Sempre più gatti finiscono in canile a Torino: gli ingressi aumentano del 40%

Da Alessandro Maldera
Agosto 11, 2026

L’aumento degli abbandoni di gatti nell’estate 2026 a Torino emerge da un fenomeno più ampio: sono sempre più numerosi i felini che arrivano al canile municipale di strada Cuorgnè.
Nel 2022 gli ingressi erano stati 304, mentre nel 2025 sono saliti a 426, con un aumento di circa il 40%. Dall’inizio del 2026 sono già 214 gli animali accolti.
Dietro questi numeri non ci sono però soltanto gatti lasciati dalle famiglie. Una parte consistente degli ingressi riguarda cucciolate, animali recuperati sul territorio e gestione delle 417 colonie feline censite in città.
Gatti a Torino: i numeri principali
Ingressi nel 2025: 426
Aumento in tre anni: circa +40%
Ingressi nel 2026: 214 nei primi mesi dell’anno
Colonie feline censite: 417
Sterilizzazioni 2025: 130
Sterilizzazioni gennaio-giugno 2026: 79
Adozioni nel 2022: 152
Adozioni nel 2025: 152
Adozioni entro giugno 2026: 53
Aumento abbandono gatti estate 2026 a Torino: cosa sta succedendo
Al canile municipale di strada Cuorgnè arrivano sempre più frequentemente persone che chiedono di affidare un gatto.
Un fenomeno meno abituale rispetto alla rinuncia a un cane e che negli ultimi anni è diventato più evidente.
Tra le situazioni segnalate ci sono anche famiglie che incontrano difficoltà economiche nel continuare a sostenere le spese legate alla presenza di un animale domestico.
Ma utilizzare semplicemente la parola “abbandono” per descrivere tutti gli ingressi rischia di fornire un quadro sbagliato.
Il canile accoglie infatti anche animali recuperati sul territorio, cuccioli provenienti dalle colonie feline e gatti che devono essere sottoposti a cure o sterilizzazione. Il Comune indica il rifugio di strada Cuorgnè come struttura destinata all’accoglienza e alla cura di cani e gatti in attesa di adozione.
Gli ingressi sono aumentati del 40% dal 2022
Il confronto degli ultimi anni mostra comunque una crescita significativa.
Nel 2022 erano entrati 304 gatti.
Nel 2025 il numero è arrivato a 426.
Significa un incremento di circa il 40% nell’arco di tre anni.
E il 2026 mantiene alta la pressione sulla struttura: nei primi mesi dell’anno sono stati già 214 i felini presi in carico.
Il dato non consente ancora di stabilire quale sarà il totale a dicembre, ma evidenzia quanto il fenomeno continui a richiedere risorse, spazi e attività veterinarie.
Non tutti i gatti che entrano in canile sono stati abbandonati
La distinzione è fondamentale.
Una parte degli ingressi riguarda effettivamente animali ai quali i proprietari non riescono più a garantire una casa.
Altri gatti, però, arrivano attraverso le attività di gestione delle colonie feline.
Il Comune si occupa infatti di sterilizzazione, assistenza veterinaria dei gatti malati o feriti, recupero dei cuccioli e loro eventuale inserimento nel circuito delle adozioni.
In estate questo fenomeno diventa particolarmente visibile perché aumentano anche le segnalazioni relative alle nuove cucciolate nate sul territorio.
Torino conta 417 colonie feline
La presenza dei gatti liberi è diffusa in tutta la città.
Le colonie feline censite a Torino sono 417.
Si trovano nei quartieri, nei parchi, nelle aree industriali e in numerosi spazi pubblici e privati.
Una colonia è costituita da un gruppo di gatti liberi che frequenta stabilmente lo stesso territorio, dove trova acqua, cibo e ripari.
Il regolamento comunale tutela queste realtà e prevede che vengano censite con la collaborazione dell’amministrazione, dei servizi veterinari, delle associazioni e dei cittadini.
Dalle colonie arrivano anche molti cuccioli
L’estate rappresenta una fase particolarmente delicata.
Nuove cucciolate possono essere individuate in cortili, aree verdi, stabilimenti e altri spazi della città.
Quando viene segnalata una situazione problematica, gli animali possono essere recuperati e sottoposti alle verifiche necessarie.
I gatti vengono quindi identificati, curati e sterilizzati quando previsto.
I cuccioli sufficientemente socializzati possono essere inseriti nel percorso delle adozioni invece di tornare sul territorio.
Il servizio comunale prevede espressamente l’inserimento nel circuito delle adozioni dei cuccioli provenienti dalle colonie feline quando le loro caratteristiche lo consentono.
Anche le aziende segnalano la presenza di nuovi gruppi di gatti
Il fenomeno non riguarda soltanto parchi e condomini.
Una recente segnalazione è arrivata, ad esempio, da un’attività commerciale di via Bologna dove la presenza di una nuova famiglia di gatti richiedeva un intervento.
In casi di questo tipo può essere organizzato il recupero degli animali per procedere con controlli, identificazione, sterilizzazione e successiva gestione.
L’obiettivo non è semplicemente togliere i gatti da un luogo.
La normativa comunale tutela infatti le colonie feline e limita lo spostamento degli animali dal proprio habitat salvo specifiche condizioni.
Sterilizzare è fondamentale per contenere nuove cucciolate
Uno degli strumenti principali rimane la sterilizzazione.
Limitarsi a nutrire una colonia non basta a gestirla nel lungo periodo.
Senza un controllo delle nascite, anche un piccolo gruppo può crescere rapidamente attraverso nuove cucciolate.
Per questo il canile municipale svolge attività di sterilizzazione dei gatti provenienti dalle colonie e offre assistenza sanitaria agli animali trovati malati o feriti.
Nel 2026 già 79 sterilizzazioni in sei mesi
L’attività continua anche nell’anno in corso.
Nel 2025 le sterilizzazioni effettuate attraverso il canile sono state 130.
Tra gennaio e giugno 2026 se ne contano già 79.
A queste devono essere aggiunte quelle effettuate direttamente dalle associazioni e gli interventi sostenuti attraverso contributi pubblici.
Già nei dati comunali precedenti emergeva una crescita dell’attività: nel 2022 erano state registrate 96 sterilizzazioni, salite negli anni successivi. Nel novembre 2024 il Comune ne indicava 130 dall’inizio dell’anno.
La sterilizzazione permette di contenere le nascite, limitare la crescita incontrollata delle colonie e ridurre il numero di cuccioli che ogni anno devono essere recuperati, curati o affidati a nuove famiglie.
Il Comune sostiene anche associazioni e volontari
La gestione della popolazione felina torinese non dipende soltanto dal canile.
Una parte importante del lavoro viene svolta quotidianamente da associazioni animaliste e volontari.
Sono loro a seguire molte colonie, controllare gli animali, segnalare problemi e collaborare negli interventi di sterilizzazione.
La stessa normativa cittadina riconosce il ruolo dei cittadini che si occupano gratuitamente delle colonie feline e prevede specifiche modalità di affidamento.
Nel 2026 il Comune ha inoltre previsto contributi per progetti dedicati alla tutela degli animali, compreso il sostegno alle adozioni di cani e gatti ospitati nel rifugio.
Servono anche nuovi volontari
Il crescente numero di animali aumenta inevitabilmente il lavoro necessario.
Accudimento, pulizia, socializzazione, accompagnamento alle adozioni e controllo delle colonie richiedono una presenza continua.
Per questo l’amministrazione punta anche a far conoscere maggiormente il lavoro delle associazioni e delle persone che seguono i gatti liberi della città.
Più volontari significa poter seguire meglio le colonie e individuare rapidamente cucciolate, animali malati o situazioni problematiche.
Le adozioni non aumentano allo stesso ritmo
Il dato che crea maggiore squilibrio riguarda le adozioni.
Nel 2022 furono adottati 152 gatti.
Tre anni dopo, nel 2025, il numero è rimasto esattamente lo stesso: 152 adozioni.
Nello stesso periodo gli ingressi sono invece passati da 304 a 426.
A giugno 2026 le adozioni erano 53.
Il risultato è evidente: il numero degli animali che entrano nella rete comunale cresce più rapidamente rispetto a quello dei gatti che riescono a trovare una nuova casa.
Il canile di strada Cuorgnè ospita anche i gatti
Il nome può trarre in inganno.
Il Canile Rifugio municipale di strada Cuorgnè 139 accoglie infatti sia cani sia gatti.
La documentazione comunale indica una capacità strutturale di circa 60 posti per i felini.
Il rifugio si occupa degli animali in attesa di adozione e offre un percorso per valutare la compatibilità tra il singolo animale, la famiglia interessata e l’ambiente nel quale dovrebbe vivere.
Il rifugio resta aperto anche durante l’estate
Chi sta pensando di adottare può rivolgersi al rifugio anche durante il periodo estivo.
Secondo le informazioni fornite per l’estate 2026, la struttura resta operativa durante agosto con la sola eccezione della giornata di Ferragosto.
Le immagini e le informazioni sui gatti disponibili vengono inoltre pubblicate attraverso i canali dedicati alle adozioni.
Il Comune dispone di un servizio specifico per chi vuole adottare un cane o un gatto dal Canile Rifugio di Torino.
Adottare un gatto significa anche mettere in sicurezza la casa
L’affidamento non termina con la scelta dell’animale.
Uno degli aspetti valutati riguarda la sicurezza dell’ambiente nel quale il gatto andrà a vivere.
Balconi e finestre possono rappresentare un rischio, soprattutto negli appartamenti ai piani più alti.
Per questo vengono richieste protezioni adeguate quando necessarie e viene valutata la compatibilità tra animale e futura sistemazione.
Il percorso di adozione del rifugio comunale è infatti guidato e tiene conto anche delle condizioni dell’abitazione.
Disponibile anche un supporto comportamentale
Il servizio non riguarda soltanto la consegna dell’animale.
Le famiglie possono ricevere indicazioni per affrontare l’inserimento del gatto nella nuova casa e comprendere meglio i suoi comportamenti.
Questo tipo di accompagnamento è particolarmente utile nel caso di animali provenienti dalla strada o da situazioni nelle quali il rapporto con le persone deve ancora essere consolidato.
L’obiettivo è ridurre il rischio che un’adozione effettuata troppo rapidamente finisca con un nuovo ritorno in struttura.
Il problema economico può pesare sulle famiglie
Uno degli elementi che emergono nel 2026 riguarda anche la difficoltà di alcune famiglie nel continuare a mantenere un animale.
Cibo, lettiera, visite veterinarie, farmaci e cure possono diventare costi significativi, soprattutto quando il gatto invecchia o presenta problemi di salute.
Questo non permette di attribuire l’intero aumento degli ingressi alla crisi economica.
È però una delle motivazioni che si affiancano a rinunce, recuperi sul territorio, nascite nelle colonie e altre situazioni gestite dal Comune.
L’estate resta il momento più delicato
Tradizionalmente l’estate viene associata al fenomeno dell’abbandono degli animali domestici.
Per i gatti torinesi il quadro del 2026 è più complesso.
Alle rinunce da parte delle famiglie si sommano infatti le cucciolate nate nelle colonie feline, che proprio nei mesi estivi possono portare a un aumento delle segnalazioni e dei recuperi.
Per questo l’incremento degli ingressi non può essere letto automaticamente come una crescita equivalente degli abbandoni.
È invece il segnale di una pressione crescente sull’intero sistema cittadino di tutela dei felini.
Più gatti entrano, ma le adozioni restano ferme
È questo il dato che riassume meglio la situazione.
Tra il 2022 e il 2025 gli ingressi sono cresciuti da 304 a 426, mentre le adozioni sono rimaste ferme a 152.
Se questa distanza continuasse ad aumentare, la capacità delle strutture e della rete di volontariato diventerebbe sempre più importante.
Sterilizzazioni, controllo delle colonie e nuove adozioni rappresentano quindi tre parti dello stesso problema.
Ridurre le nascite incontrollate significa diminuire gli ingressi futuri.
Aumentare le adozioni significa invece liberare posti e offrire una casa agli animali già accolti.
FAQ – Gatti abbandonati a Torino: ingressi, colonie e adozioni
Nei primi mesi del 2026 sono stati registrati 214 ingressi.
Nel 2022 gli ingressi erano stati 304. Nel 2025 sono diventati 426, con una crescita vicina al 40%.
No. Una parte arriva dalle famiglie, ma molti ingressi riguardano anche cucciolate, recuperi, cure e attività legate alla gestione delle colonie feline.
Il Comune censisce 417 colonie feline distribuite sul territorio cittadino.
Tra gennaio e giugno ne risultano 79 attraverso il canile, alle quali devono essere aggiunte quelle effettuate tramite altri programmi e associazioni.
Nel 2022 le adozioni sono state 152 e lo stesso numero è stato registrato nel 2025. A giugno 2026 erano 53.
Il Canile Rifugio municipale si trova in strada Cuorgnè 139 a Torino e ospita anche gatti in attesa di una nuova famiglia.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



