Cappella di Sant’Antonio Abate di Venaus: la chiesetta della borgata Sant’Antonio tra semplicità alpina e storia recente

Da Alessandro Maldera
Marzo 26, 2026

La Cappella di Sant’Antonio Abate di Venaus si trova nella borgata Sant’Antonio, in un contesto appartato fatto di boschi e case sparse. Non è una chiesa monumentale e, proprio per questo, si lascia leggere subito. Tuttavia conserva alcuni caratteri interessanti, sia all’esterno sia all’interno. Inoltre la sua storia è piuttosto recente, perché la costruzione risulta successiva al 1923 e non sono noti documenti precisi sulla sua fondazione.
I tratti distintivi della chiesetta
– Si trova nella borgata Sant’Antonio, in un contesto di boschi e case sparse
– La facciata è a semplice capanna, con due piccole aperture e ingresso ad arco ribassato
– Il tetto è a due falde con manto in lose e sporge in avanti a protezione dell’entrata
– L’interno ha navata unica con volta a botte e conclusione ad abside piatta
– La costruzione è successiva al 1923 e, al momento, non sono noti documenti precisi sulla sua edificazione
Dove si trova la Cappella di Sant’Antonio Abate di Venaus
La cappella sorge nella borgata Sant’Antonio, una delle piccole realtà abitate che punteggiano il territorio di Venaus. Il contesto è quello tipico di montagna, con abitazioni distribuite in modo rado e una cornice naturale che rende il luogo raccolto e silenzioso.
Di conseguenza la visita non ha il tono del grande monumento da raggiungere apposta, ma quello di una scoperta locale. Proprio questo, però, la rende coerente con un itinerario dedicato alle cappelle e ai piccoli edifici religiosi del territorio.
Com’è fatta all’esterno
All’esterno la Cappella di Sant’Antonio Abate presenta una facciata molto semplice, disegnata secondo un profilo a capanna. L’impianto è essenziale, ma non anonimo, perché alcuni dettagli definiscono bene il prospetto.
L’ingresso, infatti, è formato da un arco a sesto ribassato strombato con porta in legno, mentre sulla facciata si aprono due piccole finestre. Sopra, il tetto a due falde si sporge in avanti e protegge l’accesso, accentuando il senso di riparo tipico delle piccole cappelle alpine.
Anche la copertura contribuisce alla sua identità. Il manto è infatti in lose, soluzione molto coerente con il paesaggio montano e con la tradizione costruttiva locale. Inoltre, in asse con l’ingresso, emerge dal tetto un piccolo campanile, concluso da una sfera in pietra sormontata da una croce.
L’interno: navata unica e spazio leggibile
L’interno si sviluppa secondo uno schema molto chiaro. La cappella è organizzata in una navata unica, coperta da volta a botte, e termina con abside piatta. Si tratta di un impianto semplice, ma proprio per questo immediato da comprendere.
Non ci sono articolazioni complesse né suddivisioni ambigue dello spazio. Al contrario, l’aula si presenta come un ambiente lineare, pensato per una devozione di borgata, raccolta e diretta. Questa leggibilità interna è uno degli aspetti più interessanti dell’edificio, perché restituisce bene la funzione pratica e religiosa della cappella.
Struttura, copertura e stato di conservazione
Dal punto di vista costruttivo, la cappella è realizzata con muratura portante in mattoni, intonacata e tinteggiata sia all’esterno sia all’interno. L’insieme appare ordinato e ben definito, senza particolari complessità decorative.
La copertura, come detto, è a due falde e utilizza lose come manto. Inoltre le falde avanzano verso la facciata, proteggendo direttamente l’entrata. Questo elemento, oltre a essere funzionale, contribuisce all’equilibrio del prospetto.
Per quanto riguarda la conservazione, l’esterno risulta in ottimo stato, mentre l’interno è segnalato come attualmente in restauro. È un dato importante, perché dice che l’edificio non è abbandonato e continua a essere oggetto di attenzione.
Una cappella di costruzione recente e con poche notizie documentarie
La parte storica va letta con prudenza, senza ricamarci sopra. La Cappella di Sant’Antonio Abate di Venaus risulta infatti costruita dopo il 1923, anno in cui ancora non compare. Tuttavia non si conoscono documenti specifici che ne raccontino con precisione la fondazione, il cantiere o i promotori.
Questo significa che ci troviamo di fronte a una chiesetta relativamente recente rispetto ad altri edifici religiosi della valle, ma non per questo secondaria. Anzi, la sua presenza testimonia bene una continuità di devozione locale che, anche nel Novecento, ha continuato a segnare lo spazio delle borgate con piccoli luoghi di culto.
Inoltre proprio l’assenza di una documentazione ampia obbliga a restare onesti: la storia della cappella, allo stato attuale, si definisce più per ciò che si osserva nell’edificio che per una cronologia ricca di eventi noti.
Dubbi comuni sulla chiesetta di Sant’Antonio Abate
La cappella si trova nella borgata Sant’Antonio, nel territorio comunale di Venaus, in un contesto appartato tra boschi e case sparse.
L’edificio presenta una facciata a capanna, un ingresso con arco a sesto ribassato strombato, due piccole aperture frontali, tetto a due falde in lose e un piccolo campanile in asse con la porta.
L’interno ha un impianto a navata unica con volta a botte e si chiude con abside piatta, secondo uno schema semplice e facilmente leggibile.
La costruzione è considerata successiva al 1923, perché in quell’anno la cappella non risultava ancora esistente. Tuttavia non si conservano documenti precisi sulla fondazione.
L’esterno risulta in ottimo stato di conservazione, mentre l’interno è segnalato come in restauro.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



