di San Paolo.
Il cronoprogramma prevede la conclusione dell’intervento nella primavera del 2027.
Il progetto comprende restauro conservativo, recupero di decorazioni e dorature, riorganizzazione degli spazi e rifunzionalizzazione degli ambienti.
Saranno destinati principalmente a uffici, attività istituzionali e servizi pubblici.
Sì. La biblioteca storica dell’ente rientra tra gli ambienti interessati dal progetto.
L’edificio risale al 1675 e nacque come residenza aristocratica.
Nel 1940 i Savoia-Aosta vendettero l’immobile all’Amministrazione provinciale, che ne fece successivamente la propria sede.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



