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Il Quarto Stato verso l’UNESCO: il Piemonte avvia il percorso da Volpedo

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Da Alessandro Maldera

Agosto 23, 2026

Il percorso verso una candidatura UNESCO de Il Quarto Stato parte dal Piemonte, ma si trova ancora nella fase iniziale. La Regione ha annunciato l’intenzione di costruire un progetto dedicato al capolavoro di Giuseppe Pellizza da Volpedo e al messaggio sociale che l’opera rappresenta.

L’iniziativa è stata presentata a Volpedo, paese della provincia di Alessandria strettamente legato alla vita e al lavoro del pittore. Il passaggio successivo sarà individuare la modalità UNESCO più adatta attraverso la quale sviluppare concretamente il percorso.

Il Quarto Stato verso l’UNESCO: sintesi

Il Quarto Stato verso l’UNESCO: in sintesi
Opera: Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo
Realizzazione: 1898-1901
Dimensioni: circa 293 × 545 centimetri
Luogo legato all’opera: Volpedo, provincia di Alessandria
Situazione: avviato un percorso che potrebbe portare a una futura candidatura UNESCO
Prossimo passaggio: individuare il corretto canale UNESCO per sviluppare il progetto

ercorso candidatura UNESCO Il Quarto Stato: cosa è stato annunciato

La Regione Piemonte ha comunicato nel giugno 2026 l’intenzione di lavorare affinché Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo possa essere valorizzato attraverso un percorso legato all’UNESCO.

L’annuncio è arrivato proprio da Volpedo, alla presenza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dell’assessore regionale Enrico Bussalino e dei rappresentanti delle istituzioni e delle realtà locali.

Il progetto non riguarda soltanto il valore artistico della tela.

L’obiettivo dichiarato è tutelare anche ciò che il dipinto rappresenta da oltre un secolo: dignità del lavoro, progresso sociale e partecipazione civile.

Il Quarto Stato non è ancora candidato ufficialmente all’UNESCO

Il punto è importante: Il Quarto Stato non risulta ancora oggetto di una candidatura UNESCO formalmente definita.

La Regione ha annunciato l’avvio del percorso e ha spiegato che sarà necessario innanzitutto capire in quale ambito inserire l’eventuale candidatura.

Si tratta quindi di una fase preliminare.

Le istituzioni piemontesi dovranno definire la forma del progetto, il patrimonio da valorizzare e il percorso istituzionale più adatto prima di poter parlare di una candidatura vera e propria.

Chi era Giuseppe Pellizza da Volpedo

Giuseppe Pellizza nacque a Volpedo nel 1868 e divenne uno dei protagonisti più importanti del Divisionismo italiano.

La corrente pittorica utilizzava la separazione dei colori in piccoli tocchi e filamenti, affidando alla percezione dell’osservatore la loro ricomposizione visiva.

Questa tecnica consentiva di ottenere particolari effetti di luminosità e intensità cromatica.

Pellizza legò progressivamente la propria ricerca artistica anche ai grandi temi sociali del suo tempo, fino ad arrivare all’opera che lo avrebbe reso celebre.

La sua vita terminò tragicamente nel 1907. Dopo la morte improvvisa della moglie attraversò una profonda crisi e il 14 giugno 1907, all’età di 39 anni, si tolse la vita nella propria casa-studio di Volpedo.

Giuseppe Pellizza da Volpedo
Il pittore piemontese morì il 14 giugno 1907, a soli 39 anni, nella sua casa-studio di Volpedo. Scopri la storia e gli ultimi anni di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Come nasce Il Quarto Stato

Il Quarto Stato è il risultato di un lavoro durato quasi un decennio.

Pellizza non arrivò immediatamente alla composizione definitiva, ma elaborò progressivamente il tema attraverso studi, bozzetti e versioni differenti.

Il percorso comprende tre tappe fondamentali:

  • Ambasciatori della fame, del 1892;
  • Fiumana, del 1895;
  • Il cammino dei lavoratori, del 1899.

Da queste esperienze nacque infine Il Quarto Stato, al quale il pittore lavorò tra il 1898 e il 1901.

La trasformazione non riguardò soltanto il titolo. Cambiarono progressivamente la composizione, il numero dei personaggi e il significato attribuito alla folla.

Cosa rappresenta Il Quarto Stato

La scena mostra un gruppo di lavoratori che avanza compatto verso chi osserva il quadro.

Non compaiono armi e non viene rappresentato uno scontro.

La forza dell’opera nasce invece dalla calma e dalla determinazione del corteo.

In primo piano avanzano tre personaggi: due uomini e una donna con un bambino in braccio.

Dietro di loro si muove una moltitudine di lavoratori, costruendo l’immagine di una comunità che rivendica il proprio spazio nella società.

La marcia diventa così la rappresentazione di un futuro immaginato all’insegna di una maggiore dignità del lavoro e di un progresso condiviso.

Gli abitanti di Volpedo diventano i protagonisti del quadro

Il legame tra Il Quarto Stato e Volpedo non riguarda soltanto il luogo di nascita del pittore.

Per costruire la scena Pellizza utilizzò come modelli persone del territorio, lavoratori e abitanti del paese.

La piazza di Volpedo diventa quindi lo spazio nel quale prende forma la grande marcia rappresentata sulla tela.

Il pittore studiò a lungo posture, movimenti e rapporti tra le figure prima di arrivare alla composizione finale.

Per questo il territorio piemontese costituisce una parte fondamentale della storia dell’opera, anche se il quadro originale è oggi conservato a Milano.

Un dipinto monumentale lungo più di cinque metri

La versione definitiva raggiunge dimensioni eccezionali.

Il Quarto Stato misura circa 293 centimetri di altezza per 545 centimetri di larghezza.

Il formato monumentale aumenta l’impatto della scena.

La folla si sviluppa infatti quasi a grandezza naturale e sembra avanzare direttamente verso l’osservatore.

Il lavoro divisionista sulla luce contribuisce inoltre a costruire la progressione tra le figure in primo piano e la massa dei lavoratori alle loro spalle.

La nascita del Quarto Stato

1892: Ambasciatori della fame
1895: Fiumana
1899: Il cammino dei lavoratori
1898-1901: realizzazione della tela definitiva
1902: esposizione alla Quadriennale di Torino

l Quarto Stato venne presentato a Torino nel 1902

Torino occupa un posto importante anche nella storia pubblica dell’opera.

Nel 1902 Il Quarto Stato venne presentato alla Quadriennale di Torino.

Il dipinto che sarebbe diventato uno dei simboli più conosciuti dell’arte italiana non ottenne però immediatamente il successo sperato da Pellizza.

La tela rimase infatti invenduta.

La fortuna dell’opera sarebbe cresciuta soprattutto negli anni successivi, grazie alla diffusione delle sue riproduzioni e alla progressiva identificazione dell’immagine con le rivendicazioni del mondo del lavoro.

L’arrivo a Milano e la sottoscrizione pubblica del 1920

Un momento decisivo arrivò nel 1920, quando il dipinto venne esposto a Milano durante una mostra dedicata a Pellizza alla Galleria Pesaro.

La tela suscitò un interesse molto maggiore rispetto alla prima esposizione torinese.

Cittadini e istituzioni promossero quindi una sottoscrizione pubblica per acquistare l’opera e conservarla a Milano.

L’iniziativa portò all’ingresso del dipinto nel patrimonio civico milanese, al quale appartiene ancora oggi.

Dove è stato esposto Il Quarto Stato

Nel corso del Novecento il quadro ha cambiato diverse collocazioni.

Dopo l’acquisto pubblico venne esposto al Castello Sforzesco.

Successivamente entrò nelle raccolte della Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Dopo la Seconda guerra mondiale fu trasferito a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.

In seguito tornò alla GAM.

Dal 2010 venne invece collocato al Museo del Novecento, dove apriva simbolicamente il percorso espositivo.

Nel 2022 il dipinto è infine tornato alla Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Perché Il Quarto Stato è diventato un simbolo

La fortuna dell’opera ha progressivamente superato i confini della storia dell’arte.

Nel corso del Novecento la folla dipinta da Pellizza è stata utilizzata come simbolo delle lotte dei lavoratori, dell’emancipazione sociale, dei diritti e della partecipazione democratica.

Il dipinto non rappresenta un episodio storico preciso.

Proprio questa assenza di un avvenimento identificabile ha contribuito a renderne il messaggio più universale.

I lavoratori che avanzano possono essere associati a epoche e contesti differenti, trasformando una scena nata nel Piemonte di fine Ottocento in un’immagine riconoscibile ben oltre il territorio nel quale fu dipinta.

Il Quarto Stato nei titoli di Novecento di Bertolucci

La diffusione internazionale dell’immagine è stata favorita anche dal cinema.

Bernardo Bertolucci utilizzò Il Quarto Stato nei titoli di testa del film Novecento, uscito nel 1976.

La scelta era particolarmente coerente con il racconto del film, dedicato anche ai conflitti sociali e ai rapporti tra proprietari e lavoratori nell’Italia del Novecento.

Da quel momento il dipinto raggiunse un pubblico ancora più vasto, diventando un riferimento visivo immediato quando si parla di lavoro e partecipazione popolare.

Perché il percorso UNESCO parte da Volpedo

L’originale del dipinto appartiene a Milano, ma Volpedo rappresenta il luogo nel quale l’opera è stata pensata e costruita.

Qui nacque Pellizza, dove lavorò ai diversi studi preparatori.

Qui trovò molti dei modelli che avrebbero popolato la grande tela.

E proprio il paesaggio umano del paese contribuì alla nascita di quella folla che avrebbe assunto negli anni un significato universale.

Non sorprende quindi che il percorso istituzionale annunciato dal Piemonte sia partito proprio da Volpedo.

Cosa deve succedere adesso

Il primo nodo da risolvere riguarda la forma concreta dell’iniziativa.

La Regione Piemonte ha annunciato di voler lavorare per comprendere in quale percorso UNESCO possa essere inserito il progetto.

Solo dopo questo passaggio sarà possibile definire con maggiore precisione documentazione, soggetti coinvolti e caratteristiche dell’eventuale candidatura.

Per ora, quindi, Il Quarto Stato non è ancora un bene candidato ufficialmente all’UNESCO.

Esiste però un percorso politico e culturale avviato con l’obiettivo di valorizzare non soltanto la tela, ma anche la storia, il territorio e il significato sociale che l’opera continua a rappresentare più di un secolo dopo la sua realizzazione.

FAQ – UNESCO e Il Quarto Stato: come funziona il percorso

Il Quarto Stato è già candidato all’UNESCO?

No. È stato annunciato l’avvio di un percorso finalizzato a valutare una futura candidatura. Deve ancora essere individuato il corretto ambito UNESCO attraverso il quale sviluppare il progetto.

Chi ha avviato il percorso per Il Quarto Stato?

L’iniziativa è stata annunciata nel 2026 dalla Regione Piemonte, insieme alle istituzioni e alle realtà del territorio di Volpedo.

Dove si trova oggi Il Quarto Stato?

Il quadro originale è conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, dove è tornato nel 2022.

Qual è il legame tra Il Quarto Stato e Torino?

La tela venne presentata pubblicamente alla Quadriennale di Torino del 1902, dove rimase invenduta.

Perché Volpedo è importante nella storia del quadro?

Volpedo è il paese natale di Pellizza e il luogo nel quale il pittore sviluppò il progetto dell’opera, utilizzando anche persone del territorio come modelli per i protagonisti della scena.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende