Multe monopattini a Torino, 353 sanzioni in una settimana: uno su tre senza assicurazione

Da Alessandro Maldera
Agosto 05, 2026

A Torino aumentano i controlli sui monopattini elettrici dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione. Tra il 16 e il 23 luglio 2026 la Polizia Locale ha fermato 342 mezzi e contestato complessivamente 353 violazioni.
Le infrazioni più frequenti riguardano il mancato utilizzo del casco e l’assenza della copertura Rc. Quasi un monopattino su tre tra quelli controllati circolava senza assicurazione, diventata obbligatoria dal 16 luglio 2026.
Oltre 350 multe ai monopattini in sette giorni
La campagna di controlli ha prodotto 353 sanzioni in una sola settimana.
Il numero dei verbali è superiore a quello dei mezzi fermati. Diversi conducenti hanno quindi ricevuto più di una contestazione durante lo stesso controllo.
Su 342 monopattini verificati, le violazioni più diffuse sono state:
- 111 per mancato utilizzo del casco;
- 108 per assenza della copertura assicurativa;
- altre contestazioni relative a targa, modalità di circolazione e comportamento alla guida.
La sola attività svolta tra il 16 e il 23 luglio ha prodotto un numero di verbali equivalente a circa il 35% delle sanzioni contestate durante tutto l’anno fino a quel momento.
Controlli sui monopattini a Torino
– Monopattini fermati: 342
– Sanzioni complessive: 353
– Multe per mancato utilizzo del casco: 111
– Multe per assenza dell’assicurazione: 108
– Conducenti senza copertura Rc: quasi uno su tre
Quasi uno su tre circolava senza assicurazione
L’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici è entrato in vigore il 16 luglio 2026.
Durante la prima settimana di controlli, 108 conducenti sono stati trovati senza una polizza valida. La cifra corrisponde a poco meno di un terzo dei mezzi fermati.
La copertura di responsabilità civile serve a risarcire i danni provocati a pedoni, ciclisti, automobilisti e altri utenti della strada.
In assenza di assicurazione, il proprietario rischia una sanzione e può essere chiamato a rispondere personalmente dei danni causati durante un incidente.
Perché molti non hanno ancora stipulato la polizza
Il costo dell’assicurazione viene indicato da numerosi utenti come uno dei principali ostacoli.
Durante i controlli e le verifiche condotte nelle strade torinesi sono emersi casi di proprietari che hanno rinunciato alla copertura perché considerata troppo cara.
Le offerte possono cambiare in base alla compagnia, alle garanzie comprese e alla durata del contratto. Secondo le indicazioni diffuse dall’ACI, il costo annuale si colloca generalmente tra 25 e 150 euro.
Esistono però anche polizze più costose. Nel corso delle verifiche in città è stato segnalato il caso di una conducente che sostiene una spesa annuale vicina ai 200 euro pur di circolare con assicurazione, contrassegno e casco.
Il casco resta una delle regole più ignorate
La violazione più numerosa riguarda il casco.
Gli agenti hanno contestato 111 infrazioni per mancato utilizzo della protezione, un dato leggermente superiore a quello delle multe per assenza dell’assicurazione.
L’obbligo non riguarda più soltanto i minorenni. La riforma del Codice della Strada ha esteso il casco omologato a tutti i conducenti, indipendentemente dall’età.
La misura è diventata operativa nel dicembre 2024. Nonostante il tempo trascorso, molti utenti continuano a circolare senza protezione, soprattutto lungo le piste ciclabili e nei percorsi del centro.
Targa, casco e assicurazione: le tre regole principali
Nel 2026 il quadro normativo è diventato più rigido.
Per circolare con un monopattino elettrico occorrono:
- casco omologato;
- contrassegno identificativo;
- assicurazione di responsabilità civile.
Il casco è obbligatorio per tutti. Il contrassegno, spesso chiamato impropriamente targa, è diventato necessario dal 16 maggio 2026. La copertura assicurativa è obbligatoria dal 16 luglio.
Il contrassegno non equivale alla normale targa di un’automobile o di una motocicletta. È personale, non trasferibile e collegato al codice fiscale del proprietario. Deve essere applicato in una posizione chiaramente visibile sul mezzo.
Quanto costa il contrassegno del monopattino
La richiesta del contrassegno viene effettuata attraverso il Portale dell’Automobilista.
Per accedere alla procedura occorrono lo Spid di secondo livello oppure la Carta d’identità elettronica.
Il costo previsto è di 8,66 euro, da pagare tramite PagoPA.
Una volta ricevuto, il contrassegno deve essere applicato al centro del parafango posteriore oppure nella parte anteriore del piantone dello sterzo, rispettando le indicazioni previste.
Chi circola senza contrassegno rischia una sanzione amministrativa compresa tra 100 e 400 euro.
I controlli in centro e nelle periferie
La campagna della Polizia Locale ha interessato diverse zone di Torino.
Gli agenti hanno effettuato verifiche:
- nel centro cittadino;
- nei pressi di Porta Nuova;
- lungo l’asse di via Nizza;
- nella zona di piazza Bengasi;
- in corso Giulio Cesare;
- in corso Palermo;
- nelle principali piste ciclabili;
- lungo gli assi maggiormente utilizzati dai monopattini.
Le verifiche non si sono quindi concentrate soltanto sulle vie turistiche e commerciali. Sono state estese anche ai quartieri periferici e alle strade nelle quali la micromobilità elettrica viene utilizzata per gli spostamenti quotidiani.
Gli ostacoli sulle piste ciclabili
Il mancato rispetto delle regole da parte dei conducenti non rappresenta l’unico problema.
Chi usa un monopattino deve affrontare anche:
- automobili parcheggiate sulle piste ciclabili;
- portiere aperte improvvisamente;
- cantieri;
- rotaie del tram;
- buche e pavimentazioni dissestate;
- restringimenti;
- attraversamenti poco visibili;
- conflitti con pedoni e biciclette.
In corso Svizzera, per esempio, la presenza di veicoli in sosta sulle corsie ciclabili può costringere i monopattini a spostarsi sulla carreggiata.
Il rientro improvviso nel traffico espone i conducenti al rischio di collisioni con le automobili. Un altro pericolo è rappresentato dalle portiere aperte senza controllare l’arrivo di biciclette e monopattini.
Ruote piccole e pavimentazioni irregolari
Le dimensioni delle ruote rendono i monopattini particolarmente sensibili alle condizioni della strada.
Buche, rotaie, avvallamenti e ostacoli possono provocare una perdita di equilibrio anche a velocità contenuta.
Il casco diventa quindi importante non soltanto in caso di scontro con un altro veicolo. Può ridurre le conseguenze di una semplice caduta provocata dal fondo stradale.
Il rischio aumenta quando il conducente procede vicino alle automobili, attraversa i binari con un’angolazione sbagliata o deve cambiare traiettoria per evitare un ostacolo.
Più di 550 incidenti in diciotto mesi
I dati sugli incidenti confermano la vulnerabilità di chi viaggia sui monopattini.
In diciotto mesi sono stati registrati a Torino 557 sinistri con il coinvolgimento di questi mezzi.
Di questi, 552 hanno provocato almeno una persona ferita. Quattro incidenti hanno avuto conseguenze mortali.
Il rapporto tra sinistri e persone lesionate mostra come le cadute e gli scontri in monopattino abbiano frequentemente conseguenze fisiche.
Il conducente dispone infatti di una protezione limitata e viene esposto direttamente all’urto con il suolo, con un veicolo o con un elemento dell’arredo urbano.
Le aree considerate più sensibili
I controlli proseguiranno nelle zone in cui vengono segnalati comportamenti pericolosi o irregolari.
Particolare attenzione sarà riservata a:
- marciapiedi;
- portici;
- aree pedonali;
- fermate del trasporto pubblico;
- piste ciclabili molto frequentate;
- strade con un elevato numero di incidenti;
- zone in cui è diffuso il trasporto di passeggeri.
La Polizia Locale potrà modificare la distribuzione delle pattuglie in base alle segnalazioni ricevute dai cittadini e alle criticità rilevate sul territorio.
Vietato circolare sui marciapiedi
I monopattini non possono circolare sui marciapiedi.
In questi spazi il mezzo deve essere condotto a mano, come avviene per una bicicletta quando non è consentito pedalare.
La regola serve a proteggere i pedoni, in particolare anziani, bambini e persone con disabilità.
È vietato anche procedere sotto i portici quando questi sono destinati esclusivamente al passaggio pedonale.
La normativa consente invece la circolazione sulle strade urbane con limite massimo di 50 chilometri orari, sulle piste ciclabili e negli altri spazi nei quali sono ammesse le biciclette.
I limiti di velocità
La velocità massima prevista per i monopattini è di 20 chilometri orari sulle strade urbane consentite.
Nelle aree pedonali il limite scende a 6 chilometri orari.
Non è permesso circolare sulle strade extraurbane o sulle arterie urbane con un limite superiore a 50 chilometri orari.
I mezzi devono inoltre essere dotati di luci, indicatori di direzione e freni su entrambe le ruote secondo le caratteristiche tecniche stabilite dalla normativa.
Non è possibile trasportare un passeggero
Il monopattino è progettato per una sola persona.
È vietato trasportare:
- un secondo passeggero;
- bambini;
- animali;
- oggetti che impediscano il corretto utilizzo del mezzo.
Il conducente non può inoltre farsi trainare, trainare altri veicoli o condurre animali mentre è in movimento.
Durante la guida devono essere mantenute entrambe le mani sul manubrio. Una mano può essere momentaneamente sollevata soltanto per segnalare una svolta, quando il mezzo non dispone di indicatori luminosi.
Le regole per circolare di notte
Durante le ore notturne il monopattino deve avere le luci accese e funzionanti.
Sono necessarie:
- luce anteriore bianca o gialla;
- luce posteriore rossa;
- catadiottri posteriori;
- indicatori luminosi;
- dispositivi di frenata efficienti.
Da mezz’ora dopo il tramonto, il conducente deve inoltre indossare un giubbotto o delle bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.
Le stesse precauzioni devono essere adottate durante il giorno quando pioggia, nebbia o altre condizioni riducono la visibilità.
Il problema della sosta irregolare
Un’altra criticità riguarda i monopattini lasciati sui marciapiedi.
La normativa vieta la sosta negli spazi pedonali, salvo nelle aree espressamente individuate dal Comune.
I mezzi possono essere parcheggiati negli stalli destinati a biciclette, ciclomotori e motocicli.
A Torino sono previste aree autorizzate per la sosta dei monopattini in sharing. Lasciare il mezzo davanti a un ingresso, su un percorso tattile o in un punto che ostacola il passaggio può creare pericoli soprattutto per persone con disabilità.
I controlli continueranno
L’amministrazione comunale considera casco e assicurazione tra le priorità dei controlli.
Il mancato utilizzo del casco aumenta il rischio di lesioni gravi. L’assenza della polizza lascia invece senza una tutela immediata le persone danneggiate da un eventuale incidente.
Gli agenti del Radiomobile continueranno quindi a verificare la regolarità dei mezzi e il comportamento dei conducenti.
I servizi saranno estesi alle aree segnalate come particolarmente problematiche, soprattutto in presenza di circolazione sui marciapiedi, transito sotto i portici e trasporto irregolare di passeggeri.
FAQ – Casco, targa e assicurazione: cosa sapere
Tra il 16 e il 23 luglio la Polizia Locale ha fermato 342 monopattini e contestato 353 violazioni.
Le contestazioni principali sono state il mancato utilizzo del casco, con 111 multe, e l’assenza dell’assicurazione, con 108 sanzioni.
La copertura di responsabilità civile è obbligatoria dal 16 luglio 2026 per tutti i monopattini elettrici in circolazione.
Sì. Il casco omologato deve essere utilizzato da tutti i conducenti, indipendentemente dall’età.
Le verifiche proseguiranno in centro, nelle periferie, sulle piste ciclabili e nelle aree in cui vengono segnalati transiti sui marciapiedi, sotto i portici o con passeggeri.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



