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Imparare l’inglese da adulti: perché è spesso difficile?

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Da Alessandro Maldera

Luglio 20, 2026

Imparare l’inglese da adulti: sono tantissime le persone che, oggi come oggi, hanno questa necessità pratica a dir poco importante. Passano gli anni, si susseguono le fasi lavorative ed economiche, ma la lingua anglosassone rimane il punto di riferimento nevralgico per il mondo del business.

Chi ha figli piccoli oggi sa bene che è normale trovarsi davanti alle proposte di asili nido bilingue e sfogliare in libreria volumi con storie in inglese, per non parlare dei cartoni. Ecco, in passato non era affatto così. Nonostante la fascinazione per contesti internazionali, in particolare per gli USA, chi ha già qualche capello bianco in testa e un’esperienza lavorativa anche importante ha cominciato a studiare inglese solo – quando andava bene – alla fine della scuola primaria.

Questo porta, a carriera iniziata e spesso ricca di successi, ad affrontare momenti in cui ci si accorge che la propria conoscenza non è più adeguata e, anzi, a un livello così basso da poter causare problemi di competitività in uno scenario professionale sempre più dinamico. Mettersi a studiare una lingua da adulti, spesso conoscendola in maniera superficiale, è spesso visto come un’impresa a dir poco complessa.

Si tratta di una convinzione sorretta da diversi motivi, che meritano di essere analizzati.

Le differenze rispetto all’italiano

Uno dei primi fattori che rendono complesso imparare l’inglese da adulti sono le innegabili – e importanti – differenze rispetto all’italiano. Tra le principali spicca indubbiamente la pronuncia, nonché la presenza di suoni che, come il celebre “th”, non sono presenti nella nostra lingua. Anche la gestione degli accenti può risultare ostica per un adulto abituato a parlare italiano e ad avere a che fare poco con l’inglese.

Un doveroso cenno va dedicato ai tempi verbali, che sono in numero maggiore rispetto all’italiano perché l’inglese è una lingua decisamente più analitica. 

Da non dimenticare sono anche i cosiddetti “false friends”. Si tratta di parole che hanno una grafia simile a termini italiani dal significato totalmente diverso. Un esempio su tutti (noto anche per via di un titolo cinematografico amatissimo dagli animi romantici)? L’avverbio “actually”, che non si traduce con “attualmente” ma con l’espressione “in realtà”.

Paura di sbagliare

In età adulta, magari con traguardi professionali di spicco alle spalle, il pensiero di sbagliare qualcosa è visto come un vero incubo. Non è colpa del singolo individuo, ma di una società che ci vuole attori protagonisti di performance esasperate e irrealistiche e che non ci insegna che la vita, con i suoi cambiamenti, è un percorso in cui si impara anche dai momenti complessi.

Questo atteggiamento mentale porta tantissime persone ad aver paura di mettersi in gioco davanti agli altri in un percorso come l’apprendimento di una lingua. A rendere tutto ancora più radicato ci pensa la convinzione di non avere talento, un pensiero totalmente errato (e nelle prossime righe spiegheremo meglio perché).

Poco tempo

Il tempo è il nostro bene più prezioso, un capitale che, una volta consumato, non torna indietro. In età adulta e quando si lavora otto ore e oltre è oggettivamente risicato. Questo può rendere ancora più difficile il raggiungimento degli obiettivi legati alla conoscenza dell’inglese. Il problema si può risolvere con un approccio mirato di time management.

Con mezz’ora al giorno, anche alla fine di tutti gli impegni della giornata, gestita senza distrazioni, a partire dalle notifiche dello smartphone, si possono ottenere risultati eccellenti.

Metodo noioso

Molto spesso, il problema più grosso per gli adulti che studiano inglese è legato al metodo, eccessivamente focalizzato su regole grammaticali noiose e ripetitive. Oggi come oggi, le scuole più innovative ne adottano uno totalmente diverso: il metodo naturale, quello che usiamo inconsciamente per parlare la nostra lingua madre (ecco spiegato perché non servono particolari talenti per imparare bene l’inglese).

Si parte dalla confidenza pratica con i fonemi per arrivare, con il giusto tempo e in maniera fluida, alla costruzione delle frasi, sempre con un focus spiccato sul parlato quotidiano. Il corso di inglese a Torino di Wall Street English, brand con alle spalle oltre cinque decenni di storia, è basato su questo approccio e, non a caso, è tra i più scelti da chi, ormai non più giovane, ha bisogno di migliorare il proprio inglese o di iniziare il viaggio dell’apprendimento da zero. 

Con il metodo naturale, il percorso è tutto tranne che noioso proprio perché si vive con quell’immediatezza che caratterizza lo sviluppo del linguaggio infantile.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende