Castagneti del Piemonte, oltre 1,6 milioni per recuperarli e rilanciare la produzione

Da Alessandro Maldera
Agosto 18, 2026

I Fondi Regione Piemonte per recupero castagneti mettono a disposizione oltre 1,6 milioni di euro per sostenere i castagneti da frutto tradizionali delle aree montane. Il nuovo bando punta soprattutto a recuperare superfici abbandonate e rafforzare la castanicoltura regionale.
L’elemento centrale è però la gestione associata: per ottenere i contributi sarà necessario presentare progetti che coinvolgano più proprietari, superando così la forte frammentazione delle proprietà fondiarie piemontesi.
Fondi per i castagneti del Piemonte: i numeri
Finanziamento: fino al 100% delle spese ammissibili
Importo minimo dei progetti: 20.000 euro
Importo massimo: 200.000 euro
Condizione principale: gestione associata tra più proprietari
Interventi: recupero di castagneti abbandonati, nuovi impianti e innesti
Programmazione: Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027
Fondi Regione Piemonte per recupero castagneti: oltre 1,6 milioni
La Regione Piemonte ha approvato un nuovo bando destinato al recupero e alla valorizzazione dei castagneti da frutto tradizionali presenti soprattutto nelle aree montane.
Le risorse disponibili superano 1,6 milioni di euro.
Il finanziamento rientra nel Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 e punta a sostenere interventi capaci di riportare in produzione aree oggi poco utilizzate o completamente abbandonate.
Il problema della frammentazione dei terreni
Uno degli ostacoli più importanti per la castanicoltura piemontese è rappresentato dalla frammentazione delle proprietà.
Molti castagneti appartengono infatti a proprietari differenti e sono suddivisi in appezzamenti di dimensioni ridotte.
Questa situazione rende più difficile programmare interventi organici di manutenzione, recupero e gestione.
Il nuovo bando cerca quindi di affrontare direttamente questo problema attraverso una regola precisa.
Per ottenere i fondi servirà una gestione associata
I contributi saranno destinati a progetti condivisi tra più proprietari.
La gestione associata costituisce uno degli elementi principali del nuovo sistema di finanziamento.
L’obiettivo è unire terreni e interventi che, presi singolarmente, potrebbero risultare troppo piccoli per sostenere operazioni efficaci di recupero.
In questo modo la frammentazione fondiaria può essere trasformata in una gestione coordinata di superfici più estese.
Contributi fino al 100% delle spese
Il sostegno economico può arrivare fino al 100% delle spese considerate ammissibili.
I progetti dovranno avere un valore compreso tra 20 mila e 200 mila euro.
Si tratta quindi di un intervento che può sostenere sia operazioni relativamente contenute sia programmi più strutturati di recupero e valorizzazione.
Il contributo potrà coprire l’intero costo ammissibile quando vengono rispettate le condizioni previste dal bando.
Finanziati anche i castagneti abbandonati
Una parte importante delle risorse sarà destinata al ripristino dei castagneti da frutto abbandonati.
L’abbandono rappresenta infatti uno dei principali problemi delle aree montane piemontesi.
La mancanza di manutenzione può portare alla progressiva perdita della funzione produttiva del castagneto e al deterioramento del territorio.
Il recupero permette invece di riportare queste superfici all’interno di una gestione attiva.
Spazio anche a nuovi impianti e innesti
Il bando non riguarda soltanto il recupero degli alberi già esistenti.
Saranno ammessi anche nuovi impianti e interventi di innesto.
La misura punta quindi sia alla conservazione del patrimonio tradizionale sia al rinnovamento della produzione.
Gli innesti possono essere utilizzati per migliorare le caratteristiche produttive delle piante e mantenere varietà considerate interessanti per la castanicoltura locale.
Possono partecipare anche terreni di piccole dimensioni
La nuova impostazione permette di includere anche superfici ridotte.
La dimensione limitata del singolo appezzamento non rappresenta necessariamente un ostacolo.
La condizione è che il terreno venga inserito all’interno di un progetto più ampio costruito insieme ad altri proprietari.
È proprio questo uno degli aspetti con cui il bando tenta di affrontare la particolare struttura fondiaria delle montagne piemontesi.
Il ruolo del Centro Regionale di Castanicoltura
Nel percorso di valorizzazione del settore viene richiamata anche l’esperienza maturata dal Centro Regionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio.
La struttura rappresenta un riferimento per le attività legate alla conoscenza, alla gestione e allo sviluppo della castanicoltura piemontese.
Il nuovo intervento economico si inserisce quindi in un sistema nel quale ricerca, esperienza tecnica e gestione del territorio possono procedere insieme.
Recuperare i castagneti aiuta anche la montagna
Il valore dell’intervento non viene considerato esclusivamente dal punto di vista agricolo.
La gestione attiva dei castagneti può contribuire alla cura delle aree montane e alla manutenzione di territori che rischiano progressivamente l’abbandono.
Un bosco o un castagneto gestito richiede infatti interventi periodici, accessi e controllo della vegetazione.
Questo può produrre benefici che vanno oltre la semplice raccolta delle castagne.
Castagneti e prevenzione del dissesto idrogeologico
Tra gli obiettivi indicati compare anche la prevenzione del dissesto idrogeologico.
La manutenzione delle superfici montane può contribuire a mantenere il territorio più controllato e gestito.
Il recupero dei castagneti diventa quindi anche uno strumento di presidio delle vallate.
La misura assume particolare importanza nei territori dove il progressivo abbandono delle attività agricole e forestali ha ridotto la presenza costante dell’uomo.
Un intervento anche per la biodiversità
I castagneti tradizionali costituiscono inoltre ambienti di interesse dal punto di vista ecologico.
La loro gestione può contribuire alla tutela della biodiversità e alla conservazione di paesaggi costruiti nel corso dei secoli attraverso il rapporto tra attività umana e montagna.
Il castagneto non viene quindi considerato soltanto come superficie produttiva.
Rappresenta anche una componente importante del paesaggio e dell’ecosistema di numerose vallate piemontesi.
Il rilancio delle filiere forestali
Il finanziamento vuole avere effetti anche sulle filiere forestali e agricole legate alla montagna.
Recuperare nuove superfici può significare aumentare la produzione, creare maggiore continuità nella gestione e rafforzare le attività economiche collegate.
La castagna ha avuto per secoli un ruolo importante nell’economia delle comunità montane.
Il nuovo bando prova quindi a collegare questa tradizione a un modello produttivo più organizzato e contemporaneo.
La gestione condivisa come elemento centrale
La Regione punta soprattutto a modificare il modo in cui vengono gestiti i terreni.
La cooperazione tra proprietari dovrebbe permettere interventi più ampi, coordinati e continuativi rispetto alle iniziative realizzate su singoli piccoli appezzamenti.
Questo sistema potrebbe inoltre facilitare la programmazione delle operazioni di manutenzione e migliorare l’efficacia degli investimenti.
L’obiettivo è trasformare una debolezza storica, cioè la frammentazione della proprietà, in una possibilità di collaborazione.
Un patrimonio economico e paesaggistico delle montagne piemontesi
I castagneti da frutto costituiscono una componente storica del paesaggio delle montagne del Piemonte.
Per generazioni hanno rappresentato una fonte di alimentazione, reddito e utilizzo del territorio.
La progressiva riduzione della castanicoltura ha però portato numerose superfici verso l’abbandono.
Con oltre 1,6 milioni di euro, il nuovo intervento regionale punta quindi non soltanto alla produzione agricola, ma anche alla conservazione di un patrimonio territoriale costruito nel corso dei secoli.
FAQ – Fondi per i castagneti: gestione associata e progetti
Il bando dispone di oltre 1,6 milioni di euro attraverso il Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027.
Il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili, per progetti compresi tra 20 mila e 200 mila euro.
Il bando punta sulla gestione associata, quindi le iniziative devono coinvolgere più proprietari.
Sono previsti il recupero dei castagneti abbandonati, nuovi impianti e innesti.
Sì, anche superfici ridotte possono essere finanziate se inserite in un progetto condiviso più ampio.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



