A Trino Vercellese un maxi data center da 4,5 miliardi per l’intelligenza artificiale

Da Alessandro Maldera
Agosto 14, 2026

Il progetto per la creazione di un data center a Trino Vercellese ha ottenuto il riconoscimento di interesse strategico nazionale. L’investimento previsto raggiunge circa 4,5 miliardi di euro e punta a trasformare un’ex area energetica in uno dei principali poli piemontesi dedicati all’economia digitale.
Il nuovo campus avrà una potenza compresa tra 300 e 400 megawatt e sarà progettato per ospitare grandi infrastrutture informatiche, anche legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’intervento avrà inoltre conseguenze rilevanti sul fronte dell’occupazione e dell’indotto locale.
Il nuovo data center di Trino in sintesi
– Potenza del campus: tra 300 e 400 MW
– Lavoratori medi durante il cantiere: circa 1.200
– Picchi durante i lavori: oltre 2.000 occupati
– Posti di lavoro diretti a regime: circa 300-350
– Indotto stimato: circa 1.000 occupati
– Destinazione: infrastrutture digitali, grandi operatori tecnologici e applicazioni AI
Progetto creazione data center a Trino Vercellese: investimento da 4,5 miliardi
Il nuovo polo digitale rappresenta uno dei maggiori investimenti tecnologici previsti in Piemonte.
Il progetto prevede la realizzazione di un campus hyperscale, cioè un complesso di grandi dimensioni capace di ospitare migliaia di server e infrastrutture destinate all’elaborazione e alla conservazione di grandi quantità di dati.
L’investimento complessivo viene stimato in circa 4,5 miliardi di euro.
A livello nazionale, l’intervento piemontese è stato inserito insieme a un secondo grande progetto previsto in Lombardia tra i programmi per data center considerati strategici dal Governo. Complessivamente, i due investimenti raggiungono circa 8 miliardi di euro.
Il nuovo campus avrà una potenza fino a 400 megawatt
Uno dei dati più significativi riguarda la capacità energetica.
Il campus di Trino dovrebbe sviluppare una potenza compresa tra 300 e 400 megawatt, dimensioni che lo collocano ben oltre quelle di un normale centro elaborazione dati.
La disponibilità di infrastrutture energetiche già presenti nell’area rappresenta uno dei fattori che hanno favorito la scelta del territorio.
I grandi data center richiedono infatti enormi quantità di energia elettrica per alimentare server, sistemi di rete, impianti di sicurezza e soprattutto sistemi di raffreddamento.
Il legame con la crescita dell’intelligenza artificiale
La corsa alla costruzione di nuovi data center è strettamente collegata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Dietro i servizi AI esistono infrastrutture fisiche composte da migliaia di server ad alte prestazioni, collegamenti in fibra e sistemi energetici capaci di funzionare continuamente.
L’aumento della capacità di calcolo richiesta da questi servizi sta quindi spingendo grandi operatori tecnologici a cercare nuovi territori nei quali installare infrastrutture di grandi dimensioni.
Il polo di Trino sarà progettato anche per rispondere a questa domanda.
Oltre 2.000 lavoratori nei momenti di maggiore attività del cantiere
L’impatto occupazionale potrebbe essere rilevante già durante la costruzione.
La previsione indica una presenza media di circa 1.200 lavoratori, con picchi superiori alle 2.000 persone nelle fasi più intense del cantiere.
Una volta completata la struttura, il data center dovrebbe invece garantire tra 300 e 350 posti di lavoro diretti altamente qualificati.
A questi si aggiungerebbe un indotto stimato in circa 1.000 ulteriori occupati.
Le professionalità richieste riguarderanno soprattutto informatica, manutenzione, reti, impianti elettrici, sicurezza e gestione delle infrastrutture tecnologiche.
Perché è stata scelta Trino Vercellese
La scelta del territorio è legata soprattutto alla precedente funzione energetica dell’area.
Un campus di queste dimensioni necessita infatti di collegamenti elettrici molto potenti e di infrastrutture difficili da realizzare completamente da zero.
La possibilità di recuperare e riconvertire strutture già presenti rappresenta quindi un vantaggio importante.
Trino potrebbe così passare da territorio simbolicamente legato alla produzione energetica del Novecento a sede di una delle infrastrutture necessarie all’economia digitale del XXI secolo.
Data center e consumi: il problema della sostenibilità
Le dimensioni del progetto aprono però anche il tema dell’impatto ambientale.
I data center consumano grandi quantità di energia e necessitano di sistemi capaci di mantenere costantemente sotto controllo la temperatura dei server.
Il raffreddamento può richiedere anche importanti quantità di acqua, a seconda della tecnologia utilizzata.
Per questo il Piemonte sta valutando una normativa specifica dedicata ai nuovi data center, con l’obiettivo di definire criteri più chiari su consumi energetici, utilizzo delle risorse e impatto sul territorio.
Il Piemonte ha oggi 16 data center
Rispetto alla Lombardia, che rappresenta il principale polo italiano del settore, il Piemonte dispone ancora di un numero relativamente limitato di strutture.
Secondo i dati riportati nella ricerca citata dalla fonte, nella regione risultano presenti 16 data center.
Il progetto di Trino potrebbe però modificare significativamente questa situazione.
Non si tratterebbe infatti soltanto di aggiungere un nuovo impianto alla rete regionale, ma di realizzare un’infrastruttura di dimensioni molto superiori destinata a grandi operatori tecnologici.
Non sono ancora noti gli utilizzatori finali
Uno degli elementi ancora da definire riguarda le aziende che utilizzeranno concretamente il campus.
Le dimensioni della struttura rendono possibile la presenza di più operatori contemporaneamente, invece di un unico utilizzatore.
Il data center potrebbe quindi ospitare infrastrutture appartenenti a differenti soggetti attivi nei servizi cloud, nell’elaborazione dei dati o nell’intelligenza artificiale.
Al momento, però, il quadro disponibile non permette di individuare con certezza gli utilizzatori finali.
Data center anche a Caselle e possibile progetto a Moncalieri
Trino non è l’unico territorio piemontese interessato dalla crescita del settore.
A Caselle Torinese è previsto un investimento superiore ai 500 milioni di euro per un centro dati esteso su un’area di oltre 150 mila metri quadrati.
Anche Moncalieri guarda alla possibilità di recuperare una grande ex area industriale per ospitare nuove infrastrutture tecnologiche.
Nel complesso, agli uffici regionali sarebbero arrivate circa 70 richieste legate a possibili nuovi insediamenti di data center.
Il dato mostra quanto il settore stia rapidamente diventando uno dei nuovi fronti degli investimenti infrastrutturali in Piemonte.
Trino può diventare uno dei poli digitali del Piemonte
Il progetto rappresenta quindi un passaggio significativo per il territorio vercellese.
L’investimento da 4,5 miliardi, la capacità fino a 400 MW e le prospettive occupazionali collocano il campus su una scala molto diversa rispetto ai tradizionali insediamenti informatici.
La sfida sarà però conciliare sviluppo tecnologico, occupazione, disponibilità energetica e sostenibilità ambientale.
Se realizzato nelle dimensioni previste, il nuovo polo potrebbe trasformare un’area storicamente legata all’energia in una delle principali infrastrutture piemontesi dedicate ai dati e all’intelligenza artificiale.
FAQ – Cosa sapere sul nuovo data center di Trino
L’investimento previsto è di circa 4,5 miliardi di euro, una cifra che rende il progetto uno dei maggiori interventi tecnologici programmati in Piemonte.
Il campus dovrebbe avere una capacità compresa tra 300 e 400 megawatt, necessaria per alimentare server e altre infrastrutture digitali.
Durante i lavori sono previsti mediamente circa 1.200 occupati, con picchi superiori a 2.000. A regime sono stimati 300-350 posti diretti e circa 1.000 nell’indotto.
Il progetto è pensato anche per infrastrutture tecnologiche e capacità di calcolo collegate alle applicazioni di intelligenza artificiale.
Sì. Sono previsti altri investimenti, tra cui un progetto da oltre 500 milioni di euro a Caselle Torinese, mentre anche Moncalieri è interessata da possibili nuovi insediamenti.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



