Il Museo del Cinema di Torino prepara nuovi accessi e più spazio per i visitatori

Da Alessandro Maldera
Agosto 11, 2026

Il progetto di ampliamento del Museo del Cinema di Torino punta a migliorare l’accesso alla Mole Antonelliana e la gestione delle giornate più affollate.
Il piano prevede un maggiore utilizzo dei giardini, percorsi separati per entrata e uscita e l’aumento della capienza contemporanea da 600 a 900 persone.
L’obiettivo indicativo è aprire il cantiere nel 2028. Prima, però, dovranno essere completati il progetto esecutivo, il finanziamento e gli altri passaggi amministrativi.
Il progetto in sintesi
Capienza attuale: circa 600 persone contemporaneamente
Capienza prevista: fino a 900 persone
Intervento principale: nuovi accessi e flussi separati
Stato: avvicinamento alla fase esecutiva
Avvio ipotizzato dei lavori: 2028
Finanziamento: ancora decisivo per il calendario definitivo
Progetto ampliamento Museo del Cinema di Torino: cosa prevede
Il piano interviene soprattutto sull’accoglienza del pubblico.
I giardini davanti alla Mole dovrebbero essere utilizzati per organizzare meglio l’arrivo dei visitatori. Inoltre, il nuovo assetto dovrebbe distinguere i percorsi di ingresso da quelli di uscita.
In questo modo sarà possibile ridurre gli incroci, rendere più ordinati gli accessi e limitare la formazione delle code davanti all’edificio.
Il progetto coinvolgerebbe anche alcuni spazi sotterranei, con interventi destinati a migliorare la funzionalità complessiva del museo senza alterare il valore monumentale della Mole.
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La capienza potrebbe salire da 600 a 900 visitatori
Attualmente la Mole può accogliere contemporaneamente circa 600 persone.
Con la riorganizzazione degli accessi e degli spazi, il limite dovrebbe salire fino a 900 visitatori.
L’aumento non serve soltanto a vendere più biglietti. Infatti, l’obiettivo principale è distribuire meglio il pubblico lungo il percorso e rendere la visita meno compressa nei momenti di maggiore affluenza.
La Mole Antonelliana resta un edificio complesso. Di conseguenza, ogni modifica deve conciliare sicurezza, tutela architettonica e qualità dell’esperienza.
Il progetto avanza verso la fase esecutiva
L’intervento è stato inserito tra le proposte regionali considerate più vicine alla progettazione esecutiva.
Anche la tutela monumentale rappresenta un passaggio essenziale. Secondo le informazioni diffuse, il progetto avrebbe già ottenuto un primo parere favorevole dall’autorità competente.
Resta però necessario il sostegno economico del Ministero della Cultura. L’ipotesi è ottenere le risorse nel corso del 2026 e arrivare all’apertura del cantiere nel 2028.
La data non deve quindi essere considerata definitiva. Dipenderà dal finanziamento e dal completamento delle procedure tecniche e amministrative.
I visitatori sono aumentati dell’8% nel 2026
Il progetto nasce anche dalla crescita del pubblico.
Nei primi sette mesi del 2026, il Museo Nazionale del Cinema ha registrato un aumento dei visitatori pari a circa l’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Una parte del risultato è collegata alla mostra My Name Is Orson Welles, aperta dal 1° aprile al 5 ottobre 2026.
Il percorso comprende più di 400 opere e materiali tra fotografie, documenti, disegni, manifesti, filmati e installazioni. L’allestimento interessa anche la rampa elicoidale della Mole.
Oltre 27 mila ingressi tra il 25 aprile e il 3 maggio
Le difficoltà nella gestione dei flussi erano già emerse durante i ponti primaverili.
Tra il 25 aprile e il 3 maggio 2026 sono stati registrati oltre 27 mila ingressi, con una media vicina alle 3 mila persone al giorno.
Nelle giornate più affollate il museo ha raggiunto punte di circa 3.800 visitatori. Nel solo ponte del Primo Maggio le presenze hanno superato quota 11 mila.
Questi numeri mostrano la necessità di intervenire sugli accessi. Quando i biglietti online terminano, infatti, la pressione si trasferisce sulle code esterne e sulla gestione degli ingressi.
Il record del Museo del Cinema nel 2024
Il punto di riferimento rimane il risultato raggiunto nel 2024.
In quell’anno il Museo Nazionale del Cinema ha superato le 818 mila presenze alla Mole Antonelliana, registrando il dato più alto della propria storia.
Il record ha confermato il ruolo del museo tra le principali attrazioni culturali di Torino. Allo stesso tempo, però, ha evidenziato i limiti fisici dell’edificio.
Il problema non riguarda soltanto la quantità dei visitatori. Occorre infatti garantire tempi di attesa sostenibili, percorsi sicuri e una fruizione adeguata delle collezioni.
Code e acquisto anticipato dei biglietti
Il sito ufficiale consiglia di acquistare il biglietto in anticipo, soprattutto nei fine settimana e durante i periodi festivi.
Inoltre, la coda esterna può essere chiusa prima dell’orario previsto. La misura serve a consentire l’ingresso delle persone già in attesa e a liberare completamente il museo entro la chiusura.
Il nuovo sistema di accessi dovrebbe quindi alleggerire un problema già evidente nelle giornate con il maggior numero di presenze.
Cambia anche la governance del Museo del Cinema
La trasformazione non riguarda soltanto gli spazi.
Regione Piemonte e Città di Torino hanno raggiunto un’intesa per modificare lo statuto della Fondazione che gestisce il museo.
Il nuovo assetto dovrebbe prevedere l’ingresso della Città Metropolitana di Torino e del Ministero della Cultura. Quest’ultimo sostiene già le attività dell’istituzione con un contributo superiore ai due milioni di euro.
L’obiettivo è rendere più esplicito il ruolo nazionale del museo, mantenendo allo stesso tempo il legame con Torino e il Piemonte.
L’attuale Comitato di gestione arriverà alla propria scadenza nel settembre 2026. Il rinnovo dovrà quindi inserirsi nel percorso di modifica dello statuto.
Il Museo del Cinema guarda anche fuori Torino
Parallelamente al progetto edilizio, prosegue l’attività internazionale.
Alla Mostra del Cinema di Venezia verrà presentato, nella sezione Venezia Classici, il restauro in 4K del film L’illusione viaggia in tranvai.
L’intervento è stato realizzato dalla Cineteca del Museo insieme a due istituzioni messicane. Si tratta di un progetto che rafforza il ruolo torinese nella conservazione e nel recupero del patrimonio cinematografico.
Il 23 settembre 2026 è inoltre previsto l’arrivo a Torino del regista premio Oscar di Parasite, che riceverà la Stella della Mole prima di una masterclass e della proiezione del film.
Le nuove mostre previste alla Mole
Dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027 sarà visitabile Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra.
La mostra partirà dall’archivio donato dalla famiglia del regista. Il percorso comprenderà documenti, fotografie, sceneggiature e materiali legati alla sua attività cinematografica, giornalistica e civile.
Proseguirà inoltre fino al 5 ottobre la mostra dedicata a Orson Welles, uno degli appuntamenti che hanno contribuito alla crescita dei visitatori nel 2026.
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Più spazi per le scuole e nuovi strumenti al Cinema Massimo
Il sistema del Museo Nazionale del Cinema comprende anche il Cinema Massimo, la Cineteca, le collezioni, gli archivi, la Bibliomediateca, i restauri e i festival.
Il progetto di sviluppo prevede nuovi strumenti di proiezione per il Cinema Massimo e un ampliamento delle attività rivolte alle scuole.
Ogni anno il museo accoglie circa 90 mila studenti. Per questo si valuta anche l’utilizzo di spazi vicini, così da aumentare la capacità delle attività educative e laboratoriali.
Perché l’ampliamento è importante per Torino
La Mole Antonelliana è contemporaneamente un monumento, un museo e uno dei simboli turistici della città.
Aumentare la capienza senza riorganizzare i percorsi rischierebbe di peggiorare la qualità della visita. Per questo il progetto concentra l’attenzione sugli ingressi, sulle uscite e sulla distribuzione del pubblico.
L’intervento potrebbe permettere al museo di accogliere più persone, riducendo allo stesso tempo le attese e la pressione sugli spazi interni.
Il passaggio decisivo resta però il finanziamento. Soltanto dopo la conclusione della progettazione esecutiva sarà possibile definire con maggiore precisione tempi, costi e organizzazione del cantiere.
FAQ – Progetto Mole Antonelliana: tutte le informazioni
Il piano prevede un maggiore utilizzo dei giardini della Mole, nuovi accessi e una separazione più chiara tra i flussi di entrata e uscita.
La capienza contemporanea dovrebbe passare dalle attuali 600 persone a circa 900 visitatori.
L’obiettivo indicativo è avviare il cantiere nel 2028. La data dipende però dal finanziamento e dal completamento delle procedure.
Il piano si sta avvicinando alla fase esecutiva e avrebbe ricevuto un primo parere favorevole. Mancano ancora il finanziamento e gli ultimi passaggi amministrativi.
La crescita dei visitatori provoca code e una forte pressione sugli accessi. Il progetto vuole aumentare la capienza e migliorare sicurezza e qualità della visita.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



