I nuovi Bus Rapid Transit di GTT escono per la prima volta sulle strade di Torino

Da Alessandro Maldera
Agosto 09, 2026

I nuovi Bus Rapid Transit di GTT hanno iniziato i primi test su strada dopo essere usciti dal deposito di Venaria. Il 4 agosto 2026 uno dei mezzi ha affrontato un primo tratto del percorso previsto per i collaudi e le verifiche tecniche.
I 28 autobus elettrici sono già arrivati tutti a Torino. Dopo il completamento delle prove e dei lavori ai capolinea, entreranno in servizio sulla linea 2 lungo uno dei principali assi del trasporto pubblico cittadino.
Focus sui nuovi Bus Rapid Transit di GTT a Torino
Alimentazione: elettrica con ricarica ai capolinea
Lunghezza: 18 metri
Linea prevista: linea 2
Caratteristiche: corsie riservate o protette e priorità semaforica
Stato del progetto: collaudi e verifiche tecniche in corso
Test nuovi Bus Rapid Transit di GTT sulle strade torinesi
I nuovi BRT hanno lasciato per la prima volta il deposito di Venaria per iniziare le prove su strada. Questa fase serve a verificare il funzionamento dei mezzi prima dell’ingresso nel normale servizio passeggeri.
Durante i test saranno controllati la marcia, gli impianti di bordo e la risposta degli autobus lungo il percorso urbano. Sarà inoltre necessario verificare il corretto funzionamento delle infrastrutture di ricarica e dei sistemi collegati alla futura linea.
Alle prime prove hanno assistito i tecnici di GTT e i rappresentanti dell’amministrazione comunale impegnati nel progetto.
Nei prossimi giorni i nuovi autobus potranno quindi essere avvistati lungo le strade cittadine, anche se non saranno ancora utilizzabili dai passeggeri.
Cosa sono i Bus Rapid Transit
A prima vista i nuovi mezzi possono ricordare un tram. In realtà, si tratta di autobus elettrici lunghi 18 metri, progettati per offrire prestazioni più vicine a quelle di un sistema su rotaia.
I veicoli si ricaricano ai capolinea e possono trasportare un numero elevato di passeggeri. Inoltre, sono stati pensati per offrire maggiore comfort e tempi di percorrenza più regolari rispetto agli autobus tradizionali.
La differenza principale rispetto a un tram riguarda l’assenza dei binari. I BRT viaggiano infatti su strada, mantenendo una maggiore flessibilità nella gestione del percorso.
Il loro funzionamento dipenderà però anche dalle infrastrutture predisposte lungo la linea.
Corsie protette e priorità ai semafori
Per buona parte del tracciato, i Bus Rapid Transit dovrebbero viaggiare su corsie riservate o fisicamente protette.
Questa soluzione dovrebbe ridurre il rischio che gli autobus rimangano bloccati nel traffico privato. Inoltre, in alcuni incroci sarà introdotta la priorità semaforica.
Il sistema consentirà al mezzo in arrivo di ottenere più rapidamente il via libera, limitando le soste e aumentando la velocità commerciale.
L’obiettivo è rendere i tempi di percorrenza più prevedibili. Un servizio più veloce e regolare potrebbe quindi diventare un’alternativa maggiormente competitiva rispetto all’automobile.
I 28 nuovi autobus sono già arrivati a Torino
La fornitura prevista dal progetto comprende 28 Bus Rapid Transit, già consegnati alla città.
L’acquisto rientra nel piano di rinnovo della flotta del trasporto pubblico torinese. Si tratta di uno degli investimenti più rilevanti avviati negli ultimi anni per sostituire i mezzi più vecchi e aumentare la presenza di autobus elettrici.
Prima dell’ingresso in servizio devono però concludersi i collaudi. Parallelamente sarà necessario completare la sistemazione definitiva dei capolinea, dove avverrà la ricarica dei veicoli.
Nel testo disponibile non viene ancora indicata una data precisa per il debutto con i passeggeri.
Il percorso della futura linea 2
I nuovi BRT saranno destinati alla linea 2 di GTT, che attraverserà Torino da nord-est a sud-ovest.
Il collegamento seguirà l’asse formato da:
- corso Sempione
- corso Gottardo
- corso Grosseto
- corso Lecce
- corso Trapani
- corso Siracusa
- corso Traiano
Il percorso collegherà quindi quartieri e servizi situati in parti molto diverse della città.
Tra i principali punti raggiunti ci saranno l’ospedale Giovanni Bosco, il Parco Sempione, il Parco Ruffini e il Parco Carrara. La linea arriverà inoltre fino al polo Stellantis di Mirafiori.
Un collegamento strategico tra nord e sud di Torino
Il tracciato della linea 2 avrà una funzione importante per gli spostamenti trasversali.
Il percorso permetterà infatti di collegare zone residenziali, aree verdi, strutture sanitarie e poli produttivi senza attraversare necessariamente il centro cittadino.
La nuova linea dovrebbe inoltre migliorare i collegamenti verso Mirafiori e l’area industriale situata nella zona sud di Torino.
L’efficacia del servizio dipenderà tuttavia dalla continuità delle corsie protette e dalla reale capacità di garantire priorità ai mezzi pubblici nei punti più trafficati.
Quando entreranno in servizio i nuovi BRT
Il debutto ufficiale avverrà dopo il completamento delle prove tecniche e della sistemazione dei capolinea.
I test iniziati il 4 agosto rappresentano quindi una delle ultime fasi prima dell’avvio del servizio. Tuttavia, non è stata ancora comunicata una data definitiva per il trasporto dei primi passeggeri.
Nel frattempo, i mezzi continueranno a circolare per verificare il loro comportamento sulle strade torinesi.
FAQ – Bus Rapid Transit a Torino: domande e risposte
La fornitura comprende 28 autobus elettrici. Tutti i mezzi previsti sono già arrivati a Torino e devono completare i collaudi prima dell’ingresso in servizio.
I mezzi saranno utilizzati sulla linea 2. Il percorso attraverserà gli assi Sempione, Gottardo, Grosseto, Lecce, Trapani, Siracusa e Traiano.
No. Sono autobus elettrici lunghi 18 metri che viaggiano su strada. Capacità, comfort e velocità commerciale sono però pensati per avvicinarsi a quelli di un sistema tranviario.
I Bus Rapid Transit si ricaricano ai capolinea. Prima dell’avvio del servizio devono quindi essere completati anche gli interventi sulle infrastrutture terminali.
L’entrata in servizio è prevista dopo i collaudi e il completamento dei capolinea. Al 4 agosto 2026 non è stata ancora indicata una data ufficiale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



