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Servizi essenziali e spopolamento: la mappa dei 372 comuni marginali del Piemonte

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Da Alessandro Maldera

Agosto 06, 2026

Dove sarebbe più utile aprire una scuola, un supermercato o un presidio sanitario? Quali territori avrebbero maggiore bisogno di nuovi collegamenti con il trasporto pubblico?

Uno studio pubblicato nel 2026 prova a rispondere attraverso una mappatura dei servizi disponibili in 372 comuni marginali del Piemonte. La ricerca mette in relazione la presenza di sanità, istruzione, commercio e trasporti con il rischio di progressivo spopolamento.

Per approfondire
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Uno studio sui comuni marginali del Piemonte

La ricerca è stata realizzata da studiosi legati all’Università di Torino, al Collegio Carlo Alberto, alla Northeastern University London e alla Fondazione ISI.

L’analisi ha preso in considerazione 372 comuni piemontesi classificati come intermedi, periferici o ultraperiferici. Si tratta soprattutto di piccoli centri montani, rurali o lontani dalle principali città e dai servizi di livello superiore.

Il Piemonte rappresenta un territorio particolarmente adatto a questo tipo di studio. Nella stessa regione convivono infatti aree metropolitane, vallate alpine, zone agricole, località turistiche e comuni caratterizzati da un forte isolamento geografico.

Lo studio in sintesi

– Comuni marginali analizzati: 372
– Punti di servizio geolocalizzati: oltre 17 mila
– Ambiti esaminati: sanità, scuola, cibo, trasporti e servizi civici
– Fonti utilizzate: dati statistici e informazioni geografiche digitali
– Obiettivo: individuare le aree più fragili e orientare gli investimenti

Oltre 17 mila servizi inseriti nella mappa

I ricercatori hanno combinato le statistiche ufficiali con più di 17 mila attività e punti di servizio geolocalizzati.

La mappatura comprende negozi alimentari, farmacie, studi medici, scuole, fermate del trasporto pubblico, banche, uffici postali e altri servizi utili alla vita quotidiana.

Per ogni struttura sono state considerate la posizione, la categoria e la presenza effettiva sul territorio. Le informazioni sono state poi confrontate con i dati statistici disponibili.

L’obiettivo non era soltanto misurare la distanza di un paese dalla città più vicina. La ricerca ha cercato soprattutto di capire che cosa sia realmente disponibile all’interno di ogni comune.

Come funziona l’Indice dell’Economia Fondamentale

Per confrontare territori molto diversi è stato elaborato un indicatore chiamato Indice dell’Economia Fondamentale.

Lo strumento misura la presenza e la varietà dei servizi necessari alla vita di tutti i giorni. Tra questi rientrano l’accesso al cibo, le cure sanitarie, l’istruzione, i trasporti, i servizi bancari e postali e gli spazi di aggregazione.

L’approccio parte da un principio semplice: la ricchezza di un territorio non può essere valutata soltanto attraverso il Pil, il reddito o il numero delle imprese.

Un comune può avere un importante patrimonio naturale o culturale, ma rimanere fragile se non dispone di un medico, di una scuola, di un negozio o di un collegamento pubblico adeguato.

Molti comuni hanno una dotazione insufficiente

I risultati mostrano forti differenze tra i territori piemontesi.

La maggior parte dei comuni analizzati presenta una disponibilità ridotta dei servizi fondamentali. Soltanto un gruppo limitato raggiunge livelli medi o elevati, spesso grazie alla presenza di più abitanti, di flussi turistici o di una funzione storica di riferimento per i paesi vicini.

Le maggiori carenze riguardano sanità, istruzione e trasporti. Alcuni centri non dispongono di scuole, farmacie, studi medici o negozi alimentari.

In questi casi, i residenti devono raggiungere comuni più grandi anche per soddisfare necessità elementari. Questo aumenta la dipendenza dall’automobile e rende più difficile la permanenza di anziani, giovani e famiglie con bambini.

Tre livelli di fragilità territoriale

I comuni sono stati suddivisi in tre gruppi principali:

  • centri con una disponibilità relativamente elevata di servizi;
  • comuni con una dotazione intermedia e incompleta;
  • territori con livelli molto bassi, vicini alla desertificazione dei servizi.

Nei comuni meglio attrezzati sono presenti più negozi, scuole, strutture sanitarie, banche e collegamenti pubblici.

Nel gruppo più fragile, invece, la disponibilità media scende a poco più di due attività alimentari per comune, meno di un servizio di trasporto, circa un terzo di struttura sanitaria e meno di mezza struttura educativa.

Alcuni centri rappresentano casi estremi. Al momento della rilevazione non risultavano dotati di negozi alimentari, servizi sanitari o scuole.

Lo spopolamento è più forte nei territori marginali

Alla carenza di servizi si accompagna un calo demografico più intenso.

Tra il 2011 e il 2021, i comuni marginali esaminati hanno perso in media circa l’8% della popolazione. Nei comuni centrali piemontesi, invece, la diminuzione media è stata vicina al 4,6%.

La chiusura di un singolo servizio non provoca automaticamente l’abbandono di un paese. Tuttavia, la ricerca evidenzia un meccanismo difficile da interrompere.

Quando la popolazione diminuisce, diventa più costoso mantenere scuole, negozi e trasporti. Quando questi servizi scompaiono, il comune diventa ancora meno attrattivo e altri residenti scelgono di trasferirsi.

Precisazione sui dati
Il 2026 è l’anno di pubblicazione dello studio. Gli indicatori utilizzati fanno riferimento a periodi differenti, tra cui l’andamento demografico tra il 2011 e il 2021

Le aree interne rappresentano quasi metà dei comuni italiani

Il fenomeno non riguarda soltanto il Piemonte.

Le aree interne comprendono circa il 48,5% dei comuni italiani e ospitano un quarto della popolazione nazionale, pari a circa 13,3 milioni di persone.

Negli ultimi anni questi territori hanno perso abitanti a un ritmo più veloce rispetto alle aree centrali. Il calo risulta particolarmente evidente nei comuni periferici e ultraperiferici.

Tra il 2002 e il 2022, inoltre, più di 330 mila giovani laureati hanno lasciato le aree interne. Una parte consistente si è trasferita nelle città più grandi, mentre decine di migliaia hanno scelto di andare all’estero.

Il rischio è quindi perdere non soltanto popolazione, ma anche competenze, attività economiche e capacità di garantire servizi a chi rimane.

Gli hub multiservizio tengono vivi i piccoli comuni

Nei centri più remoti alcune attività riescono a compensare, almeno in parte, la progressiva scomparsa dei servizi specializzati.

Sono i cosiddetti hub multiservizio, spesso gestiti da famiglie o piccoli imprenditori locali.

Lo stesso esercizio può funzionare come negozio di alimentari, bar, rivendita di tabacchi, punto di ritiro dei pacchi e struttura ricettiva. In alcuni casi vengono offerti anche servizi amministrativi o di supporto ai residenti.

Queste attività rappresentano un presidio economico, ma svolgono anche una funzione sociale. Sono luoghi nei quali le persone si incontrano, scambiano informazioni e mantengono relazioni quotidiane.

Quando un hub multiservizio chiude, il paese non perde soltanto un negozio. Perde anche un punto di riferimento e uno spazio di aggregazione.

Le iniziative dei residenti non possono bastare

Molti servizi multifunzionali nascono dalla capacità degli abitanti di reagire alla progressiva ritirata delle attività pubbliche e private.

Queste esperienze dimostrano l’intraprendenza delle comunità locali, ma non possono diventare l’unica risposta allo spopolamento.

Nei comuni più fragili, le amministrazioni dovrebbero sostenere direttamente la creazione e il mantenimento di presìdi multifunzionali. L’obiettivo deve essere garantire almeno l’accesso ai beni indispensabili.

Un bar che vende alimentari e consegna pacchi può offrire un aiuto importante. Non può però sostituire completamente una scuola, un presidio sanitario o un sistema di trasporto pubblico.

Il turismo aiuta alcuni territori, ma non tutti

La presenza di attrazioni naturali, culturali o storiche può sostenere le economie dei piccoli comuni.

Alcune località montane o lacustri riescono a mantenere più servizi grazie all’arrivo dei visitatori. I flussi turistici possono favorire ristoranti, alberghi, negozi e attività ricreative.

Tuttavia, i benefici non si estendono automaticamente ai centri vicini. Il turismo può produrre risultati significativi in una singola località, senza migliorare la situazione dei comuni circostanti.

Inoltre, molte attività dipendono dai periodi di maggiore afflusso. I residenti hanno invece bisogno di servizi disponibili durante tutto l’anno.

Una mappa per decidere dove investire

La ricerca può offrire uno strumento concreto alle amministrazioni pubbliche.

La mappatura permette di individuare dove una nuova farmacia potrebbe essere più utile, quale zona avrebbe bisogno di una scuola o dove un collegamento pubblico potrebbe ridurre maggiormente l’isolamento.

Gli interventi dovrebbero cambiare in base al livello di fragilità.

Nei comuni con una buona dotazione occorre difendere i servizi esistenti. Nei territori intermedi si può intervenire sulle carenze più evidenti. Nei centri prossimi alla desertificazione servono invece investimenti coordinati e più profondi.

La mappa potrebbe essere utilizzata anche dai soggetti privati. Un’impresa interessata ad aprire un punto vendita o un’attività potrebbe individuare le aree nelle quali esiste una domanda non soddisfatta.

Un sistema da aggiornare negli anni

La metodologia può essere applicata anche ad altre regioni e ripetuta nel tempo.

Un aggiornamento periodico permetterebbe di registrare nuove aperture, chiusure e cambiamenti nella distribuzione dei servizi.

Le amministrazioni potrebbero così individuare una criticità prima che diventi irreversibile. La chiusura dell’ultima farmacia, dell’unica scuola o del solo negozio alimentare potrebbe attivare una risposta più rapida.

La disponibilità dei dati non è sufficiente a rilanciare un territorio. Tuttavia, permette di utilizzare con maggiore precisione risorse pubbliche e private sempre più limitate.

Contrastare lo spopolamento partendo dalla quotidianità

La ricerca sposta l’attenzione dai grandi progetti alle necessità concrete delle persone.

Per mantenere abitato un territorio non bastano campagne promozionali, eventi occasionali o incentivi temporanei. Servono luoghi nei quali acquistare il cibo, curarsi, studiare, prendere un autobus e incontrare altre persone.

La lotta allo spopolamento dei comuni piemontesi passa quindi dalla tutela dell’economia fondamentale: quella rete di servizi quotidiani senza la quale vivere in un piccolo centro diventa progressivamente più difficile.

FAQ – risposte alle domande sullo spopolamento comuni piemontesi

Quanti comuni piemontesi sono stati analizzati?

La ricerca ha preso in considerazione 372 comuni classificati come intermedi, periferici o ultraperiferici.

Quali servizi sono stati esaminati?

Lo studio ha analizzato negozi alimentari, strutture sanitarie, scuole, trasporti, banche, uffici postali e servizi civici.

Quanto hanno perso i comuni marginali in termini di popolazione?

Tra il 2011 e il 2021, la diminuzione media è stata di circa l’8%. Nei comuni centrali il calo si è fermato intorno al 4,6%.

Cos’è l’Indice dell’Economia Fondamentale?

È un indicatore che misura la quantità e la varietà dei servizi essenziali disponibili in ogni territorio.

Cosa sono gli hub multiservizio?

Sono attività che riuniscono diverse funzioni nello stesso luogo, come alimentari, bar, tabacchi, ritiro pacchi e ospitalità.

Il turismo può fermare lo spopolamento?

Può aiutare alcuni comuni, ma non garantisce benefici stabili e diffusi. I residenti hanno bisogno di servizi attivi durante tutto l’anno.

Come può essere utilizzata la mappatura?

Può aiutare a decidere dove investire in scuole, sanità, trasporti, commercio e servizi multifunzionali.

I dati si riferiscono tutti al 2026?

No. Lo studio è stato pubblicato nel 2026, ma combina dati e indicatori riferiti a periodi differenti.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende