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Torino incassa oltre 126 milioni dalle multe in tre anni: dove vanno i soldi?

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Da Alessandro Maldera

Agosto 23, 2026

Incasso multe Comune di Torino 2023 -2025: sommando i dati dichiarati dall’Amministrazione, in tre anni nelle casse comunali sono entrati 126.110.019,35 euro dai proventi delle violazioni al Codice della strada.

La cifra è rilevante, ma va interpretata correttamente. Non tutti questi soldi devono essere utilizzati per asfaltare le strade. Una parte precisa è però vincolata per legge a segnaletica, sicurezza, controlli, manutenzione e altre finalità legate alla mobilità. Ed è proprio su questa quota che diventa legittimo chiedersi quali risultati siano visibili oggi nelle strade di Torino.

Multe a Torino tra 2023 e 2025

2023: 39.556.478,64 euro
2024: 45.331.679,25 euro
2025: 41.221.861,46 euro
Totale triennio: 126.110.019,35 euro
Quote vincolate ex articoli 208 e 142: circa 67,1 milioni di euro

Incasso multe Comune di Torino 2023 -2025: oltre 126 milioni

I rendiconti consentono di ricostruire con precisione l’andamento del triennio.

Nel 2023 Torino ha dichiarato proventi netti per 39.556.478,64 euro.

E nel 2024 la cifra è salita a 45.331.679,25 euro, il valore più elevato dei tre anni considerati.

Nel 2025 gli incassi sono diminuiti a 41.221.861,46 euro, rimanendo comunque superiori a quelli del 2023.

La somma porta il totale a oltre 126,1 milioni di euro.

È una quantità di denaro importante per le finanze cittadine, ma per comprenderne davvero il significato bisogna distinguere il totale incassato dalle somme che il Codice della strada obbliga a utilizzare per determinate finalità.

Non tutti i 126 milioni devono essere spesi per le strade

È il primo punto necessario per evitare una lettura fuorviante.

Dire che Torino ha incassato oltre 126 milioni dalle multe non significa che la stessa cifra dovesse essere trasformata integralmente in nuovo asfalto.

L’articolo 208 del Codice della strada stabilisce che una quota pari al 50% dei proventi spettanti agli enti locali venga destinata a una serie di finalità precise.

Tra queste ci sono segnaletica, attività di controllo, manutenzione, sicurezza stradale, tutela degli utenti più vulnerabili, mobilità ciclistica e altri interventi previsti dalla normativa.

Per alcune sanzioni relative alla velocità intervengono invece le specifiche disposizioni dell’articolo 142.

La questione corretta diventa quindi un’altra: quanto denaro era vincolato e come è stato utilizzato?

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Oltre 67 milioni vincolati nel triennio

Utilizzando le cifre riportate nei rendiconti, le quote sottoposte a destinazione specifica raggiungono complessivamente circa 67,1 milioni di euro tra il 2023 e il 2025.

Nel 2023 risultano circa 17,79 milioni ai sensi dell’articolo 208, ai quali si aggiungono 3,97 milioni derivanti dalle violazioni dei limiti di velocità.

Invece, nel 2024 le somme salgono rispettivamente a circa 21,33 e 2,66 milioni.

Nel 2025 risultano circa 19,91 milioni ex articolo 208 e 1,39 milioni collegati alle violazioni dei limiti di velocità considerate nel rendiconto.

È su questa parte delle entrate che il rapporto tra multe, sicurezza e qualità della rete stradale diventa particolarmente interessante.

Nel 2023 quasi 40 milioni di euro dalle sanzioni

Nel 2023 il Comune ha dichiarato un incasso netto pari a 39.556.478,64 euro.

La quota vincolata ex articolo 208 ammontava a 17.794.802,72 euro.

La ripartizione indicata prevedeva:

4.448.700,68 euro per segnaletica, sostituzione, ammodernamento e manutenzione;

4.448.700,68 euro per il potenziamento delle attività di controllo e accertamento;

8.897.401,36 euro per le altre finalità previste, tra cui manutenzione delle strade, sicurezza, barriere, tutela degli utenti vulnerabili e mobilità ciclistica.

A queste somme si aggiungevano 3.966.873,21 euro collegati alle violazioni dei limiti di velocità e destinati alle finalità previste dalla normativa.

Nel 2024 il record del triennio

Il livello massimo viene raggiunto nel 2024.

Gli incassi netti dichiarati salgono a 45.331.679,25 euro.

La quota sottoposta alle destinazioni dell’articolo 208 arriva a 21.333.656,46 euro.

Di questa cifra, 5.333.414,12 euro risultano destinati alla segnaletica e alla relativa manutenzione.

Altri 5.333.414,12 euro riguardano il potenziamento delle attività di controllo.

La parte restante, 10.666.828,22 euro, interessa manutenzione stradale, messa in sicurezza, barriere, suolo pubblico, utenti vulnerabili e altre finalità ammesse.

A queste voci si aggiungevano 2.664.366,33 euro relativi alle somme vincolate collegate alle violazioni dei limiti di velocità.

Quote vincolate nel triennio

2023: circa 21,76 milioni di euro
2024: circa 24 milioni di euro
2025: circa 21,31 milioni di euro
Totale: circa 67,07 milioni di euro

Nel 2025 gli incassi diminuiscono ma restano sopra i 41 milioni

Nel 2025 il totale scende rispetto al record dell’anno precedente.

Il Comune dichiara 41.221.861,46 euro.

Il dato resta comunque superiore a quello registrato due anni prima.

La quota ex articolo 208 è pari a 19.913.836,16 euro.

La ripartizione prevede 4.978.459,04 euro per segnaletica e manutenzione e la stessa cifra per potenziare controlli e accertamenti.

Altri 9.956.918,08 euro rientrano nella parte destinata alle ulteriori finalità previste dal Codice della strada.

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Calano le somme legate agli eccessi di velocità

Un dato interessante riguarda le violazioni dei limiti di velocità.

Nel 2023 la relativa quota riportata nei documenti ammontava a circa 3,97 milioni di euro.

Solo nel 2024 era scesa a circa 2,66 milioni.

Nel 2025 arriva a 1.394.189,14 euro.

La diminuzione è quindi marcata.

Il grosso degli oltre 41 milioni incassati nel 2025 non deriva dunque dalla voce relativa alle violazioni dei limiti di velocità considerata separatamente nel rendiconto, ma dall’insieme delle altre violazioni del Codice della strada.

Dove vengono destinati i soldi delle multe

Nei documenti comunali ricorrono alcune categorie.

Ci sono interventi sulla segnaletica stradale, attività di controllo, manutenzione delle infrastrutture, sicurezza della circolazione, protezione degli utenti vulnerabili e mobilità ciclistica.

Nel quadro relativo al 2025 compaiono inoltre, tra le varie voci di utilizzo, importi destinati alla manutenzione e gestione degli impianti tecnologici, alle infrastrutture stradali e alla manutenzione ordinaria del suolo pubblico.

Tra le cifre riportate figurano 1.664.318,53 euro per una voce relativa alla manutenzione e gestione di impianti tecnologici.

Compaiono poi 3.314.140,51 euro per infrastrutture stradali, altri 2.757.021,82 euro collegati a impianti tecnologici, 3.478.305,75 euro per manutenzione ordinaria del suolo pubblico e 3.702.525,62 euro per manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture.

Sono somme importanti.

Ma la loro presenza nei rendiconti non permette, da sola, di valutare quanto siano migliorate concretamente le condizioni di ogni strada o quartiere.

“Impianti tecnologici” non significa automaticamente illuminazione

Su questo punto è necessaria una precisazione.

Il testo di una voce contabile come “impianti tecnologici” non permette automaticamente di collegare quella spesa ai blackout dell’illuminazione pubblica.

Per stabilire esattamente cosa sia stato finanziato occorrerebbe esaminare i singoli capitoli, gli interventi e gli atti di spesa.

Associare direttamente una voce generica del rendiconto a un determinato disservizio rischierebbe quindi di essere impreciso.

Resta invece pienamente legittima un’altra domanda: quali interventi concreti sono stati finanziati con queste somme e dove sono stati realizzati?

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Cosa significa “100% realizzato” nei rendiconti

Anche le percentuali riportate nei documenti amministrativi vanno interpretate correttamente.

Una voce indicata come realizzata al 100% certifica il completamento contabile o amministrativo dell’utilizzo previsto secondo il modello di rendicontazione.

Non significa necessariamente che il 100% delle strade di Torino sia stato sistemato.

E non rappresenta un indicatore della qualità percepita dell’asfalto.

Sono due piani differenti.

Un’Amministrazione può avere correttamente destinato le risorse previste dalla legge e allo stesso tempo continuare ad avere una rete stradale che necessita di molti altri interventi.

Perché allora restano buche e rattoppi?

È qui che il tema diventa politico e amministrativo.

Torino possiede una rete viaria enorme e la manutenzione ordinaria e straordinaria richiede risorse che non provengono soltanto dalle multe.

Un intervento di asfaltatura può inoltre essere costoso e riguardare soltanto una frazione delle strade cittadine.

Il fatto che siano stati destinati milioni alla manutenzione non significa quindi automaticamente che ogni problema possa essere risolto.

D’altra parte, davanti a oltre 67 milioni di euro di quote vincolate in tre anni, è ragionevole chiedere all’Amministrazione di rendere facilmente comprensibile quali risultati siano stati ottenuti.

Non soltanto quante risorse siano state contabilmente utilizzate, ma quali strade, quali incroci, quali impianti e quali quartieri ne abbiano concretamente beneficiato.

La differenza tra rendicontare e mostrare i risultati

I documenti ministeriali hanno un obiettivo preciso: dimostrare che l’ente ha rispettato le norme sulla destinazione delle entrate.

Sono quindi documenti finanziari.

Il cittadino, però, misura l’efficacia in maniera diversa.

Guarda il manto stradale sotto casa.

Valuta la segnaletica.

Nota quanto tempo serve per sistemare una buca o mettere in sicurezza un attraversamento.

Sono due livelli entrambi importanti, ma non coincidenti.

La regolarità contabile non equivale automaticamente alla qualità percepita del servizio.

Il tema delle periferie

La questione assume un peso particolare nei quartieri più lontani dal centro.

Falchera, Mirafiori, Barriera di Milano, Madonna di Campagna, Lucento e Aurora sono realtà molto differenti, ma condividono una richiesta ricorrente: una manutenzione urbana capace di raggiungere in maniera equilibrata tutto il territorio.

Il punto non è sostenere che in queste zone non venga effettuato alcun intervento.

Una conclusione del genere non sarebbe sostenibile sulla sola base dei dati sulle multe.

La questione è capire come vengano distribuite le risorse, secondo quali priorità e con quali risultati misurabili.

Le multe servono prima di tutto a far rispettare il Codice

Un altro elemento va tenuto fermo.

La funzione della sanzione stradale non è finanziare il Comune.

La multa nasce dalla violazione di una norma e ha innanzitutto una funzione sanzionatoria e preventiva.

Il fatto che una parte dei proventi venga successivamente destinata per legge alla sicurezza stradale non trasforma quindi la contravvenzione in una tassa finalizzata alla manutenzione.

Proprio per questo è importante separare due discussioni.

La prima riguarda la correttezza e l’efficacia dei controlli.

La seconda riguarda come l’Amministrazione utilizza le quote dei proventi che la legge vincola a determinate finalità.

Il triennio coincide con l’Amministrazione Lo Russo

Gli anni dal 2023 al 2025 ricadono all’interno del mandato del sindaco Stefano Lo Russo.

È quindi naturale che il dato abbia anche una dimensione politica.

La Giunta può indicare gli interventi realizzati e la conformità delle destinazioni alle norme.

Opposizioni e cittadini possono invece chiedere se le risorse siano sufficientemente visibili nelle condizioni della rete stradale.

Il confronto più utile, però, non dovrebbe fermarsi alla formula “molte multe, molte buche”.

Servono dati più dettagliati: chilometri asfaltati, interventi completati, localizzazione delle opere, tempi medi di manutenzione e andamento delle segnalazioni.

È su questi indicatori che si può misurare meglio l’efficacia dell’utilizzo delle risorse.

Il 2024 è stato l’anno con gli incassi più alti

Guardando soltanto ai numeri, il 2024 emerge chiaramente come l’anno record del periodo analizzato.

I 45,33 milioni rappresentano circa 5,8 milioni in più rispetto al 2023.

Nel 2025 arriva invece una diminuzione di circa 4,1 milioni rispetto all’anno precedente.

Il livello degli incassi rimane comunque molto elevato per tutto il triennio.

Non si tratta quindi di un picco isolato.

In tre esercizi consecutivi Torino ha registrato entrate nette dalle sanzioni stradali comprese tra circa 39,6 e 45,3 milioni di euro.

Oltre 126 milioni incassati, ma il dato più interessante sono i 67 milioni vincolati

Il numero destinato probabilmente ad attirare maggiormente l’attenzione è 126.110.019,35 euro.

È il totale degli incassi indicati per il periodo 2023-2025.

Dal punto di vista della manutenzione e della sicurezza stradale, però, il dato forse più interessante è un altro.

Sommando le quote riportate nei rendiconti ai sensi degli articoli 208 e 142 si arriva a circa 67,07 milioni di euro sottoposti a specifici vincoli di destinazione.

È su questa cifra che diventa utile chiedere maggiore trasparenza.

  • Dove sono stati effettuati gli interventi?
  • Quanto è andato realmente all’asfalto?
  • Quanto alla segnaletica?
  • Quali impianti sono stati sistemati?
  • Quante risorse sono andate al controllo e quante alla manutenzione?

Il vero nodo è capire cosa è cambiato in città

I documenti dimostrano che Torino incassa cifre importanti dalle violazioni del Codice della strada e che una parte consistente viene formalmente destinata alle finalità previste dalla normativa.

Da soli, però, non dicono se il risultato finale sia soddisfacente.

Per stabilirlo serve mettere in relazione risorse, lavori effettuati e condizioni della rete viaria.

È proprio questa la domanda che dovrebbe accompagnare il dato sui 126 milioni.

Non se il Comune abbia semplicemente compilato correttamente i prospetti.

Ma se le decine di milioni destinate a sicurezza, manutenzione e infrastrutture abbiano prodotto un miglioramento proporzionato alle risorse disponibili.

Perché il cittadino vede immediatamente la multa quando arriva.

Comprendere altrettanto facilmente dove siano finiti i soldi e quali risultati abbiano prodotto dovrebbe essere altrettanto semplice.

FAQ – Incasso multe Comune di Torino 2023 -2025: dati e chiarimenti

Quanto ha incassato Torino dalle multe tra il 2023 e il 2025?

Il totale indicato dai rendiconti dei tre anni è di 126.110.019,35 euro, considerando i proventi netti riportati nei documenti comunali.

Qual è stato l’anno con più incassi?

Il 2024, con 45.331.679,25 euro. Nel 2023 erano 39.556.478,64 euro e nel 2025 41.221.861,46 euro.

Tutti i soldi delle multe devono essere utilizzati per asfaltare le strade?

No. Il Codice della strada prevede specifici vincoli su una parte dei proventi e consente diverse finalità, tra cui segnaletica, controlli, sicurezza, manutenzione e mobilità ciclistica.

Quanto è stato vincolato nel triennio?

Sommando le quote riportate per gli articoli 208 e 142 si arriva a circa 67,07 milioni di euro tra il 2023 e il 2025.

Perché le multe possono finanziare anche i controlli?

L’articolo 208 prevede espressamente che una parte delle somme possa essere utilizzata per potenziare le attività di controllo e accertamento delle violazioni, oltre che per altre finalità di sicurezza stradale.

Il fatto che le somme risultino utilizzate significa che tutte le strade sono state sistemate?

No. La rendicontazione certifica l’impiego delle risorse secondo le categorie previste. Per valutare l’effetto sulla città bisogna analizzare interventi realizzati, localizzazione, chilometri di strada interessati e risultati ottenuti.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende