Ex Superga, dalla fabbrica delle scarpe a un nuovo polo culturale per Torino Nord

Da Alessandro Maldera
Agosto 14, 2026

Il futuro dell’ex fabbrica Superga di Torino potrebbe essere finalmente legato ad arte, mostre, laboratori ed eventi.
Lo storico complesso di via Verolengo 28 dovrebbe diventare un grande hub culturale attraverso un partenariato pubblico-privato della durata di vent’anni.
Il progetto prevede un investimento di circa 3,525 milioni di euro e lavori articolati in tre fasi. Ma il passaggio decisivo deve ancora arrivare: l’accordo definitivo non è stato ancora sottoscritto e le risorse necessarie alla trasformazione devono essere reperite.
Ex Superga di Torino: il progetto in sintesi
Zona: Madonna di Campagna, Torino Nord
Nuova funzione: polo culturale multifunzionale
Investimento previsto: 3,525 milioni di euro
Durata del partenariato: 20 anni
Lavori: suddivisi in 3 lotti
Durata complessiva stimata: circa 3 anni
Attività: mostre, eventi, laboratori, workshop e arte pubblica
Obiettivo: aprire progressivamente gli spazi durante i lavori
Futuro ex fabbrica Superga di Torino: il progetto è ancora in attesa della firma
Il recupero dell’ex stabilimento viene studiato ormai da oltre due anni.
Il primo passaggio decisivo risale all’estate 2024, quando il Comune ha preso in esame una proposta di partenariato speciale pubblico-privato per trasformare il complesso industriale in un centro culturale multifunzionale.
La Città pubblicò successivamente un avviso per verificare la presenza di eventuali progetti alternativi.
Non arrivarono altre proposte e iniziò quindi una fase di negoziazione e approfondimento tecnico.
Nell’agosto 2026 il percorso è arrivato a uno dei momenti più delicati.
Il partenariato dovrebbe essere pronto per la firma all’inizio dell’autunno, ma fino alla sottoscrizione definitiva non possono ancora partire né il piano completo di finanziamento né il cantiere.
Un partenariato previsto per vent’anni
La formula individuata è quella del partenariato speciale pubblico-privato.
L’accordo dovrebbe avere una durata di 20 anni e permettere di recuperare un immobile comunale attraverso una collaborazione tra amministrazione e soggetto culturale.
Nel febbraio 2026 il Comune indicava già come prossima la formalizzazione del partenariato ventennale.
L’obiettivo non è quindi semplicemente concedere un edificio, ma costruire un progetto di gestione e riqualificazione nel lungo periodo.
Servono oltre 3,5 milioni di euro
Il piano economico prevede un investimento complessivo di 3 milioni e 525 mila euro.
Le risorse non arriveranno da un’unica fonte.
Il progetto ipotizza una combinazione di:
- capitali propri
- finanziamenti
- bandi pubblici
- fondazioni bancarie
- Art Bonus
- altri partner economici
La ricerca dei finanziamenti rappresenta però una delle questioni ancora aperte.
Secondo l’aggiornamento dell’estate 2026, il fundraising vero e proprio deve ancora entrare nella fase operativa proprio perché il partenariato non è stato sottoscritto definitivamente.
Il quadro originario prevedeva già una struttura finanziaria composta da risorse proprie, mutui, fondazioni bancarie e strumenti di sostegno alla cultura.
Il progetto potrebbe cambiare il volto dell’ex fabbrica
L’obiettivo è trasformare l’edificio in un centro dedicato all’arte contemporanea e alla creatività emergente, ma aperto anche alle attività del quartiere.
Non sarà quindi soltanto una sede espositiva.
Il programma comprende spazi per:
- mostre di arte e design
- eventi culturali
- festival
- laboratori
- corsi e workshop
- attività dedicate alle famiglie
- progetti di arte pubblica
- conferenze
- attività con associazioni e comunità locali
Il progetto ufficiale punta esplicitamente a creare un punto di riferimento culturale per cittadini, associazioni e territorio.
Sale polifunzionali per mostre ed eventi
Una parte importante dell’ex stabilimento sarà destinata agli spazi espositivi.
Il progetto prevede sale polifunzionali, capaci di cambiare configurazione in base alle attività ospitate.
Potranno accogliere arte contemporanea e design, ma anche performance, incontri, conferenze e appuntamenti temporanei.
Questo permetterebbe all’ex Superga di funzionare durante tutto l’anno e non soltanto in occasione dei grandi eventi culturali torinesi.
Laboratori per bambini e famiglie
Il progetto dedica spazio anche alla formazione.
Sono previsti laboratori destinati a bambini, famiglie e scuole, insieme a corsi e workshop legati alla creatività.
La funzione educativa dovrebbe affiancare quella espositiva.
L’obiettivo è creare un luogo nel quale produrre cultura, oltre che mostrarla.
La documentazione comunale prevede esplicitamente attività laboratoriali, workshop artistici e iniziative collaborative.
Arriverà anche un Art Bistrò con terrazza
Tra gli elementi più particolari del progetto figura un Art Bistrò.
Lo spazio dovrebbe funzionare durante tutta la giornata e comprendere anche una terrazza.
Potrà servire i visitatori del centro culturale, ma anche essere utilizzato autonomamente e ospitare eventi.
L’idea è rendere l’ex fabbrica frequentabile anche al di fuori degli orari delle mostre, trasformandola in un luogo di incontro per il quartiere.
Cosa potrebbe trovare spazio nell’ex Superga
– Laboratori creativi
– Corsi e workshop
– Eventi e festival
– Conferenze e incontri
– Attività per bambini e famiglie
– Progetti di arte pubblica
– Spazi dedicati agli artisti
– Art Bistrò con terrazza
Tre lotti per riaprire progressivamente la fabbrica
Il recupero non dovrebbe avvenire attraverso un unico grande cantiere.
Il progetto è stato impostato su tre lotti funzionali.
Questa soluzione permetterebbe di procedere gradualmente e, soprattutto, di non aspettare il completamento dell’intera riqualificazione prima di utilizzare l’edificio.
Se il primo lotto verrà completato secondo le previsioni, una parte dell’ex fabbrica potrebbe quindi cominciare ad accogliere attività mentre i lavori proseguono negli altri settori.
L’impostazione in più fasi è già presente nel progetto sviluppato per il recupero dell’immobile.
I lavori potrebbero durare circa tre anni
Dal momento dell’apertura effettiva del cantiere saranno necessari indicativamente tre anni per completare tutti gli interventi.
La durata era già indicata dal Comune nel febbraio 2026.
La suddivisione in lotti permette però di ragionare su aperture anticipate.
Non bisognerà quindi necessariamente attendere tre anni per vedere la prima attività all’interno dell’ex Superga.
Il calendario dipenderà dalla firma dell’accordo, dal reperimento delle risorse e dall’avvio concreto dei lavori.
L’obiettivo è portare qui Paratissima nel 2027
Il progetto punta anche a riportare stabilmente a Torino una delle manifestazioni dedicate all’arte contemporanea.
L’edizione 2026 si svolgerà ancora a Moncalieri.
L’obiettivo indicato è però riuscire a utilizzare almeno una parte dell’ex Superga per l’edizione 2027.
Al momento deve essere considerato un traguardo e non una data di apertura garantita.
La possibilità dipenderà dalla sottoscrizione del partenariato e soprattutto dalla velocità con cui sarà possibile realizzare il primo lotto.
L’immobile è stato sottoposto a indagini approfondite
Negli ultimi due anni non si è lavorato soltanto sugli aspetti amministrativi.
Sono state effettuate diverse verifiche tecniche necessarie prima di affrontare il recupero.
Gli approfondimenti hanno riguardato:
- condizioni strutturali
- caratteristiche geologiche
- presenza di amianto
- interventi di bonifica
- impianti
- esigenze di adeguamento
Le verifiche hanno consentito di costruire un progetto tecnico più preciso.
Nel febbraio 2026 il Comune confermava che la fase di negoziazione aveva già prodotto un progetto tecnico e un piano delle bonifiche con interventi anche strutturali.
La struttura viene considerata in buone condizioni generali
Le indagini effettuate non avrebbero evidenziato la necessità di ricostruire completamente il complesso.
Gli interventi dovrebbero concentrarsi soprattutto sull’adeguamento degli impianti e degli spazi interni.
La trasformazione dovrà comunque rispettare la natura storica dell’edificio.
L’ex stabilimento è infatti sottoposto a vincolo di interesse culturale, elemento che limita le possibilità di modificare liberamente l’architettura esterna.
La facciata storica verrà conservata
Proprio il vincolo rappresenta uno dei punti centrali del recupero.
La facciata non dovrebbe subire trasformazioni sostanziali.
Il nuovo polo culturale dovrà quindi nascere principalmente attraverso una rifunzionalizzazione degli interni, degli impianti e degli ambienti esistenti.
La volontà è conservare la memoria industriale dell’ex Superga mentre cambia completamente la funzione dell’edificio.
Un complesso di quasi 4 mila metri quadrati
La documentazione comunale del 2024 descrive l’ex Superga come un complesso formato da tre edifici per circa 3.800 metri quadrati complessivi.
A questi si aggiunge un cortile di circa 1.300 metri quadrati, condiviso con un altro fabbricato comunale.
Nelle successive presentazioni del progetto culturale viene indicata una superficie utilizzabile nell’ordine dei 3.300 metri quadrati.
La differenza dipende dal diverso perimetro considerato nelle varie fasi della documentazione.
In ogni caso si tratta di uno spazio abbastanza grande da poter ospitare contemporaneamente funzioni culturali, formative, espositive e di servizio.
L’ex fabbrica si trova a Madonna di Campagna
Il complesso è in via Verolengo 28, nel quartiere Madonna di Campagna, nella Circoscrizione 5.
Si trova nell’area settentrionale della città, non lontano da Spina 3 e dal sistema urbano sviluppatosi intorno a Parco Dora.
Il Comune considera proprio la posizione uno degli elementi strategici dell’operazione.
Nel 2024 l’amministrazione sottolineava la volontà di utilizzare progetti culturali, innovazione e inclusione sociale per rigenerare immobili dismessi.
Per anni il Comune aveva cercato di venderla
Il futuro dell’ex Superga avrebbe potuto essere molto diverso.
Prima del progetto culturale l’amministrazione aveva tentato più volte di alienare l’immobile.
Le procedure di vendita all’asta non avevano però portato all’individuazione di un acquirente.
L’arrivo della proposta di partenariato nel 2024 ha cambiato impostazione.
Da bene da vendere, l’ex stabilimento è diventato un immobile da recuperare attraverso una nuova funzione culturale.
Il Comune ne è proprietario dalla fine degli anni Novanta
Il complesso è entrato nel patrimonio della Città alla fine degli anni Novanta.
Successivamente è stato affidato fino al 2016 all’allora azienda sanitaria territoriale.
Da quel momento l’edificio è rimasto sostanzialmente inutilizzato mentre venivano valutate differenti ipotesi di valorizzazione.
Il progetto attuale rappresenta quindi uno dei tentativi più strutturati di riportare stabilmente in funzione l’ex fabbrica.
Un nuovo presidio culturale per Torino Nord
Il significato dell’intervento va oltre il semplice recupero immobiliare.
Torino Nord ospita già musei, associazioni, spazi creativi e realtà culturali.
Uno dei problemi è però la difficoltà di creare una rete stabile tra queste esperienze.
L’ex Superga potrebbe diventare uno dei punti di connessione.
Il progetto punta infatti a coinvolgere non soltanto artisti e visitatori delle mostre, ma anche associazioni, famiglie e abitanti del territorio.
Non soltanto la nuova sede di una manifestazione
Definire l’ex Superga semplicemente come la futura sede di Paratissima sarebbe quindi riduttivo.
Il programma punta a creare un hub culturale permanente.
La manifestazione artistica sarebbe uno dei principali appuntamenti, ma gli spazi dovrebbero funzionare durante tutto l’anno.
Laboratori, formazione, eventi di quartiere, arte pubblica, mostre temporanee e attività partecipative costruirebbero una programmazione continuativa.
La vera incognita resta il finanziamento
Il progetto architettonico e culturale ha ormai una struttura definita.
Il nodo principale è economico.
Senza la sottoscrizione del partenariato non è ancora possibile mettere pienamente in moto il fundraising necessario per coprire i 3,525 milioni di euro previsti.
Il progetto dovrà cercare risorse tra fondazioni, bandi, finanziamenti e altre forme di sostegno.
La disponibilità effettiva dei fondi determinerà inevitabilmente anche il calendario del cantiere.
I bandi culturali sono una delle incognite
Il contesto del finanziamento alla cultura è inoltre cambiato negli ultimi anni.
Una parte crescente dei bandi delle fondazioni concentra l’attenzione su welfare, impatto sociale e progetti capaci di produrre ricadute misurabili sui territori.
Il progetto dell’ex Superga dovrà quindi dimostrare di essere non soltanto un intervento culturale, ma anche un’operazione di rigenerazione urbana e inclusione sociale.
È una caratteristica già presente nella proposta presentata al Comune, che lega esplicitamente cultura, comunità locale, coesione e valorizzazione dell’area.
Cosa manca prima dell’apertura dell’ex Superga
– Avvio della raccolta dei finanziamenti
– Definizione delle risorse disponibili
– Apertura del cantiere
– Realizzazione del primo lotto
– Prima apertura parziale degli spazi
– Completamento progressivo degli altri due lotti
L’autunno 2026 può diventare il momento decisivo
Dopo due anni di studi e confronti, il progetto è quindi arrivato vicino al passaggio che potrebbe trasformare le intenzioni in un vero cantiere.
L’obiettivo indicato è arrivare alla sottoscrizione del partenariato all’inizio dell’autunno 2026.
Solo allora sarà possibile capire con maggiore precisione quanto rapidamente potranno partire i lavori.
Fino a quel momento l’apertura nel 2027 deve essere considerata una possibilità legata soprattutto alla realizzazione del primo lotto.
FAq – Ex Superga di Torino: progetto, lavori e apertura
Il progetto prevede la trasformazione dell’immobile in un polo culturale con mostre, laboratori, eventi, corsi, workshop e attività aperte al quartiere.
Il complesso si trova in via Verolengo 28, nel quartiere Madonna di Campagna a Torino.
L’investimento previsto è di circa 3 milioni e 525 mila euro.
La formula proposta prevede una durata di 20 anni.
No. Sono state eseguite indagini e attività progettuali, ma il cantiere vero e proprio deve ancora partire.
La stima complessiva è di circa tre anni, con interventi suddivisi in tre lotti.
Non necessariamente. Il progetto è organizzato per consentire aperture progressive dopo il completamento dei singoli lotti.
È l’obiettivo indicato per la manifestazione, ma al momento non rappresenta una data garantita. Dipenderà dalla firma dell’accordo, dai finanziamenti e dall’avanzamento del primo lotto.
Sono previsti laboratori, workshop, corsi, attività per famiglie, conferenze, arte pubblica e un Art Bistrò con terrazza.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



