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Multe ai monopattini a Torino nel 2025: oltre 12 mila sanzioni tra soste irregolari, casco e sicurezza

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Da Alessandro Maldera

Maggio 22, 2026

Il numero multe monopattini a Torino 2025 racconta una stretta sempre più evidente sulla mobilità leggera. Nel corso dell’anno le sanzioni per monopattini e biciclette sono arrivate a 12.730, quasi tre volte quelle del 2024. Il dato riguarda soste irregolari, mancato uso del casco, guida sui marciapiedi e altri comportamenti vietati. Inoltre, l’aumento dei verbali si intreccia con un tema più ampio: la difficile convivenza tra mezzi in sharing, pedoni, automobilisti e sicurezza stradale.

Mobilità leggera a Torino: le sanzioni che raccontano il problema

Anno: 2025
Sanzioni totali: 12.730 per monopattini e biciclette
Confronto 2024: nel 2024 erano state 4.097
Soste irregolari: 8.318 verbali
Comportamenti alla guida: 4.412 sanzioni
Mancato casco: 2.859 multe

Numero multe monopattini a Torino 2025: il dato principale

Nel 2025 a Torino sono state registrate 12.730 sanzioni legate alla mobilità leggera. Il dato comprende monopattini e biciclette, con particolare attenzione ai mezzi in sharing.

Rispetto al 2024, quando le multe erano state 4.097, l’aumento è molto netto. In un solo anno, infatti, le sanzioni sono quasi triplicate.

La media è di circa 35 multe al giorno. In altre parole, significa poco meno di una multa e mezza ogni ora nell’arco della giornata.

Il dato fotografa un problema ormai quotidiano. Da un lato, monopattini e bici restano mezzi utili per spostarsi in città. Dall’altro, però, l’uso scorretto continua a generare disagi, soprattutto nelle zone più dense e frequentate di Torino.

Quante multe sono state fatte ai monopattini a Torino nel 2025

Alla domanda “Quante multe sono state fatte ai monopattini a Torino nel 2025?” bisogna rispondere con una precisazione.

Il dato complessivo disponibile parla di 12.730 sanzioni per monopattini e biciclette. Non tutte, quindi, riguardano esclusivamente i monopattini. Tuttavia, una parte rilevante delle violazioni è collegata proprio all’uso dei monopattini elettrici, soprattutto per sosta irregolare, mancato casco e circolazione in aree vietate.

Nel dettaglio, le multe si dividono in due grandi categorie:

8.318 sanzioni per soste irregolari
4.412 sanzioni per comportamenti scorretti dei conducenti

Tra le violazioni alla guida spicca il mancato uso del casco, con 2.859 multe. Inoltre, restano frequenti anche la guida in due sullo stesso monopattino e la circolazione su marciapiedi o portici.

Le multe più frequenti: sosta, casco e marciapiedi

La violazione più diffusa resta la sosta irregolare. Molti mezzi vengono lasciati sui marciapiedi, vicino agli attraversamenti, davanti agli ingressi o in punti che ostacolano il passaggio.

Questo crea problemi soprattutto a pedoni, persone anziane, famiglie con passeggini e persone con disabilità. Per questo motivo, i controlli si concentrano spesso nelle aree dove il passaggio pedonale è più intenso.

Inoltre, una quota importante di multe riguarda il mancato utilizzo del casco. Dopo l’introduzione dell’obbligo, molti conducenti non si sono ancora adeguati. Di conseguenza, le sanzioni per guida senza casco sono diventate una delle voci più rilevanti.

Restano poi i comportamenti vietati più noti: circolare sui marciapiedi, passare sotto i portici, viaggiare in due sullo stesso mezzo o usare il monopattino in modo pericoloso.

Quanto costano le multe per monopattini e bici a Torino

Le sanzioni cambiano in base al tipo di violazione e al mezzo coinvolto.

Per un monopattino elettrico in sosta sul marciapiede, la multa è di 28 euro se pagata entro cinque giorni. Se invece il pagamento non avviene nei tempi ridotti, l’importo sale a 41 euro.

Per le biciclette parcheggiate in modo irregolare, la sanzione è più alta. In questo caso si parte da 60 euro, che diventano 87 euro se il pagamento non viene effettuato rapidamente.

Da tempo, quindi, anche sui mezzi in sharing compaiono i verbali lasciati dalla Polizia Locale. Non si tratta più di episodi isolati, ma di un sistema di controllo diventato costante.

Dove vengono fatte più multe a Torino

La distribuzione delle sanzioni mostra una mappa abbastanza chiara tra le Circoscrizioni di Torino.

Al primo posto c’è la Circoscrizione 1, cioè il centro cittadino. Qui la presenza di pedoni, uffici, negozi, università, locali e mezzi in sharing rende più frequenti sia le violazioni sia i controlli.

Seguono la Circoscrizione 8, che comprende zone come San Salvario e Lingotto, e la Circoscrizione 7, dove rientrano Vanchiglia e Borgo Rossini.

Sono aree molto frequentate, con forte presenza studentesca, movida, locali e spostamenti brevi. Di conseguenza, bici e monopattini vengono usati spesso, ma non sempre parcheggiati o guidati correttamente.

Nelle altre circoscrizioni i numeri risultano più contenuti, anche per una minore concentrazione di mezzi e flussi pedonali.

Chi paga le multe sui monopattini in sharing

Nel caso dei mezzi in sharing, la gestione della multa non è sempre uguale.

Formalmente, la sanzione viene addebitata agli operatori del servizio. Successivamente, ogni azienda applica una propria politica nei confronti degli utenti.

Alcuni operatori possono scegliere di non ribaltare direttamente la multa sul cliente. In certi casi, però, applicano penalità interne per chi parcheggia male o viola le regole del servizio.

Altre società, invece, dopo aver ricevuto il verbale, risalgono all’ultimo utilizzatore del mezzo e gli addebitano l’importo della sanzione.

Per questo, chi usa monopattini in sharing non dovrebbe pensare che il mezzo “anonimo” renda impossibile essere individuati. Le piattaforme possono ricostruire l’ultimo utilizzo e collegare la violazione all’account.

Torino resta una delle città italiane con più monopattini

Nonostante la riduzione dei mezzi in sharing in Italia, Torino resta una città centrale per la micromobilità.

Nel 2021 erano presenti otto operatori e circa 4.600 monopattini. Oggi gli operatori sono cinque, ma Torino mantiene comunque una disponibilità di circa 3.000 mezzi.

Il dato resta significativo. Infatti, Torino ha più operatori di qualsiasi altra città italiana, pur avendo meno mezzi rispetto a Roma, che arriva a circa 13 mila monopattini.

Milano, invece, ha ridotto drasticamente l’offerta, fino a circa 1.600 unità.

In Italia, più in generale, la flotta complessiva dei monopattini in sharing è scesa a circa 30 mila mezzi, un numero inferiore persino a quello del 2020, anno di avvio del servizio.

Sicurezza: incidenti ancora troppo frequenti

Il tema delle multe si collega direttamente alla sicurezza stradale.

Nei primi cinque mesi del 2025, a Torino gli incidenti con protagonista un monopattino erano già arrivati a 109. In 91 casi si è registrato almeno un ferito.

Le persone coinvolte sono state 102 e si sono registrate anche due vittime, entrambe conducenti del mezzo.

Sono numeri pesanti, perché mostrano che il problema non riguarda solo il decoro urbano o la sosta selvaggia. Riguarda anche il rischio reale per chi guida, per chi cammina e per chi condivide la strada.

Di conseguenza, l’aumento dei controlli non può essere letto solo come una stretta repressiva. È anche il tentativo di riportare ordine in un settore che continua a crescere, ma che non ha ancora trovato un equilibrio stabile.

Perché le multe sono aumentate così tanto

L’aumento delle multe dipende da più fattori.

Prima di tutto, i controlli della Polizia Locale sono diventati più frequenti. Inoltre, l’introduzione di nuove regole, come l’obbligo del casco per i conducenti di monopattino, ha creato nuove condizioni per le sanzioni.

C’è poi un tema di comportamento. Molti utenti continuano a usare monopattini e biciclette come mezzi rapidi e comodi, ma senza rispettare sempre spazi, limiti e divieti.

Infine, la grande diffusione dei mezzi in sharing rende più visibile il problema. Un monopattino parcheggiato male non resta nascosto: occupa un marciapiede, blocca un passaggio, crea intralcio e spesso genera segnalazioni.

Micromobilità utile, ma ancora disordinata

I monopattini e le biciclette in sharing restano una risorsa importante per Torino. Permettono spostamenti brevi, riducono l’uso dell’auto privata e possono alleggerire la pressione sul trasporto pubblico.

Tuttavia, il dato del 2025 mostra che la micromobilità torinese è ancora fragile. Il problema non è l’esistenza dei monopattini, ma il modo in cui vengono guidati, parcheggiati e controllati.

Per funzionare davvero, questi mezzi hanno bisogno di regole chiare, spazi dedicati, controlli costanti e maggiore responsabilità da parte degli utenti.

Il numero delle multe ai monopattini a Torino nel 2025 dimostra proprio questo: la mobilità leggera può essere utile, ma senza comportamenti corretti rischia di trasformarsi in un problema quotidiano per tutta la città.

FAQ – Sanzioni, casco e parcheggi dei monopattini a Torino

Quante multe sono state fatte ai monopattini a Torino nel 2025?

Nel 2025 a Torino sono state registrate 12.730 sanzioni legate a monopattini e biciclette. Il dato comprende sia soste irregolari sia comportamenti scorretti alla guida.

Le 12.730 multe riguardano solo i monopattini?

No. Il dato complessivo riguarda monopattini e biciclette. Tuttavia, molte violazioni sono legate all’uso dei monopattini elettrici, soprattutto per sosta irregolare, mancato casco e circolazione sui marciapiedi.

Qual è la violazione più frequente?

La violazione più frequente è la sosta irregolare, con 8.318 sanzioni. Molti mezzi vengono lasciati sui marciapiedi o in punti che ostacolano il passaggio dei pedoni.

Quante multe sono state fatte per il mancato uso del casco?

Nel 2025 le multe per mancato utilizzo del casco sono state 2.859. Il dato conferma che molti utenti non hanno ancora recepito pienamente l’obbligo.

Chi paga la multa se il monopattino è in sharing?

La multa viene formalmente addebitata all’operatore del servizio. Poi ogni società decide come gestirla: alcune applicano penalità interne, altre possono addebitare l’importo all’ultimo utilizzatore del mezzo.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende