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Vendemmia 2026 anticipata in Piemonte: Moscato al via nei primi giorni di agosto

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Da Alessandro Maldera

Agosto 01, 2026

L’anticipo della vendemmia 2026 in Piemonte sarà una delle principali conseguenze del caldo e della siccità registrati nelle ultime settimane. Nell’Acquese la raccolta potrebbe iniziare circa dieci giorni prima rispetto al calendario tradizionale.

Le prospettive sulla qualità delle uve sono positive. Restano invece difficili da prevedere le quantità, condizionate dallo stress idrico e dall’andamento meteorologico di agosto.

Il caldo anticipa la vendemmia in Piemonte

Le alte temperature hanno accelerato il ciclo vegetativo della vite e la maturazione dei grappoli. In diverse aree vitivinicole piemontesi l’invaiatura, la fase in cui gli acini iniziano a cambiare colore, è cominciata prima del consueto.

L’anticipo appare particolarmente evidente nella provincia di Alessandria. Nell’Acquese la vendemmia potrebbe partire circa dieci giorni prima rispetto alle date tradizionali.

La situazione non è però uniforme. Età delle viti, esposizione, tipo di terreno e disponibilità d’acqua possono produrre differenze anche tra vigneti vicini.

Il Moscato apre la raccolta nei primi giorni di agosto

Il Moscato sarà tra le prime varietà a essere vendemmiate. Nell’Acquese i primi tagli sono previsti nei giorni iniziali di agosto, mentre normalmente la raccolta entra nel vivo intorno alla metà del mese.

Subito dopo sarà il turno del Brachetto d’Acqui, la cui vendemmia dovrebbe iniziare entro la prima metà di agosto. Anche in questo caso si prevede un anticipo rispetto al 2025.

Le uve presentano una maturazione avanzata e una forte concentrazione zuccherina. Questo elemento può favorire la qualità, ma impone particolare attenzione nella scelta del momento esatto della raccolta.

Il calendario previsto della vendemmia 2026

Primi giorni di agosto: Moscato nell’Acquese
Prima metà di agosto: Brachetto d’Acqui
Metà agosto: Pinot e Chardonnay per le basi spumante dell’Alta Langa
Fine agosto: Cortese e Timorasso
Tra settembre e ottobre: Dolcetto, Nebbiolo, Grignolino e Barbera

Le date potranno cambiare in base alle temperature, alle piogge e alla maturazione raggiunta nei singoli vigneti

Una vendemmia promettente per la qualità

Le prime valutazioni descrivono grappoli sani e ben formati. La pressione della peronospora è rimasta contenuta, mentre anche altre avversità hanno avuto finora un impatto limitato in diverse zone.

Il caldo e la scarsità di piogge hanno ridotto le condizioni favorevoli alla diffusione di alcune malattie fungine. Fioritura e allegagione si sono inoltre svolte regolarmente, anche se in anticipo.

Il quadro fa prevedere uve di buona qualità, ma il risultato definitivo dipenderà dalle prossime settimane. Agosto sarà decisivo per preservare l’equilibrio tra zuccheri, acidità e aromi.

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Le quantità restano difficili da prevedere

Se le prospettive qualitative sono favorevoli, non è ancora possibile formulare una stima attendibile sulla produzione.

Le temperature elevate e la mancanza di precipitazioni stanno causando stress idrico, soprattutto nei vigneti giovani e nei terreni meno profondi. Queste condizioni possono ridurre il peso e il volume degli acini.

Nuovi picchi di calore durante agosto potrebbero quindi limitare le rese. Il rischio è ottenere grappoli sani e concentrati, ma più piccoli e meno pesanti rispetto a un’annata ordinaria.

Le riserve d’acqua accumulate durante l’inverno e le piogge primaverili hanno sostenuto la prima fase della stagione. La siccità estiva sta però rendendo più incerta la parte conclusiva della maturazione.

Le malattie che preoccupano i viticoltori

Il rischio legato alla peronospora appare al momento sotto controllo. Maggiore attenzione viene invece riservata al Mal dell’esca e alla Flavescenza dorata.

Il Mal dell’esca colpisce il legno della vite e può compromettere progressivamente la pianta. La Flavescenza dorata è invece una malattia associata a un fitoplasma, trasmesso attraverso un insetto vettore.

La sua presenza desta particolare preoccupazione in alcune aree della provincia di Alessandria. Monitoraggio dei vigneti e interventi tempestivi saranno quindi necessari anche durante la vendemmia.

Dopo Moscato e Brachetto toccherà all’Alta Langa

Il calendario proseguirà intorno alla metà di agosto con le uve destinate alle basi spumante dell’Alta Langa, soprattutto Pinot Nero e Chardonnay.

Verso la fine del mese dovrebbe cominciare la raccolta di Cortese e Timorasso. Tra settembre e ottobre arriveranno invece le principali varietà rosse piemontesi.

La vendemmia si concluderà progressivamente con Dolcetto, Nebbiolo, Grignolino e Barbera. Si prospetta quindi una stagione lunga quasi due mesi, con date differenti in base a vitigno, altitudine ed esposizione.

Il Monferrato affronta gli effetti del clima

Nel Monferrato le varietà locali stanno mostrando una buona capacità di adattamento. Le escursioni termiche notturne contribuiscono alla formazione degli aromi, soprattutto nelle aree collinari più ventilate.

La gestione del suolo e della chioma sta diventando sempre più importante. Occorre proteggere i grappoli dall’esposizione eccessiva e conservare più a lungo l’umidità presente nel terreno.

Il lavoro nei vigneti sarà determinante per limitare gli effetti delle temperature estreme. Il cambiamento climatico non rappresenta più un fenomeno occasionale, ma un fattore strutturale nella programmazione delle aziende vitivinicole.

La vendemmia parte prima anche nel resto d’Italia

Il Piemonte si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da un generale anticipo della raccolta.

In Sicilia la vendemmia è già iniziata nel Trapanese con le prime varietà bianche precoci. Anche in altre regioni le temperature elevate hanno accelerato la maturazione.

Se le condizioni meteorologiche resteranno favorevoli, il 2026 potrebbe diventare un’annata di livello qualitativo elevato. Per conoscere i quantitativi complessivi sarà però necessario attendere l’avanzamento della raccolta.

Costi, giacenze ed export pesano sulle aziende

Le difficoltà climatiche si aggiungono a una situazione economica complessa. Le imprese devono affrontare l’aumento dei costi di energia, fertilizzanti, materiali e altre materie prime.

Restano inoltre la carenza di manodopera specializzata e il peso della burocrazia. Le aziende devono organizzare una vendemmia anticipata proprio mentre diventa più difficile reperire personale qualificato.

Le giacenze di vino in cantina sono aumentate del 6,7% rispetto all’anno precedente. Nei primi quattro mesi del 2026, inoltre, l’export italiano ha registrato una riduzione del 7% in valore.

La flessione ha raggiunto livelli più elevati negli Stati Uniti, dove la domanda è stata condizionata anche dai nuovi dazi. Questo scenario rende ancora più importante trovare un equilibrio tra quantità raccolte, qualità e capacità di vendita.

Quanto vale il settore vitivinicolo italiano

Nonostante le difficoltà, il vino resta uno dei comparti centrali del Made in Italy.

In Italia sono presenti circa 670 mila ettari di vigneti e 530 mila imprese coinvolte nella filiera. Il settore garantisce lavoro a circa 870 mila persone.

Il fatturato diretto raggiunge circa 14 miliardi di euro, mentre l’impatto economico complessivo supera i 45 miliardi. La bilancia commerciale mantiene un saldo positivo di circa 7,2 miliardi di euro all’anno.

Numeri che confermano il ruolo strategico del comparto, ma anche la necessità di affrontare le trasformazioni climatiche, produttive e commerciali già in corso.

FAQ – Caldo e vendemmia in Piemonte: le risposte utili

Quando inizierà la vendemmia 2026 in Piemonte?

Nell’Acquese la raccolta del Moscato dovrebbe partire nei primi giorni di agosto, con circa dieci giorni di anticipo.

Quali saranno le prime uve raccolte?

Le prime varietà saranno Moscato e Brachetto. Seguiranno le uve destinate alle basi spumante dell’Alta Langa.

Perché la vendemmia è in anticipo?

Il caldo e la siccità hanno accelerato il ciclo vegetativo della vite, l’invaiatura e la maturazione dei grappoli.

Come sarà la qualità delle uve?

Le prime valutazioni sono positive. I grappoli appaiono sani e presentano una buona concentrazione zuccherina, ma agosto sarà decisivo.

La produzione sarà inferiore?

È ancora presto per stabilirlo. Lo stress idrico e nuovi picchi di calore potrebbero ridurre peso e dimensioni dei grappoli.

Quando saranno raccolti Nebbiolo e Barbera?

Le varietà rosse più tardive, tra cui Nebbiolo e Barbera, saranno raccolte progressivamente tra settembre e ottobre.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende