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Il Tribunale di Sorveglianza di Torino si trasferisce nell’ex carcere Le Nuove

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Da Alessandro Maldera

Agosto 07, 2026

Il Tribunale di Sorveglianza alle Nuove di Torino è diventato operativo nel giugno 2026. Magistrati, cancellerie e personale amministrativo hanno lasciato la precedente sede di via Bologna 47 per trasferirsi nel Terzo Braccio dell’ex complesso carcerario.

La nuova sistemazione risolve una criticità logistica attesa da anni e porta la Sorveglianza accanto al Palazzo di Giustizia. Resta però aperto il problema più difficile: la carenza di personale necessaria per gestire ed eseguire migliaia di provvedimenti.

La storia dell’ex carcere Le Nuove

Celle, bracci e cortili raccontano uno dei luoghi della memoria più importanti della città. Scopri la storia e il percorso del Museo delle Carceri di Torino.

Quando ha aperto il Tribunale di Sorveglianza alle Nuove di Torino

La nuova sede del Tribunale e dell’Ufficio di Sorveglianza è aperta dal 1° giugno 2026. Il trasferimento delle cancellerie e degli uffici era stato organizzato tra il 25 maggio e il 3 giugno.

Le prime udienze nel complesso delle Nuove sono state celebrate il 4 giugno 2026, dopo la consegna formale del Terzo Braccio alla Corte d’Appello.

L’ingresso si trova in corso Vittorio Emanuele II 127, di fronte al Palazzo di Giustizia. Il pubblico può accedere agli uffici durante l’orario indicato dalla sede giudiziaria, dalle 8:45 alle 12:45.

La nuova sede in sintesi

Apertura: 1° giugno 2026
Prime udienze: 4 giugno 2026
Indirizzo: corso Vittorio Emanuele II 127, Torino
Collocazione: Terzo Braccio dell’ex carcere Le Nuove
Vecchia sede: via Bologna 47
Orario indicato al pubblico: dalle 8:45 alle 12:45

Il trasferimento dalla precedente sede di via Bologna

Per anni il Tribunale e l’Ufficio di Sorveglianza hanno lavorato nella sede di via Bologna 47, distante dal principale polo giudiziario torinese.

Questa collocazione rendeva meno agevoli gli spostamenti tra uffici, cancellerie e Palazzo di Giustizia. Il trasferimento alle Nuove consente invece di concentrare una parte maggiore delle attività giudiziarie nella stessa zona di corso Vittorio Emanuele II.

Il cronoprogramma presentato all’inizio del 2026 prevedeva la consegna del Terzo Braccio entro il 31 marzo e il completamento del trasferimento nel mese di maggio. L’apertura effettiva è avvenuta pochi giorni più tardi, all’inizio di giugno.

Come è stato trasformato il Terzo Braccio delle Nuove

Il Terzo Braccio è stato sottoposto a lavori di riorganizzazione funzionale, adeguamento strutturale e riqualificazione energetica.

Gli ambienti originariamente destinati alla detenzione sono stati trasformati in una sede giudiziaria dotata di:

  • uffici per i magistrati;
  • postazioni per il personale amministrativo;
  • cancellerie;
  • locali per avvocati e utenti;
  • aule nelle quali celebrare le udienze;
  • spazi di servizio.

Il recupero ha cercato di adattare la struttura alle nuove funzioni, conservando per quanto possibile gli elementi architettonici dell’ex carcere.

I lavori sono stati finanziati attraverso risorse del PNRR e fondi del Ministero della Giustizia.

Cosa cambia con la nuova sede

Il trasferimento non rappresenta soltanto un cambio di indirizzo. La nuova collocazione modifica l’organizzazione degli uffici e permette di superare diversi problemi della precedente sede.

La sistemazione alle Nuove consente di:

  • avvicinare la Magistratura di Sorveglianza al Palazzo di Giustizia;
  • riunire servizi prima distribuiti in edifici differenti;
  • utilizzare aule più adatte alle udienze;
  • offrire nuovi spazi a magistrati, dipendenti, avvocati e cittadini;
  • ridurre gli spostamenti tra le diverse sedi giudiziarie;
  • recuperare una parte dell’ex complesso carcerario;
  • liberare altri locali all’interno del Palazzo di Giustizia.

Il principale risultato riguarda quindi la centralizzazione dei servizi giudiziari nel quadrante compreso tra corso Vittorio Emanuele II e il complesso delle Nuove.

Gli altri uffici giudiziari trasferiti alle Nuove

La trasformazione dell’ex carcere non riguarda soltanto il Tribunale di Sorveglianza.

Nei Bracci Quarto e Quinto erano già stati sistemati:

  • gli uffici UNEP, dedicati a notificazioni, esecuzioni e protesti;
  • alcuni uffici della Procura della Repubblica;
  • il Giudice di pace di Torino.

Il programma di riqualificazione interessa altri quattro bracci dell’ex complesso. Tre interventi sono finanziati tramite il PNRR, mentre un altro utilizza fondi ministeriali.

Secondo il cronoprogramma diffuso nel giugno 2026, altri due settori destinati alla Procura, alla polizia giudiziaria e al Tribunale dovrebbero essere completati entro settembre. Trattandosi di una scadenza di cantiere, il termine dovrà essere verificato al momento della conclusione dei lavori.

Di cosa si occupa il Tribunale di Sorveglianza

La Magistratura di Sorveglianza interviene nella fase di esecuzione di una condanna penale definitiva.

Il suo compito è controllare che la pena venga applicata nel rispetto della legge, dei diritti fondamentali e della finalità rieducativa prevista dalla Costituzione. Valuta inoltre l’eventuale accesso alle misure alternative alla detenzione.

La Magistratura di Sorveglianza comprende due organi:

  • l’Ufficio di Sorveglianza, nel quale il magistrato decide individualmente;
  • il Tribunale di Sorveglianza, che assume le decisioni in forma collegiale.

Le competenze sono differenti, anche se i due organi operano nella stessa fase dell’esecuzione penale.

Quali provvedimenti vengono esaminati

Il Tribunale di Sorveglianza valuta soprattutto la concessione, la prosecuzione o la revoca delle misure alternative alla detenzione.

Tra le principali materie rientrano:

  • affidamento in prova ai servizi sociali;
  • detenzione domiciliare;
  • semilibertà;
  • liberazione condizionale;
  • riabilitazione;
  • rinvio o sospensione dell’esecuzione della pena;
  • revoca delle misure alternative;
  • reclami contro determinati provvedimenti del magistrato di Sorveglianza.

L’Ufficio di Sorveglianza si occupa invece, tra le altre materie, di liberazione anticipata, permessi, misure di sicurezza, reclami sulle condizioni di detenzione e vigilanza sugli istituti penitenziari.

Queste decisioni possono incidere direttamente sulla permanenza in carcere, sulle modalità di esecuzione della pena e sui tempi di liberazione. Per questo anche un ritardo amministrativo può produrre conseguenze molto rilevanti.

Il trasferimento non risolve la carenza di personale

La nuova sede supera l’emergenza degli spazi, ma non quella degli organici.

Nel giugno 2026 è stata riportata la presenza di 23 dipendenti rispetto ai 47 considerati necessari. Il dato descrive una disponibilità di personale inferiore alla metà del fabbisogno indicato in quel momento.

La relazione ufficiale presentata nel gennaio 2026 riportava invece una scopertura amministrativa del 33%. I due valori non sono perfettamente sovrapponibili e possono dipendere dalla data della rilevazione, dalle figure conteggiate e dai criteri utilizzati.

Il punto comune resta comunque chiaro: il personale amministrativo disponibile non è sufficiente rispetto al volume delle pratiche da gestire.

Il nodo degli organici

Dato riportato nel giugno 2026: 23 dipendenti presenti su 47 necessari
Scopertura indicata nel gennaio 2026: 33% del personale amministrativo
Procedimenti pendenti al Tribunale: circa 9.150
Procedimenti pendenti all’Ufficio: circa 6.530

Oltre 15 mila procedimenti pendenti tra Tribunale e Ufficio

All’inizio del 2026 risultavano circa 9.150 procedimenti pendenti presso il Tribunale di Sorveglianza di Torino.

Nello stesso periodo le pendenze dell’Ufficio di Sorveglianza erano salite da 5.921 a 6.530 procedimenti.

Considerando insieme i due uffici si superavano quindi le 15 mila pratiche. Anche questa somma deve essere letta con attenzione, perché Tribunale e Ufficio hanno competenze differenti e gestiscono procedimenti di natura diversa.

Il numero mostra comunque le dimensioni del carico di lavoro affrontato dalla Sorveglianza torinese.

Perché la mancanza di dipendenti rallenta i provvedimenti

L’attività della Magistratura di Sorveglianza non termina con la decisione del giudice. Ogni provvedimento deve essere registrato, comunicato, notificato e trasmesso agli uffici incaricati di eseguirlo.

Se il personale amministrativo è insufficiente, può crearsi una distanza tra il momento della decisione e la sua applicazione concreta.

Le conseguenze possono riguardare:

  • ritardi nelle notifiche;
  • rallentamenti nell’esecuzione dei provvedimenti;
  • maggiore accumulo delle pratiche;
  • difficoltà nei rapporti con carceri, avvocati e servizi territoriali;
  • possibili ritardi nell’applicazione di benefici o misure alternative.

La nuova sede offre dunque condizioni materiali migliori, ma non aumenta automaticamente la capacità operativa degli uffici.

Il recupero delle Nuove tra memoria e nuove funzioni

L’ex carcere Le Nuove è uno dei complessi storici più significativi di Torino. La trasformazione di alcuni bracci in uffici giudiziari assegna agli edifici una funzione diversa da quella originaria, senza cancellarne completamente la struttura.

Il progetto permette di recuperare spazi rimasti a lungo inutilizzati e di creare un polo giudiziario più concentrato. Allo stesso tempo, il riuso richiede di conciliare le esigenze degli uffici contemporanei con la conservazione dell’identità architettonica del complesso.

Il trasferimento del Tribunale di Sorveglianza rappresenta quindi un passaggio importante nella riqualificazione delle Nuove. Risolve una lunga difficoltà logistica, ma lascia ancora aperta la questione decisiva degli organici e dell’arretrato.

FAQ – Nuova sede del Tribunale di Sorveglianza: cosa sapere

Dove si trova il Tribunale di Sorveglianza di Torino?

La nuova sede si trova nel Terzo Braccio dell’ex carcere Le Nuove, con ingresso da corso Vittorio Emanuele II 127.

Quando è avvenuto il trasferimento alle Nuove?

La sede è aperta dal 1° giugno 2026. Le prime udienze nei nuovi spazi sono iniziate il 4 giugno.

Dove si trovava la sede precedente?

Il Tribunale e l’Ufficio di Sorveglianza si trovavano in via Bologna 47, lontano dal principale polo giudiziario torinese.

Quali uffici sono stati trasferiti?

Nel Terzo Braccio sono stati sistemati il Tribunale e l’Ufficio di Sorveglianza, con magistrati, personale amministrativo, cancellerie e aule per le udienze.

Di cosa si occupa il Tribunale di Sorveglianza?

Decide su diverse misure legate all’esecuzione della pena, tra cui affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà, liberazione condizionale e riabilitazione.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende