Conca di Cassafrera: altipiano glaciale, accessi escursionistici e ambiente selvaggio sopra il Vallone del Gravio

Da Alessandro Maldera
Aprile 19, 2026

La Conca di Cassafrera è uno degli ambienti più severi e affascinanti del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè. Si trova a circa 2200 metri di quota, alla testata del Vallone del Gravio, e si presenta come un grande altipiano d’alta montagna fatto di praterie alpine, pietraie e blocchi di roccia. Inoltre, tutto intorno si alzano alcune delle cime più importanti di questo settore delle Alpi Cozie.
Non è un luogo da cartolina facile. Al contrario, la Conca di Cassafrera colpisce proprio per il suo aspetto ruvido, glaciale e aperto. E proprio per questo è una meta molto amata da chi cerca escursioni vere, silenzio, spazio e un paesaggio che non ha bisogno di abbellimenti.
Focus e coordinate sulla Conca
Dove si trova la Conca di Cassafrera
La conca si trova in Piemonte, nella Città Metropolitana di Torino, tra i territori di San Giorio di Susa e Villar Focchiardo. Fa parte del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè, istituito nel 1980, e appartiene alla parte alta del Vallone del Gravio, piccola valle laterale della Val di Susa scavata dal torrente Gravio.
Dal punto di vista geografico è un luogo di collegamento tra più vallate. Infatti la conca comunica con i versanti vicini attraverso diversi colli e porte naturali, e proprio questa rete di passaggi ne aumenta il valore escursionistico.
Com’è fatta la conca e perché il paesaggio è così particolare
La Conca di Cassafrera è un altipiano d’alta quota che conserva in modo molto leggibile i segni dell’antica attività glaciale. Un tempo, infatti, qui era presente un ghiacciaio. Oggi, invece, il paesaggio mostra una grande distesa di pietraie, sfasciumi e grossi blocchi di roccia, cioè tutto quello che resta del lavoro compiuto dal ghiaccio nel modellare il terreno.
Perciò la conca non è solo bella: è anche geologicamente eloquente. Ci sono pochi alberi, molto spazio aperto e un’alternanza continua tra erba alta di quota e roccia nuda. Quindi l’impressione generale è quella di un ambiente austero, ampio e molto alpino.
La Conca di Cassafrera è uno degli ambienti più severi e affascinanti del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè. Si trova a circa 2200 metri di quota, alla testata del Vallone del Gravio, e si presenta come un grande altipiano d’alta montagna fatto di praterie alpine, pietraie e blocchi di roccia. Inoltre, tutto intorno si alzano alcune delle cime più importanti di questo settore delle Alpi Cozie.
Non è un luogo da cartolina facile. Al contrario, la Conca di Cassafrera colpisce proprio per il suo aspetto ruvido, glaciale e aperto. E proprio per questo è una meta molto amata da chi cerca escursioni vere, silenzio, spazio e un paesaggio che non ha bisogno di abbellimenti.
Le cime che circondano la Conca di Cassafrera
La conca è chiusa e protetta da una corona di montagne molto riconoscibili. Le principali sono:
- Punta Cristalliera (2801 m)
- Monte Rocciavrè (2776 m)
- Punta Pian Paris (2738 m)
- Punta Malanotte (2735 m)
- Punta del Villano (2663 m)
Questo significa che, pur essendo già di per sé una meta interessante, la Conca di Cassafrera è anche un punto di passaggio o di appoggio per itinerari più lunghi e articolati.
I colli e i passaggi che collegano la conca alle valli vicine
La Conca di Cassafrera non è chiusa su se stessa. Al contrario, comunica con altre vallate attraverso diversi valichi:
- Colle del Vento, verso la Val Sangone
- Colle delle Vallette (2302 m), tra i passaggi più importanti
- Colle Aciano
- Porta del Villano
- Colli di Malanotte Superiore e Inferiore
Questi accessi spiegano bene perché la conca sia così interessante per il trekking di traversata. Infatti è uno di quei luoghi che possono essere raggiunti da più versanti, e quindi non si lasciano leggere con un solo itinerario.
L’itinerario più classico: dal Rifugio Val Gravio alla Conca di Cassafrera
L’accesso più diretto e conosciuto dal versante della Val di Susa parte dal Rifugio GEAT Val Gravio, a 1390 metri di quota. Da qui si segue la mulattiera lungo la sponda sinistra del torrente Gravio. Successivamente il sentiero si alza e si allontana dal corso d’acqua, attraversando pascoli e ruderi di vecchi alpeggi.
Lungo il percorso si incontra l’Alpe Mustione, da cui si vedono anche le cascate del Rio Gravio. Poco dopo, con una breve deviazione, si può raggiungere il Lago Rosso, piccolo specchio d’acqua incorniciato da cime severe. Infine il sentiero prosegue con pendenze più sostenute tra praterie alpine e pietraie, fino ad aprirsi nell’ampio spazio della Conca di Cassafrera.
Questa salita è una delle più complete perché accompagna con gradualità dentro il paesaggio della conca. Prima il vallone, poi gli alpeggi, quindi la roccia e infine il grande altipiano.
Un altro accesso molto bello: dalla Val Sangone via Lago Blu
Esiste anche una variante molto interessante dal versante della Val Sangone, con partenza da Tonda, all’Indiritto di Coazze, a 1138 metri. In questo caso il percorso tocca:
- Pian Goraj (1400 m)
- Alpe di Giaveno (1865 m)
- Lago Blu (2044 m)
- Colle delle Vallette (2302 m)
Dal lago il sentiero 443 sale verso ovest, tenendosi sulla sinistra orografica del valloncello, fino a raggiungere il Colle delle Vallette, che si apre direttamente sulla conca. Il dislivello totale è di circa 950 metri, il tempo complessivo è di circa 6 ore andata e ritorno e la difficoltà resta E, su sentieri segnalati.
Qui, però, c’è una nota concreta da non ignorare: oltre il Lago Blu, soprattutto in tarda primavera o in autunno, il tratto verso il colle può presentare neve o ghiaccio. Quindi la gita va valutata in base alle condizioni reali del terreno.
Geologia, acqua e tracce dell’antico ghiacciaio
Il carattere della conca nasce soprattutto dalla sua origine glaciale. La forma ampia dell’altipiano, l’enorme presenza di blocchi erratici e la distesa di sfasciumi raccontano con chiarezza il lavoro compiuto dal ghiaccio durante le ere glaciali.
Inoltre, in quest’area nasce il torrente Gravio, che poi scende verso nord fino a gettarsi nella Dora Riparia a Bussoleno. Il Rio Gravio, invece, accompagna più da vicino il vallone e regala anche cascate visibili nei pressi dell’Alpe Mustione.
Fauna e flora nella Conca di Cassafrera
Essendo dentro il Parco Orsiera Rocciavrè, la conca rientra in un ambiente naturale molto ricco. Nelle aree rocciose d’alta quota si incontrano stambecchi, mentre su pascoli e pietraie si muovono anche i camosci. Nel territorio del parco è segnalata anche la presenza del lupo, e tra le specie osservabili compaiono inoltre l’aquila reale e il gracchio alpino.
Dal lato vegetale dominano le praterie alpine e la vegetazione rupestre, mentre nei tratti più bassi dell’avvicinamento ricompaiono i boschi di faggio. Quindi la salita cambia molto volto man mano che si guadagna quota.
Rifugi, punti d’appoggio e rete dei sentieri
Il riferimento principale per il versante della Val Gravio è il Rifugio GEAT Val Gravio, a 1390 metri. È gestito dal Gruppo Escursionisti Alpinisti Torinesi, risale al 1928 ed è stato ampliato nel 1999. Si raggiunge sia dalla Certosa di Montebenedetto sia dalla borgata Adret.
Tra i punti d’appoggio da ricordare c’è anche il Bivacco Pian dell’Orso, utile per gli itinerari più lunghi che ruotano intorno al Colle del Vento, al Colle delle Vallette e alla Punta Cassafrera.
Inoltre, tutta questa zona è inserita in una rete escursionistica molto estesa, che comprende passeggiate di poche ore, lunghi trekking, traversate tra valli e percorsi collegati alla GTA e al Giro dell’Orsiera.
Per chi vuole salire più in alto: itinerario verso Punta Cassafrera
Il materiale che accompagna la conca riporta anche un itinerario più impegnativo, che dalla zona di Alpe Fumavecchia conduce fino alla Punta Cassafrera, a 2710 metri. In questo caso i numeri cambiano parecchio: il dislivello è di circa 1370 metri, la difficoltà sale a EE, l’esposizione prevalente è nord e il punto di partenza viene indicato intorno ai 1400 metri.
L’accesso avviene entrando nell’abitato di Villar Focchiardo e seguendo le indicazioni per la Certosa di Montebenedetto. Arrivati al bivio per la Certosa si prosegue invece sulla strada che sale ancora: prima asfaltata, poi sterrata ma in buone condizioni fino all’Alpe Fumavecchia. In alcune note viene specificato che, con fuoristrada, è possibile arrivare fino al Casotto Fumavecchia.
Dal Casotto Fumavecchia (1684 m) si prende il sentiero per Pian dell’Orso, che attraversa un bosco rado con esposizione a nord e raggiunge in circa 25 minuti il colle omonimo a 1904 metri, dove si trova una chiesetta-ricovero su un ampio prato. Da qui il percorso continua verso ovest tra praterie, incontra una fontana, passa sotto il Colle del Vento, raggiunge il Colle delle Vallette a 2302 metri e poi scende di circa 70 metri dentro le grandi pietraie della Conca di Cassafrera.
A questo punto il sentiero diventa molto più faticoso. Infatti, piegando a sud, si risalgono sfasciumi e rocce rotte verso il colletto Lago-Cassafrera a 2600 metri. La traccia è quasi inesistente, però è segnalata con tacche rosse e bianco-rosse. Poco prima del colletto, girando a destra, si raggiunge la cresta spartiacque con una palina per il Monte Robinet; da lì si abbandona il sentiero principale e si sale sulle pendici della Punta Cassafrera fino in cima.
Si tratta di una punta poco frequentata, non sempre ben riportata in cartografia, posta sulla cresta che separa la Val Sangone dalla Conca di Cassafrera e dalla Val di Susa. In più, viene considerata una salita che ha senso soprattutto con meteo limpido: con la nebbia, infatti, l’ambiente perde leggibilità e l’orientamento si complica.
Un giro più ampio nella zona: Robinet, Lago Nord e rifugio Balma
Nel materiale compare anche un giro più articolato nell’area alta della conca. In questo caso si risale il vallone della Balma fino a poco sotto il colletto Robinet, dove, in corrispondenza di un cartello, inizia il sentiero diretto al Colle delle Vallette. Dopo un breve tratto si lascia il sentiero per raggiungere la cresta e quindi la Punta Cassafrera.
Successivamente si scende al colletto già raggiunto in un’altra escursione al Lago Nord, si ritrova il sentiero e, dopo un tratto in discesa verso il Colle delle Vallette, si risale verso la Punta Lago Nord, senza toccarne pienamente la cima. Infine si segue la traccia verso il colletto Ciarmagranda, quindi al rifugio Balma, e si rientra a valle lungo il sentiero di andata.
È un giro che può avere senso, ma solo con ottima visibilità. Altrimenti il rischio è semplice: fare fatica in un ambiente bellissimo senza riuscire a leggerlo davvero.
Quando andare
Il periodo più consigliato per esplorare la Conca di Cassafrera va dall’estate all’inizio dell’autunno, quindi in pratica da giugno a settembre. In questa fase i sentieri sono in genere più liberi da neve e il meteo tende a essere più stabile.
In autunno i colori diventano molto belli, però la variabilità aumenta. Quindi, soprattutto se si vuole salire oltre la conca verso colletti o punte, conviene controllare bene condizioni e visibilità.
FAQ – Risposte frequenti sulla Conca di Cassafrera
Si trova alla testata del Vallone del Gravio, nel Parco Naturale Orsiera Rocciavrè, tra i territori di San Giorio di Susa e Villar Focchiardo
La conca si trova a circa 2200 metri di altitudine, in un ambiente d’alta montagna modellato dagli antichi ghiacciai
L’itinerario più classico parte dal Rifugio GEAT Val Gravio, a 1390 metri, e sale lungo il vallone passando per alpeggi, Lago Rosso e pietraie
Sì. Una delle varianti più interessanti parte da Tonda, passa per Lago Blu e raggiunge la conca attraverso il Colle delle Vallette
Sì. La Punta Cassafrera si trova sulla cresta che separa la Val Sangone dalla Conca di Cassafrera e rappresenta una prosecuzione più impegnativa, adatta a escursionisti esperti

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



