Manifattura Tabacchi, gara da 5,4 milioni: nuova fase per il Polo Culturale di Torino

Da Alessandro Maldera
Agosto 12, 2026

Il Bando Manifattura Tabacchi di Torino apre una nuova fase nella trasformazione dell’enorme complesso di corso Regio Parco 124.
La gara per demolire una parte degli edifici vale esattamente 5.423.875,56 euro. Le offerte potranno essere presentate fino alle 12 del 25 agosto 2026.
I lavori dovrebbero durare circa 16 mesi e permetteranno di eliminare oltre 25 mila metri quadrati di fabbricati non vincolati.
È uno dei passaggi necessari per arrivare al futuro Polo Culturale di Torino, un progetto molto più ampio che ridisegnerà 4,5 ettari della vecchia area industriale.
Bando Manifattura Tabacchi di Torino: i numeri
Importo della gara: 5.423.875,56 euro
Scadenza offerte: 25 agosto 2026, ore 12
Stato del bando: in corso
Durata stimata dei lavori: circa 16 mesi
Edifici da eliminare: oltre 25.000 mq
Recupero rifiuti non pericolosi: almeno 70%
Area interessata dal masterplan: circa 4,5 ettari
Nuovi alberi previsti: 200
Bando Manifattura Tabacchi di Torino: la gara è ancora aperta
La procedura riguarda l’affidamento dei lavori di demolizione di una parte degli edifici presenti all’interno dell’ex complesso industriale.
Il bando è stato pubblicato il 20 luglio 2026 e all’8 agosto risulta ancora in corso.
La procedura è aperta e telematica.
Il termine fissato per presentare le offerte è il 25 agosto 2026 alle ore 12.
Dopo la conclusione della gara sarà necessario procedere con l’aggiudicazione e con le successive fasi amministrative prima dell’effettiva apertura del cantiere.
Dalla produzione industriale al declino dello stabilimento, scopri la storia della Manifattura Tabacchi e il suo ruolo nel passato operaio di Torino
La gara vale esattamente 5.423.875 euro
La comunicazione iniziale parlava genericamente di un bando da oltre 5 milioni di euro.
La documentazione ufficiale permette ora di indicare la cifra esatta.
Il valore complessivo dell’appalto è di 5.423.875,56 euro, coincidente con l’importo posto a base di gara.
È importante non confondere questo valore con le risorse complessive necessarie alla trasformazione dell’intera Manifattura Tabacchi.
L’appalto riguarda esclusivamente una specifica fase di demolizione.
Oltre 15 milioni già destinati alle attività preparatorie
Prima di arrivare a questa gara sono state necessarie numerose attività preliminari.
L’Agenzia del Demanio indica oltre 15 milioni di euro già destinati alle operazioni propedeutiche alla trasformazione.
Tra queste rientrano:
- indagini conoscitive
- rilievi
- bonifiche
- attività tecniche preliminari
Il bando da 5,42 milioni rappresenta quindi una delle componenti operative di un programma di investimento decisamente più ampio.
Saranno demoliti oltre 25 mila metri quadrati
Il cambiamento sarà fisicamente molto evidente.
L’intervento permetterà di liberare oltre 25.000 metri quadrati di edifici.
Non verrà però cancellato indiscriminatamente il patrimonio dell’ex fabbrica.
Le demolizioni riguarderanno infatti manufatti considerati incoerenti e privi di vincolo.
L’obiettivo è eliminare le costruzioni non più funzionali per creare spazio alle nuove sistemazioni previste dal masterplan.
Gli edifici storici verranno valorizzati
La trasformazione dell’ex Manifattura Tabacchi segue una logica differente rispetto a una semplice demolizione e ricostruzione.
Il progetto vuole conservare la memoria industriale del complesso attraverso il recupero degli edifici di maggiore interesse e l’inserimento di nuove architetture.
Il masterplan prevede infatti 41 mila metri quadrati di edifici rigenerati.
La vecchia identità industriale dovrà quindi convivere con nuove funzioni culturali, archivistiche, universitarie e pubbliche.
I lavori di demolizione dureranno circa 16 mesi
Una volta affidato l’appalto, questa fase avrà una durata stimata di circa 16 mesi.
Non significa però che dopo 16 mesi l’intero nuovo Polo Culturale sarà completato.
Il dato riguarda esclusivamente le demolizioni oggetto del bando.
La riqualificazione della Manifattura è articolata in diverse fasi e comprende recuperi, nuove costruzioni, sistemazioni paesaggistiche e realizzazione delle future funzioni.
I 16 mesi di lavori riguardano la fase di demolizione oggetto della gara. Non rappresentano quindi il tempo necessario per completare tutto il nuovo Polo Culturale della Manifattura Tabacchi.
Almeno il 70% dei materiali dovrà essere recuperato
Il cantiere dovrà seguire precisi criteri ambientali.
Il progetto prevede il recupero di almeno il 70% dei rifiuti non pericolosi prodotti durante le demolizioni.
I materiali dovranno essere separati il più possibile direttamente durante le lavorazioni.
L’obiettivo è facilitare:
- recupero
- riuso
- riciclo
- valorizzazione delle diverse frazioni
La demolizione diventa quindi anche un intervento di recupero delle risorse provenienti dai vecchi fabbricati.
Il progetto era stato presentato nel 2024
Il masterplan del futuro Polo Culturale era stato presentato nell’ottobre 2024, al termine del concorso internazionale per la trasformazione dell’ex Manifattura Tabacchi.
In quella fase era stato indicato un calendario più rapido.
Le demolizioni erano infatti previste inizialmente nel primo semestre del 2025.
Il bando effettivo è arrivato nell’estate 2026.
Il cronoprogramma reale della prima fase della trasformazione si è quindi spostato in avanti rispetto alle previsioni originarie.
Quattro ettari e mezzo restituiti alla città
L’intervento finale riguarda un’area enorme.
Il masterplan punta a restituire alla città circa 4,5 ettari di territorio oggi occupati dal grande complesso.
La trasformazione non avverrà solamente dentro gli edifici.
Una parte fondamentale del progetto riguarda infatti gli spazi esterni, il verde e i collegamenti con il quartiere.
La vecchia fabbrica dovrebbe diventare molto più permeabile rispetto alla configurazione industriale del passato.
Le aree pubbliche aumenteranno del 60%
Uno dei numeri più importanti riguarda gli spazi aperti.
Il progetto prevede un incremento del 60% delle aree pubbliche e dei giardini accessibili.
La precedente progettazione quantificava inoltre in circa 6.200 metri quadrati la superficie pubblica recuperata attraverso demolizioni e ricostruzioni.
È un dato differente rispetto ai 25 mila metri quadrati di fabbricati da demolire.
I due numeri non devono quindi essere sovrapposti.
Saranno piantati 200 nuovi alberi
La nuova Manifattura dovrà avere anche una presenza vegetale molto maggiore rispetto all’attuale.
Il masterplan prevede la messa a dimora di 200 nuovi alberi.
Il verde avrà una funzione paesaggistica ma anche urbana.
Gli spazi aperti dovranno collegare maggiormente il complesso con il quartiere e con il sistema naturale che accompagna il Po.
Nuovi percorsi pedonali e ciclabili verso il fiume
Uno degli obiettivi più interessanti riguarda il rapporto con il territorio circostante.
L’ex Manifattura si trova infatti vicino al sistema dei parchi fluviali e del Po.
La vecchia configurazione industriale ha costituito per decenni una grande area sostanzialmente chiusa.
La futura sistemazione introdurrà invece una nuova rete di percorsi pedonali e ciclabili pensati per ricucire il tessuto urbano con il paesaggio fluviale.
Il progetto punta quindi anche a modificare il modo nel quale gli abitanti potranno attraversare questa parte di Torino.
Non sarà soltanto un nuovo museo
Il nome “Polo Culturale” potrebbe far pensare semplicemente a un nuovo grande museo.
Il progetto è molto più articolato.
L’area dovrà ospitare diverse funzioni pubbliche, culturali, archivistiche e universitarie.
Sono previsti:
- archivi
- aule di consultazione
- centro studi
- spazi culturali
- sale per conferenze
- aule panoramiche
- attività sociali
- strutture universitarie
- servizi per studenti
- spazi per l’alta formazione
Il risultato sarà quindi un vero quartiere multifunzionale inserito dentro la struttura dell’antica fabbrica.
Duemila metri quadrati dedicati alla cultura
Nel progetto complessivo sono previsti 2.000 metri quadrati trasformati specificamente in spazi per la cultura.
A questi si affiancheranno altre funzioni legate a studio, archivi, università e aggregazione.
Lo spazio tra i nuovi fabbricati archivistici è stato inoltre immaginato come luogo pubblico, con una galleria coperta destinata anche ad attività sociali e culturali.
Cosa nascerà nell’ex Manifattura Tabacchi
– Spazi dedicati alla cultura
– Centro studi e sale di consultazione
– Sale conferenze
– Centro universitario
– Residenze e servizi per studenti
– Aule per l’alta formazione
– Spazi pubblici e di aggregazione
– Nuovi percorsi pedonali e ciclabili
– Giardini e nuove aree verdi
Arriverà anche un grande polo archivistico
Una parte rilevante del progetto sarà occupata dagli archivi.
Sono previsti nuovi fabbricati destinati alla conservazione degli archivi dei Ministeri della Giustizia e della Cultura.
La documentazione progettuale utilizza un dato particolarmente significativo: la capacità complessiva sarà equivalente a circa 280 chilometri di archivi.
Sistemi automatizzati e dotazioni tecnologiche permetteranno di utilizzare in maniera più efficiente gli spazi disponibili.
Ci sarà anche un centro universitario
La nuova funzione della Manifattura non si fermerà agli archivi.
Parte delle strutture industriali esistenti sarà recuperata per ospitare un centro universitario.
Il programma comprende:
- residenze
- servizi per gli studenti
- aule
- spazi per l’alta formazione
In questo modo il complesso dovrebbe essere frequentato quotidianamente e non soltanto in occasione di eventi culturali.
Il progetto punta a consumare meno acqua ed energia
Il masterplan dedica grande attenzione anche alla sostenibilità degli edifici.
Tra gli obiettivi dichiarati figurano una riduzione del 50% del consumo idrico indoor, anche grazie al recupero delle acque meteoriche.
Per gli edifici esistenti riqualificati viene inoltre indicato un obiettivo di riduzione dei consumi energetici fino al 90%.
Sono target progettuali che dovranno essere verificati nelle successive fasi di realizzazione.
La vecchia fabbrica dovrà aprirsi al quartiere
Il cambiamento più importante potrebbe però essere urbano.
Per decenni la Manifattura Tabacchi è stata un grande recinto industriale.
Il futuro progetto vuole trasformarla in un luogo attraversabile e frequentabile.
Giardini, percorsi ciclopedonali, spazi culturali e servizi dovrebbero creare nuovi collegamenti tra Regio Parco, il sistema urbano circostante e le aree fluviali.
La demolizione dei fabbricati non più utili serve proprio a creare lo spazio necessario per questa nuova configurazione.
La gara del 2026 è soltanto il primo grande passaggio operativo
Il bando rappresenta quindi un momento importante, ma non coincide ancora con la costruzione del Polo Culturale completo.
La sequenza sarà più lunga.
Prima dovrà concludersi la gara.
Poi arriveranno aggiudicazione, organizzazione del cantiere e demolizioni.
Parallelamente dovranno procedere le diverse fasi progettuali e realizzative del nuovo complesso.
La trasformazione della Manifattura Tabacchi sarà quindi un processo pluriennale.
Il 25 agosto è la prima data da segnare
La prossima scadenza concreta è martedì 25 agosto 2026 alle ore 12.
È il termine indicato nella procedura ufficiale per la presentazione delle offerte.
Dopo quella data sarà possibile capire quali saranno i tempi dell’aggiudicazione e quando potrà partire materialmente la fase di demolizione.
Per un progetto discusso ormai da anni, il bando rappresenta quindi il passaggio dalla pianificazione alla prima grande operazione fisica sull’area.
FAQ – Manifattura Tabacchi di Torino: bando, demolizioni e futuro
L’importo complessivo della gara è di 5.423.875,56 euro.
Le offerte devono essere presentate entro le ore 12 del 25 agosto 2026.
Il complesso si trova in corso Regio Parco 124 a Torino.
L’intervento consentirà di eliminare oltre 25.000 metri quadrati di fabbricati incoerenti e privi di vincolo.
La durata stimata della fase di demolizione è di circa 16 mesi.
Il bando riguarda strutture prive di vincolo. Il progetto complessivo prevede invece il recupero e la rigenerazione di una parte consistente degli edifici esistenti.
Il masterplan prevede un Polo Culturale e archivistico con spazi per la cultura, archivi, centro studi, università, servizi per studenti, aree pubbliche e nuovi giardini.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



