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Gaspare Bona: imprenditore piemontese, pilota e musicista tra Carignano, Torino e Caselle

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Da Alessandro Maldera

Maggio 02, 2026

Gaspare Bona è una di quelle biografie che sembrano tre vite nello stesso corpo. Nato a Carignano nel 1895, guida la ditta tessile di famiglia con attenzione concreta agli operai e, intanto, corre su auto da gara, vola con passione e compone musica. E proprio tra Torino e Caselle si chiude la sua storia, nel 1940, con una morte in servizio che lo trasforma in memoria locale.

Gaspare Bona in breve: industria, motori e cielo

  • Carignano: guida la ditta tessile di famiglia, con attenzione a salari e qualità della vita degli operai (1930–1940)
  • Torino: rete industriale e culturale, tra musica, sport e ambienti cittadini
  • Pinin Farina: tra i fondatori (22 maggio 1930) e primo presidente del CdA
  • Automobilismo: anni Venti tra Lambda, Bugatti e Alfa Romeo, con vittorie e circuiti
  • Aviazione: dal volo da dilettante alla Regia Aeronautica (Maggiore pilota)
  • Caselle: morte in volo il 25 novembre 1940 durante una prova su Fiat C.R.42

Chi era Gaspare Bona: la scheda essenziale

Nato a Carignano il 18 dicembre 1895, Gaspare Bona fu dirigente d’azienda, pilota automobilistico, aviatore e musicista. Morì a Caselle il 25 novembre 1940, dopo un incidente in volo durante una prova su un Fiat C.R.42.

Origini familiari e formazione: dal Biellese al Piemonte industriale

Bona era figlio dell’industriale Valerio Massimo Bona (1851–1898), di famiglia originaria di Sordevolo (Biella), e di Federica Cassinis (1866–1958). Rimasto orfano da bambino, entrò presto nell’azienda tessile di famiglia, la “Valerio ed Eugenio Fratelli Bona” di Carignano, lavorando insieme al fratello Lorenzo Valerio Bona.

Da giovane, però, non rimase fermo: studiò a Verviers, in Belgio, all’École Textile. Poi, inoltre, fu inviato in America Latina per una delicata operazione di collocazione di merci in una fase di crollo dei prezzi. Nel 1921–1922 rientrò a Carignano e si avviò alla direzione dell’azienda, partendo dal settore tecnico dei disegnatori con Lorenzo Delleani.

Carignano e Torino: una leadership “sociale” negli anni difficili

Tra 1930 e 1940, cioè nel decennio più delicato, Gaspare Bona ebbe un ruolo dirigenziale determinante. E qui la sua figura si fa interessante: invece di ragionare solo per tagli, puntò a privilegiare i soci con responsabilità dirette e, soprattutto, a salvaguardare salari e qualità della vita degli operai. Non è retorica: è un tratto ripetuto nelle memorie e nelle ricostruzioni su di lui.

Nell’ottobre 1923, inoltre, acquistò da Alberto Delleani una villa con parco a Carignano, dove visse scapolo coltivando interessi letterari, musicali e sportivi.

L’anello torinese: Pinin Farina e la Juventus

Torino, intanto, entra nella storia di Bona anche per le relazioni industriali e sportive.

  • Il 22 maggio 1930 fondò con Battista Farina detto Pinin, Giovanni Battista Devalle, Pietro Monateri, Arrigo De Angeli e Vincenzo Lancia la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina (poi nota come Pininfarina), diventandone anche primo Presidente del Consiglio d’Amministrazione.
  • Nel 1931, con il fratello Lorenzo, partecipò alla spartizione del deficit del Foot-Ball Club Juventus, in un contesto dove la famiglia aveva legami con l’ambiente bianconero.

Qui, quindi, Bona non è solo “personaggio locale”: è un nodo tra Carignano, Torino e l’industria che cambia pelle.

Il pilota: vittorie, rivalità e circuiti negli anni Venti

La parte automobilistica è una cavalcata vera, e pure precisa.

  • 1923: corre su Lancia Lambda alla Susa–Moncenisio, arrivando secondo dietro Maserati; nello stesso anno vince l’Aosta–Gran San Bernardo
  • 1925: partecipa con la Lambda al circuito di Alessandria, poi passa a una Bugatti T35B e frequenta diversi Gran Premi
  • 1926: vince la San Remo–San Romolo
  • 20 marzo 1927: vince il Circuito Pozzo a Verona
  • 8 maggio 1927: vince il IV Alessandria Circuit, premio di 10.000 lire, dopo un duello con Umberto Pugno (tempo 2 ore 47 minuti 19 secondi, media 91,798 km/h)
  • 1927: vince anche il Circuito del Savio (Ravenna)
  • È ricordato come rivale “storico” di Emilio Materassi: al Circuito di Perugia del 1927 ci fu un inseguimento spericolato, interrotto da un guasto meccanico; poi arrivò la “rivincita” al Reale Premio Roma, gara vinta da Tazio Nuvolari
  • 1928: su Alfa Romeo è primo di categoria nella Susa–Moncenisio, nella Biella–Oropa e nella coppa Abruzzi
  • Il suo meccanico abituale era Luigi Sacchiero

Insomma: prima vince, poi rallenta l’attività agonistica, e però non “si spegne”. Cambia aria, letteralmente.

Il cielo sopra Torino: volo, Aero Club e l’incidente di Caselle

Finita la stagione delle vittorie, Bona si dedica da dilettante al volo: usa un Caproni Ca.113 negli anni 1932–1938, poi un Miles M.11A Whitney Straight dal 9 febbraio 1938.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, inoltre, si arruola volontario nella Regia Aeronautica: è Maggiore pilota, nel 53º stormo C.T., e partecipa a una campagna nel Mediterraneo. Pochi mesi dopo, però, precipita al campo di volo di Caselle, durante un volo di prova su Fiat C.R.42.

Nelle memorie a lui dedicate si insiste su un punto: durante un’esercitazione il suo aereo avrebbe avuto un grave guasto e lui avrebbe provato a non cadere sull’abitato, dirigendo il velivolo verso il campo di volo, dove avvenne l’impatto fatale. È la classica scelta senza applausi: la fai e basta, e poi non la racconti più.

Fede e gesto simbolico: il pellegrinaggio aereo

Bona era Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e, negli anni Trenta, compì anche un pellegrinaggio aereo a Gerusalemme. È un dettaglio che “spiega” molto del suo carattere: disciplina, rischio, e un’idea di fede vissuta come azione, non come posa.

Il musicista: Torino come palcoscenico

La parte musicale è sorprendente perché non è un hobby buttato lì.

Da giovane studiò violino (allievo del maestro Giovannetti), poi passò a pianoforte e composizione con Ercole Giaccone e Giulio Gedda, docente al conservatorio di Torino. Scrisse liriche per canto e pianoforte, e soprattutto un vasto poema orchestrale, “Visioni”, eseguito in più città (tra cui Torino) sotto la direzione del maestro Willy Ferrero.

Compose inoltre l’operetta “La leggenda dello smeraldo” (1929–1930), rappresentata con successo in vari teatri: a Torino, al teatro Balbo, rimase in cartellone per 18 sere consecutive. In seguito scrisse anche un intermezzo per piccola orchestra, composizioni minori e un’Ave Maria dedicata alla madre; una nuova grande opera orchestrale rimase incompiuta per la morte.

Composizioni (selezione fedele ai dati disponibili)

  • La leggenda dello smeraldo (operetta; edizioni torinesi 1930, con materiali e riduzioni editoriali)
  • Midi (lirica; 1936)
  • Je rêve (1936)
  • Il fiore di pesco (1936)
  • Ninna nanna dolorosa (1936)
  • Primavera (1937)

FAQ – Guida-lampo a Gaspare Bona tra Torino e Carignano

Gaspare Bona era soprattutto un imprenditore o un pilota?

Era entrambe le cose, e in periodi diversi pesavano in modo diverso. Guidò l’azienda tessile di famiglia a Carignano (con ruolo forte nel 1930–1940), però negli anni Venti fu anche un pilota automobilistico attivo e vincente, prima di spostare molta energia sul volo.

Qual è il legame più forte con Torino?

Il legame è doppio: industriale e culturale. Da un lato partecipò alla nascita della Carrozzeria Pinin Farina nel 1930 e frequentò reti torinesi (anche sportive, come l’area Juventus). Dall’altro studiò e creò musica con riferimenti diretti alla città, dove alcune opere ebbero risonanza.

Che ruolo ebbe nella nascita di Pininfarina?

Fu tra i fondatori della società il 22 maggio 1930 insieme a Battista Farina “Pinin”, Devalle, Monateri, De Angeli e Vincenzo Lancia. Inoltre ne fu primo Presidente del Consiglio d’Amministrazione, quindi non una firma simbolica.

Come morì a Caselle nel 1940?

Morì il 25 novembre 1940 in un incidente al campo di volo di Caselle, durante una prova su Fiat C.R.42. Le testimonianze commemorative insistono sul tentativo di evitare l’abitato, dirigendo il velivolo verso il campo.

È vero che fu anche compositore “serio” e non solo dilettante?

Sì. Studiò con maestri legati anche a Torino, compose liriche e lavori orchestrali, e soprattutto firmò l’operetta “La leggenda dello smeraldo” (1929–1930), rappresentata con successo: a Torino arrivò a 18 sere consecutive al teatro Balbo.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende