Torino prepara 7 mila nuovi alberi entro il 2028: più piantumazioni per viali storici e parchi urbani

Da Alessandro Maldera
Maggio 12, 2026

7 mila nuovi alberi a Torino per il 2028: è l’obiettivo del nuovo piano verde con cui la Città vuole accelerare sulle piantumazioni. Dopo i 1.577 alberi messi a dimora nel 2024 e i 1.678 del 2025, il Comune punta a superare quota duemila già nel 2026. Inoltre, il progetto servirà a ricucire i filari dei grandi viali storici, dove malattie, siccità e abbattimenti hanno lasciato molti vuoti. Le nuove risorse arriveranno da Compagnia di San Paolo, mutui comunali e compensazioni legate a opere pubbliche e interventi privati.
Nuovi alberi a Torino: i dati principali
- Obiettivo: 7 mila nuovi alberi a Torino entro il 2028
- Piantumazioni 2024: 1.577 alberi
- Piantumazioni 2025: 1.678 alberi
- Obiettivo 2026: superare quota 2 mila nuovi alberi
- Alberi previsti dal bando Compagnia di San Paolo: 2.500 in tre anni
- Fondi Compagnia di San Paolo: 2,5 milioni di euro
- Altezza delle nuove piante: tra 3 e 5 metri
- Aree prioritarie: grandi viali, corso Vittorio Emanuele II, corso Moncalieri, Valentino e Michelotti
7 mila nuovi alberi a Torino per il 2028: cosa prevede il piano
Torino vuole aumentare in modo deciso il numero di alberi piantati ogni anno.
Il piano punta ad arrivare a 7 mila nuovi alberi entro il 2028, più del doppio rispetto al ritmo registrato negli ultimi anni. Nel 2024 erano stati piantati 1.577 alberi, mentre nel 2025 il dato era salito a 1.678.
Ora l’obiettivo è superare quota 2 mila nuove piantumazioni già entro il 2026. Di conseguenza, i prossimi tre anni saranno decisivi per capire se Torino riuscirà davvero a cambiare passo sul verde urbano.
Non si parla di piccole piantine appena avviate. Le nuove alberature saranno già strutturate, alte tra tre e cinque metri, così da contribuire più rapidamente alla ricostruzione dei filari e alla qualità dello spazio pubblico.
Perché Torino vuole accelerare sulle piantumazioni
Il piano nasce da un problema concreto: molti viali storici della città hanno perso continuità.
Negli ultimi anni, malattie, siccità, stress climatico e abbattimenti hanno lasciato centinaia di fallanze, cioè spazi vuoti tra un albero e l’altro. Questi vuoti indeboliscono l’immagine dei grandi corsi alberati e riducono anche la funzione ambientale del verde.
Torino ha circa 200 chilometri di viali alberati. Per questo motivo, intervenire sui filari non significa soltanto piantare nuovi alberi, ma ricostruire una parte importante del paesaggio urbano.
Inoltre, le alberature hanno un ruolo sempre più importante nella città contemporanea. Aiutano a ombreggiare le strade, mitigare il caldo, migliorare la qualità dell’aria e rendere più vivibili marciapiedi, piazze e percorsi pedonali.
Le risorse: Compagnia di San Paolo, mutui e compensazioni
L’accelerazione sulle piantumazioni sarà sostenuta da più linee di finanziamento.
La parte più rilevante arriva dal bando da 2,5 milioni di euro della Compagnia di San Paolo, vinto nell’autunno precedente. Questo finanziamento permetterà di mettere a dimora 2.500 alberi in tre anni.
A queste risorse si aggiungeranno i mutui comunali, tornati utilizzabili dopo gli anni segnati dalle limitazioni del Patto per Torino. Il Comune punta a destinare circa 750 mila euro anche al verde pubblico.
Inoltre, sono previste compensazioni legate alle opere pubbliche e agli abbattimenti effettuati dai privati. Questo significa che una parte delle nuove piantumazioni arriverà da obblighi di riequilibrio ambientale collegati ad altri interventi sul territorio.
I 2.500 alberi finanziati da Compagnia di San Paolo
Il finanziamento della Compagnia di San Paolo è uno dei cardini del piano.
La previsione è di piantare 2.500 alberi in tre anni. Il calendario indicato prevede 1.000 alberi entro il 2026, di cui 330 già messi a dimora durante l’inverno e circa 700 previsti in autunno.
Successivamente, il piano dovrebbe proseguire con altri 1.000 alberi nel 2027 e 500 nel 2028.
Questa parte del progetto è pensata soprattutto per i grandi viali storici, dove la continuità dei filari è uno degli elementi più riconoscibili dell’identità torinese.
Dove saranno piantati i nuovi alberi
Gli interventi riguarderanno soprattutto i grandi assi viari.
Tra le aree indicate ci sono corso Vittorio Emanuele II e corso Moncalieri, due viali importanti sia dal punto di vista della mobilità sia da quello paesaggistico.
Inoltre, il piano coinvolgerà anche alcuni parchi cittadini, tra cui il Valentino e il Michelotti. Si tratta di zone molto frequentate, dove la qualità del verde ha un impatto diretto sulla fruizione quotidiana degli spazi.
L’obiettivo, quindi, non è distribuire alberi in modo casuale. Al contrario, il piano punta a intervenire dove i vuoti sono più evidenti e dove le nuove piantumazioni possono generare un beneficio urbano maggiore.
Il problema degli abbattimenti
Il piano arriva dopo anni segnati da numerosi abbattimenti.
Nel 2022 gli alberi abbattuti sono stati 1.209. Nel 2023, invece, il dato è salito fino a 3.478. Numeri così alti hanno aumentato la pressione sul Comune e reso più urgente una strategia di sostituzione.
Naturalmente, non tutti gli abbattimenti sono evitabili. Alcuni alberi vengono rimossi perché malati, instabili o pericolosi. Tuttavia, quando le sostituzioni non procedono con lo stesso ritmo, la città perde progressivamente copertura verde.
Per questo, il tema non è solo piantare nuovi alberi. È anche garantire manutenzione, controlli, irrigazione, scelta corretta delle specie e capacità di far sopravvivere le piante nei primi anni.
Compensazioni pubbliche e private
Una parte delle nuove piantumazioni arriverà dalle compensazioni legate alle opere pubbliche.
Solo nel 2026 sono già stati recuperati circa 131 mila euro dagli interventi collegati alla Torino-Ceres e alla nuova stazione Fossata. Da questa voce, Palazzo Civico conta di ottenere circa 400 nuove piantumazioni.
Più complesso, invece, il capitolo dei privati. Il nuovo regolamento comunale prevede che chi abbatte un albero debba compensare piantandone tre nuovi.
Per ora, però, i risultati sono ancora limitati. A fronte di 137 alberi abbattuti, le nuove messe a dimora risultano soltanto una ventina. Questo indica che il meccanismo delle compensazioni private dovrà essere monitorato meglio per diventare davvero efficace.
Perché servono alberi già strutturati
Una parte importante del piano riguarda la scelta di piantare alberi già alti tra tre e cinque metri.
Questa decisione ha un peso pratico. Gli alberi più strutturati possono contribuire più rapidamente alla ricostruzione dei filari e alla percezione visiva del viale. Inoltre, se ben gestiti, possono inserirsi meglio in contesti urbani dove serve un effetto paesaggistico più immediato.
Tuttavia, piante più grandi richiedono anche cure adeguate. Nei primi anni dopo la messa a dimora sono fondamentali irrigazione, protezione, controllo dell’attecchimento e manutenzione.
Perciò, la riuscita del piano non dipenderà solo dal numero di alberi piantati, ma anche dalla capacità di accompagnarli nel tempo.
Il ruolo dei grandi viali torinesi
I viali alberati sono una delle immagini più forti di Torino.
Non sono soltanto elementi decorativi. Sono infrastrutture verdi che accompagnano il traffico, proteggono i marciapiedi, danno ombra e contribuiscono alla qualità dello spazio pubblico.
Per questo, ricostruire i filari storici significa lavorare sull’identità stessa della città. Corso Vittorio Emanuele II, corso Moncalieri e gli altri assi coinvolti non sono semplici strade: sono spazi urbani riconoscibili, vissuti ogni giorno da migliaia di persone.
Inoltre, il verde lungo i viali può aiutare ad affrontare uno dei problemi più forti delle città contemporanee: il caldo estremo. Con estati sempre più difficili, ogni albero in più può fare la differenza, purché sia scelto e curato nel modo giusto.
FAQ – Cosa sapere sul piano verde di Torino entro il 2028
Il piano prevede 7 mila nuovi alberi a Torino entro il 2028, con un’accelerazione rispetto al ritmo degli anni precedenti.
Nel 2024 sono stati piantati 1.577 alberi, mentre nel 2025 le nuove piantumazioni sono salite a 1.678.
Gli interventi riguarderanno soprattutto grandi viali e parchi cittadini. Tra le aree indicate ci sono corso Vittorio Emanuele II, corso Moncalieri, il Valentino e il Michelotti.
Le risorse arriveranno da più canali: il bando da 2,5 milioni di euro della Compagnia di San Paolo, mutui comunali, compensazioni per opere pubbliche e compensazioni legate agli abbattimenti privati.
Torino deve ricucire i vuoti nei filari storici causati da malattie, siccità e abbattimenti. Inoltre, più alberi aiutano a migliorare ombra, qualità dell’aria, vivibilità urbana e adattamento al caldo.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



