Ex succursale del Liceo Alfieri, cambia via Gioberti: al suo posto un nuovo edificio residenziale

Da Alessandro Maldera
Agosto 14, 2026

Il progetto per l’ex succursale del Liceo Alfieri di Torino punta a trasformare uno degli immobili dismessi della Crocetta.
L’edificio di via Gioberti 5, inutilizzato da circa dieci anni, dovrebbe essere demolito per lasciare spazio a un nuovo fabbricato residenziale di sei piani più attico. Sono previsti appartamenti di diverse metrature, un giardino pensile e tecnologie per ridurre i consumi energetici.
Il progetto ha già superato un passaggio importante: il 29 luglio 2026 è stato licenziato dalla II Commissione consiliare. Al 9 agosto, però, manca ancora l’approvazione definitiva della Sala Rossa necessaria per proseguire verso il futuro permesso di costruire in deroga.
Ex succursale del Liceo Alfieri: il progetto in breve
Quartiere: Crocetta
Stato attuale: edificio dismesso da circa dieci anni
Intervento: demolizione e nuova costruzione
Destinazione: residenziale
Altezza: sei piani più attico
Superficie: leggermente inferiore rispetto all’edificio demolito
Previsti: appartamenti di diverse metrature e giardino pensile
Energia: teleriscaldamento e pannelli fotovoltaici
Iter: atto licenziato dalla II Commissione il 29 luglio 2026, approvazione definitiva del Consiglio ancora da completare
Progetto ex succursale Liceo Alfieri di Torino: cosa prevede
L’intervento interessa un immobile collocato nel cuore della Crocetta, all’interno del grande isolato compreso tra via Gioberti, via Magenta, via San Secondo e corso Vittorio Emanuele II.
La struttura si trova inoltre nelle vicinanze della stazione di Porta Nuova e della zona centrale della città.
L’ultimo utilizzo pubblico dell’edificio è stato quello di succursale del Liceo classico Vittorio Alfieri.
Da circa un decennio il fabbricato non svolge più questa funzione e non risultano programmi pubblici per un suo nuovo utilizzo scolastico o collettivo.
Il progetto punta quindi a cancellare la situazione di abbandono attraverso una trasformazione completa.
L’edificio esistente sarà demolito
Non è prevista la semplice ristrutturazione della vecchia scuola.
Il progetto comporta la demolizione dell’attuale fabbricato e la successiva costruzione di un edificio completamente nuovo.
La nuova struttura avrà una superficie complessivamente leggermente inferiore rispetto a quella demolita.
La destinazione passerà da funzione pubblica a residenziale.
È proprio questo cambio di destinazione a rendere necessario il permesso di costruire in deroga al Piano Regolatore e il riconoscimento dell’interesse pubblico da parte del Consiglio comunale.
Un nuovo palazzo di sei piani più attico
Il futuro edificio sarà composto da sei piani oltre a un attico.
All’interno saranno realizzati appartamenti di differenti dimensioni, in modo da creare un’offerta abitativa diversificata.
L’intervento vuole inserirsi nel tessuto prevalentemente residenziale della Crocetta con un organismo architettonico contemporaneo.
Non è quindi prevista la ricostruzione dell’ex scuola con forme simili a quelle attuali.
Il progetto punta a creare un nuovo edificio con una funzione completamente differente.
Previsto anche un giardino pensile
Tra gli elementi più caratterizzanti compare un giardino pensile.
Il verde entrerà quindi direttamente nella progettazione del nuovo complesso residenziale.
La scelta si affianca alla riduzione della superficie costruita rispetto al fabbricato esistente e alle tecnologie previste per contenere il consumo energetico.
L’obiettivo urbanistico dichiarato dalla Città è favorire il recupero di immobili già presenti nel tessuto urbano, evitando nuovo consumo di suolo.
Teleriscaldamento e pannelli fotovoltaici
Particolare attenzione è prevista anche per gli impianti.
Il nuovo edificio dovrebbe utilizzare il teleriscaldamento e integrare pannelli fotovoltaici.
Le soluzioni fanno parte della componente energetica del progetto e puntano a ridurre i consumi rispetto a un edificio tradizionale.
La trasformazione dell’ex scuola viene quindi impostata come sostituzione edilizia completa, con un fabbricato progettato secondo criteri contemporanei.
Dalla facciata compariranno nuvole di vapore acqueo
Il progetto presenta anche un elemento decisamente insolito.
Sulla facciata verrà inserita un’installazione artistica realizzata da un’artista internazionale.
Periodicamente dall’edificio dovrebbero emergere leggere nuvole di vapore acqueo.
L’opera sarà legata simbolicamente al tema dell’acqua intesa come bene e risorsa comune.
L’effetto renderà quindi la facciata del futuro complesso residenziale riconoscibile anche nello spazio pubblico.
Il nuovo edificio di via Gioberti dovrebbe ospitare un’installazione artistica capace di generare periodicamente leggere nuvole di vapore acqueo sulla facciata. L’opera richiamerà simbolicamente il valore dell’acqua come risorsa comune.
L’ex succursale è chiusa da circa dieci anni
La trasformazione riguarda un edificio ormai estraneo alla vita scolastica del quartiere.
Secondo la documentazione comunale, l’immobile è dismesso da circa dieci anni.
La precedente destinazione pubblica viene considerata superata perché la struttura non è più utilizzata per servizi collettivi e non risultano programmazioni per riportarvi attività pubbliche.
La richiesta per procedere con la trasformazione è stata formalmente presentata il 30 dicembre 2025.
Perché serve una deroga urbanistica
Il nuovo progetto non può procedere direttamente con un normale permesso di costruire.
È necessario prima ottenere il riconoscimento dell’interesse pubblico e l’autorizzazione alla deroga urbanistica relativa alla destinazione d’uso.
La Giunta comunale ha quindi trasmesso la proposta al Consiglio.
Soltanto dopo il completamento di questo percorso potrà essere presentata e valutata l’istanza necessaria al rilascio del permesso di costruire in deroga.
Non significa quindi che la demolizione possa iniziare immediatamente.
Il progetto ha superato la II Commissione
Il comunicato iniziale della Città, pubblicato il 22 luglio 2026, indicava ancora le due proposte in attesa del passaggio consiliare.
Nel frattempo l’iter è avanzato.
Il 29 luglio 2026 la II Commissione consiliare ha esaminato la proposta di via Gioberti e ha licenziato l’atto.
Si tratta di un passaggio favorevole, ma non ancora dell’approvazione conclusiva.
La scheda ufficiale aggiornata continua infatti a indicare vuoto il campo relativo alla data di approvazione del Consiglio comunale.
Manca ancora il voto definitivo della Sala Rossa
Al 9 agosto 2026 il progetto deve quindi ancora completare il passaggio in Consiglio comunale.
La Sala Rossa dovrà pronunciarsi sul riconoscimento dell’interesse pubblico e sulla deroga al Piano Regolatore.
Solo successivamente potrà avanzare l’iter edilizio vero e proprio.
È quindi più corretto parlare di progetto in fase avanzata di approvazione urbanistica, non di intervento già definitivamente autorizzato.
Oltre 447 mila euro di contributo di costruzione
L’operazione comporterà anche importanti entrate urbanistiche.
Per via Gioberti il contributo di costruzione è stimato in circa 447 mila euro.
A questa cifra si aggiunge un contributo straordinario di circa 566 mila euro.
Complessivamente le due voci, sulla base delle stime attuali, superano quindi il milione di euro.
Gli importi non sono però ancora definitivi.
La quantificazione esatta verrà stabilita al momento del rilascio del permesso di costruire.
Via Gioberti non è l’unico edificio dismesso interessato
La proposta della Crocetta è stata presentata dalla Città insieme a un secondo intervento di rigenerazione urbana.
L’altro progetto riguarda via Banfo 43, nel quartiere Barriera di Milano.
In questo caso non si prevede la demolizione completa dell’immobile.
L’intervento comprende una ristrutturazione con demolizioni parziali, mantenendo l’impianto principale dell’ex edificio produttivo.
In via Banfo arriveranno case, negozi e uffici
La trasformazione di via Banfo prevede una destinazione mista.
All’interno dovrebbero trovare spazio:
- abitazioni
- attività commerciali
- uffici
Al piano terra verrà inoltre creato uno spazio coperto aperto al pubblico, concepito come nuovo luogo di incontro e attraversamento per il quartiere.
Il progetto si inserisce in un settore di Barriera di Milano già interessato da altre operazioni di rigenerazione urbana.
Quasi 400 mila euro di contributi anche per via Banfo
Anche il secondo intervento comporterà il versamento di contributi urbanistici.
Per via Banfo sono stimati circa 175 mila euro di oneri di urbanizzazione e altri 213 mila euro come contributo di riqualificazione.
Anche in questo caso gli importi saranno determinati definitivamente soltanto nella fase di rilascio del relativo permesso di costruire.
I due progetti seguono iter separati, anche se sono stati presentati insieme dalla Città come esempi di recupero del patrimonio urbano esistente.
Due progetti diversi con lo stesso obiettivo
Via Gioberti e via Banfo rappresentano interventi molto differenti.
Alla Crocetta un’ex scuola verrà demolita e sostituita da un nuovo edificio residenziale.
A Barriera di Milano, invece, una struttura produttiva dei primi anni del Novecento verrà in gran parte conservata e trasformata introducendo nuove funzioni.
Il principio urbanistico comune è però lo stesso: riutilizzare aree e immobili già urbanizzati invece di occupare nuovo suolo.
FAQ – Ex succursale del Liceo Alfieri: cosa succederà
L’edificio si trova in via Gioberti 5, nel quartiere Crocetta di Torino.
Il progetto prevede la demolizione completa dell’ex succursale e la costruzione di un nuovo fabbricato residenziale.
Sono previsti sei piani più un attico.
Il progetto comprende appartamenti di diverse metrature, un giardino pensile, teleriscaldamento e pannelli fotovoltaici.
No. La superficie del nuovo edificio viene indicata come leggermente inferiore rispetto a quella del fabbricato demolito.
Si tratta di un’installazione artistica che produrrà periodicamente leggere nuvole di vapore acqueo, dedicate simbolicamente al tema dell’acqua.
Non ancora. Il 29 luglio 2026 la II Commissione consiliare ha licenziato l’atto, ma al 9 agosto la scheda del Consiglio non riporta ancora una data di approvazione definitiva della Sala Rossa.
Non è stata comunicata una data ufficiale. Prima dovrà essere completato l’iter urbanistico e successivamente dovrà essere rilasciato il permesso di costruire.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



