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A Barriera di Milano rinasce la cappella di via Moncrivello: sarà chiesa ortodossa e presidio sociale

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Da Alessandro Maldera

Agosto 09, 2026

Sono iniziati i lavori della nuova chiesa ortodossa a Barriera di Milano, all’interno della storica cappella di San Giuseppe di via Moncrivello 12.

L’edificio comunale, inutilizzato da anni e segnato da infiltrazioni e degrado, verrà restaurato e consacrato a San Nicola per diventare il nuovo punto di riferimento della comunità ortodossa romena e moldava di Torino.

L’intervento richiederà almeno 300 mila euro e dovrebbe essere seguito da un secondo cantiere per realizzare una sala multifunzionale destinata ad attività educative e sociali.

Il progetto punta quindi a restituire al quartiere non soltanto un luogo di culto, ma un nuovo presidio aperto anche alle famiglie e alle persone più fragili.

Nuova chiesa ortodossa di via Moncrivello: il progetto in breve

Indirizzo: via Moncrivello 12, Torino
Quartiere: Barriera di Milano
Edificio: ex cappella di San Giuseppe
Nuova dedicazione: San Nicola
Investimento: almeno 300 mila euro
Prima fase: restauro e riqualificazione della cappella
Obiettivo temporale: conclusione della prima fase tra ottobre e novembre 2026
Seconda fase: realizzazione degli spazi per i servizi
Nuova sala: circa 60 metri quadrati
Funzioni: culto, catechismo, sostegno scolastico e attività sociali

Lavori nuova chiesa ortodossa a Barriera di Milano: parte il recupero

La trasformazione riguarda la cappella di San Giuseppe, piccolo edificio religioso situato in via Moncrivello 12.

La struttura appartiene alla Città di Torino ed è gestita dalla Circoscrizione 6.

Già nella documentazione comunale precedente veniva descritta come una chiesetta da tempo inutilizzata, accompagnata da un’importante area esterna e individuata per una possibile concessione a un ente religioso.

Il percorso è arrivato ora alla fase concreta del cantiere.

Il primo intervento riguarda direttamente il recupero della cappella.

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Almeno 300 mila euro per recuperare l’edificio

L’investimento previsto supera i 300 mila euro.

La cifra è necessaria soprattutto per affrontare i problemi accumulati durante gli anni di inutilizzo.

Tra le criticità principali figurano le infiltrazioni e il degrado delle strutture.

Già alla fine del 2025 il progetto pubblico veniva descritto come un intervento da almeno 300 mila euro per riportare in condizioni adeguate l’edificio di via Moncrivello.

Una precedente stima progettuale del 2022 aveva quantificato l’intervento in circa 332 mila euro, cifra destinata successivamente a crescere con l’aumento dei costi.

La cappella sarà consacrata a San Nicola

Terminato il restauro, la vecchia cappella cattolica di San Giuseppe cambierà funzione religiosa.

Il nuovo luogo di culto ortodosso sarà dedicato a San Nicola.

La destinazione è coerente con quella della parrocchia che da anni segue il progetto: già nei documenti comunali del 2023 l’assegnatario individuato era la Parrocchia Ortodossa Romena San Nicola Gerarca, appartenente alla Diocesi Ortodossa Romena in Italia.

La nuova sede dovrebbe diventare il riferimento stabile della comunità nella zona nord della città.

La prima fase potrebbe concludersi tra ottobre e novembre

Secondo il programma aggiornato del cantiere, la parte dedicata al recupero della cappella dovrebbe terminare tra ottobre e novembre 2026.

La data rappresenta un obiettivo operativo e non necessariamente il momento nel quale l’intero progetto sarà completato.

Dopo il restauro dell’edificio religioso dovrà infatti partire una seconda fase distinta.

Questa riguarderà gli spazi destinati ai servizi e alle attività della comunità.

Il secondo cantiere riguarderà i servizi

Il progetto non si limita alla chiesa.

Accanto alla cappella verrà realizzato un blocco separato dedicato alle attività sociali ed educative.

L’idea di affiancare al luogo di culto spazi aggregativi era presente già nelle prime procedure comunali.

Nel 2023 il progetto indicava esplicitamente la riqualificazione dell’area esterna per poter ospitare iniziative rivolte alla cittadinanza.

La chiesa rappresenta quindi soltanto uno dei due elementi dell’intervento.

Una sala multifunzionale di circa 60 metri quadrati

Il nuovo spazio dovrebbe avere una superficie di circa 60 metri quadrati.

Sorgerà vicino al palazzetto dello sport presente nell’area di via Moncrivello.

La sala verrà utilizzata per differenti attività e potrà funzionare indipendentemente dalle celebrazioni religiose.

Tra le funzioni previste figurano:

  • catechismo
  • incontri
  • attività per ragazzi
  • sostegno scolastico
  • iniziative rivolte alle famiglie
  • percorsi dedicati alle fragilità
  • attività di supporto sociale

L’obiettivo è far funzionare il complesso durante tutta la settimana e non soltanto durante le funzioni religiose.

Non sarà soltanto una chiesa
Il progetto di via Moncrivello prevede anche uno spazio dedicato a catechismo, sostegno agli studenti, attività per le famiglie e percorsi rivolti a persone in condizioni di fragilità. L’obiettivo è creare un presidio sociale stabile per il quartiere.

Attività anche per ragazzi con problemi di dipendenza

Tra gli aspetti più sociali del progetto rientrano i percorsi pensati per giovani che affrontano problemi legati alle dipendenze.

La futura struttura vuole quindi affiancare all’attività religiosa un lavoro di accompagnamento.

Non si tratta di trasformare la chiesa in una struttura sanitaria.

L’obiettivo è piuttosto costruire uno spazio comunitario capace di intercettare situazioni di disagio e favorire il collegamento con le reti di supporto presenti sul territorio.

Previsto anche il sostegno scolastico

Uno degli utilizzi della sala riguarderà gli studenti.

Potranno essere organizzate attività di supporto allo studio e accompagnamento scolastico.

La funzione assume particolare significato in un quartiere caratterizzato da una popolazione molto diversificata e dalla presenza di numerose famiglie di origine straniera.

L’idea di affiancare attività sociali e aggregative al luogo religioso è presente fin dall’iter di concessione dell’immobile.

Il progetto nasce da un percorso iniziato oltre dieci anni fa

L’apertura del cantiere rappresenta l’ultima fase di una vicenda molto lunga.

La necessità di individuare una sede stabile per la comunità comincia a prendere forma già intorno al 2014.

Negli anni successivi viene avviato il percorso amministrativo per utilizzare la cappella.

Una richiesta di concessione dell’immobile risulta formalmente avviata nel 2016, anno dal quale la chiesetta viene indicata anche come inutilizzata.

Nel 2019 arriva il primo bando

Il passaggio successivo arriva nel 2019.

La Città avvia una procedura per assegnare e riqualificare l’edificio.

L’arrivo della pandemia rallenta però fortemente il percorso.

Le procedure vengono successivamente riprese e devono affrontare una serie di questioni tecniche, patrimoniali e amministrative.

Il progetto continua quindi a procedere molto più lentamente rispetto alle aspettative iniziali.

Nel 2021 riparte il percorso amministrativo

Superata la fase più critica dell’emergenza sanitaria, il Comune torna a lavorare sulla pratica.

Bisogna aggiornare documentazione e progetto.

Nel frattempo emerge anche un elemento destinato ad avere un peso importante su tutta la riqualificazione: il valore storico dell’edificio.

Questo comporta nuovi obblighi e controlli sui lavori.

Nel 2023 il Comune conferma il percorso di assegnazione

Un documento particolarmente utile per ricostruire la vicenda è il verbale del gruppo di lavoro comunale del 3 febbraio 2023.

La Città indica chiaramente l’immobile di via Moncrivello 12 come “Chiesetta Moncrivello” o “Chiesetta San Giuseppe”.

Nel documento viene confermata l’individuazione della Diocesi Ortodossa Romena in Italia e della parrocchia dedicata a San Nicola come soggetto interessato alla concessione.

Il progetto comprendeva già allora sia la rifunzionalizzazione dell’edificio sia attività aggregative rivolte agli abitanti.

Il progetto economico è cambiato nel tempo

La lunga durata dell’iter spiega anche perché le cifre siano cambiate.

Nel verbale comunale del 2023 compariva una previsione di circa 79 mila euro per gli interventi manutentivi allora considerati necessari.

Il progetto sviluppato successivamente è molto più ampio.

Nel 2022 una valutazione aggiornata indicava già circa 332 mila euro, mentre le informazioni più recenti parlano di almeno 300 mila euro per affrontare il recupero complessivo.

Non si tratta quindi di due cifre relative allo stesso identico progetto, ma di valutazioni formulate in fasi differenti dell’iter.

Il degrado è aumentato durante gli anni di abbandono

Il tempo trascorso senza un utilizzo stabile ha inevitabilmente inciso sulle condizioni della cappella.

L’edificio risulta inutilizzato almeno dal 2016 e già negli anni successivi venivano descritti problemi di infiltrazioni e cattive condizioni manutentive.

L’acqua rappresenta una delle criticità principali.

Un edificio lasciato chiuso per anni può inoltre sviluppare problemi agli intonaci, agli impianti e alle coperture.

Il cantiere dovrà quindi riportare la struttura alle condizioni necessarie per una frequentazione quotidiana.

Il restauro deve rispettare il valore storico della cappella

La riqualificazione non può essere realizzata come un normale intervento edilizio.

La cappella è oggi considerata un bene di interesse culturale e gli interventi devono quindi rispettare prescrizioni specifiche.

Materiali e soluzioni utilizzate per il restauro devono essere compatibili con le caratteristiche dell’edificio.

La tutela rappresenta una delle ragioni per cui il progetto ha richiesto ulteriori approfondimenti negli ultimi anni.

Già nel 2025 veniva segnalato che il riconoscimento del valore culturale aveva imposto una revisione del progetto precedente.

La cappella risale agli anni Cinquanta

L’edificio viene fatto risalire al 1952.

Si tratta quindi di un piccolo esempio di architettura religiosa del secondo dopoguerra torinese.

La sua importanza non dipende dalle dimensioni monumentali.

Il valore è legato soprattutto al rapporto con il quartiere e con l’area verde circostante.

Una ricognizione del patrimonio culturale torinese aveva già segnalato la chiesa di via Moncrivello e la sua pertinenza verde come edificio di interesse documentario.

Una piccola chiesa immersa nel verde

La cappella è inserita in un’area con una significativa presenza di vegetazione.

È proprio questa caratteristica ad aver reso per anni il luogo particolare e, durante il periodo di abbandono, problematico.

La mancanza di manutenzione aveva progressivamente trasformato l’area esterna.

La riqualificazione dovrebbe consentire di recuperare anche gli spazi che circondano l’edificio, rendendoli nuovamente utilizzabili.

Il progetto comunale prevedeva esplicitamente la valorizzazione dell’area esterna per le attività aperte alla cittadinanza.

La concessione consente finalmente di procedere

Il passaggio decisivo è arrivato con la formalizzazione dell’utilizzo dell’immobile da parte della comunità ortodossa.

Nel corso degli anni sono state valutate differenti durate della concessione.

Nel 2023 era stata inizialmente discussa anche un’ipotesi più lunga, collegata alle spese di riqualificazione, ma il gruppo di lavoro comunale aveva chiesto di rivedere le condizioni.

Il percorso successivo ha portato a una formula di concessione decennale, con possibilità di proroga per altri cinque anni, che ha consentito di arrivare finalmente alla fase operativa.

La comunità cerca da anni una sede stabile

Il problema alla base dell’intero progetto è la mancanza di uno spazio stabile sufficientemente adeguato.

La parrocchia ortodossa interessata al trasferimento utilizza attualmente la chiesa di Santa Pelagia in via San Massimo 21, nel centro di Torino.

È la stessa sede indicata anche negli elenchi delle comunità ortodosse cittadine e nella documentazione comunale.

Via Moncrivello permetterebbe invece di avere uno spazio direttamente gestito e strutturato sulle esigenze della comunità.

La nuova sede sarà a Torino Nord

La localizzazione non è casuale.

La cappella si trova nella zona di Barriera di Milano, all’interno della Circoscrizione 6.

Qui vivono numerose famiglie di origine straniera e sono presenti diverse realtà sociali, sportive e associative.

Nelle immediate vicinanze si trovano inoltre il palazzetto di via Moncrivello e complessi di edilizia pubblica.

La futura chiesa dovrebbe inserirsi quindi in un sistema di servizi già presente nel quartiere.

La comunità romena e moldava conta migliaia di fedeli

Il progetto nasce anche dalla crescita della comunità ortodossa presente nell’area torinese.

Le stime citate nel percorso più recente parlano di oltre 5 mila fedeli romeni e moldavi collegati alla comunità.

La cappella non potrà evidentemente accogliere contemporaneamente migliaia di persone.

Dovrà però funzionare come sede stabile per celebrazioni, attività religiose e servizi durante tutto l’anno.

Circa cento metri quadrati per il luogo di culto

La cappella vera e propria ha dimensioni relativamente contenute, nell’ordine di circa 100 metri quadrati.

Il progetto complessivo interessa però anche le pertinenze e i futuri spazi di servizio.

In precedenti descrizioni progettuali l’area utilizzabile collegata alla futura chiesa veniva indicata intorno ai 150 metri quadrati, segnale che le metrature possono cambiare a seconda del perimetro considerato.

La nuova sala multifunzionale aggiungerà poi altri spazi alle attività della comunità.

Un luogo religioso ma aperto anche al quartiere

È probabilmente l’aspetto più interessante del progetto.

La nuova sede non è pensata come uno spazio chiuso utilizzato esclusivamente durante le celebrazioni.

Fin dai primi documenti comunali viene indicata la volontà di organizzare attività aggregative rivolte alla cittadinanza.

Il progetto del 2026 sviluppa ulteriormente questa impostazione attraverso servizi per giovani, studenti e famiglie.

La presenza religiosa diventa quindi anche uno strumento di presidio territoriale.

Un progetto nato oltre dieci anni fa

2014: comincia a emergere la necessità di una nuova sede
2016: prende forma la richiesta di concessione della cappella
2019: viene pubblicata la procedura per la riqualificazione
2020: l’emergenza sanitaria rallenta l’iter
2021-2023: riprendono gli approfondimenti amministrativi e tecnici
2025: vengono consegnati gli spazi alla comunità
2026: iniziano i lavori di recupero

Barriera di Milano recupera un edificio inutilizzato

L’intervento permette contemporaneamente di affrontare due questioni.

La prima è religiosa: fornire una sede stabile alla comunità ortodossa.

La seconda è urbana: recuperare un edificio comunale rimasto inutilizzato per anni.

La piccola cappella rischiava infatti di continuare a deteriorarsi senza una funzione precisa.

La concessione e il nuovo investimento trasferiscono ora sul progetto di recupero anche l’onere della riqualificazione.

Il quartiere guadagnerà nuovi spazi per le attività sociali

Il secondo lotto sarà probabilmente quello più importante per comprendere l’impatto del progetto sulla zona.

La sala multifunzionale dovrebbe diventare un punto di incontro aperto a differenti iniziative.

Il modello è quello di un luogo religioso che svolge anche una funzione di comunità.

Doposcuola, catechesi, incontri per famiglie e attività rivolte alle fragilità potranno affiancare le celebrazioni.

La destinazione sociale era prevista già nelle prime ipotesi approvate dalla Circoscrizione.

Prima il restauro, poi il nuovo blocco

I tempi vanno però letti correttamente.

Non tutto sarà pronto contemporaneamente.

La prima fase riguarda la cappella.

Solo successivamente dovrebbe partire il secondo intervento per realizzare gli spazi di servizio.

Per questo la conclusione del restauro prevista tra ottobre e novembre non deve essere interpretata automaticamente come completamento dell’intero progetto.

La trasformazione procederà per fasi.

L’autunno 2026 sarà il primo vero traguardo

Dopo più di dieci anni di pratiche, progetti e rinvii, l’autunno 2026 potrebbe rappresentare il momento nel quale la cappella tornerà concretamente utilizzabile.

Se il cronoprogramma verrà rispettato, il restauro principale dovrebbe concludersi tra ottobre e novembre.

Successivamente continuerà il lavoro sugli spazi complementari.

Via Moncrivello potrà così passare da luogo abbandonato a nuovo punto di riferimento religioso e sociale di Torino Nord.

FAQ – Nuova chiesa ortodossa di Barriera di Milano: cosa sapere

Dove sarà la nuova chiesa ortodossa?

Nella cappella di San Giuseppe di via Moncrivello 12, nel quartiere Barriera di Milano a Torino.

I lavori sono già iniziati?

Sì. Nell’estate 2026 è iniziato il cantiere per il recupero della cappella.

Quanto costerà il progetto?

L’investimento indicato è di almeno 300 mila euro. Una precedente valutazione progettuale aveva stimato circa 332 mila euro.

Quando termineranno i lavori?

La prima fase, dedicata al restauro della cappella, punta a concludersi tra ottobre e novembre 2026. Successivamente è prevista una seconda fase dedicata ai servizi.

Come si chiamerà la nuova chiesa?

La cappella sarà consacrata a San Nicola, in continuità con la parrocchia ortodossa che utilizzerà gli spazi.

A chi appartiene l’edificio?

La cappella è di proprietà della Città di Torino ed è legata alla gestione della Circoscrizione 6.

Sarà utilizzata soltanto per le funzioni religiose?

No. Il progetto comprende anche attività aggregative e sociali rivolte al quartiere.

Quali attività saranno organizzate?

Sono previsti catechismo, sostegno allo studio, iniziative per giovani e famiglie e percorsi destinati anche a persone in situazioni di fragilità.

Dove si riunisce attualmente la comunità?

La parrocchia utilizza attualmente la chiesa di Santa Pelagia in via San Massimo 21.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende