Torino Circolare, 16 progetti trasformano gli scarti in nuove risorse

Da Alessandro Maldera
Agosto 07, 2026

Da settembre 2026, sedici iniziative porteranno l’economia circolare nei quartieri di Torino. Il programma coinvolgerà musei, mercati, orti urbani, imprese, associazioni e realtà del Terzo Settore.
Dagli avanzi alimentari ai vecchi tessuti, dal legno urbano agli scarti di pellame, materiali considerati inutilizzabili potranno diventare nuovi prodotti, occasioni di lavoro e servizi per le comunità locali.
Nasce il Living Lab Torino Circolare
Il progetto prende il nome di Living Lab Torino Circolare ed è stato promosso dalla Città di Torino per sperimentare nuovi modelli di produzione, consumo, recupero e riutilizzo delle risorse.
Non si tratta di un unico spazio fisico. Il laboratorio sarà diffuso sul territorio e coinvolgerà luoghi diversi, tra cui Borgo Vittoria, Barriera di Milano, i Docks Dora, via Baltea, via Arbe, Cascina Falchera e gli orti urbani della Circoscrizione 6.
Le attività partiranno da settembre 2026, dopo la sottoscrizione delle convenzioni con i soggetti selezionati.
Il progetto in sintesi
– Contributi pubblici: oltre 1,73 milioni di euro
– Cofinanziamento privato: oltre 433 mila euro
– Risorse complessive: più di 2,16 milioni di euro
– Contributo per progetto: da 70 mila a 120 mila euro
– Avvio delle attività: settembre 2026
Oltre 2 milioni per i progetti nei quartieri
Il Comune assegnerà complessivamente 1.733.965,28 euro alle sedici iniziative selezionate.
Ogni progetto potrà ricevere un contributo compreso tra 70 mila e 120 mila euro, fino a un massimo dell’80% delle spese considerate ammissibili.
Ai finanziamenti pubblici si aggiungerà un cofinanziamento privato di circa 433 mila euro. In totale, il programma mobiliterà oltre 2,16 milioni di euro.
Le risorse provengono dal programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, dedicato anche allo sviluppo di infrastrutture e pratiche per l’economia circolare nei contesti urbani.
Al Mufant nascerà un laboratorio di riuso creativo
Uno dei progetti coinvolgerà il rooftop del Mufant, il Museo del Fantastico e della Fantascienza di Borgo Vittoria.
L’iniziativa si chiama Giungla Domestica e prevede la creazione di un hub produttivo e civico dedicato al riuso creativo. Qui saranno realizzati arredi per il giardinaggio utilizzando materiali di scarto.
Inoltre, verrà attivato un laboratorio sociale di falegnameria e carpenteria. Il progetto sarà guidato dalla Fondazione Mufant insieme a Vivai Giani, Giardino Forbito e Polaris.
Il compostaggio arriva negli orti urbani
Il progetto T.E.R.R.A., acronimo di Trasformazione Ecologica dei Rifiuti Organici in Risorsa Agronomica, porterà il compostaggio di comunità negli orti urbani della Circoscrizione 6.
Gli scarti organici potranno essere trasformati in compost da utilizzare per migliorare la fertilità del terreno. In questo modo, una parte dei rifiuti verrà trattata direttamente nel luogo in cui può tornare utile.
Le attività interesseranno gli orti urbani dell’area Falchera e del parco dell’Arrivore. Il progetto sarà coordinato da R.E.T.E. ONG insieme a realtà agricole, sociali e associative del territorio.
A Porta Palazzo si recuperano le eccedenze alimentari
Tra le iniziative finanziate compare anche Tornabuono, promosso dall’associazione Eco delle Città.
Il progetto sarà attivo nell’area di Porta Palazzo e in diversi mercati rionali. L’obiettivo è organizzare in modo stabile il recupero quotidiano delle eccedenze alimentari.
La frutta e la verdura non vendute potranno essere trasformate in prodotti a lunga conservazione. Inoltre, il programma prevede una mensa solidale e percorsi dedicati all’inclusione lavorativa e all’autonomia delle donne.
Il progetto coinvolgerà anche Alma Terra e la cooperativa Fonderie Ozanam.
Dagli scarti di pelle nasceranno nuovi accessori
L’economia circolare riguarderà anche il settore della moda.
Con Cartiera Made in Torino arriverà in città l’esperienza del laboratorio di moda etica nato a Bologna. Gli scarti di pellame prodotti prima della vendita verranno recuperati e trasformati in nuovi accessori.
Il progetto punta a creare una filiera urbana corta e tracciabile. Saranno inoltre organizzati percorsi di formazione e inserimento lavorativo rivolti a persone in condizioni di fragilità o svantaggio.
L’iniziativa sarà coordinata da Abantu ETS insieme all’impresa sociale Colorivivi.
Tessuti, legno e attrezzature avranno una seconda vita
Una parte importante del programma riguarderà il recupero dei materiali già presenti in città.
RiTessiAMO rafforzerà la filiera locale del tessile circolare, dalla raccolta degli abiti usati all’upcycling sartoriale e al riciclo delle fibre.
Legno Urbano Circolare utilizzerà invece il materiale ricavato dagli alberi cittadini tagliati o caduti. Il legno potrà così essere lavorato e reimmesso in una filiera produttiva locale.
Secondo Tempo creerà un centro dedicato alla riparazione e alla trasformazione delle attrezzature sportive e per le attività all’aperto.
Le 16 iniziative finanziate dal Comune
Il programma comprende progetti dedicati al cibo, alla moda, al legno, agli oggetti, al cinema e alla gestione dei rifiuti.
- Tornabuono – recupero delle eccedenze alimentari e mensa solidale
- Giungla Domestica – riuso creativo e falegnameria sociale al Mufant
- RiTessiAMO – raccolta, recupero e riciclo dei tessuti
- Cartiera Made in Torino – accessori realizzati con scarti di pellame
- T.E.R.R.A. – compostaggio di comunità negli orti urbani
- Secondo Tempo – riparazione di attrezzature sportive e outdoor
- Anatra Zoppa Eco Hub – servizi di prossimità e inclusione sociale
- INPUT – raccolta di piccoli apparecchi elettrici destinati al riuso
- Legno Urbano Circolare – recupero del legno proveniente dagli alberi cittadini
- POST – laboratorio comunitario per riparare e riutilizzare oggetti
- RILAVA-TO – noleggio e lavaggio di stoviglie riutilizzabili per eventi
- CineRiuso – piattaforma per recuperare beni e materiali cinematografici
- Fare la Differenza – presìdi locali per prevenire la produzione di rifiuti
- RigeneraTO – recupero di arredi destinati alle comunità
- Circular Frame – produzioni cinematografiche basate su criteri circolari
- ECO-SAPIENS – produzione di biochar dagli scarti vegetali dei mercati
Le proposte coprono quindi diversi passaggi del ciclo dei materiali: raccolta, trasformazione, riparazione, riutilizzo e formazione.
Un bando con 47 candidature
L’avviso pubblico ha raccolto 47 proposte presentate da imprese, associazioni ed enti del Terzo Settore.
In totale sono stati coinvolti più di cento soggetti tra capofila e partner. Diciannove candidature sono arrivate da imprese, mentre ventotto sono state presentate da organizzazioni non profit.
La maggior parte delle proposte è stata costruita attraverso partenariati. Trenta progetti riguardavano la creazione di filiere urbane circolari, nove le infrastrutture per il riuso e otto il design e l’eco-progettazione.
Il Comune accompagnerà i progetti
Le sedici iniziative non riceveranno soltanto un sostegno economico.
La Città di Torino e Mercato Circolare S.r.l. Società Benefit accompagneranno i beneficiari durante la progettazione, l’avvio e lo sviluppo delle attività.
Il percorso comprenderà assistenza tecnica, formazione, analisi dei risultati e supporto nella misurazione dell’impatto ambientale e sociale.
Workshop e incontri aperti ai cittadini
Accanto ai singoli progetti sarà sviluppato un programma di animazione territoriale.
Sono previsti workshop, incontri pubblici e attività di sensibilizzazione rivolte a cittadini, associazioni, imprese e realtà interessate ai temi della sostenibilità.
L’obiettivo è creare una comunità urbana dell’economia circolare, capace di mettere in collegamento esperienze diverse e di diffondere nuovi comportamenti nei quartieri.
Come saranno misurati i risultati
Il programma prevede anche un sistema di monitoraggio.
Saranno valutate le quantità di materiali recuperati, i rifiuti evitati, gli oggetti riparati, la riduzione degli sprechi e i benefici prodotti per le comunità locali.
I dati serviranno a capire quali modelli possono essere mantenuti nel tempo o replicati in altre zone della città.
Il Living Lab rientra inoltre nel Climate City Contract, il percorso con cui Torino si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2030.
Dallo scarto a una nuova risorsa per Torino
Il progetto di economia circolare Torino 2026 prova a intervenire su più livelli.
Da una parte punta a ridurre i rifiuti e il consumo di nuove materie prime. Dall’altra vuole creare opportunità di formazione, occupazione e inclusione nei quartieri.
Il risultato dipenderà dalla capacità delle sedici iniziative di continuare anche dopo la fase finanziata. Tuttavia, il programma mette in campo risorse concrete e coinvolge realtà già radicate sul territorio.
Da settembre inizierà quindi la fase operativa. Saranno i risultati ambientali, economici e sociali a stabilire quali progetti potranno diventare modelli stabili per Torino.
FAQ – Chiarimenti sul progetto
Le sedici iniziative finanziate dovrebbero iniziare a partire da settembre 2026, dopo la sottoscrizione delle convenzioni tra il Comune e i beneficiari.
Il Comune assegnerà oltre 1,73 milioni di euro. Con il cofinanziamento privato, le risorse complessive supereranno i 2,16 milioni.
Sono state selezionate sedici iniziative su 47 candidature presentate da imprese, associazioni ed enti del Terzo Settore.
Le attività interesseranno diverse zone, tra cui Borgo Vittoria, Barriera di Milano, Docks Dora, Porta Palazzo, Falchera, via Baltea e via Arbe.
I progetti riguarderanno eccedenze alimentari, tessuti, pellame, legno, rifiuti organici, apparecchi elettrici, arredi, stoviglie e materiali usati nel settore cinematografico.
Sì. Oltre alle attività dei singoli progetti, saranno organizzati workshop, incontri pubblici e iniziative di sensibilizzazione aperte alla comunità.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



